Napolitano nove anni nei miei blog: inizio 2011, scontro con Berlusconi – 31.

il primo post che segue e` dedicato al voto di fiducia del dicembre 2010 col quale Berlusconi sfugge quasi miracolosamente alla sfiducia accuratamente preparatagli da Napolitano sotto traccia nella seconda meta` del 2010, come visto nella parte precedente di questo studio.

ci si potrebbe chiedere come mai non l’ho messo  conclusione del periodo precedente, il 2010, al quale del resto cronologicamente appartengono i fatti a cui ci si riferisce; e questa valutazione riguarda ancor di piu` il post successivo, dedicato alla assai discutibile promulgazione da parte di Napolitano del decreto Gelmini di riforma della scuola, o altri, ancora in linea apparentemente col vecchio quadro di Napolitano succubo di Berlusconi: anche il titolo di questo capitolo di questa mia retrospettiva da blog su Napolitano presidente della repubblica sembrava molto piu` adatta: 2010, come non frenare Berlusconi.

verso la fine 2010, infatti, il governo Berlusconi appare privo di una maggioranza per la defezione di Fini e dei suoi, con i quali Napolitano aveva stabilito un rapporto sotterraneo di collaborazione e mutuo appoggio, come abbiamo visto, ma a questo punto, sorprendentemente Napolitano agisce perche` la discussione della mozione di sfiducia sia posticipata di un  mese, che viene impiegato da Berlusconi per comperare letteralmente appoggi in parlamento e alla fine riuscire a cavarsela per il rotto della cuffia, con tre voti di maggioranza, ma senza la maggioranza assoluta.

si fosse trattato di Prodi, si puo` essere certi che Napolitano lo avrebbe convocato per chiedergli conto ed evidenziare la mancanza di una solida maggioranza per governare; ma con Berlusconi non avviene.

una scelta che prolunga la sua agonia politica, con grave danno dell’Italia che si trova in mezzo ai marosi della crisi economica mondiale, in una situazione di veloce aggravamento.

ed e` una scelta che viene pesantemente rinfacciata a Napolitano da tutto l’anti-berlusconismo di maniera.

ma che io invece sorvolo senza criticarla: perche`?

prima di tutto perche` la storia non si fa col senno di poi e Napolitano non poteva immaginare prima, credo, che Berlusconi sarebbe riuscito a risalire in quelle quattro settimane la china che sembrava condannarlo, grazie alla corruzione di alcuni parlamentari, che si diedero il nome irridente di responsabili, perche` passarono dall’opposizione al governo ed erano stati portati in parlamento soprattutto dall’avversario di Berlusconi apparentemente piu` inflessibile, ma anche piu` parolaio, cioe` Di Pietro.

dopotutto quelle settimane ragionevolmente avrebbero dovuto anzi aggravare e rendere definitiva la crisi berlusconiana, se il parlamento non fosse diventato quella stalla maleodorante di traffici inconfessabili in cui il boss di Arcore l’aveva gia` da tempo trasformata.

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ma poi il motivo del rilievo quasi nullo dato a questa tappa da me dipende anche da un altro fattore: si sara` potuto notare dai post precedenti di questa serie che mi sono rigorosamente sforzato nei miei anni di critiche crescenti a Napolitano presidente di limitarle strettamente sul piano costituzionale.

raramente mi sono occupato allora delle legittime scelte politiche di Napolitano, che hanno evidenziato via via un suo ruolo crescente di indirizzo vero e proprio della politica italiana, sia perche` nei primi anni questo era meno evidente, sia perche` si tratta di una lettura certamente forzante della Costituzione rispetto alla prassi creatasi, ma non della sua lettera.

in altri termini e per occuparci di un tema che avra` un certo peso nei post successivi, se la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica (e solo a lui, all’interno di una serie di passaggi obbligati) il potere di sciogliere il Parlamento, la decisione di Napolitano di scioglierlo oppure no, puo` essere oggetto di considerazioni politiche diverse, a seconda dei punti di vista, ma non evidenzia nessuna alterazione degli equilibri costituzionali.

se invece Napolitano firma, come ha fatto ripetutamente, rifiutando la firma solo in casi estremi, leggi o decreti palesemente incostituzionali, queste scelte vanno denunciate (nella piu` perfetta mancanza di ascolto, ma non importa).

e questo spiega il ruolo che ho dato al mio blog e anche la sua posizione appartata nel panorama delle opinioni, sia perche` in Italia una vera cultura costituzionale manca, sia perche` questo richiamo a una cultura della Costituzione esclude proprio per questo dai grandi schieramenti politici, tutti portati a violare il testo fondamentale della nostra democrazia, e riduce ad un ruolo di emarginato politico tendenziale, che del resto ho sopportato egregiamente per tutta la vita e che in fondo mi sta bene.  

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non so quanti, a parte l’amico Bolletta, forse, leggeranno queste pagine e capisco bene che per mancanza di tempo non lo fara` quasi nessun altro: eppure e` un peccato, oltretutto perche` in questi mesi le vicende si fanno convulse e perfino emozionanti.

Napolitano infatti diventa, a sorpresa, l’avversario principale di Berlusconi che in apparenza e` stato salvato proprio da lui; ma a differenza di certi critici di sinistra di Napolitano, ad Arcore si sa benissimo che questo e` il frutto di un errore di valutazione di Napolitano e non di una sua intenzione, e dunque ecco le batterie mediatiche contro il presidente della republica scatenate da mediaset e dal governo.

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439. il migliore dei voti possibili.

 14 dicembre 2010

https://bortocal.wordpress.com/2010/12/14/439-il-migliore-dei-voti-possibili/

a me il risultato del voto alla Camera piace.

Berlusconi a 314, 2 meno della maggioranza assoluta necessaria, che è a 316.

i suoi oppositori a 311, ovviamente ancora più sotto, a conferma del fatto che il vero problema italiano è la mancanza di un’alternativa.

la bolla di sapone Fini, che fa sembrare Casini un gigante, scoppiata da sè.

e il vecchio Berlusconi che resta a bagnomaria ancora per un paio di mesi, logorandosi e perdendo ogni credibilità ogni giorno di più, mentre il tentativo di creare una destra perbene si consuma con lui.

Berlusconi che si addormenta al Senato e mostra all’Italia in che mani sia.

Berlusconi che, se fosse stato uno statista, avrebbe impiegato il mese concessogli da Napolitano per rimettersi in piedi a definire uno straccio di strategia politica e a cercare degli alleati nuovi.

e invece no: Berlusconi è un padroncino senza arte né parte e un corruttore, ha perso il suo tempo a comperarsi qualche deputato inutile, senza avere nessuna propsettiva.

intanto il debito pubblico cresce e si avvicina oramai a 1 miliardo e 900  milioni di euro: l’Italia da sola ha quasi altrettanto debiti di Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda messi assieme.

ora qualcuno dovrà pur dirci come se ne esce, e il parlamento sovrano ha decretato che a farlo debba essere ancora Berlusconi, il principale artefice di quel buco, anzi di quella voragine, iniziata dai tempi di Craxi, il suo braccio destro e del famoso “Fin che la barca va”.

Dio acceca coloro che vuole mandare in rovina, cioè gli italiani; sì, dio ce l’ha giurata proprio, me la sento.

però nessuno mi venga a dire per favore che quando ho giurato fedeltà alla Costituzione ho giurato di riconoscere come mio un Parlamento, prima nominato dal padrone delle televisioni con una legge elettorale truffaldina e poi ulteriormente comperato un tanto al chilo.

andamento del PIL in Italia e nella zona euro dal 2000 ad oggi: l’Italia ha un tasso di sviluppo nel decennio più berlusconiano della sua storia di circa il 10% più basso.

in questo momento la collocazione sul mercato dei titoli di debito pubblico italiani costa l’1,9% in più di quelli tedeschi (da Il Riformista).

si chiama crac in arrivo, per chi non lo capisse; e sono contento che questo crac tocchi gestirlo a chi lo ha creato senza che qualcuno gli tolga le castagne dal fuoco e si prenda l’impopolarità necessaria.

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469. la legge Gelmini, Napolitano e la Costituzione del ni.

31 dicembre 2010

https://bortocal.wordpress.com/2010/12/31/469-la-legge-gelmini-napolitano-e-la-costituzione-del-ni/

“Promulgo la legge, ai sensi dell’art. 87 della Costituzione, non avendo ravvisato nel testo motivi evidenti e gravi per chiedere una nuova deliberazione alle Camere, correttiva della legge approvata a conclusione di un lungo e faticoso iter parlamentare.

L’attuazione della legge è del resto demandata a un elevato numero di provvedimenti, a mezzo di delega legislativa, di regolamenti governativi e di decreti ministeriali; quel che sta per avviarsi è dunque un processo di riforma, nel corso del quale saranno concretamente definiti gli indirizzi indicati nel testo legislativo e potranno essere anche affrontate talune criticità, riscontrabili in particolare negli articoli 4, 23 e 26.

Per quel che riguarda l’articolo 6, concernente il titolo di professore aggregato – pur non lasciando la norma, da un punto di vista sostanziale, spazio a dubbi interpretativi della reale volontà del legislatore – si attende che ai fini di un auspicabile migliore coordinamento formale, il governo adempia senza indugio all’impegno assunto dal Ministro Gelmini nella seduta del 21 dicembre in Senato, eventualmente attraverso la soppressione del comma 5 dell’articolo.

Per quanto concerne l’art. 4 relativo alla concessione di borse di studio agli studenti, appare non pienamente coerente con il criterio del merito nella parte in cui prevede una riserva basata anche sul criterio dell’appartenenza territoriale.

Inoltre l’art. 23, nel disciplinare i contratti per attività di insegnamento, appare di dubbia ragionevolezza nella parte in cui aggiunge una limitazione oggettiva riferita al reddito ai requisiti soggettivi di carattere scientifico e professionale.

Infine è opportuno che l’art. 26, nel prevedere l’interpretazione autentica dell’art. 1, comma 1, del decreto legge n. 2 del 2004 sia formulato in termini non equivoci e corrispondenti al consolidato indirizzo giurisprudenziale della Corte Costituzionale.

Al di là del possibile superamento – nel corso del processo di attuazione della legge – delle criticità relative agli articoli menzionati, resta importante l’iniziativa che spetta al governo in esecuzione degli ordini del giorno Valditara e altri G 28.100, Rusconi ed altri G24.301, accolti nella seduta del 21 dicembre in Senato, contenenti precise indicazioni anche integrative – sul piano dei contenuti e delle risorse – delle scelte compiute con la legge successivamente approvata dall’Assemblea.

Auspico infine che su tutti gli impegni assunti con l’accoglimento degli ordini del giorno e sugli sviluppi della complessa fase attuativa del provvedimento, il governo ricerchi un costruttivo confronto con tutte le parti interessate”.

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caro Presidente di tutti noi, che stasera ci farai gli auguri per il nuovo anno,

la Costituzione non prevede che Presidente della Repubblica non sappia decidere bene se una legge è costituzionale o no, gli chiede una scelta: o la giudica contraria alla Costituzione (anche in un solo punto!) e allora la rimanda al Parlamento, per chiedere che elimini proprio quel punto, oppure la ritiene coerente con la Costituzione, e allora la promulga tacendo.

non la promulga chiedendo al governo però di saltare qualche passaggio nei decreti applicativi, suvvia!

per esempio, se l’art. 4 della legge universitaria Gelmini prevede una differenziazione di trattamento sui premi agli studenti per il merito sulla base dell’appartenenza territoriale, per cui uno studente lombardo potrà avere una borsa di studio statale a condizioni diverse da uno studente lucano (federalismo leghista delle borse di studio!), la legge contrasta col principio costituzionale della eguaglianza dei cittadini davanti alla legge – anche se questo criterio va stretto alla Lega, che è una forza anticostituzionale.

però tu non ci dici se ritieni questo principio costituzionale oppure no, ci dici solo che “non è pienamente coerente”, e ci metti la firma sotto comunque.

capiamo tutti la bontà delle tue intenzioni, su una questione tanto delicata, e la tua volontà di non alimentare troppe tensioni e di chiudere in fretta la partita, di fronte a proteste decisamente esasperate e a volte fuori contesto, ma non è previsto in Costituzione né un Presidente del ni, né un Presidente del “ma anche”.

con questi interventi stai cambiando pian piano la Costituzione di fatto, e questo non va.

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ed ecco un post abbastanza fuori tema, ad essere sinceri, perche` Napolitano c’entra poco; questo racconti di fantapolitica contiene inoltre delle previsioni sbagliate.

pero` non mi e` dispiacuto rileggerlo e lo inserisco in questa rassegna perche` occorre anche dare almeno un accenno al quadro convulso di questi mesi, nel quale si collocava l’azione di Napolitanoi.

ed e` anche interessante riscoprire che il principale avversario delle elzioni anticipate, in quel momento, era proprio Berljusconi: la cosa ci servira` tra poco, per ulteriori valutazioni.

31. futuro prossimo, futuro trapassato, futuro remoto, futuro anteriore.

https://bortocal.wordpress.com/2011/01/19/33-futuro-prossimo-futuro-trapassato-futuro-remoto-futuro-anteriore/

1. futuro prossimo.

Berlusconi non si presentò dai giudici di Milano.

farlo avrebbe significato dimostrare che la realtà non poteva essere comperata da lui, e e che poteva esistere una qualche forma di realtà fuori dalla televisione.

i suoi avvocati condirono pro forma con qualche vacua formula giuridica la sua posizione.

che voleva dire una cosa sola: io non sono processabile, perché ho la maggioranza del popolo dalla mia parte.

era vero? difficile dirlo.

per poterlo scoprire si sarebbe dovuti riuscire a guardare al di là del pubblico televisivo, che aveva usurpato il nome del popolo.

2. futuro anteriore.

ovviamente i giudici di Milano processarono Berlusconi lo stesso e altrettanto ovviamente lo condannarono.

le testimonianze della sua innocenza erano schiaccianti, ma era assolutamente evidente che erano state tutte comperate, così come i voti del Parlamento; ma resistevano ad ogni ostinata contestazione le intercettazioni; e non valeva dire che al telefono tutti cazzeggiano e parlano per ore raccontando romanzi interi per il piacere della fabulazione.

la legge voluta da Berlusconi stesso, considerava lo sfruttamento della prostituzione minorile un delitto senza attenuanti e si riferiva senza equivoco possibile ad ogni tipo di atto sessuale, anche quelli che poteva svolgere un impotente in preda a dipendenza compulsiva dal sesso per carenza pluridecennale.

la legge impediva anche allora come ora di concedere la condizionale per una condanna simile anche di primo grado.

3. futuro trapassato.

la legge imponeva però di chiedere al Parlamento l’autorizzazione all’arresto.

il Parlamento si oppose ad incarcerare il capo del governo; votarono a suo favore diversi deputati anche eletti per l’opposizione.

abituati a comportamenti analoghi, e dubbiosi di essere privati delle dosi di cocaina a cui erano abituati.

a questo punto al Presidente della Repubblica, data l’eccezionalità della situazione e la forte pressione internazionale, non rimase che sciogliere il Parlamento.

era contrario a tutta la prassi, ma era anche contrario ad ogni prassi futura semplice  e trapassata, remota e futura anteriore, che un presidente del consiglio condannato a diversi anni di carcere per induzione alla prostituzione di una minore (per quanto marocchina o egiziana, vallo a sapere…) restasse alla guida di una delle nazioni un tempo guida del mondo.

il Parlamento non si sciolse e depose il Presidente della Repubblica in seduta comune.

Berlusconi lo aveva già fatto capire dopo il suo colloquio col Presidente; “si dimette?” gli avevano chiesto i cronisti, e lui aveva risposto: “chi? lui?”

4. futuro remoto.

Berlusconi fu eletto Presidente della Repubblica senza cessare di essere Primo Ministro: nessun articolo della costituzione lo impediva, e si faceva chiamare a volte papi, a volte, con arguto gioco di parole, primo minsitro presidente.

la costituzione fu rivista; la carica di presidente venne attribuita a vita.

l’articolo 1 della nuova Costituzione recitava:

l’Italia è una repubblica democratica guidata da un presidente immortale.

i medici obbedirono, Berlusconi non potè più morire.

5. futuro remotissimo.

Chion et Leonides, nobilissimi iuvenes, tanta ira ardebant ad Clearchi facinora ut in necem tyranni conspirarent ut patriam liberarent. (…) Itaque tyrannus occisus est, sed patria non liberata; nam frater Clearchi, Satyrus, eadem via tyrannidem invasit.

Chione e Leonida, giovani nobilissimi, erano talmente esasperati dai delitti di Clearco che tramarono la morte del tiranno per liberare la patria.

E così il tiranno fu ucciso, ma non per questo la patria ottenne la libertà: Satiro, fratello di Clearco, prese il suo posto.

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47. liberarsi di Santoro, oltre che di Berlusconi.

29 gennaio 2011

https://bortocal.wordpress.com/2011/01/29/49-santo-e-berlusconi-simul-cadent/

(…) leggo con autentica preoccupazione l’avverarsi di un successivo passaggio del mio fantaracconto sul futuro prossimo dell’Italia. 33-futuro-prossimo-futuro-trapassato-futuro-remoto-futuro-anteriore

giuro, volevo solo fare un racconto di fantapolitica, non avevo alcuna pretesa di azzeccarci alla lettera!

avevo scritto:

a questo punto al Presidente della Repubblica, data l’eccezionalità della situazione e la forte pressione internazionale, non rimase che sciogliere il Parlamento.

leggo in questo momento che il vicepresidente del consiglio, Letta, ha riferito ieri ai ministri queste parole di Napolitano:

“A tutti ha detto che in presenza di una permanente conflittualità tra Istituzioni e poteri dello Stato, tra forze politiche e organismi parlamentari, il ricorso alle urne diventa inevitabile”.

sto cominciando a fare gli scongiuri che non si averi anche tutto quello che ho detto dopo in quel post.

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 60. federalismo: perché non sanno quello che fanno.

4 febbraio 2011

se qualcuno ha letto il secondo post scritto ieri sul tema del Decreto Delegato sul federalismo bocciato ieri dalla Commissione Bicamerale 60-e-invece-le-tasse-federaliste-arrivano-lo-stesso, stamattina leggendo che il governo aveva deciso di emettere il Decreto lo stesso e di mandarlo per la firma al Presidente della Repubblica, avrà reagito come me.

cioè, facendo un salto sulla sedia e pensando: Bortocal questa volta ha sbagliato, va be’ che il testo delle leggi italiane è sempre una selva oscura dove la dritta via corre smarrita, ma non poteva stare zitto almeno?

avevo infatti scritto che il governo, in barba a quel che scrivevano i grandi quotidiani di (dis)informazione, poteva certamente promulgare il decreto (o meglio, proporre al Presidente della Repubblica di promulgarlo, perché occorre la sua firma), anche se la Bicamerale lo aveva bocciato a parità di voti: ma non subito!

e citando l’art. 2 c. 4 della L. Delega 42/2009 dicevo:

il governo può approvare il decreto lo stesso, ma dopo averlo trasmesso alle camere, per sentire se hanno un parere da dargli, e avere aspettato 30 giorni.

nel pomeriggio tuttavia mi sono rinfrancato, vedendo che il Presidente della Repubblica è capace di leggere una legge e di intendere quel che vi sta sccritto:

Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni e rende comunicazioni davanti a ciascuna Camera.

Decorsi trenta giorni dalla data della nuova trasmissione, i decreti possono comunque essere adottati in via definitiva dal Governo.

e Napolitano (chissà se il suo ufficio giuridico ha nervosamente consultato il mio blog ieri sera 😉 – la straordinaria impennata del numero dei contatti di ieri, arrivati a 400, potrebbe farne dubitare un pazzo ;)) scrive, esattamente come me:

“Non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l’esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dall’art. 2 della legge n. 42 del 2009 che sanciscono l’obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari”.

ora, questa legge che ieri sera il governo Berlusconi ha deciso di calpestare, non l’ha scritta Prodi, l’hanno scritta loro!

e probabilmente anche mentre Calderoli, il ministro della semplificazione legislativa, dormicchiava, suppongo.

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e allora le interpretazioni possibili di questo comportamento sono due e non ve le do in alternativa, dato che probabilmente sono invece complementari:

1) il governo, ringalluzzito dall’esito della votazione sulla perquisizione degli uffici di Berlusconi, pensa che tanto oramai può fare tutto quello che vuole e ha intenzionalmente mandato al paese un messaggio mafioso del tipo: noi facciamo quel che ci pare e nessuno ci rompa il cazzo

2) questi non sanno leggere neppure quello che scrivono loro e sono talmente incompetenti da andare contro le loro stesse leggi senza saperlo.

tra i due scenari prevale il primo, seguitemi.

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il governo non ha sottoposto al Presidente della Repubblica il decreto bocciato dalla Commissione Bicamerale (eppure avrebbe forse potuto, anche se attraverso un iter a questo punto particolarmente contorto), ma quello su cui aveva raggiunto l’accordo con le regioni nella Conferenza unificata.

a questo punto tutto il lavoro fatto in Commissione è stato vanificato, e siccome su queste modifiche anche la maggioranza era d’accordo, allora il governo propone un testo peggiore, per sua stessa valutazione.

a questo punto dalla stampa ci si aspetterebbe di venire esattamente informati di quali modifiche aveva apportato la Commissione bicamerale, per capire perché il governo abbia deciso di tornare ad un testo meno avanzato; avendo tempo cercherò di capirne di più, ma sono sicuro che sarà una operazione di informazione vera assolutamente impossibile, data la struttura della informazione italiana nel suo insieme, assolutamente disattenta verso i fatti.

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quindi chi ha voluto forzare, mandando il decreto al Presidente senza il passaggio in Parlamento, qualcosa sapeva di quello che aveva scritto.

e sapeva anche che il Presidente della Repubblica non poteva firmare il decreto, in violazione della legge che consente al governo di presentarglielo, ma solo fra un mese.

qualcuno ha voluto cercare a tutti i costi di creare un casus belli col Presidente della Repubblica.

nel mio scenario futuribile sugli sviluppi del caso Ruby la prossima tappa è la destituzione di Napolitamo e l’elezione di Berlusconi a presidente della repubblica prima della scadenza del settennato.

si mira forse a questo?

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per oggi, dopo essermi soffermato sull’incredibile svarione giuridico del governo, vorrei dedicare i miei ultimi strali alle dichiarazioni altrettanto incredibili dell’opposizione, che ci lasciano alla sconsolata conclusione che, senza distinzione fra destra e sinistra, siamo governati da una manica di ignoranti incompetenti, di cui l’Italia deve liberarsi al più presto, una cricca costosa e famelica che non sa fare il lavoro per cui è pagata in maniera stellare.

cominciamo con Calderoli:

“Io pensavo che una volta recepite le osservazioni delle commissioni di Camera e Senato potessimo passare all’approvazione.

Il Colle ritiene sia necessario un passaggio in aula in base al quarto comma dell’articolo 2 della legge 42″.

“È una interpretazione”.

“L’unica cosa che prevede la legge è che il governo dia comunicazioni alle Camere, dopo di che può esserci un voto su di esse ma il testo resta quello”.

“Sono convinto che questo federalismo sarà approvato dalle Camere”.

sembra il delirio di un ubriaco.

“una volta recepite le osservazioni delle commissioni di Camera e Senato”…

hanno dato parere negativo! il governo ha recepito il parere negativo e ritirato il decreto?

è stato deciso di presentare il testo precedente, quello che non ne tiene conto!

la comunicazione del governo alle Camere non è una interpretazione di Napolitano: è scritto a chiare lettere nella Legge delega stesa suppongo negli uffici di Calderoli!

è vero che il testo in linea molto teorica può restare immutato anche dopo che le Camere abbiano proposto di cambiarlo o addirittura abbiano votato contro, ma allora che senso ha dichiararsi convinti che “questo federalismo sarà approvato dalle Camere”?

e poi Napolitano non ha affatto detto che le Camere devono approvarlo, ha solo detto che devono discuterlo…

* * *

Bersani, segretario del Partito Democratico:

“E’ una vergogna che si sia voluto procedere contro il Parlamento.

E’ un incredibile strappo alle regole costituzionali”

non conosce la legge di cui si discute neppure lui e senza neppure accorgersene attacca il presidente della repubblica.

lo stesso, con toni più esagitati dice Antonio Di Pietro:

“abbiamo la prova provata che il Paese si sta avviando verso un pericoloso regime”.

ignoranza o malafede: fa senso pensare che quest’uomo era un magistrato.

il passaggio al regime non sta qui, sta nel rifiuto della Camera di autorizzare la perquisizione di Berlusconi; ma alla fine si sta cercando di distrarre l’opinone pubblica da un tema che alla cricca in fondo sta bene: oggi rifiuto di perquisire Berlusconi, domani il piacere verrà restituito anche a qualcuno della presunta opposizione.

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Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Partito Democratico:

“Dopo la bocciatura della commissione bicamerale, tutti sapevano che il provvedimento sul federalismo non avrebbe potuto proseguire il suo iter”.

ma che cavolo dice? un’altra falsità! ed è un ex-magistrato anche lei!

– ed oggi e` una delle candidate piu` plausibile dei renzusconiani al ruolo di interprete e difesa della Costituzione, naturalmente! –

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e Bossi?

ancora ieri faceva cadere il governo, se la Bicamerale non si piegava al diktat della Lega; oggi ci ha ripensato.

intanto la base della Lega invoca le elezioni: ma senza Berlusconi!

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chiudo con l’unica dichiarazione di buon senso e rigorosa concettualmente che ho letto in tanto bailamme, quella del Presidente della Corte Costituzionale, De Siervo, in una relazione per un convegno pubblicata oggi,

“Il titolo V della Costituzione: lo Stato dell’arte nella giurisprudenza costituzionale”.

“Si può dire tranquillamente (…) che quello di cui si sta parlando non è federalismo, dire federalismo municipale è una bestemmia: è come dire che un pesce è un cavallo, sono due cose che non stanno insieme.

Si chiama autonomia finanziaria.

Il federalismo è un processo di unificazione progressiva di Stati che erano sovrani verso un unico Stato gestore.

Che c’entra questo con l’autonomia finanziaria dei Comuni decisa dal Parlamento nazionale?”

e con questo chiudo, sconsolato ma furibondo, furibondo, ma sconsolato.

e aspetto che la base leghista in rivolta “per il federalismo” se lo legga bene questo bel decreto che aumenta le tasse!

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90. quel bugiardo di Napolitano (secondo quel bugiardo di Berlusconi).

14 febbraio 2011

https://bortocal.wordpress.com/2011/02/14/90-quel-bugiardo-di-napolitano-secondo-berlusconi/

«Il Presidente della Repubblica ha insistito su motivi di preoccupazione, che debbono essere comuni, sull’asprezza raggiunta dai contrasti istituzionali e politici, e sulla necessità di un sforzo di contenimento delle attuali tensioni in assenza del quale sarebbe a rischio la stessa continuità della legislatura».

comunicato ufficiale

lo dice, ma non lo pensa davvero, parola di Berluscone.

“Napolitano non pensa a sciogliere le Camere”.

anzi,

ha “garantito che finché vi è un governo che governa e una maggioranza che lo sostiene, non esistono ragioni per sciogliere il Parlamento”.

ma come tutti i bugiardi compulsivi, a Berluscone una bugia sola non basta.

“La Costituzione comunque…

come sarebbe a dire “comunque”?

Napolitano è un galantuomo: se gli ha promesso che non scioglie il Parlamento fin che ha la maggioranza, di che “comunque” si parla?

comunque prevede che senza una formale crisi di governo per interrompere anticipatamente una legislatura occorre che il presidente della Repubblica consulti sia i presidenti delle Camere che il presidente del Consiglio, cioè Silvio Berlusconi”.

fantasie di un bugiardo che è contemporaneamente ignorante:

Art. 88.

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

per sciogliere le Camere, il Presidente della Repubblica non deve affatto consultare il Presidente del Consiglio, ma solo i Presidenti delle Canere stesse.

ma, notare bene, deve soltanto sentire il loro parere: poi è libero nelle sue valutazioni; che sono quelle che Napolitano ha tenuto a far sapere con un comunicato ufficiale che ora Berlusconi cerca di smentire.

ma c’è l’art. 89!

Art. 89.

Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.

Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

l’art. 89 dice che, se un atto firmato dal Presidente della Repubblica ha valore di legge, deve essere firmato anche dal Presidente del Consiglio.

ma se l’atto rientra negli autonomi poteri del Presidente della Repubblica, come lo scioglimento delle Camere, la controfirma del Presidente del Consiglio è un atto dovuto.

se il Presidente del Consiglio potesse rifiutare la firma, questo dovrebbe essere scritto nell’art. 88.

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beh, le bugie di Berlusconi sono interessanti per confermare lo scenario che avevo profilato un  mese fa, quando sembrava ancora fantascienza, prevedendo che a un certo punto Napolitano avrebbe sciolto il Parlamento e Berlusconi avrebbe rifiutato di rimandare a casa i portaborse che tiene lì dentro a spese nostre. 33-futuro-prossimo-futuro-trapassato-futuro-remoto-futuro-anteriore

l’uomo che pretende continuamente di incorporare la volontà del popolo si guarderà bene dall’andare a verificare se è davvero così anche adesso.

sì, nel nostro futuro ci sta uno scioglimento del Parlamento deciso dal Presidente della Repubblica in base alla Costituzione ed un Parlamento che nel suo 50,1% rifiuta di andare a casa nel nome della Costituzione immaginaria descritta ieri da Berlusconi.

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tutti tranquilli, esiste pur sempre la Corte Costituzionale, a cui dovrebbe rivolgersi il Presidente della Repubblica sollevando un conflitto di competenze.

conflitto di competenza contro conflitto di interessi: che bel conflitto!

qualcuno dice che comunque la Corte impiegherebbe dei mesi a riunirsi e che già solo per questo Berlusconi sarebbe salvo…

oso pensare che la Corte invece metterebbe le ali ai piedi in un simile frangente e deciderebbe in pochi giorni.

ma credete voi che un Unto del Signore come Berlusconi possa stare ad obbedire a 15 giudici comunisti?

e in ogni caso è pur sempre vero che la definizione della data delle elezioni compete al governo e non al Presidente della Repubblica.

insomma, potrebbe anche essere che fra un paio di mesi ognuno di noi debba decidere dove sta il potere legittimo e a chi si sia tenuti a prestare obbedienza.

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(ammetto che è un poco puerile scrivere dei post così, ma il bello dell’Italia, il regno dei ciechi, è che l’orbo la fa da re, e tutti si sentono intelligenti e dei protagonisti della controinformazione se devono commentare le gesta di un leader fuori di testa).

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94. Capotosti 1 e 2: un costituzionalista al Corriere o due.

15 febbraio 2011

https://bortocal.wordpress.com/2011/02/15/94-capotosti-1-e-2-un-costituzionalista-al-corriere/

vista la differenza fra un costituzionalista del Corriere e un non so (che sarei io)?

il non so che “bortocal” cita gli articoli 88 e 89 della Costituzione nel loro testo e con le sue povere forze prova a metterli in relazione fra loro, 90-quel-bugiardo-di-napolitano-secondo-berlusconi

e arriva alla conclusione che la firma del Presidente del Consiglio sotto un decreto di scioglimento del parlamento che gli viene sottoposto dal Presidente della Repubblica è un atto dovuto, altrimenti l’art. 88 della Costituzione avrebbe esplicitamente scritto che era necessaria e invece non sottopone la decisione del Presidente a nessun vincolo.

un costituzionalista del Corriere invece non deve affannarsi tanto, nell’impresa impossibile di dare torto al Presidente della Repubblica nell’interpretazione della Costituzione, perché, per fortuna sua, mica è un cavallo brado nei campi del sapere e un improvvistore come bortocal.

che cosa scrive il costituzionalista del Corriere?

Per interrompere la legislatura occorre che il presidente Napolitano consulti sia i presidenti delle Camere che il presidente del Consiglio, cioè Silvio Berlusconi

e perché?

La dottrina considera questo atto come un atto complesso nel quale rientra sia la volontà del presidente della Repubblica che quella del presidente del Consiglio.

oh, che parola magica che sa di sagrestia, la dottrina!

ecco il cattolicesimo italiano: un luterano (come, in pectore, Bortocal) dice: “il testo scrive”, ma un cattolico come Capotosti, il costituzionalista intervistato, dice “la dottrina considera”.

Capotosti continua:

Mentre i presidenti delle Camere esprimono soltanto un parere non vincolante, viceversa il presidente del consiglio dei Ministri ha questa funzione importante di vincolare con la sua controfirma la scelta del Capo dello Stato.

pensate che strano: la Costituzione si è ricordata di scrivere che “i presidenti delle Camere esprimono soltanto un parere non vincolante”, ma poi si è dimenticata di parlare del parere del Presidente del Consiglio che invece lo sarebbe!

si direbbe che perfino Capotosti si renda conto di dire  una cosa enorme e si vergogni un po’.

tanto è vero che, di fronte a una di quelle obiezioni finte che gli intervistati fanno per imbambolare il pubblico, come il finto perdente nel gioco delle tre carte, aggiunge:

Questo fino ad ora è sempre avvenuto.

il “questo” è poi il fatto che i Presidenti del Consiglio la firma sotto il decreto di scioglimento l’hanno sempre messa (avranno consultato il loro ufficio legale e questo gli ha detto: atto dovuto!).

però poi aggiunge:

Può accadere che il presidente del consiglio dei Ministri, come avvenne con il governo Craxi quando Scalfaro sciolse le Camere, firmi di controvoglia, però deve controfirmare.

DEVE CONTROfirmare?

a questo punto, nel giro di sette righe esatte, il costituzionalista Capotosti bis contraddice il costituzionalista Capotosti one (numero uno) e dice esattamente il contrario di quel che stava dicendo: la firma del Presidente del Consiglio è atto dovuto, non importa se non è d’accordo, deve firmare lo stesso.

però il Corriere intanto ha incassato un titolone pro Berlusconi da buttare in pasto al suo pubblico per intortarlo su, come si dice in bresciano:

Camere, sul voto Berlusconi ha ragione

ve lo immaginate voi un Berlusconi che di diritto e rispetto della costituzione e della legge se ne intende più di Napolitano, non bastassero gli argomenti? (…)

* * *

225. il 25 aprile (e dopo) mettiamo gli occhiali.

26 aprile 2011

https://bortocal.wordpress.com/2011/04/26/225-il-25-aprile-e-dopo-mettiamo-gli-occhiali/

No a scontro cieco.

Giorgio Napolitano

* * *

meglio mettersi gli occhiali.

per prendere bene la mira.

* * *

ma e` quello che Napolitano in realta` sta proprio facendo.

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