Napolitano nove anni nei miei blog: 2008, di fronte a Berlusconi – 22.

come tutti ricordiamo, credo, le elezioni del 2008 furono un trionfo per Berlusconi e una prevedibile disfatta per Veltroni, D’Alema e tutta quella ampia parte del Partito Democratico che aveva attivamente cercato di liberarsi di Prodi; quindi anche per Napolitano che si era prestato, dietro le quinte, ma non troppo, a creare a Prodi tutte le difficolta` possibili, dal momento che non si era prestato a tradire il mandato ricevuto dagli elettori e a formare quel governo di ampia coalizione con Berlusconi che oggi finalmente hanno di fatto, almeno sulle questioni costituzionali, grazie a Renzi.

fu una vittoria di Pirro, quella di Berlusconi, come lo era stata quella di Prodi, ma allora era ben difficile immaginarlo, e neppure io lo pensai: Berlusconi si ritrovava di nuovo cavallo zoppo per i suoi mille problemi giudiziari e riprendeva il suo estenuante duello con la magistratura, degno del film di Scott.

duello inconcludente, dato che alla maggioranza degli italiani non importava per nulla avere un delinquente abituale a capo del governo.

ma intanto Napolitano si trovava a fronteggiare un potere dichiaratamente ostile, che lo accusava fantasiosamente di essere un presidente di sinistra e gli rimproverava gli errori del suo passato di comunista (non certo quello di avere polemizzato con Berlinguer, poco prima della sua morte, sul tema della lotta alla corruzione, che Napolitano giudicava troppo giacobino, e neppure di avere difeso il monopolio berlusconiano sull’informazione: tema peraltro caro anche a D’Alema, che aveva definito qualche anno prima Mediaset una risorsa del paese).

insomma, un tipico caso di ingratitudine politica da parte di Berlusconi e la minaccia, a tratti neppure troppo sottintesa, dell’impeachment.

tema usato anche dalla stampa cosiddetta democratica, per giustificare le oscillazioni e i cedimenti di Napolitano, ma inconsistente, se si ha la pazienza di rileggere l’art. 90 della Costituzione: e` vero infatti che il parlamento in seduta comune e con la maggioranza assoluta, di cui disponeva allora Berlusconi ampiamente, puo` mettere in stato di accusa il Presidente della Repubblica per alto tradimento o attentato alla Costituzione,  ma la decisione spetta poi alla Corte Costituzionale, dove Napolitano sarebbe stato ben difeso.

nella seconda parte del 2008 inizia questa battaglia tutta difensiva di Napolitano contro i berlusconiani che lo attaccano da piu` parti: nel complesso opaco del suo mandato questo e` il momento piu` fortunato di Napolitano e quello che gli conferisce tuttora in un’ampia parte dell’opinione pubblica l’aura (alquanto immeritata, a giudizio personale) di difensore della Costituzione contro gli abusi berlusconianai.

come si vede dai post pubblicati integralmente o a stralci qui sotto, e` un giudizio solo parzialmente meritato: Napolitano si oppone, rifiutando di firmarlo ad un Decreto Legge di Berlusconi che sospenderebbe per un anno tutti i processi per condanne fino a 10 anni, per dare a lui il tempo di far passare la legge costituzionale necessaria per salavarlo dalle indagini della magistratura e dalle prevedibili condanne, ma poi firma subito dopo senza fiatare la legge ordinaria Alfano che entra in vigore nell’agosto 2008 e sospende per la durata del mandato tutti i procedimenti giudiziari per le 4 maggiori cariche dello stato (lui compreso).

e` un evidente compromesso sottobanco che consente comunque a Berlusconi di raggiungere il risultato che voleva e Napolitano resta indifferente alla pronuncia della Corte Costituzionale che, su analoga legge precedente di Schifani, aveva dichiarato essere necessaria una modifica della Costituzione per stabilire questo principio.

insomma dal punto di vista dello sfregio consapevolmente portato alla Costituzione, la soluzione finale fu peggiore di quella inizialmente prevista da Berlusconi, che non poteva certo immaginare che la disponibilita` di Napolitano a calpestare la Costituzione fosse cosi` ampia.

la legge Alfano fu poi effettivamente dichiarata incostituzionale dalla Corte il 7 ottobre 2009 e Napolitano rimedio` una pessima figura che avrebbe dovuto minarne ogni credibilita`: fu sancito quasi per sentenza che era venuto meno al suo ruolo di difensore della Costituzione e aveva avallato un provvedimento di incostituzionalita` manifesta he permise a Berlusconi di guadagnare piu` di un anno di tempo nei suoi processi.

qualche ottimista ad oltranza loderebbe in questo la doppiezza preveggente di Napolitano, che avrebbe volutamente indirizzato Berlusconi su un binario morto ed aspettato che venisse la Corte a risolvere il problema, in un machiavellico gioco di sponda.

ci creda chi vuole: io ci vedo invece l’uomo per principio sempre terrorizzato dallo scontro e desideroso di mantenere a tutti i costi le acque quete, anche se a rimetterci sono legalita` e pricnipi costituzionali. 

l’ultimo post di questa rassegna da maggio alla fine del 2008 e` un grido uscito dal cuore e riguarda una dichiarazione di Napolitano che definiva aberrante chi e` contrario al mantenimento di uno stato prettamente ebraico in Palestina: e qui Napolitano confondeva l’indiscutibile diritto umano degli ebrei di restare, dopo alcune generazioni, in quella regione da loro occupata di fatto, con la loro pretesa di mantenervi uno stato ebraico e di escludere dai loro pieni diritti politici gli abitanti arabi originari.

* * *

356-106. di chi è il Parlamento?

“Non esiste un solo deputato o un solo senatore che sia stato eletto dal popolo italiano.

il popolo italiano è tagliato fuori dalle elezioni”.

Oscar Luigi Scalfaro lo ha detto anche a Napolitano.

un evidente, anche se implicito rimprovero.

forte e chiaro.

un grido dalla portata enorme.

che fracassa i muri del silenzio conformista in cui si sono appiattite tutte le forze politiche entrate in questo parlamento.

per chi vuole ascoltarlo e rifletterci su, naturalmente.

è mai successo che un ex-presidente della repubblica facesse una dichiarazione così grave?

mai, a mia memoria.

da oggi mi sento meno solo.

e solo un pochino più libero.

questo Parlamento non mi rappresenta.

* * *

478-128. giochi da bambini.

http://bertolauro.blogs.it/2008/06/28/giochi-da-bambini-4377568/

dai commenti:

Reira [Besucher] http://reira81.blogs.it 28.06.08 @ 23:30
non commento sul Berlu perchè ultimamente mi son chiusa in un mio mondo apolitico e non so minimamente che stia succedendo.

tu, da bravo cronista quale sei, avresti voglia di farmi un riassunto in poche parole?

Bortocal 29.06.08 @ 08:13
ciao, reira.

potrai anche stupirti, ma tra il viaggio in Iran e una certa propensione a vomitare anche io mi sono tenuto abbastanza lontano da questa storia squallida.

in poche parole il nostro primier sta per essere condannato in primo grado per la corruzione dell’avvocato inglese Mills, da lui pagato 600 milioni in cambio di una testimonianza reticente (ma Mills poi lo ha scritto al suo commercialista, perché non sapeva bene come pagarci su le tasse! e la lettera è saltata fuori), sul punto di essere processato per le intercettazioni telefoniche della RAI, dato che tentava di far cadere il governo Prodi sistemando alla RAI in cambio le amanti di questo o quel deputato del centro-sinistra.

(che fesso! non sapeva che ci avrebbero pensato i deputati del centro-sinistra da soli a fargli questo favore gratis, dato che é indubbiamente più comodo vivere sotto un Berlusconi che ti accetta le raccomandazioni che sotto un Prodi che non le fa, o che le fa molto meno).

allora ha pensato di venirne fuori di nuovo con una legge (l’ex lodo Schifani, già bocciato dalla Corte Costituzionale) che dice che lui, come primo ministro, il presidente della Repubblica e quello della Camera e del Senato non sono processabili per la durata del loro mandato.

giusto o sbagliato che sia questo principio, e in fondo potrebbe anche non essere la fine del mondo ed esiste anche in altri paesi, però non si può introdurlo per decreto legge, come vorrebbe lui – il Presidente della Repubblica si oppone giustamente.

del resto questa legge deve cambiare la Costituzione, altrimenti sarebbe in contrasto col principio che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e verrebbe di nuovo abrogata.

ma per cambiare la Costituzione una legge deve essere approvata due volte da ogni Camera, quindi ci vorrebbe almeno un anno.

troppo tardi per lui.

inoltre, se la legge costituzionale non viene approvata dai due terzi di ogni ramo del Parlamento, può sempre essere abrogata da un referendum.

e la vedo male nel referendum per una legge del genere…

quindi Berlusconi ha un bisogno vitale dei voti del Partito Democratico, che impedirebbero che la legge vada sottoposta a referendum.

ma in ogni caso il suo problema è il tempo.

allora che cosa ha pensato?

di fare un decreto – e lo farà – che sospende PER UN ANNO, giusto quello che serve a lui, TUTTI I PROCESSI per reati compiuti dal momento in cui l’ha compiuto lui e che abbiano una pena inferiore a 10 anni, giusto quelli che beccherebbe lui per avere corrotto un testimone.

vorrebbe farlo per decreto, perchè è questione di giorni, e il decreto viene fatto dal governo, senza discussione in Parlamento.

non ha problemi da parte dei suoi, naturalmente, ma il Decreto deve firmarlo il Presdiente della Repubblica, se no non entra in vigore.

e Napolitano non vede tutta questa urgenza di farlo.

è urgenza di Berlusconi, ma mica del popolo italiano!

a te pare che sia un problema pubblico bloccare i processi di reati gravissimi, e quindi far uscire di galera anche alcuni imputati per decorrenza dei termini?

quindi Napolitano un decreto del genere non glielo firma: vuole una legge ordinaria, con un dibattito in Parlamento (che sta per andare in vacanza).

allora lui che cosa ha pensato da ultimo?

di inserire questo articolo nel decreto legge sulla sicurezza.

questo decreto il Presidente ha giá detto che lo firma, naturalmente.

e allora Berlusconi ha pensato che la norma blocca processi la mette nel decreto sulla sicurezza.

un decreto che a questo punto aggrava le pene per i delinquenti, ma poi li mette fuori dal carcere!

chissá se non sono stato troppo lungo, come sempre…

* * *

536-145. Napolitano, non firmare anche tu.

firma

il presidente della repubblica si prepara a firmare la legge Alfano che impedisce di processare capo del governo, presidenti delle Camere e Presidente dela Repubblica stesso durante il loro mandato, sia per reati passati, sia per reati futuri.

bisogna impedire, secondo il governo, che i giudici rovescino il verdetto popolare.

se il popolo ha eletto deli candidati sotto processo e gli andavano bene lo stesso, occorre garantire che i corrotti, sospetti o anche dimostrati, possano continuare a governare secondo la volontà popolare. (…)

ecco quindi i motivi il nostro Presidente si prepara a firmare questa legge che 100 cosituzionalisti hanno dichiarato in contrasto con l’art. 3 della Costituzione (“Tutti i cittadini (…) sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di (…) condizioni personali).

la Costituzione parla di condizioni personali, non di funzioni pubbliche!

quindi stabilire che chi esercita una certa funzione pubblica è momentaneamente al di sopra della legge, non víola l’eguaglianza dei cittadini, anzi addirittura la realizza perché sancisce il loro diritto di essere governati da un sospetto corruttore e perfino da un corruttore condannato.

perché, se il popolo desidera eleggere qualcuno che vìoli la legge per lui, non è forse suo diritto di farlo?

per questo Napolitano firmerà il disegno di legge Alfano quando uscirà dal voto del Senato, previsto fra poche ore.

lui dice che è una «decisione obbligata».

anche Ciampi, si dice, firmò il precedente lodo Schifani, di cui la soluzione studiata oggi dal ministro della Giustizia Angelino Alfano è un adattamento aggiornato e corretto.

lodo Schifani cancellato dopo un paio d’anni dalla Corte Costituzionale.

il Presidente della Repubblica può rifiutare la firma di una legge solo quando la sua incostituzionalità sia clamorosa e manifesta, ma non può e non deve sostituirsi alla Corte Costituzionale in tutti i casi di incostituzionalità non manifesta.

è vero che poi la Corte Costituzionale bocciò quel provvedimento, nel 2004.

ma la sentenza aveva bocciato «per illegittimità costituzionale » il solo Art. 1, si dice.

sono bugie.

il testo della sentenza è facilmente disponibile, anche se di lunga ed impervia lettura, essendo un testo giuridico di notevole complessità:

http://www.ricercagiuridica.com/sentenze/index.php?num=2714

la Corte Costituzionale ha perfino rilevato che la legge contrasta non solo con l’art. 3 della Costituzione, ma anche con l’art. 111:

Art. 111.
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale.
La legge ne assicura la ragionevole durata.

sono violati da questa legge le condizioni di parità davanti alla legge fra un comune cittadino, colpito da un reato eventualmente compiuto dal capo del gioverno o da altre cariche e queste cariche stesse.

inoltre il rinvio per 5 anni di un processo lede i diritti degli altri cittadini lesi ad avere un processo di ragionevole durata.

si tratta di critiche sostanziali, non formali e circoscritte, come ci si vuole far credere.

secondo il Presidente Napolitano, invece, la norma in discussione «è risultata corrispondere ai rilievi formulati allora».

si fa fatica a capire dove e in che senso.

secondo il Presidente della Repubblica la sentenza riconoscerebbe la positività della «tutela del bene costituito dall’assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche».

rileggiamo la sentenza su questo punto:

“Nel caso in esame sono fondamentali i valori rispetto ai quali il legislatore ha ritenuto prevalente l’esigenza di protezione della serenità dello svolgimento delle attività connesse alle cariche in questione”.

i valori costituzionali della uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e della ragionevole durata del processo sono più importanti della “esigenza di protezione della serenità dello svolgimento delle attività connesse alle cariche in questione”.

la legge è incostituzionale perché il valore della serenità dell’azione delle alte cariche è secondario rispetto ai valori costituzionali fondamentali della uguaglianza della legge per tutti e della ragionevole durata dei processi.

Alle origini della formazione dello Stato di diritto sta il principio della parità di trattamento rispetto alla giurisdizione, il cui esercizio, nel nostro ordinamento, sotto più profili è regolato da precetti costituzionali.

Napolitano afferma anche che «la Corte non sancì che la norma di sospensione di quei processi dovesse essere adottata con legge costituzionale».

non lo sancì esplicitamente, questo è vero, ma tutta la coerenza del discorso verte proprio attorno a questo punto.

“La constatazione di tale differenziazione non conduce di per sé all’affermazione del contrasto della norma con l’art. 3 della Costituzione.
Il principio di eguaglianza comporta infatti che, se situazioni eguali esigono eguale disciplina, situazioni diverse possono implicare differenti normative.
In tale seconda ipotesi, tuttavia, ha decisivo rilievo il livello che l’ordinamento attribuisce ai valori rispetto ai quali la connotazione di diversità può venire in considerazione”.

in altre parole: non è escluso in assoluto che si possa stabilire una tutela del tipo previsto dal Lodo Alfano, ma determinante è il livello della norma che puo` introdurre un simile tutela.

la norma, cioè, deve essere costituzionale.

se si vuole fissare una simile improcedibilità, bisogna farlo con una norma che – se non votata dai due terzi del Parlamento – può essere impugnata da un referendum popolare senza limiti di quorum.

la Corte Costituzionale concludeva:

“Il bene che la misura in esame vuol tutelare deve essere ravvisato nell’assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche.
Si tratta di un interesse apprezzabile che può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali dello Stato di diritto”.

era un invito quasi esplicito a procedere con legge costituzionale.

si ripropone invece (per le urgenze giudiziarie di Berlusconi) una legge ordinaria.

sbaglierò, assieme ai 100 costituzionalisti che hanno firmato un appello al Presidente della Repubblica, ma questa legge è ancora incostituzionale per gli stessi motivi per cui era incostituzionale il lodo Schifani, promosso a presidente del Senato per avere fatto approvare dal parlamento una legge incostituzionale.

per questi motivi credo che si debba rispettosamente chiedere al presidente della Repubblica di non firmare, dato che la legge, oggi, dopo quella sentenza, è palesemente incostituzionale e chi afferma il contrario frastorna soltanto l’opinione pubblica per confonderla meglio.

* * *

540-147. il blog dei blog: una metafora italiana.

http://bertolauro.blogs.it/2008/07/18/540-116-il-blog-dei-blog-una-metafora-it-4463199/

il mio post di ieri è stato scelto da un videoblog, C6-Post-IT, c6postit.blogspot.com, che ne ha trasmesso questo riassunto (tra la fine della prima parte e all’inizio della seconda):

mi risulta troppo complesso al momento inserire i link ai video: nell’improbabile eventualita` che qualcuno voglia guardarseli, non gli resta che cliccare qui ed entrare nel post originario.

Il post di Bortocal è un appello al presidente Napolitano a non firmare il lodo Alfano.

Ne leggiamo le premesse ed alcune prime battute.

Il blogger continua poi con diverse considerazioni sulla questione, riportando parti della costituzione italiana e stralci della sentenza di incostituzionalità del primo lodo per l’immunità delle alte cariche dello stato.

Leggiamo poi la parte finale dove, portate avanti già le proprie motivazioni, si ripete l’accorato appello a non firmare.

Napolitano, non firmare anche tu.

E pensare che mi aveva fatto pure i complimenti per essere riuscito a pronunciare il nome del suo blog Daniele!

E ora mi vado a impappinare su “incostituzionalità”! :'(

* * *

542-148. il silenzio del presidente.

http://bertolauro.blogs.it/2008/07/18/542-117-il-silenzio-del-presidente-4466357/

vi meraviglia che il presidente dei senatori del PdL definisca il Consiglio Superiore della Magistratura una cloaca?

a me non più di tanto.

gasparri

il Consiglio Superiore della Magistratura è l’organo che la Costituzione ha previsto per sancire l’autonomia della Magistratura.

Art. 104.
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica.
Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione.
Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio.
Il Consiglio elegge un vice presidente fra i componenti designati dal Parlamento.
I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili.
Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.

dunque è formato: dal Presidente della Repubblica, dai due supremi magistrati italiani, per due terzi dai magistrati eletti dai magistrati stessi, per un terzo da politici designati dal Parlamento.

la cosa più grottesca di questa dichiarazione di Gasparri è che le modalità di elezione del Consiglio Superiore della Mgistratura sono state modificate dalla Legge 28 marzo 2002, n. 44, fatta da Berlusconi.http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/cronache/file/csm.html

la legge doveva servire a contrastare la “politicizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura” e stabiliva che i rappresentanti dei giudici non dovevano più essere eletti sulla base di liste di diversi raggruppamenti di magistrati, ma sulla base di candidature presentate separatamente.

quindi, se Gasparri parla di “cloaca del Csm correntizzato, partitizzato e parcellizzato” non solo sta dando del topo di fogna al Presidente della Repubblica, al primo presidente della Corte di Cassazione, al Procuratore Generale della Corte di Cassazione, ai 16 giudici eletti da tutti i magistrati italiani come gli esponenti più autorevoli della magistratura italiana, e a 8 suoi stessi colleghi del Parlamento.

sta sopratutto dicendo che la legge berlusconiana del 2002 era una nuova porcata, dato che non è riuscita ad impedire la “politicizzazione della magistratura”.

che finirà, finalmente, secondo la destra italiana, quando i giudici prenderanno gli ordini su chi condannare e chi assolvere direttamente dal governo e dai partiti di maggioranza!

ma il Presidente della Repubblica, che è presidente anche del Consiglio Suoperiore della Magistratura, che ha il compito di dirigere la giustizia italiana, non ha niente da ire al riguardo?

mi fanno pena le evidenti difficoltà di Napolitano, ma che cosa aspetta a replicare? (…)

* * *

212. la pantomima Gelmini.

lo avete già letto il decreto Gelmini?

voi forse sì, io non ancora finora a ierisera.

inizia così – e, giuro, non è una parodia mia, è il testo originale desunto dal sito ufficiale del Governo italiano, pubblicato anche sulla Gazzetta Ufficiale
http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106:

DECRETO-LEGGE: 1 settembre 2008 , n. 137 Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università.
Consiglio dei Ministri: 28/08/2008
Proponenti: Presidenza
Status: Pubblicato in G.U. n. 204 del 01/09/2008

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza

di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalita’ ed al rispetto dei principi costituzionali, (…)

E m a n a

il seguente decreto-legge: (…)

splendida questa parola “emanare”, al posto giusto, direi.

se fosse stato scritto: vista la straordinaria necessità ed urgenza di fare quello che mi pare, firmato Berlusconi, sarebbe stato meglio. (…)

peccato che la firma sotto questo testo capolavoro del surrealismo berlusconiano ce l’abbia messa Napolitano, l’unico che poteva dargli il valore di legge che ha.

* * *

ora quelli dei miei lettori che fino a questo punto si sono fregati le mani per la soddisfazione e pregustano il resto resteranno male, e quelli che probabilmente se ne sono già andati irritati, tanto bortocal dice sempre le stesse cose, non sanno che cosa si sono persi.

ma a me tutta questa pantomima contro la Gelmini non mi convince per niente.

il decreto è pessimo, è il vaneggiamento di un vecchio bislacco ed ignorante, assistito dalle sue badanti, e vorrei che qualcuno avesse la pazienza di leggere fino in fondo l’analisi che ne farò fra poco.

ma che dire del Presidente della Repubblica che ha firmato un decreto così, confermando che esistono proprio le urgenze che ci sono scritte là sopra?

Napolitano interviene dicendo ai giornali che sarebbe bene che di argomenti simili si discutesse in Parlamento in uno spirito bipartisan?

ma non è mica un giornalista o un blogger: è il Presidente della Repubblica, o no, è già un altro che comanda anche lì?

perché non ha rifiutato di firmare il decreto per dire che tutta questa urgenza lui non la vede, e che è in atto una violazione della Costituzione?

un presidente parla con i gesti, non con le parole: sarebbe bastato questo gesto per imporre quello che adesso lui auspica dopo avere permesso al governo di fare giusto il contrario. (…)

ma torniamo alle straordinarie urgenze del decreto legge ingiustamente definito Gelmini, perché la poveretta ha firmato ad occhi chiusi quello che le ha passato il grande capo senescente.

Art. 1. Cittadinanza e Costituzione
1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse.
Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell’infanzia.

bello!

la straordinaria urgenza di fare un decreto contrario alla Costituzione per insegnare i valori della Costituzione anche nella scuola materna (se è questo che si voleva dire)…

ma l’unica straordinaria urgenza che invece il decreto dimostra consiste, direi, nel far imparare l’italiano a chi ha scritto il decreto.

nel groviglio di parole del primo punto – che è perfino sintatticamente da sotrtolineare con la matita blú – si parla di sensibilizzare il personale per fare acquisire (a chi? al personale?) nel primo ciclo e perfino alla scuola materna le conoscenze e le competenze sulla Costituzione!

ma se il personale acquistasse queste conoscenze, prima di tutto protesterebbe contro l’uso di un decreto legge per far qualche azione confusa di aggiornamento dei maestri (…).

* * *

234. proclama delirante.

sono contrario al mantenimento di uno stato confessionale teocratico ebraico nella Palestina araba.

e non ho tempo di delirare di piu’, presidente Napolitano.

dai commenti:

deleted user (Besucher) Mittwoch, 03. Dez, 2008 @ 06:39:15

Mah, secondo me le cose stupide è meglio che le dica il Napolitano Giorgio, che almeno, a differenza della sua omologa, non ha alcun potere (:

Bortocal Mittwoch, 03. Dez, 2008 @ 12:12:33

mica e’ poi vero che il Napolitano non ha proprio alcun potere.

ne ha alcuni, in fondo decisivi: non firmare i decreti legge contrari alla Costituzione, per esempio.

il fatto e’ che non li usa.

e quindi favorisce Berlusconi.

questo presidente ha la coda di paglia, Ciampi era meglio.

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