Napolitano nove anni nei miei blog: 2009, di fronte al trionfo di Berlusconi – 27.

ecco tutti i miei riferimenti a Napolitano in questo blog nel primo degli anni che lo vedono unico potere non direttamente berlusconiano negli anni del massimo trionfo del boss di Arcore, che vanno dalle trionfali elezioni del 2008 alla crisi di fine 2010.

non mancano dichiarazioni di stima e apprezzamenti della sua presidenza, nonostante qui si documenti in modo inconsapevole ancora del loro significato, ma non per questo meno implacabile, una serie di cedimenti progressivi francamente inspiegabili del presidente della repubblica alle pretese berlusconiane, con piccole forme di resistenza isolate su questioni specifiche: e in una Napolitano brilla, quando rifiuta di sottoscrivere un decreto legge per imporre l’alimentazione forzata al povero corpo inconsapevole di Eluana Englaro.

ma per il resto? francamente la lettura di queste pagine risulta oggi tediosa (come del resto allora) e la documentazione dei passi falsi di Napolitano – perfino impressionante oggi a rileggersela – non cambiera` di una virgola il giudizio precostituito di nessuno su Napolitano gran presidente (oppure no), perche` tanto questi giudizi si formano per semplici impressioni sui media (cioe` li formano loro nella testa di chi li segue), mica si formano sui fatti.

la cosa sorprendente e` che in quel momento condividievo quei giudizi anch’io!

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Napolitano ha svolto molto male la funzione di garante della Costituzione che questa gli assegnava con particolare rilievo in quel momento; mi pare questo un giudizio obiettivo e non polemico, verificando le smentite che via via accumula da parte della Corte Costituzionale e piu` avanti si vedra`, anche di altri organi giudiziari.

credo che il suo successo sia legato solo in parte ad alcune indubbie qualita` personali, come la coerenza, il disinteresse, l’onesta`, ma ancor di piu` a quelli che considero dei difetti: una certa aridita` sentimentale, la tendenza alla pedanteria, il barcamenarsi rifuggendo dalle decisioni nette, l’odio per ogni forma di polemica.

mi si potra` obiettare che in questo giocavano piu` che le caratteristiche psicologiche personali, le analisi del momento sulla grande fragilita` democratica della societa` italiana, che sconsigliavano di misurarsi fino in fondo in uno scontro da cui Berlus coni sarebbe uscito vincitore; rimane il fatto che il prezzo di questa soffocante ricerca del consenso berlusconiano alla fine ha logorato la democrazia forse ancora peggio.

e ha chiaramente posto le premesse dell’attuale fase di putrefazione renziana.

* * *

credo che Napolitano, nel primo mandato, semplicemente non sia riuscito a impedire, nonostante i suoi limiti, quello che e` stato molto di piu` un successo della istituzione della presidenza, in continuita` con Scalfaro e Ciampi e dopo il degrado in cui l’aveva trascinata Cossiga (ma che ci sia riuscito perfettamnte nel secondo mandato, come vedremo).

Napolitano ha saputo assecondare negli atteggiamenti esteriori e nell’amore per la tranquillita` il bisogno di identificazione degli italiani, soprattutto non berlusconiani, nella stagione apparentemente invincibile, ma invece rivelatasi effimera, del pieno berlusconismo trionfante, che non gli ha creato quasi mai nessun disagio di tipo costituzionale.

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  1. grazie, Eluana.

von Bortocal @ Montag, 09. Feb, 2009 – 20:28:09

http://bertolauro.blogs.it/2009/02/09/42-ci-sono-ricascato-5539847/

(…) ora sono curioso di vedere come andrà a finire questa storia della legge fatta a tambur battente da un parlamento ossequiente, anche se poi in fondo lo so già. (…)

* * *

sono curioso di vedere come concluderà Napolitano questa farsa.

già, perché il governo ha fatto un decreto che il Presidente della Repubblica non ha controfirmato per due motivi: 1. perchè non vi ha riconosciuto l’urgenza; 2. per incostituzionalità.

si torna infatti all’articolo della costituzione che vieta i trattamenti sanitari contro la volontà del paziente.

ora Berlusconi sta facendo votare al Parlamento in tutta fretta una legge IDENTICA AL DECRETO!

una legge che dice che in nessun caso si può sospendere l’alimentazione forzata ad un malato.

neppure se il malato lo vuole.

allucinante.

* * *

ovviamente quella di Berlusconi è una sfida diretta al presidente della repubblica.

perché anche una legge, come un decreto del governo, per entrare in vigore deve essere controfirmata dal Presdiente.

e il Presidente ha il dovere di rifiutare di controfirmare una legge palesemente anticostituzionale.

sono curioso di vedere se Napolitano firmerà una legge dopo che ha già dichiarato che quel testo (nella forma del decreto) era incostituzionale.

naturalmente, siccome non penso troppo bene di Napolitano e neppure del partito da cui viene, penso maliziosamente che Napolitano e i suoi siano già d’accordo sulla firma, dopo un po’ di opposizione di facciata.

ovviamente spero di sbagliarmi.

* * *

anche perché in questo caso la legge dovrà comunque andare alla Corte Costituzionale, che non potrà che dichiararla incostituzionale, fra qualche mese, dato che non vi è modo di salvarla.

intanto quel povero corpo sarà rimasto attaccato al sondino per un altro po’ e la Chiesa farà celebrare messe di ringraziamento in tutta Italia, riscoprendo la Madonna pellegrina degli anni Cinquanta, quella che faceva politica a suon di rosari.

e a quel punto Berlusconi avrà il pretesto per cambiare la Costituzione, ovviamente.

tutto questo fa pensare che sarebbe molto saggio per Napolitano rifiutarsi di firmare la legge subito.

spero che abbia dei consiglieri in grado di convincerlo.

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  1. Di Pietro, basta!

4 ottobre 2009 · di bortocal

https://bortocal.wordpress.com/2009/10/04/136-di-pietro-basta/

questo post non dice quello che sembra: pigliatevi del tempo per leggerlo fino in fondo…

* * *

„Presidente, non firmare, Presidente, per favore, non spalancare la porta allo scudo fiscale“.

ma lui ha firmato lo stesso.

e Di Pietro ha gridato che questo è un atto vile.

* * *

eh no, caro Di Pietro.

le decisioni del Presidente della Repubblica in un paese civile non si discutono.

alcuni di noi (anche io) ritenevano che la legge sullo scudo fiscale fosse una amnistia mascherata e quindi anticostituzionale, dato che la Costituzione per una amnistia chiede la maggioranza dei due terzi del Parlamento.

il presidente ha deciso di no, punto e basta.

non per motivi politici, ma strettamente tecnici.

non si deve neanche discuterne: del resto lui ha il suo staff di giuristi, teste ben più fine delle nostre, e siccome è lì per difendere la Costituzione, se la legge viola la Costituzione, lui ha il dovere di non firmarla, se l’ha firmata dobbiamo pensare che sia convinto di no.

e la sua valutazione è legge, niente polemiche per favore.

a questo punto l’unica che potrà dare torto al Presidente è la Corte Costituzionale, che esaminerà la legge.

peccato che lo farà con tutta calma fra un paio d’anni, e intanto la legge sarà già stata applicata e avrà anche esaurito i suoi effetti, tanti o pochi (come credo) che siano.

e neppure la decisione della Corte Costituzionale si dovrà discutere: anzi, se sarà  di nuovo diversa dalle nostre personali opinioni, occorrerà dirci „che salami che siamo stati!“ e andare a leggerci la sentenza per imparare…

(ma certo, se poi la Corte dichiara incostituzionale una legge che il Presidente Napolitano ha firmato non è che il Presidente ci faccia una bella figura; ed è già successo al presidente Ciampi col primo Lodo analogo a quello Alfano, il Lodo Schifani).

perché è come dire che il Presidente della Repubblica è un poco asino: sta lì a difendere la Costituzione, ma non ne capisce.

–  in un paese perfetto, con un Presidente che fa il suo mestiere, la Corte Costituzionale dovrebbe essere disoccupata.

invece noi possiamo temere di non essere in buone mani, in un momento nel quale, del resto, la Costituzione ha molto bisogno di essere difesa.

quindi vergogna a Di Pietro che critica il Presidente della Repubblica.

come dice tutta la stampa conformista, senza accorgersi che il torto non è tutto da una parte, però.

* * *

ma, se le decisioni del Presidente della Repubblica non si discutono, le sue dichiarazioni invece – anche se vanno trattate con grande rispetto – sono oggetto di valutazione come ogni altro pensiero espresso da un cittadino.

e qui il signor Napolitano, che sta facendo il nostro Presidente della Repubblica, l’ha fatta, a mio modesto parere davvero grossa.

a Rionero un cittadino gli chiede:

„Presidente, non firmare, Presidente, per favore, non spalancare la porta allo scudo fiscale“.

e il Presidente, che con grande cortesia si è fermato e ha voluto rispondergli, che cosa gli ha detto?

„Chiedermi di non firmare non significa proprio nulla.

Perché poi dopo qualche giorno il parlamento approva un’altra volta la legge e a quel punto io sono costretto a promulgare.

Me lo impone la Costituzione.

Non lo sapete che questi sono i miei doveri istituzionali?“

ahinoi il presidente non ha risposto: HO FIRMATO PERCHÉ LA LEGGE É COSTITUZIONALE, secondo me e secondo il mio ufficio studi.

ha risposto: ho firmato perché se no quelli dopo la votano di nuovo.

ha detto anche che la votano „dopo qualche giorno“, e questa è un bugia, perché passerebbero diverse settimane.

ma comunque il problema non è questo, perché, a ragionare in questo modo distorto, allora Napolitano le leggi dovrebbe firmarle tutte senza fiatare (come in effetti fa quasi sempre).

e invece no: deve firmarle solo quando è convinto che sono in linea con la Costituzione.

le voteranno di nuovo, anche dopo che il Presidente le ha dichiarate incostituzionali?

una procedura davvero strana, in un paese civile, e in ogni caso responsabilità loro; e subito dopo un simile affronto dovrebbe essere il presidente stesso a rivolgersi alla Corte Costituzionale perché cassi le leggi incostituzionali con procedura d’urgenza.

macchè, Napolitano è una testa fina anche lui, ed è più furbo di tutti noi messi assieme, e anche di Berlusconi.

e può darsi che il Presidente abbia giá ben chiare due cose, che ho ben chiare anche io:

1)      che questa legge è una mossa disperata per salvare a dicembre il bilancio dello stato – come del resto ha dichiarato anche Belka, responsabile del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale, parlando „a titolo personale“;

2)      questa mossa probabilmente fallirà e a dicembre saranno cazzi amari per tutti.

se il Presidente non avesse firmato, la riapprovazione della legge sarebbe slittata appunto verso dicembre.

e a quel punto la crisi finanziaria finale del regime berlusconiano sarebbe stata addebitata a lui.

sia questo oppure no il machiavellico ragionamento di Napolitano (che ovviamente non potrebbe mai dirlo in pubblico) noi accettiamo la sua scelta, sia chiaro, accettiamo la volontà di Napolitano anche se fa il presidente politicante.

ma per il resto sia chiaro fino in  fondo e ci dica: „Ho le mie ragioni per riternere la legge costituzionale“, magari con una strizzatina d’occhio, così capiamo tutti benissimo a che cosa si riferisce.

ma non accettiamo le sue dichiarazioni, ci deprimono.

Napolitano, per favore, non ci dica di essere Hindenburg e che firma solo perché lo costringono: abbiamo già avuto un re, Vittorio Emanuele III, che ragionava allo stesso modo quando firmava i decreti di Mussolini, e se il presidente della repubblica si comporta come il re, non ci restano molte altre alternative politiche dopo la monarchia e la repubblica, forse solo una resa senza condizioni al Papato.

con tutto il rispetto, presidente, non accetto la sua dichiaraziione.

il suo comportamento che lei stesso lì descrive non è quello che mi aspetto da un presidente della Repubblica e da un uomo onesto, che non deve guardare in faccia nessuno e dirci semplicemente non se quella legge Berlusconi la farà votare di nuovo, perché questo lo sappiamo già da soli, ma che cosa ne pensa lui rispetto alla nostra Costituzione, che ha giurato di difendere.

siccome un presidente di 83 anni non credo si aspetti di essere eletto di nuovo fra 4 anni, mi aspetto che guardi soltanto alla sua coscienza: sarebbe per tutti l’esempio che ci aspettiamo da chi ricopre un posto come il suo.

mamma mia: ho proprio scritto cosi`, ci credereste?

* * *

138. una sentenza contro Napolitano.

9 ottobre 2009

tutta la stampa interpreta la sentenza della Corte Costituzionale come una sentenza contro Berlusconi.

possibile che nessuno si accorga che questa è invece una sentenza contro Napolitano, cioè contro un presidente della Repubblica che non ha saputo fare bene il suo dovere?

* * *

veramente io non avevo nessuna voglia di scrivere  un post sulla sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano (e oltretutto lo faccio in ritardo)

tutto quello che avevo da dire l’ho già scritto qui: 536-114-napolitano-non-firmare-anche-tu-4454286

ho riletto questo post poco fa e non trovo da cambiarci una virgola sola: chi ha tempo se lo riguardi, secondo me merita più di quello che sto scrivendo adesso.

ma torna la voglia di scrivere un post di fronte a certi modi di dare le notizie da parte degli organi di informazione

(ma, scusatemi, mi sono stufato di dover usare questa definizione per quelli che sono invece organi di condizionamento dei lettori preferibilmente attraverso la dis-informazione).

* * *

vorrei che fosse chiaro che ho grande stima e rispetto per il nostro Presidente, che ho auspicato la sua elezione sul mio blog quando nessuno se l’aspettava, che ci ha salvato dalla follia di una presidenza D’Alema, oltretutto, che ritengo Napolitano probabilmente il miglior presidente della repubblica possibile oggi in questa Italia disgraziata, e che infine non sottovaluto affatto il valore positivo che ha avuto sul piano simbolico l’elezione di un ex-comunista, uomo colto e corretto, a presidente della repubblica, in termini di riconoscimento del grande ruolo democratico avuto in Italia dal Partito Comunista stesso, in barba al suo nome, mi verrebbe da dire.

bene, tutta questa stima e questo affetto non impediscono però una critica serena al presidente e ai suoi errori.

in questo caso gravi.

perché Napolitano ha firmato una legge che sostanzialmente la Corte Costituzionale aveva già bocciato e che, come garante della Costituzione, non doveva firmare.

e la critica implicita della Corte Costituzionale al Presidente è stata così dura che, per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana, Napolitano ha sentito l’urgenza di convocare i due presidenti delle Camere, due esponenti politici di primo rango della destra berlusconiana, per farsi sottoscrivere una dichiarazione di appoggio.

ma in questa dichiarazione inedita, per la gravitá di quanto sta accadendo, Napolitano ha sottoscritto assieme a Fini e Schifani – cioè, pensate, senza imbarazzo alcuno proprio assieme all’autore della prima proposta che la Corte aveva già bocciato la prima volta – una dichiarazione della cui gravità nessuno si accorge e che segna una pericolosa abdicazione da parte del Presidente al suo ruolo di garanzia.

state attenti a questo passaggio del comunicato congiunto, che è un altisonante proclama di resa di Napolitano alla destra, dove le tre massime cariche dello Stato

«hanno espresso l’auspicio che tutti gli organismi istituzionali e di garanzia agiscano, in aderenza al dettato costituzionale e alla volontà del corpo elettorale, per determinare un clima di leale e reciproca collaborazione nell’interesse esclusivo della Nazione».

ora, se c’è proprio una cosa che gli organi di garanzia (che sono poi principalmente il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale) non devono fare è quella di agire in aderenza alla volontà del corpo elettorale.

ora, questa volontà è mutevole per definizione e perfino asupicabilmente, mentre le regole devono essere coerenti e stabili ed evolvere, se possono evolvere, gradualmente nel tempo.

quindi, chi è preposto dalla Costituzione a tutelarla, non deve strattonarla secondo le volontà elettorali del momento, ma deve sentirne il respiro lungo, il sottofondo storico, il peso immenso dei sacrifi umani che sono stati necessari a costruirla.

e non deve guardare in faccia a nessuno.

(così come nel mio piccolo sto facendo qui, dato che non guardo in faccia neppure a Napolitano, che sta sbagliando gravemente).

dichiarare a priori che va rispettata la volontà del corpo elettorale è distruggere in partenza la divisione dei poteri che è l’essenza della democrazia.

mi accorgo poi oggi rileggendo che in realta` con questo comunicato avviene l’indicibile, e cioe` che Presidente della Repubblica, della Camera e del Senato, in sostanza criticano una sentenza della Corte Costituzionale, accusandola fra le righe di non avere tenuto conto della volonta` del popolo.

inaudito e quasi golpistico; per non dire del conflitto di interessi, dato che la legge cancellata dalla Corte garantiva a quelle tre cariche personalmente l’impunita` giudiziaria per la durata del mandato (oltre che a Berlusconi come capo del governo).

poco manca dover dire che qui Napolitano fa comunella con i berlusconiani, mfino a far dubitare che nasconda qualche scheletro nell’armadio. 

* * *

già che mi sono tolto dalla scarpa il sassolino più grosso, ora la ripulisco anche da polvere e ghiaietta fine.

è l’errore di Napolitano che ha fatto incavolare anche Berlusconi, che – pensate – sul punto ha perfino più ragione di Napolitano: ma come? dice il nostro Berluspot, tu firmi, tu mi garantisci che adesso la legge è costituzionale, e poi la Corte boccia la legge? che mi stai prendendo in giro?

povero Berluspot, che questa volta è passato per Berluspirla, ma non c’era nessuno fra i tuoi legali che fosse capace di leggere la prima sentenza della Corte Costituzionale? visto che – assieme ai giudici che hai pagato – ti sono costati 200 milioni di euro, come ci fai sapere oggi con uno dei tuoi lapsus degni di Mike Bongiorno, del quale ti confermi il più grande erede.

* * *

potete leggere su tutti i giornali che la Corte avrebbe cambiato idea, perché non avrebbe scritto la prima volta che, per dare l’impunità a Berlusconi, occorreva cambiare la Costituzione.

che fesseria! ma possibile che chi scrive non legga? oppure queste menzogne sono deliberate? oppure si legge senza capire?

scusatemi se cito ancora quel mio vecchio post, là dove analizzavo questo passaggio della prima sentenza:

“Situazioni diverse possono implicare differenti normative.
In tale seconda ipotesi, tuttavia, ha decisivo rilievo il livello che l’ordinamento attribuisce ai valori rispetto ai quali la connotazione di diversità può venire in considerazione”.

involuto? detto in giuridichese? certamente, ma in che altro linguaggio deve scrivere una corte?

io interpretavo così:

in altre parole: non è escluso in assoluto che si possa stabilire una tutela del tipo previsto dal Lodo Alfano, ma determinante è il livello della norma che può introdurre una simile tutela.

la norma, cioè, deve essere costituzionale.

* * *

del resto – torno a citarmi, sulla base di quanto ho letto sulla Stampa – “in NESSUNA democrazia occidentale il capo del governo è protetto a priori da indagini della magistratura, salvo che in Francia, ma semplicemente perchè è una repubblica presidenziale e quindi il capo dell’esecutivo è protetto in quanto presidente, non in quanto capo del governo”.

* * *

allo stesso modo, ora potrete leggere sui giornali che con questa seconda sentenza la corte ha dichiarato che occorre una modifica della costituzione per introdurre l’impunità preventiva del capo del governo.

assurdo! dichiarando che la norma contrasta con l’art. 3 (e la Corte l’aveva dichiarato anche nella prima sentenza) la Corte ha stabilito una incompatibilità assoluta.

scusatemi, ma lo capisce anche un bambino: non si può costruire uno stato dove il capo del governo è libero di delinquere e ritenere che questo stato possa essere ancora democratico!

pensate bene a questa enormità giuridica:  un parlamento decide che il capo del governo, per poter governare, deve poter violare la legge impunemente per 5 anni oppure essere garantito dalle indagini della magistratura per i delitti che ha commesso per arrivare al potere!

se questa non è la legge di autotutela di un gangster!

ma un gangster può mai guidare una democrazia?

berlusconi_gangster_espresso_26_feb_2009

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