l’oro dell’ISIS e Cantlie – 19.

1. ancora sul documento di Cantlie.

sul blog MAKTUB di mcc43 e` stato pubblicato e tradotto l’interessante documento del 31 dicembre di Cantlie, un giornalista oggi ostaggio nelle mani dell’ISIS: vi ha esposto il significato, secondo lui, di un eventuale ritorno alla moneta aurea, sostenuto dallo Stato Islamico, che si e` messo a coniare moneta di questo tipo.

dopo avere evidenziato nel post n. 12  l’inconsistenza scientifica della tesi centrale da lui proposta, vorrei ora esaminarne altri aspetti, a prima vista piu` fondati e comunque degni di riflessione.

* * *

l’esordio dello studio di Cantlie contiene il nucleo stesso della sua argomentazione:

E’ semplice: oggi ci sono troppi “soldi” in giro per il mondo e la conseguenza sarà che nei prossimi anni le cose non gireranno  più altrettanto bene. 

Lo si può vedere nell’economia di quasi tutti i paesi.

Il costo della vita è in costante aumento e la moneta ha sempre meno valore, mentre le Banche Centrali  gonfiano il problema continuando a inondarci di pezzi di carta con dei numeri stampati sopra.

Si è visto decine di volte nel corso della storia e ogni volta fu un fallimento.

Il dollaro sta andando giù, ma questa volta con sé porterà a picco il mondo.

ora, lo dico per primo a me stesso, occorre diffidare di tutti coloro che dicono che capire il mondo e come va e` semplice: una simile dichiarazione equivale sempre e immediatamente ad una dichiarazione di cialtroneria.

diverso e` dire che vi sono aspetti della realta`, molto semplici ed evidenti, che vengono occultati da chi vi ha interesse e capacita` per farlo; ma la riscoperta di questi aspetti ci ri-consegna comunque ad una realta` magmatica, talvolta indecirfrabile o sorprendente in modo desolante.

* * *

2. petrolio: novita` sorprendenti.

per anni abbiamo scritto tutti (e io per primo) che il dollaro era in crisi, ed era davvero cosi`, l’impero sembrava sul punto di crollare sotto il peso delle sue contraddizioni; la grande crisi del 2008 sembrava giunta a confermare le nostre previsioni.

l’impero USA e` nella storia l’impero di una civilta` fondata sul petrolio (vedi il libro di Rifkin, Economia all’idrogeno), e la grande crisi veniva a coincidere col raggiungimento del picco della produzione petrolifera tradizionale, cioe` del punto piu` alto della produzione e dell’inizio del suo declino.

era quello che aveva previsto il MIT per gli anni Novanta del secolo scorso, col suo rapporto I limiti dello sviluppo, pubblicato nel 1973, ma poi la scoperta di nuovi giacimenti sembrava avere semplicemente spostato piu` in la` di una ventina d’anni il momento; e il MIT non aveva allora alcuna percezione ancora dell’effetto serra collegato anche all’iper-consumo di idrocarburi, pur se dipendente principalmente dall’aumento della popolazione: una nuova conoscenza che complicava il quadro rendendolo, se possibile, ancora piu` fosco delle sue gia` cupe previsioni.

e invece dal 2008 ad oggi lo scenario e` gia` cambiato, grazie alla diffusione di una nuova tecnologia estrattiva, che ricava petrolio dalle rocce bituminose, indifferente sia ai rischhi sismici collegati alla nuova tecnica del fracking (sembra che un assaggio se ne sia avuto in Emilia due anni fa) sia ai danni ancora piu` gravi all’ambiente, dato che questa tecnica accentua le emissioni che inducono il riscaldamento globale, del quale finiremo tutti vittime (per quanto possiamo prevedere oggi).

e cosi` sono bastati pochi anni, direi quasi pochi mesi, per cambiare completamente gli scenari mondiali e gli USA da principale paese importatore di petrolio, costretto ad indebitarsi progressivamente per acquistarlo, sono diventati di colpo il principale paese produttore di petrolio.

oggi gli USA non dipendono piu` per il loro fabbisogno energetico dal Medio Oriente, che rimane centrale invece per le aree del mondo che non lo producono direttamente: Europa e Cina.

un vero colpo di teatro della storia, che manda a gambe all’aria decenni di analisi e faticose ricerche (si veda appunto, come semplice esempio, l’intera opera di Rifkin) e mette di fronte a scenari nuovi, che dobbiamo cogliere rapidamente, se non vogliamo farci sorprendere impreparati dagli eventi.

comunque non e` difficile immaginare scenari completamente nuovi per la politica internazionale del prossimo futuro: se oggi gli USA hanno bisogno di tenere sotto controllo ancora il Medio Oriente e` per controllare l’Europa che ne dipende, non per se stessi.

ma l’Europa stessa procede, anche se meno rapidamente, verso una differenzione energetica, sotto la guida della Germania, dove la percentuale dell’energia ricavabile dalle fonti rinnovabili cresce di anno in anno e sta diventando significativa, in attesa della dismissione del nucleare.

un modello economico radicalmente nuovo, quello europeo, che tiene conto dell’ambiente, cerca di proteggere dall’esplosione imminente e senza ritorno del riscaldamento globale e prefigura un tipo di economia decentrata sul territorio, che e` strutturalmente democratica e segna il tramonto del controllo dei grandi monopoli della produzione petrolifera sulla vita del mondo.

dunque lo scenario mondiale e` molto piu` complesso del quadro che ne traccia Cantlie, e sembra ancora presto per poter dire che l’impero americano della civilta` del petrolio e` gia` giunto al suo tramonto.

* * *

naturalmente confermo che nessuno ha la verita` in tasca e che questo scenario alternativo alle premsse di Cantlie potrebbe essere sbagliato: si scrive nei blog per cercare critiche che aiutino a chiarirsi le idee, suppongo.

e anche io mi muovo in questa linea: invecchiando ho smesso di invidiare e considerare fortunati coloro che hanno certezze generali da diffondere, ora piuttosto li compatisco. e le certezze a cui da` voce Cantlie sono purtroppo di questo tipo, per quanta ammirazione si possa avere per quest’uomo e per il suo coraggio come ostaggio dello Stato Islamico.

ma non possiamo dare ragione a tesi sballate solo per pieta` umana verso chi le esprime.  

* * *

3. dove sta la vera origine della crisi finanziaria mondiale?

il secondo punto sul quale le tesi di Cantlie sono sorprendentemente grossolane sta qui: e` vero che oggi ci sono troppi “soldi” in giro per il mondo; ma giustamente Candlie ha messo la parola soldi fra virgolette, dato che la massa del circolante e` oggi formata piu` da strumenti finanziari derivati che da moneta sonante.

occorre riflettere bene su questo punto, che mostra un tramonto (definitivo?) della centralita` degli stati nella vita economica: non soltanto i grandi monopoli informatici hanno costruito e stanno sviluppando dei poteri alternativi virtuali in grado di condizionare la nostra vita molto piu` profondamente di quanto facciano gli stati, che appaiono sempre di piu` dei semplici esattori al servizio della finanza; non soltanto si diffondono monete virtuali per gli scambi commerciali in rete, che non dipendono in nulla dal potere di monetazione degli stati; ma la vita finanziaria e` totalmente condizionata da strumenti finanziari secondari, derivati dalle monete, e altrettanto virtuali della moneta virtuale: quando questi strumenti rappresentano masse di potere finanziario che sono svariate volte maggiori della massa del denaro stampato dagli stati, e` chiaro che sono in grado di condizionare la vita economica quasi piu` significativamente degli stati stessi.

e comunque la direzione generale in cui si sta muovendo il mondo e` questa: il tramonto degli stati, anche di quelli di dimensione continentale (gli unici che possono almeno provare di continuare a sussistere oggi), la fine della democrazia ad essi collegata, e l’emergere della nuova anarchia feudale dei grandi monopoli trans-nazionali che condizionano oramai nel profondo la vita del mondo.

dunque sbaglia Candlie, a mio parere, ad individuare nell’inflazione tutto sommato moderata, prodotta dalle banche centrali con le loro emissioni di moneta, il problema centrale.

le banche centrali sono state scavalcate dall’anarchia del mercato e della finanza, oggi in grado di prodursi da soli e in qualche modo garantire i propri strumenti finanziari in misura molto maggiore della moneta classica.

la crisi delle monete e del debito rappresenta bene l’inizio di una lotta mortale tra la moneta classica e le nuove monete virtuali e senza patria che cercano di prendere il suo posto.

se domani il valore della moneta, di una o piu` monete del mondo, venisse improvvisamente polverizzato, potrebbero essere i nuovi strumenti finanziari di cui sopra a prendere il suo posto.

insomma, Cantlie e lo Stato Islamico, se lui da` voce in qualche modo alle sue visioni economiche, stanno completamente sbagliando l’obiettivo e si muovono lungo linee di analisi attardate e totalmente inadeguate anche solo allo studio del presente.

ma possono far presa su chi si attarda a vedere il modo come non e` piu` almeno da un paio di decenni.

* * *

4. il legame tra dollaro e petrolio.

negli anni il dollaro ha assunto quasi il valore di moneta unica mondiale, oltre che nazionalee di riserva valutaria nel mondo: nessun’altra moneta puo` essere utilizzata perfino nei pagamenti in cosi` ampia parte del mondo, che viene a rappresentare, anche visivamente, l’estensione del suo impero.

i vantaggi economici secondari di questa posizione sono stati illustrati molte volte: ogni volta che la Federal Reserve stampa dollari, esporta inflazione fuori dagli USA per la quota corrispondente ai dollari detenuti da stati esteri. e siccome l’inflazione e1 un potente re-distributore di ricchezza, in ultima analisi con l’inflazione gli USA trasferiscono ricchezza dagli altri stati a se stessi: un saccheggio neo-coloniale incruento e quasi invisibile.

ricostruisce con vivacita` giornalistica, ma in modo sostanzialmente corretto, le principali vicende dell’oro nel secondo dopoguerra:

l’accordo di Breton Woods del 1944 quando le valute di tutto il mondo sono state agganciate al dollaro, che a sua volta si fissava  a 35 dollari  per un’oncia

la dichiarazione di Nixon nel 1971 che l’America non avrebbe più riscattato i dollari di carta contro l’oro, a meno che ciò non fosse nell’interesse degli Stati Uniti.\

la dichiarazione di Nixon nel 1973 (non la conoscevo prima di oggi) che tutte le transazioni internazionali con i paesi produttori dell’OPEC sarebbero dovute avvenire in dollari:  petrodollari.

l’accordo USA monarchia saudita: In cambio dell’esclusività del dollaro come moneta delle transazioni, e dell’investimento di miliardi in bond degli Stati Uniti, l’America promise supporto miliare e protezione dei giacimenti petroliferi.

Poi nel 1991 Saddam si è annesso il Kuwait e gli Stati Uniti, fedeli al patto concluso – con l”Arabia Saudita, messa in pericolo da questa mossa – hanno distrutto il suo esercito.

Nel 2000, l’ex regime baathista dichiarò che avrebbe cominciato a vendere il petrolio solo in euro e non a “uno stato nemico”. E l’America è tornata, nel 2003, con il pretesto delle “armi di distruzione di massa” e con la “guerra al terrorismo”, ristabilì nuovamente la regolazione delle vendite del petrolio in dollari.

L’America è capace di cominciare guerre e uccidere centinaia di migliaia di persone pur di proteggere il valore del dollaro, oltre agli altri suoi interessi economici. E’ stato evidente quando gli Stati Uniti e i fidi alleati sono rimasti a guardare mentre Assad faceva uccidere oltre 200.000 persone in Siria. Tuttavia, non appena lo Stato Islamico si è spostato verso i giacimenti petroliferi dell’Iraq e dell’Arabia, l’America si è immediatamente coinvolta.

ricostruzione storica essenziale, ma condivisibile.

In questo momento Russia e Cina regolano le vendite del loro petrolio nella propria moneta e accumulano tanto oro da poter seppellire dollaro e petrodollari come strumenti internazionali del commercio. La Cina ha una montagna d’oro: 6.500 tonnellate di lingotti. Altri paesi stanno commerciando in euro e oro o  hanno intenzione di farlo nel prossimo futuro.

ma giustamente il commentatore Mauro Poggi osserva:

È vero che Cina e Russia stanno effettuando massicci acquisti di oro (la Cina è anche un produttore importante), ma questa a mio avviso è solo una strategia di differenziazione delle riserve, non di sostituzione.

ma torniamo a Cantley:

Il più grande produttore di gas naturale del pianeta, la società russa Gazprom, ha recentemente firmato accordi per passare i pagamenti da dollari a euro. Gazprom è anche una grande produttrice di petrolio e ciò è un grande passo nello sforzo della de-dollarizzazione della Russia.

forse e` un caso che proprio qui, allora, e` partito l’attacco alla Russia per interposta Ucraina?

La Cina farà altrettanto.

L’attività militare dello Stato Islamico ha dato un’altra stretta al monopolio del petrolio americano attaccando, che scocciatura…, e impadronendosi degli impianti nelle zone conquistate.

L’Iraq è il secondo più grande fornitore di petrolio dopo l’Arabia, ma lo Stato Islamico guadagna terreno e distrugge impianti estrattivi.

Le forniture dalla Libia sono interrotte da attacchi dello Stato Islamico, la produzione nigeriana viene ostacolata dai Mujaheddin locali.

ma questa strategia ha trovato la sua risposta efficace: Candlie stesso deve ammettere che gli USA ora sono il più grande produttore di petrolio al mondo, 11 milioni di barili al giorno, e in guerra dei prezzi del petrolio con gli amici sauditi.

lui dice in preda al panico per allontanare il peggio.

puo` essere, ma il peggio e` effettivamente passato.

la guerra del petrolio dello stato islamico fara` o sta facendo altre vittime, non sta colpendo gli USA.

paradosso della storia: riducendo la produzione petrolifera delle zone esportatrici classiche lo Stato Islamico sta invece favorendo gli USA e aiutandolo a tenere alto il prezzo del proprio petrolio.

che sia questa la vera chiave interpretativa della realta`?

* * *

5. come sara` la catastrofe economica prossima ventura?

Non è necessario essere un esperto finanziario per vedere verso dove procede tutto questo. Guerre, implosione economica, deflazione cronica e, infine, un nuovo sistema finanziario globale che emergerà dalle ceneri. tutti vogliono giocare: riavere i propri lingotti. Svizzera, Ecuador, Olanda e Austria ne chiedono la restituzione. La Germania ha chiesto alla Fed il quantitativo di sua proprietà nel 2012 per sentirsi dire semplicemente che non c’era. *5

La Federal Reserve sta stampando oltre 1 trilione  di dollari all’anno nel disperato tentativo di allontanare la deflazione e stamparsi una via d’uscita dal collasso. Possono anche esaurire la carta a disposizione in questi loro sforzi, ma ancora non funzionerà. Il tempo del dollaro volge al termine, come ogni altra valuta a corso legale prima e, nonostante la morte di centinaia di migliaia di persone per allontanarlo nel tempo, la storia dimostra che è un evento inevitabile.

Per la prima volta, tutte le valute del mondo sono anche moneta legale sostenuta dall’assoluto nulla. Quando il crollo arriverà, sarà devastante…

forse Cantley ha ragione, ma il vincitore di questa partita non sara` affatto lo Stato Islamico: le loro concezioni economiche sono troppo primitive, stanno seguendo una strategia completamente sbagliata, stanno lavorando per il nemico senza neppure capirlo.

* * *

riporto, per concludere, altre osservazioni di Mauro Poggi che riassumono in maniera ineccepibile tutti i motivi per cui le tesi di Cantley e dello Stato Islamico non hanno alcun fondamento.

La quantità di oro disponibile in natura è insufficiente a coprire il valore della ricchezza prodotta globalmente in un anno, tanto meno quella in stock.

Questo significa che nel caso del gold standard (ma anche altri materiali pregiati, come l’uranio ipotizzato ragionevolmente da Unlucano) non ci sarebbe abbastanza valuta per alimentare l’economia mondiale e questo porterebbe alla deflazione, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero.

Tanto per dare un’idea, il PIL cinese è pari a circa 8.500 mld di dollari. Non so quanto attendibile sia la cifra di 6500 tonnellate in lingotti d’oro indicate da John Cantlie, ma ammesso che lo sia il controvalore ai prezzi correnti sarebbe i circa 310 miliardi – cioè nemmeno il 4% della ricchezza che la Cina produce in un anno, e solo l’8% del totale delle riserve valutarie che detiene, stimate in 4.000 mld di dollari.

La decisione dello Stato Islamico di battere monete in metallo pregiato può essere visto come una mossa di cui è intuibile la portata simbolica, visto il contesto in cui è pensata, ma probabilmente destinata ad avere scarsa rilevanza pratica. Dovessero davvero entrare in circolazione sparirebbero in un batter d’occhio.

L’uso di moneta fiduciaria di per sé non è negativo, se ben regolata. La non deperibilità dell’oro sotto questo aspetto non è un particolare vantaggio, dal momento che della massa monetaria in circolazione solo un 8% circa è costituito da contante; il resto è moneta elettronica, indistruttibile e molto meno costosa dell’oro – i cui costi di produzione, ambientali e di stoccaggio sono incomparabilmente più alti.

Un nuovo ordine valutario mondiale che superasse il petrodollaro senza replicarne le distorsioni dovrebbe adottare una soluzione sulla traccia di quella proposta da Keynes nel 1944, che prevedeva una valuta (virtuale) mondiale, il Bancor, di valore fissato sulla base di un paniere di monete e/o commodities, con cui venivano scambiate le monete nazionali nelle transazioni di import/export, e con un meccanismo di penalizzazione sia in caso di deficit che in caso di surplus della bilancia commerciale per assicurare l’equilibrio negli scambi mondiali.

Gli USA rifiutarono, ovviamente, e imposero il dollaro come valuta di riferimento, ancorata all’oro secondo un rapporto fisso garantito. Un impegno che si rivelò insostenibile mano a mano che la domanda di dollari aumentava con l’aumentare del commercio mondiale, finché nel 1971 Nixon dichiarò la fine della convertibilità del dollaro. Il mondo ne prese atto senza troppi traumi, “grazie” al potere convincente della potenza militare USA e all’impegno dell’alleato saudita (principale produttore mondiale) a vendere il proprio petrolio solo in cambio di dollari (petrodollari).

Rimane il fatto che prima di cedere “l’inaudito privilegio”, vitale per la loro economia, gli USA venderanno cara la pelle. E questo è mooolto preoccupante.

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20 risposte a “l’oro dell’ISIS e Cantlie – 19.

  1. Pingback: Bollettino n. 5 della guerra mondiale: l’Europa sotto assedio – 79. | Cor-pus·

  2. @ SPOCK

    aaha carino come mi stai prendendo per i fondelli. ..

    È abbastanza chiaro che sto fantasticando Sì.

    Ma senza moneta virtuale e senza quadricotteri.

    Solo fenicotteri. ..

    • haha… a parte gli scherzi ovviamente volevo puntualizzare che è un po’ difficile che tutto venga abbandonato per tornare al passato. Ci sono aspetti che ormai sarebbe difficile eliminare.
      insomma per ora nulla preannuncia un medioevo d’oro…

      • non credo che dipendera` da noi l decisione di che cosa salvare o non salvafe della civilta` attuale nella prossima, sempre ammesos che l’umanita` sopravviva.

        i medioevi non sono mai d’oro, semmai prevalgono altre sostanze piu` odorose… 😦

  3. @ Spock_ST

    non sono soli, sono soltanto la punta avanzata dell’elite degli iper-plutocrati.

    e hanno un programma comune con gli altri del loro stesso gruppo: la svalutazione della vita reale a favore di una realta` immaginaria e innaturale.

    bisogni artificiali, relazioni virtuali, ricchezza telematica.

    il loro programma e` la progressiva perdita di senso della realta` fino alla sua completa cancellazione.

    per questo l’unico modo di salvarsi da loro e` ancora una volta fuggire in montagna, come fecero settant’anni fa i partigiani, e provare a rendersi totalmente indipendenti da loro.

    ma forse sto vaneggiando e ti trascino a dare i numeri con me, sforzandomi di leggere nella sfera di cristallo.

      • intendevo un mondo in cui gli stati avrebbero avuto sempre meno autorità. Una specie di anarchia del mercato con tante monete virtuali e vari gradi di fiducia da parte della popolazione.

        • si`, allora intendiamo la stessa cosa.

          e` che nel termine liberalista coglievo qualcosa di positivo che nelle tue intenzioni non c’era.

          sara` piuttosto un nuovo Medioevo dei signori non della guerra, ma della rete.

          un futuro a cui agli stati resteranno appunto la guerra e le tasse, cioe` il negativo della vita quotidiana, e tutto il resto sara` controllato da poteri diffusi transnazionali.

          e` gia` cosi`, ma per ora gli stati controllano ancora la moneta; se perderanno anche quella, oppure se la moneta servira` soltanto per pagare le tasse, quello dovrebbe essere il futuro gia` cominciato.

          ma sono solo ipotesi, naturalmente.

          • la leggenda dice che i signori della rete siano spiriti anarchici. Di solito non tendono a conquistare il mondo. Però ultimamente si danno parecchio battaglia in giro per il web. Soprattutto si parla ultimamente molto di Tor, il web nascosto.

            se gli stati perdono il controllo sulla moneta, perdono il controllo su tutto, guerra compresa.

            • ma e` proprio qui che ti sbagli!

              anarchico e` chi vuole ribellarsi alla legge.

              l’anarchismo semi-leggendario dei signori del web e` la premessa ideologica necessaria per sottrarsi a questa legge e crearne un’altra, che dipenda da loro.

              di Tor non so nulla, mi piacerebbe saperne di piu`.

              magari ti andrebbe anche di scriverne un breve post… 🙂

              non penso che gli stati perderanno subito il controllo della moneta completamente.

              si creeranno due monete parallele: quella odiosa delle tasse e quella simpatica e libertaria dei consumi.

              la guerra continuera` ad essere pagata con le tasse abbastanza a lungo prima che i libertarsi signori del web si creino degli eserciti propri.

              e poi la loro capacita` di condizionamento delle menti sara` diventata tale che per allora non avranno neppure bisogno di pagarseli gli esereciti, ma la gente andra` in guerra per puro entusiasmo.

              non ne vediamo gia` degli assaggi o delle prove generali?

            • ma non so se i signori del web prenderanno il sopravvento. Speriamo lo facciano prima i signori dell’aria con i quadricotteri 🙂
              probabilmente sarà solo un mondo caotico con un miscuglio di parti non ben determinate perennemente in competizione per qualcosa.

              su Tor ti so dire poco, non lo utilizzo. Ma certamente cercando su internet troverai molte informazioni. Si tratta di una navigazione p2p, cioè si passa sa un pc all’altro invece di collegarsi ad un server centrale. Questo può permettere di nascondere la propria identità.

    • per la terza volta rispondo e sono curioso di vedere se il mio commento sparira` misteriosamente di nuovo.

      grazie dell’apprezzamento; dai un’occhiata anche alla prima parte di questa riflessione, il post n. 12, allora… 😉

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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