magistratura da rottamare? – 42.

oggi il post provo a farlo scrivere a Giorgio Santacroce, primo presidente della Corte di Cassazione, tanto mi trovo d’accordo con quello che ha detto all’inaugurazione dell’anno giudiziario.

e bastera` fare un copia e incolla delle citazioni che si trovano su alcuni quotidiani…

(pochi, perche` la cerimonia, quanto mai inoppotuna nell’Italia degli arraffoni che si auto-assolvono, e` stata snobbata da molte autorita` e da molta stampa.

del resto il Santacroce conta oramai pochissimo, visto che sara` precocemente pensionato assieme a molti altri giudici, 374 in tutto, per un decreto di Renzi che rottama anche la magistratura).

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“Il pericolo più grave è rappresentato, nell’attuale società globalizzata, dalla possibilità che la politica sia ‘asservita’ alle scelte economiche e che l’economia assurga al ruolo di guida delle decisioni politiche, innalzandosi a unico parametro dell’agire dell’uomo. 

qui per economia non intendiamo l’agire umano, individuale e ccollettivo, per la soddisfazione dei propri bisogni, ma i rituali feticistici dell’accumulo dei simboli della ricchezza.
Il rischio è che nell’intraprendere l’opera di riforma anche l’esercizio della giurisdizione venga valutato non per l’efficacia con la quale risponde all’effettiva tutela dei diritti, nella costante tensione tra ‘valori non negoziabili’ e promozione della persona, ma per il suo conformarsi alle indicazioni emergenti dalle esigenze dell’economia.
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Santacroce usa un linguaggio quasi impenetrabile, ma sta parlando del jobs act e promette che da parte della magistratura ci sara` “un rinnovato impegno nella ridefinizione giurisprudenziale di una lunga serie di istituti del diritto del lavoro”.
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allarga il cuore sapere che la magistratura intende restare fedele alla centralita` costituzionale del lavoro e della sua dignita` e quindi interpretera` anche le nuove norme alla luce di questi principi irrinunciabili.
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ma cosa dico? sto parlando della magistratura che viene mandata in pnesione anticipata.
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poi Santacroce parla della riforma renziana della normativa contro la corruzione, con la sua schizofrenica mescolanza di aumento delle pene e allargamento della non punibilita`.
E’ lecito dubitare che l’aumento della pena sia uno strumento dissuasivo rispetto a realtà criminali così spregiudicate.
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Quello che urge fare, invece, è intervenire sulla prescrizione, stabilendo la decorrenza del reato, specie quelli di maggior allarme sociale tra cui quelli contro la pubblica amministrazione, non dal momento in cui viene commesso ma da quando viene scoperto.
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provvedimento piu` semplice e realmente efficace, che i magistrati chiedono da anni, ma i politici fanno orecchie da mercante: metti mai che faciliti le condanne dei corrotti.
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e “se l’attuale governo costituisce l’unica possibilità di guida del Paese per scongiurare un ennesimo ritorno alle urne, non si possono disattendere scadenze senza portare a termine i progetti annunciati”.
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a Santacroce da` manforte Ciani, procuratore generale della Corte di Cassazione, anche lui prossimo al pensionamento anticipato:
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Se l’Italia riuscisse a ridurre la corruzione ai livelli della Spagna – obiettivo più che possibile vista la minima distanza degli indici tra i due Paesi – il suo tasso di crescita annuo aumenterebbe di 0,6 punti percentuali. E il nostro PIL sarebbe da tempo in positivo.
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La giustizia penale, che è chiamata a fissare i presidi dell’etica pubblica, sembra fallire, quasi mette la sordina, su alcuni punti qualificanti” come l’evasione fiscale.
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L’evasione tributaria danneggia l’intera collettività, altera la concorrenza economica, rende precaria la qualità delle opere e dei servizi, disincentiva gli investimenti.
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ma “evadere il fisco è percepito come il furto di una bicicletta e alla fine conviene”.
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si`, ora capisco meglio perche` questa magistratura e` da rottamare (secondo il rottamatore unico che abbiamo in dotazione).
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13 risposte a “magistratura da rottamare? – 42.

  1. Non mi sarei aspettato niente di diverso dalla magistratura: interpretare ed applicare le norme, alla luce delle norme superiori come la Costituzione, è la sua funzione.

    La proposta sulla corruzione è probabilmente la migliore che sento da diversi anni. Certo molto meglio della folle idea di “due anni bonus” in appello. Mi domando solo se sia costituzionalmente fondata.

    • anche io non mi aspetto niente di diverso dalla magistratura, ma di questi tempi e in questoi paese allarga il cuore che dopo vent’anni di berlusconismo e uno di ancor piu` insidioso renzismo la magistratura abbia ancora la schiena dritta e difenda il suo ruolo.

      mi aspetterei pero` anche – e mi domando fino a quando dovro` farlo – che ci fosse un governo che ascolti seriamente i magistrati e faccia sue le loro proposte.

      purtroppo questo in Italia non lo vediamo da sempre, e perfino il mitico ultimo Prodi aveva messo a capo del ministero della giustizia Mastella!

      tu dici che contrasterebbe con la Costituzione far partire la prescrizione dall’inizio dell’avvio delle indagini anziche` dal momento del delitto.

      mi sembra strano, visto che sono dei giudici a proporlo: e neppure io lo vedo, a colpo d’occhio, questo dubbio di incostituzionalita`.

      pero` l’esperto sei tu e se vuoi me lo spieghi, cosi` capisco meglio. 🙂

        • e be`, caro red, tu sei un maestro del dubbio…

          pero` dobbiamo pur risolverlo il dubbio qualche volta, per non fare la fine dei dubbiosi di brechtiana memoria che agitavano il dubbio per non prendere posizione.

          c’e` il rischio di sbagliare, ok, ma l’unico che non sbaglia e` colui che non fa.

          io quindi mi sbilancio, e se avro` torto lo ammettero`, quando me lo dimostreranno: fissare la prescrizione all’avvio delle indagini non mi pare anti-costituzionale, e anzi lo trovo molto piu` coerente con la funzione della prescrizione di garantire all’imputato una ragionevole durata di indagini e di processo, e non di offrirgli, come pare da noi, un grimaldello per farla franca.

          allo stesso modo sarebbe ragionevole prevedere che i tempi della prescrizione si sospendano ogni volta che e` l’imputato a richiedere un prolungamento delle indagini o del procedimento: ad esempio il ricorso di un imputato contro una sentenza dovrebbe automaticamente interrompere i tempi della prescrizione, mentre un ricorso della pubblica accusa no.

          in questo modo la prescrizione potrebbe essere ricondotta alla sua autentica funzione sociale e in alcuni casi i tempi potrebbero in questo quadro complessivo essere effettivamente anche ridotti.

          • sento che qui potrebbe partire un post sulla prescrizione….
            comunque, per il momento mi basta accennare che occorre distinguere fra sospensione ed interruzione della prescrizione (la prima crea una parentesi: 1, 2, 3 (x,x) 4, 5…; la seconda azzera il conteggio: 1, 2, 3, x 1, 2….).
            In secondo luogo, ti segnalo che ai sensi dell’art. 159 cp la prescrizione è già sospesa in varie ipotesi di richieste dell’imputato.

            • oggi i commenti su questa piattaforma volano via come rondini a settembre, non finiti.

              grazie delle precisazioni, che allargano le mie povere conoscenze tecniche sul tema.

              in vista del post futuro sulla prescrizione (che scriverai tu, naturalemnte puoi precisare meglio la interruzione e in che casi?

              poi magari riassumi anche l’art. 159 CP…

              chiedo troppo? 🙂

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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