Napolitano nove anni nei miei blog: 2006, candidato e presidente – 15.

Finiscono oggi i nove anni di Napolitano presidente della repubblica, obiettivamente i piu` rovinosi della storia dell’Italia repubblicana, e una riflessione e` necessaria.

Quale e` stato il ruolo personale di Napolitano in questo sfascio?

Vittima della situazione generale che si e` barcamenato al meglio impedendo rovine peggiori oppure complice attivo della deriva anti-democratica in cui siamo affondati?

Chi mi legge sa gia` come la penso al riguardo, e la prima tentazione e` stato di ripeterlo in forma solo piu` organica.

Ma perche` riformulare ex novo le analisi tante volte fatte? mi sono detto.

Per me, e spero anche per voi, non sara` piu` interessante ripercorrere questi anni attraverso una scelta dei post che ho scritto su di lui in questi nove anni?

per una rassegna quasi completa dei miei post su di lui ecco tre link:

http://bortocal.blogs.it/search/Napolitano/AND/

http://bertolauro.blogs.it/search/Napolitano/AND/

https://bortocal.wordpress.com/?s=Napolitano&submit=Cerca

* * *

lui traccia intanto l’identikit anche del suo successore:

Dovrà essere “una figura di alto profilo, un politico con molta esperienza istituzionale alle spalle”.

la parola chiave e` un politico, per garantire il sistema alle corde.

e Renzi si dichiara, a parole, sconfitto nel suo disegno di mettere su quel seggio un suo uomo, o meglio una donna, di paglia (aveva farneticato persino Del Rio o il suo ministro degli esteri Gentiloni, che ne ha fatto di strada dal tempo in cui faceva parte del manifesto come me) e ripete a pappagallo:

Sarà “un arbitro saggio” e “una personalità di grande livello”.

Se non mi sbaglio e` il ritratto di Amato

che sembra fatto apposta per eccitare Lega e grilletti.

oppure, non sia mai, Prodi; ma queste sono le due uniche figure che rispondono al doppio identikit intrecciato (notato, pero`, che Napolitano parla di un politico e Renzi no?).

mentre il grande elettore vero Marchionne dagli USA lancia l’ultimo siluro contro Draghi, che ci capisce troppo di economia per essergli gradito:

Mario Draghi al Quirinale?

Lo vedrei benissimo, ma lui dice che non ci vuole andare“.

* * *

Leggendomi qualche anno fa si avra` la sorpresa, ad esempio, di scoprire che i candidati di cui si parlava un decennio fa sono poi gli stessi, sostanzialmente, di oggi: segno di una gerontocrazia che tende oramai al decrepito.

Non solo, ma anche che, critico come sono sul ruolo di Napolitano oggi, ho tuttavia all’inizio avuto una grande fiducia in lui (sia pure espressa nei modi abbastanza surreali e sbarazzini che allora mi piaceva usare nel blog, vuoi per il completo anonimato dato anche dal fatto che risiedevo all’estero, vuoi forse per i quasi dieci anni di meno).

Ma si avra` anche il piacere (almeno io) di tornare ad immergermi in un clima storico differente, che ci torna davani (o per qualcuno apparira` la prima volta) in tutta la sua originalita` e diversita` dal presente.

* * *

I post sono talmente numerosi, pero`, come e` normale, dato che attraverso la figura del presidente passano di nuovo davanti agli occhi le tappe principali della nostra storia nazionale, e, anche solo selezionandone alcuni, questo lavoro devo farlo a puntate.

Ogni puntata un anno, direi, cosi` arriviamo proprio sotto le elezioni del nuovo presidente, che vorra` essere  l’espressione impresentabile dell’ultima degenerazione politica italiana, il renzismo…

* * *

1. 2006 Primo anno: candidato e presidente.

Ecco come un bortocal con 9 anni di meno, sorprendentemente leggero e anche ingenuo (rispetto ad oggi), ha accompagnato e perfino un poco preparato (se posso dirlo) l’elezione di Napolitano, visto – a torto, in prospettiva storica – come l’antidoto migliore a Berlusconi e a D’Alema, allora postosi a capo di un preciso progetto presidenzialista, fortunatamente sventato al momento.

(anche se l’elezione di un presidente piu` organico alla maggioranza prodiana, sarebbe forse riuscita a tenere in piedi quel governo vacillante; ma questo presidente non poteva essere D’Alema, oscuramente contrario a Prodi, e non fu certamente Napolitano, che vedeva quel governo come il fumo negli occhi e non fece proprio nulla per aiutarlo, anzi).

Ma questi post sono anche la testimonianza di una stagione di passione politica e di trasparenza democratica; rileggerli fa pensare con angoscia al cupo momento presente dominato dalla camarilla renziana che intende arrivare all’elezione del presidente della repubblica con un rito bulgaro e un nome tenuto segreto fino alla quarta votazione, in cui imporlo con un colpo a sorpresa.

E` il segnale di una involuzione politica cosi` tragica che il cosiddetto patto segreto del nazareno al confronto sembra la Magna Charta.

* * *

206. rivotiamo, please

von Bortocal @ Freitag, 28. Apr, 2006 – 14:51:19

http://bertolauro.blogs.it/2006/04/28/206_rivotiamo_please~762428/

scrivo dopo avere visto l’esito provvisorio della prima elezione del presidente del Senato. (…)

stiamo tornando alla prima repubblica e al trionfo delle furbissime schede bianche.

mi ricordo che alle elezioni del Presidente della Repubblica nel 1971 “bianca” era stato eletto presidente, se si fosse riuscito a dargli un nome, perche` ebbe una bella maggioranza di voti.

e pensare che ad Atene 2.500 anni fa se uno veniva scoperto ad astenersi era mandato in esilio seduta stante. (…)

* * *

  1. e insomma al Quirinale chi ci va?

by Bortocal @ Tuesday, 25. Apr, 2006 – 14:00:14

http://bortocal.blogs.it/2006/04/25/102_e_insomma_al_quirinale_chi_ci_va~754418/ .

ilpensierodioggi 24.04.06 @ 18:03

ma insomma… allora al Quirinale chi ci va?

D’Alema non e’ escluso che… …. ehm… (…)

Bortocal 24.04.06 @ 18:16

(…) io sono assolutamente e senza riserve per Napolitano.

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è l’ultima occasione che l’Italia ha per eleggere presidente della Repubblica un figlio illegittimo dell’ultimo re d’Italia (a quanto si spettegola, chissà se è vero), ed è una opportunità assolutamente da non perdere.

era già straordinario che un figlio del re fosse uno dei leader dei comunisti (anche se dell’ala riformista), ma questa trovata finale sarebbe davvero grandiosa.

(…) non ci resta che ammirare le straordinarie capriole della storia. (…)

Firdis 24.04.06 @ 18:33

(…) Sto in attesa. (…)

Bortocal 25.04.06 @ 13:49

tranquilla Firdis che il presidente non lo eleggiamo nè io nè Michè, e quindi il tuo D’Alema rimane sempre in corsa.

assieme a:

Ciampi, naturalmente, lo vorremmo tutti, ma è troppo grande per non avere detto un no consapevole, e poi ha 85 anni, vi rendete conto, ha diritto adesso a rilassarsi, dopo avere tenuto in piedi l’Italia da solo per questi 7 anni;

(…) la Bonino, perchè no: donna serissima e stimatissima nel mondo, altro che protesi di Pannella, a Pannella ha saputo dire di no

la Rosy Bindi, giusto per far vedere agli italiani che hanno una rozza visione maschilista delle cose che l’avvenenza fisica in una donna non è tutto: coerente e solida, va bene, credetemi…

la Tina Anselmi, veneta e partigiana come la mia mamma (e qui il partigiano sono io)

non sarebbe un bel modo di ricordare la Resistenza, oggi che è il 25 aprile, votare come Presidente una donna che l’ha fatta, come tutte le donne, senza azioni di sangue?

la Margherita Hack, se si potesse, una donna bellissima!

una donna comunque, è il momento di una donna presidente, meglio se bellissima (bellezza vera, non di plastica)!

* * *

208. addio D’Alema (spero)

von Bortocal @ Sonntag, 07. Mai, 2006 – 21:50:06

http://bertolauro.blogs.it/2006/05/07/208_addio_d_alema_spero~782624/

Franco Marini, Giuliano Amato, Mario Monti e Lamberto Dini.

sono i quattro nomi della Case delle Libertà scelti correttamente nell’ambito della maggioranza (o quasi) per la carica di Presidente.

adesso ci siamo.

la proposta va ovviamente accolta (e non per le stupidate minacciate da Berlusconi, che danno qualche preoccupante segno del futuro).

qualunque di questi nomi va bene, è lo spirito che conta.

per me li metterei in ordine così.

Monti – un laico, un indipendente; Scalfari su Repubblica oggi lo ha liquidato in modo sprezzante, ma senza veri argomenti.

Amato – un laico cattolicheggiante, ma troppo impopolare e poi era pur sempre il braccio destro di Craxi.

Dini – quasi un tecnico, peccato per la moglie, sarebbe un grosso problema per lui

Marini – proprio per ultimo (le elezioni del presidente del Senato per la seconda volta? nessuno ha pietà di Rita Levi Montalcini?)

(…) D’Alema è fuori gioco (credo e mi auguro per sempre), alla faccia di coloro che lo ritengono un gran politico e un uomo forte.

c’è gente più ingenua di me, che confonde la forza smisurata delle ambizioni con le capacità di realizzarle.

le seconda sconfitta in pochi giorni dimostrerebbe che l’uomo non sa calibrare le proprie attese, difetto molto grave sia in un politico che in un generale.

un generale che attacca troppo presto o nemici troppo forti e fa scornare ripetutamente il suo esercito sarebbe un gran generale?

(…) l’Unione deve rispettare il proprio programma elettorale, eleggere un Presidente di effettiva garanzia, gradito anche all’altra parte, e rifiutare la prospettiva presidenzialista implicita nella eventuale elezione di D’Alema e incoerente con la sua storia.

così mi auguro che si chiuda questa giornata in cui a momenti è parso che il Presidente della Repubblica fosse una partita da giocare tra i quattro lettori di questo blog.

* * *

siccome poi, procedendo di minuto in minuto, l’Unione adesso ha candidato Napolitano, ricordo a tutti che è stato il mio primo candidato (Blog Lettere a Bortocal, Post n. 102, 25 aprile – d’accordo, per la foto lì ho messo quella che dicono sia di suo padre… ma ho rimediato subito qui sopra).

questo è un punto sul quale con un piccolo sforzo ancora (adesso dall’altra parte) si può arrivare ad un accordo.  (…)

Bortocal 07.05.06 @ 22:25

Firdis, eleggiamo Napolitano (visto che pare qui dipenda da noi, vedi come ci leggono e ci ascoltano?) (…)

07.05.06 @ 22:27

(…) anche Napolitano l’ho candidato io!

per primo! quando non ci pensava ancora nessuno!

(e invece hanno preso nota sottovoce e se lo sono tenuto da parte come l’asso nella manica…).

(eh, eh)

FIRDIS 07.05.06 @ 23:39

se.. se.. eheheh.

Bortocal 08.05.06 @ 07:18

il punto cruciale, Firdis, è che anche un comunista per bene va bene, dato che i comunisti non mangiano i bambini.

Napolitano ha combattuto i nazisti, è sempre stato un uomo sereno e misurato, è stato ministro con Prodi ed è stato niminato senatore a vita da Ciampi, a riconoscimento dei suoi meriti.

ha inoltre 81 anni e l’età (a parte Andreotti) dovrebbe essere una buona garanzia di disinteresse e mancaza di ambizioni personali.

contenta no?

gigio25 08.05.06 @ 02:45

Resto su Monti!

Bortocal 08.05.06 @ 07:03

d’accordo, Gigio, ma non restare indietro.

* * *

209. il nostro Presidente, il nostro paese

von Bortocal @ Montag, 08. Mai, 2006 – 16:12:12

http://bertolauro.blogs.it/2006/05/08/209_il_nostro_presidente_il_nostro_paese~784277/

(…) Ciampi era il candidato del centro-sinistra, non era al di sopra delle parti.

poi anche il centro-destra lo votò (tranne la Lega), riconoscendo la sua onestà e imparzialità.

e allora perchè per Napolitano no?

capisco (e perfino condivido) i dubbi su D’Alema, ma su Napolitano? (…)

Napolitano sarebbe uguale a Ciampi nella imparzialità?

tutto lo fa pensare; quando fu presidente della Camera diede spesso torto ai suoi, quando riteneva che lo avessero (così si deve fare…), tanto che spesso si scocciavano: ma lui seguiva il regolamento, senza partigianerie.

perfino Berlusconi scese a stringergli la mano una volta, riconoscendo il suo valore e la sua onestà.

perfino l’Osservatore Romano, il giornale del Vaticano, oggi lo appogggia.

e allora?

oggi ho letto questa frase:

“Napolitano ha i requisiti, ma il metodo è sbagliato”

l’ha detto Nania, vicepresidente dei senatori di An e siccome sono all’estero, quando leggo queste stranezze della politica italiana, faccio come loro: rido.

ma, scusa Nania, stiamo votando il presidente della repubblica o il metodo?

tu voti per il signor Metodo?

Napolitano è la persona giusta, imparziale come Ciampi (…).

è stato partigiano come lui, come lui ha fatto la Resistenza.

ha una sola differenza, rispetto a Ciampi: è stato “comunista”.

ora, Berlusconi vorrebbe stabilire il principio che, se uno è stato comunista, non debba più avere cittadinanza politica… (…)

questa pretesa di Berlusconi che gli italiani credano che i comunisti mangiano i bambini – e che anche D’Alema e Napolitano ne abbiano mangiati – è risibile e non si può assolutamente accettare, come è ovvio.

quindi, ben venga Napolitano.

e speriamo che la sua sia una candidatura vera e non una bandiera da ammainare alla quarta votazione.

* * *

210. la sarta di Ferrara (con soluzione solo alla fine del post)

von Bortocal @ Dienstag, 09. Mai, 2006 – 18:28:37

http://bertolauro.blogs.it/2006/05/09/210_la_sarta_di_ferrara_con_soluzione_so~787306/

c’è in Italia una signora che fa Bianca di nome e Scheda di cognome?

oppure meno probabilmente Scheda di nome e Bianca di cognome?

possibilmente sarta e di Ferrara? (alla fine del post capirete perchè)

con Google non la trovo…

peccato, perchè da oggi è il nuovo Presidente della Repubblica italiana

una presidente donna, finalmente…

ma se non si presenta subito al parlamento, domani ne eleggono un altro. (…)

* * *

Leggersi anche:

http://bertolauro.blogs.it/2006/05/10/212_povera_vanna_marchi~790068/

Un autentico spasso, direi.

* * *

220. lo stile non poetico del nostro presidente

von Bortocal @ Sonntag, 14. Mai, 2006 – 09:31:50

http://bertolauro.blogs.it/2006/05/14/220_lo_stile_non_poetico_del_nostro_pres~797924/

santo cielo, un presidente autoironico.

non s’era ancora mai visto.

“Dirò poche parole in previsione delle molte che vi infliggerò lunedì a Montecitorio”.

“Ma ai senatori non ho inflitto 38 anni, come ai deputati, mi sono limitato a sette mesi”.

“Chiedo scusa ai miei più stretti collaboratori che hanno sopportato le mie proverbiali pignolerie”.

ma vi rendete conto che queste frasi sono in purissimo stile bortocal?

e, a proposito, ecco la prima delle pignolerie, sotto forma di smentita, alle quali dovremo abituarci:

”La ripresa sui media e l’ulteriore amplificazione di una vecchia leggenda giornalistica impone di precisare che Giorgio Napolitano ha gia’ smentito nel 1997, e tassativamente smentisce oggi, di essere l’autore di un libro di poesie in dialetto partenopeo firmato con lo pseudonimo Tommaso Pignatelli.

Il presidente eletto della Repubblica non ha mai scritto poesie, ne’ in napoletano ne’ in italiano ne’ in alcuna altra lingua”.

Tommaso Pignatelli, un frate ammazzato in carcere nel 1600, dopo una congiura per liberare il meridione dal Re di Napoli.

Napolitano non può smentire tuttavia di avere fatto parte, durante gli anni dell’università, a cui si era iscritto nel 1942, del GUF, il gruppo universitario fascista, come era naturale per un giovane della sua generazione, e di avere collaborato al settimanale IX maggio, dove teneva una rubrica di critica teatrale e, beffando la censura, scriveva con gli amici articoli firmati Carlo Marx, prima di passare, come leader degli studenti antifascisti, alle prime azioni della Resistenza a Napoli.

non può smentire, adesso, di essere un tipo abbastanza originale e un po’ burlone.

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Napolitano adesso smentisce di avere scritto poesie in napoletano.

che peccato.

Napolitano non scrive poesie, in nessuna lingua.

che peccato doppio.

però fu attore teatrale in gioventù, recitò la parte di un cieco in una commedia di Salvatore Di Giacomo, recitò nel Viaggio a Cardiff di Yeats al Teatro Mercadante di Napoli.

“Troppo facile trovare un applauso” con la politica, disse una volta.

difficile trovarlo anche con le poesie.

speriamo che cominci a scriverle adesso, almeno.

nel caso, il mio blog bortologia è a disposizione (…)

Bortocal 14.05.06 @ 13:07

(…) a parte il fatto che io Napolitano l’ho profetizzato il 25 aprile, quando non ci pensava nessuno, come si può controllare sul blog (e adesso voglio gli altari o almeno almeno l’inserimento della mia profezia nella Bibbia ispirata o spiritata), anch’io per un momento avevo pensato che Monti andasse meglio, per la pacificazione.

ma certamente con Monti di poesie non ne avremmo avute per niente, nemmeno apocrife!

* * *

  1. maggioranze e presidenti (mai visto un presidente eletto dalla minoranza).

von Bortocal @ Dienstag, 16. Mai, 2006 – 22:57:37

http://bertolauro.blogs.it/2006/05/16/225~805309/

 (…) Il presidente del Consiglio uscente, Silvio Berlusconi ha espresso al Capo dello Stato – Napolitano – «la viva preoccupazione per la esclusione» del centrodestra «dalle più alte cariche dello Stato».

«Questa situazione determinata da un comportamento arrogante del centrosinistra che non ha precedenti nella storia, rappresenta una concentrazione di potere che ho definito preoccupante».

la preoccupazione nasce dal fatto che il centro-sinistra ha eletto presidenti delle Camere e della Repubblica, fatto che non avrebbe “precedenti nella storia”.

che bufala!

dalla crisi del dopoguerra l’Italia uscì a partire dal 1947 con una coalizione di centro tra Democrazia Cristiana e partiti minori: ad uno di questi partiti al governo apparteneva il primo vero e proprio Presidente della Repubblica, il liberale Einaudi, eletto nel 1948 (l’anno in cui sono nato io).

i presidenti delle Camere ovviamente sono sempre stati espressi dalla maggioranza, salvo che negli anni del cosiddetto “consociativismo” in cui – non potendo portare il Partito Comunista direttamente al governo – se ne elessero degli esponenti alla carica di Presidente della Camera (Ingrao, Nilde Iotti).

questa prassi, in fondo discutibile ed inventata per coinvolgere i comunisti nel governo senza farli entrare ufficialmente per motivi di politica internazionale, fu interrotta proprio da Berlusconi nel 1994 e proprio nella camera (il Senato) dove non aveva avuto la maggioranza alle elezioni, con una spregiudicata manovra di ingaggio di senatori dell’opposizione nel proprio campo. (…)i

nel 1955, caduto De Gasperi il centrista e passato il pallino al centro-destra, fu eletto presidente un democristiano che si diceva di sinistra, ma era stato sottosegretario nel primo governo Mussolini, appoggiato dai cattolici, e che finì col fare sparare la polizia nelle strade contro gli antifascisti, per interposto capo del governo scelto personalmente da lui e quasi imposto al Parlamento.

nel 1962 fu eletto Segni, democristiano di destra, come garante dell’unità della Democrazia Cristiana, saldamente al governo.

nell’estate del 1964 un ictus bloccò le tentazioni di Segni di far fare ai carabinieri un colpo di stato e la Democrazia Cristiana, guidata da Moro, che aveva scelto il centro-sinistra coi socialisti, elesse appunto con i nuovi alleati un socialdemocratico, Saragat, presidente amante del rosso sbiadito in politica, ma del rosso squillante nel campo enologico.

nel 1971 fallito il tentativo “fanfascista” di eleggere un presidente che trasformasse la costituzione in senso presidenzialista (la storia si ripete, caro D’Alema…), la Democrazia Cristiana rielesse presidente un proprio mediocre esponente di destra, Leone, che anticipò Berlusconi nel gusto tutto italiano di fare le corna in pubblico, lui, però almeno, agli studenti che lo contestavano e non ai capi di stato stranieri alle cerimonie ufficiali.

nel 1978, rapito e ucciso poche settimane prima della sua scontata elezione, il presidente già individuato, Moro, come garante della nuova organica alleanza tra cattolici e socialisti, aperta al Partito Comunista, fu la scelta del socialista Pertini, leader della Resistenza partigiana, eletto, come Napolitano, a 81 anni, a esprimere il nuovo equilibrio politico.

poi nel 1985 il garante dell’unità nazionale fu Cossiga, e nel 1992 fu dato a Scalfaro, il moralista integerrimo della destra democristiana, il compito di portare il paese intatto fuori da Mani Pulite, e nel 1999 toccò poi a Ciampi, uomo del centro-sinistra, eletto dal centro-sinistra col consenso della destra.

del resto, basta pensarci un attimo: ma potrebbe essersi mai visto nella storia che una maggioranza eleggesse alla carica più alta un esponente dello schieramento avverso?

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