Napolitano nove anni nei miei blog: 2012, la grazia presidenziale a Sallusti – 49.

in questa rassegna sui nove anni di operato di Napolitano, la vicenda della grazia a Sallusti nell’autunno 2012 ha la funzione che nel teatro greco antico aveva il dramma satiresco che seguiva la trilogia tragica.

eppure fu un momento quasi drammatico anche per me: fu uno dei miei ultimi passaggi sulla vecchia piattaforma di blogs.it e l’occasione di una clamorosa rottura con un compagno di battaglie per 7 anni.

riporto in maniera abbastanza analitica e quasi integralmente i miei post sulla vicenda, perche` e` soltanto ricostruendo questo quadro che si puo` capire la portata e il significato della grazia concessa a Sallusti da Napolitano con la commutazione del carcere da scontare ai domiciliari in una multa di 15.000 euro.

decisione che poi non ho nemmeno commentato nel blog, tanto mi e` parsa enorme.

* * *

474. la solidarietà mafiosa dei giornalisti italiani con Sallusti – e altro.

23 settembre 2012

https://bortocal.wordpress.com/2012/09/23/474-la-solidarieta-mafiosa-dei-giornalisti-italiani-con-sallusti-e-altro/

Se ci fosse la pena di morte e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso.

Per i genitori, il ginecologo, il giudice.

su Libero nel febbraio 2007 un giornalista non identificato da altro che dallo pseudonimo Dreyfus (che per parte sua si sarà rivoltato nella tomba) commentava in questo modo la decisione del giudice tutelare Giuseppe Cocilovo del tribunale di Torino di autorizzare ad abortire una 13enne che poi era finita in una clinica psichiatrica.

“per le conseguenze della vicenda” afferma Libero, ma c’è da dubitarne.

Libero del resto è l’unico quotidiano su cui si trovano i dettagli della vicenda, che viene accuratamente tenuta nascosta da tutta la stampa di tutto il paese a tutti gli altri lettori (forse perché, a differenza di quelli di Libero, sono persone normali… ;)).

ho scritto normali, ma forse dovevo scrivere perbene.

il giudice denunciò il direttore di Libero Sallusti e a mio parere ha fatto benissimo.

che cosa c’entra la libertà di stampa con la libertà di insultare e diffamare così pesantemente.

* * *

ora Sallusti è stato comprensibilmente condannato in secondo grado a 18 mesi di carcere senza condizionale e se nei prossimi giorni la Cassazione non annullerà il processo, se la condanna non è avvenuta nel rispetto delle procedure, finirà in galera – o meglio, immagino, agli arresti domiciliari.

Mario Adinolfi del Pd ha chiesto un intervento del capo dello Stato; Napolitano, nel tristo declino della sua presidenza sempre meno super partes, fa rispondere a Pasquale Cascella, suo portavoce, che segue il caso e si riserva di acquisire tutti gli elementi utili di valutazione.

come nel caso Mancino?

non manca neppure Travaglio dal coro, che pubblica sul Fatto un commento dal titolo Salvate il soldato Sallusti, che inizia con una colossale bugia:

Non so cosa fosse scritto in quell’articolo, ma non dubito che fosse diffamatorio, vista la normale linea Sallusti.

Però ora non m’interessa, perché ciò che conta è il principio.

figuratevi se Travaglio, proprio lui, non sa davvero che cosa aveva scritto il giornale diretto da Sallusti: a chi vuol darla a bere? e perché le testuali parole sono taciute da tutta la stampa italiana che incita indifferenziatamente i propri lettori a solidarizzare col giornalista bieco che ha istigato a uccidere un giudice che ha fatto onestamente il proprio lavoro?

e quale è il principio che interessa a Travaglio?

l’impunità garantita ai giornalisti? cioè alla casta a cui lui stesso appartiene? la libertà di mentire sapendo di mentire? la libertà impunita di istigare all’odio contro gli onesti?

* * *

Sallusti ha commentato così la sua condanna a 18 mesi di carcere senza condizionale, che la Cassazione deve verificare:

Ho paura di vivere in un paese dove ci si permette di arrestare le idee, di metterle in carcere.

e quelle sarebbero idee? l’istigazione all’omicidio è una idea da tutelare in Italia?

ma, dice Travaglio, Sallusti è stato condannato per  l’“omesso controllo in veste di direttore responsabile”, e virgoletta naturalmente, dato che l’uso delle virgolette è diventata in Italia la firma di chi sta mistificando le notizie.

certo che Sallusti ha omesso il controllo: sarebbe stato facile per lui difendersi nei due gradi di giudizio semplicemente indicando chi aveva scritto quel commento scellerato e criminale; se non lo ha fatto, se non ha saputo dire chi era stato, aveva omesso di controllare il giornale di cui era responsabile; se invece lo sapeva ma non ha voluto dirlo, ha pienamente concorso nel gesto, che il Tribunale ha giustamente punito.

* * *

questo atteggiamento dei quotidiani italiani in queste ore verso un loro compagno di casta dovrebbe essere però solo la punta di un iceberg.

forse è giunto il momento di cominciare a chiedersi se l’Italia è un paese con democrazia a scartamento ridotto prima di tutto per responsabilità dei giornalisti italiani

tralascio che è emersa l’abitudine di molti giornalisti di farsi retribuire fuori busta dai politici per gli articoli con cui fanno loro pubblicità.

però mi domando come mai nella quasi generalità dei casi i giornali si accorgono degli scandali e vi si avventano sopra, violando il segreto istruttorio molto spesso, solo DOPO che la magistratura ha iniziato ad indagare.

e prima no? non dorebbero essere, al contrario, i giornalisti, per la loro maggiore vicinanza ai cittadini, a controllare, a fare inchieste a sollevare denunce e fornire notizie scomode ai potenti di turno.

faccio un solo esempio: Matteo Renzi, il sindaco di Firenze.

da quanti anni i quotidiani danno un rilievo abbastanza sproporzionato alle sue iniziative e lo sostengono in tutti i modi? quanto spesso hanno ripetuto i suoi appelli a rottamare un classe politica democratica inefficiente?

e adesso veniamo a sapere, solo perché la Corte dei Conti lo ha messo sotto inchiesta, dei suoi abusi quando era presidente della Provincia, per un totale di diverse migliaia di euro.

non sono le centinaia di migliaia di euro della Lombardia o del Lazio (per ora…),d’accordo: ma devo votare per chi ruba di meno?

e come mai la stampa italiana non è in grado di informare adeguatamente i suoi lettori di come si comportano esattamente gli uomini politici che richiedono il loro voto?

* * *

una commentatrice, maria, ha recentemente sviluppato in un commento questi concetti in modo molto più brillante del mio:

Conoscere persone e fatti costituisce uno strumento indispensabile di giudizio.

Deve ammettersi, perché non contestabile, che i nomi, scelti da altri, appartengono a mascalzoni la cui immagine è costruita dai media a suon di potere di acquisto.

L’affidabilità delle informazioni è fondamentale nella scelta, perché è la scelta a determinare la politica.

E’ una questione di fondamentale importanza che va posta a monte non a valle.

E sai perché?

Perché determina la partecipazione e quindi il giudizio che il cittadino è chiamato ad esprimere con il voto.

Il cittadino deve poter scegliere su dati affidabili, altrimenti tutto è truccato.

E’ un vizio genetico che vizia tutto quello che ne consegue.

Non si possono pretendere valutazioni buone da notizie truccate.

E poi come prendersela con gli ingannati?

Non si può.

Sarebbe un doppio errore accomunare l’ingannato con l’ingannatore.

L’ingannato è vittima di una rappresentazione menzognera e non ha e non deve avere la lanterna per sventare la vergogna.

E’ già eroe della sua giornata faticosa.

E’ eroe perchè sopravvive ad un potere che lo schiaccia e gli falcidia il poco che ha per mantenere i magnaccia della politica.

E il cane si morde la coda per colpa di sciagurati che non hanno limiti e misura.

E non si illudano gli intelligenti pensanti di poter scansare queste trappole.

Spesso l’intelligente procede per altre vie e neanche ipotizza certe lordure fino a quando non ci sbatte la faccia.

sai, maria, a quale argomento sarà dedicato il mio post politico – l’ho pensato fino da stamattina -?

indignato contro i giornalisti, non tanto contro Renzi….

proprio al tema della miseria del giornalismo italiano, incapace di placcare i candidati farlocchi, di informare su chi sono davvero e di consetirci di scegliere con cognizione di causa. (…)

* * *

481. siamo tutti Sallusti? figurarsi: se devo scegliere, io sono Sallustio, piuttosto.

26 settembre 2012

https://bortocal.wordpress.com/2012/09/26/481-siamo-tutti-sallusti-figurarsi-se-devo-scegliere-io-sono-sallustio-piuttosto/

«Se ci fosse la pena di morte e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso.

Per i genitori, il ginecologo, il giudice».

questo faceva scrivere Sallusti sul suo giornale, e per questo è stato condannato.

e la frase continua ad essere accuratamente tenuta nascosta in una delle più disgustose operazioni di manipolazione dell’opinione pubblica contro la magistratura che si siano mai viste in questo paese.

condannato, lui, non a morte, come voleva accadesse per il giudice: a una pena detentiva, che sarà purtroppo solo simbolica.

* * *

io di Sallusti ho già parlato, qualche giorno fa in un post e oggi pomeriggio, prima che si sapesse, in un paio di commenti e non ho niente da aggiungere: i lettori del mio blog sanno che da me spesso le notizie si leggono prima: 474. la solidarietà mafiosa dei giornalisti italiani con Sallusti – e altro.

credo che dovrò assentarmi per qualche ora dalla lettura degli altri blog per superare lo sconforto e il fastidio.

qualcuno dice: siamo tutti Sallusti, gli ho replicato come da titolo.

Sallustio era un grande moralista; Sallusti un delinquente, ora si può finalmente dirlo in via definitiva.

la casta dei giornalisti diffamatori ha preso una sonora lezione ed era ora che si ponesse termine a questa impunità.

sinceramente mi spiace per Travaglio che ha preso una cantonata.

e per la stragrande parte dell’Italia che si schiera a difesa di un reato chiaro come il sole.

* * *

suvvia, per farvi contenti posto qui di nuovo la mia risposta di oggi a un commento di

sui due piatti della bilancia abbiamo due pene giudiziarie ipotizzate:
– su un piatto una “pena di morte” invocata per un giudice;
– sull’altro piatto una “manciata di mesi di carcere” (mesi, non anni) per un direttore irresponsabile, probabilmente scontabili ai domiciliari.
Credo che Sallusti non si debba lamentare più di tanto: gli sta comunque andando di lusso.
Visto che la condizionale non ce l’ha più, avrebbe dovuto stare più attento, oppure astenersi dal fare il Direttore Responsabile.
Non mi stanno simpatici i direttori dei giornali di casa Berlusconi… loro pensano di sentirsi liberi di insultare o diffamare chiunque, tanto poi se sbagliano c’è papà Berlusconi (con spalle larghe e portafoglio pieno) che pagano le multe.

Ma non è giusto: questa è la libertà di insultare concessa solo a chi ha tanti soldi dietro cui ripararsi.

Non è questa la libertà di stampa che noi vogliamo.

grazie.

lui intanto (Sallusti) ha rincarato la dose.

e io anche (vedi commento qui sotto).

Comunque dal carcere si può continuare a scrivere.
Gli regaleremo carta, penna, un cesto di arance e un libro di Silvio Pellico, uomo di libertà che contribuì a creare l’Italia.

questo è veramente sgradevole, visto che dal suo giornale Sallusti sta continuando a diffamare quel giudice; in un editoriale anche alla vigilia della sentenza della Cassazione:

”Ho dato disposizione ai miei avvocati di non chiudere l’ipotesi di accordo con il magistrato che mi ha querelato per un articolo neppure scritto da me e che ha ottenuto da un suo collega giudice la condanna nei miei confronti a un anno e due mesi di carcere”.

l’ipotesi di accordo era stata suggerita da Travaglio nel suo sorprendente articolo che oggi ho visto per fortuna splendidamente smantellato da Massimo Fini: siamo almeno a un colpo alla botte un colpo alla  moglie ubriaca (Travaglio…, oppure il proverbio non è questo? :) )

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/26/sallusti-salvarlo-o-arrestarlo-travaglio-vs-massimo-fini/363751/

l’insinuazione che la condanna sia dovuta a una solidarietà di casta fra colleghi magistrati e non all’oggettiva inaudita gravità di quel che il Giornale aveva scritto di quel giudice è assolutamente squallida.

“Il signore voleva altri soldi – falso, il giudice ha già detto che devolverà tutto in beneficenza – oltre i trentamila euro già ottenuti – informazione reticente e in malafede: a seguito di condanna del tribunale, e già devoluti in beneficenza –, in cambio del ritiro della querela e quindi della mia libertà.

Io penso, l’ho già scritto, che le libertà fondamentali non si scambino tra privati come fossero figurine ma debbano essere tutelate dallo Stato attraverso i suoi organi legislativi e giudiziari.

lo stato dovrebbe addirittura proteggere il diritto di killeraggio mediatico del signor Sallusti.

abbiamo protestato per anni contro le macchine del fango del berlusconismo, ed ora che c’è la possibilità concreta che uno paghi, di fronte ad un’azione mediaticamente efferata, ecco che l’antiberlusconiano Travaglio si tira indietro in nome dello spirito di casta…

ma qualcuno si è mai scomodato, dal Presidente della Repubblica a Travaglio, quando a violare leggi molto meno gravi, ad esempio a rubare per fame in un supermercato, è un disgraziato qualunque?

“Anche perché nel caso specifico c’è un’aggravante, e cioè che a essere disposto a trarre beneficio personale dal baratto è un magistrato”.

ecco la prosecuzione disgustosa delle diffamazione contro il magistrato; mi stupisco soltanto di non leggere nulla sul colore dei suoi calzini.

a gente simile il carcere non basta: va interdetto di scrivere; ma questo è di competenza dell’Ordine dei Giornalisti, che non si è mosso, pare (ma non ho controllato, in ogni caso Sallusti sta “scrivendo”, cioè diffamando, ancora).

“In primo grado sono stato condannato a cinquemila euro di multa più diecimila di risarcimento, nonostante l’accusa avesse chiesto per me due anni di carcere.

Al momento di stendere le motivazioni della sentenza, il pm si pente: ho sbagliato a non dare a Sallusti anche una pena detentiva, scrive nero su bianco, ma ormai è fatta.

Che cosa è intervenuto tra la sentenza e la stesura delle motivazioni?

Non è che per caso qualcuno ha privatamente protestato per la mitezza della condanna, che a mio avviso era invece più che equa, non avendo io diffamato nessuno?”.

E in un’intervista a Radio2 Rai, Sallusti ha lanciato un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

che da parte sua ha già risposto! e positivamente!

Se Napolitano, in qualità di capo del Csm, dicesse chiaramente che dare la pena accessoria della pericolosità sociale è una libera scelta di un magistrato che utilizza uno strumento del codice penale in maniera assolutamente impropria, questo sarebbe probabilmente utile a scongiurare la condanna”.

L’Italia è l’unico Paese occidentale che prevede il carcere per reati d’opinione.

ma la diffamazione e l’insulto non sono un reato di opinione, tanto meno l’istigazione all’omicidio.

Se questa vicenda dovesse servire a togliere questa infamia dal nostro codice penale…. allora che sia benvenuta.

Penso che la Cassazione applicherà il buon senso.

Spero davvero di non passare un anno e due mesi in carcere.

spudorato abuso della propria posizione per provare a condizionare un tribunale…

anche io ritengo, come Massimo Fini, che la legislazione italiana sui reati a mezzo stampa sia penosamente inadeguata rispetto ad un paese moderno e vada urgentemente rivista, ma non per garantire alla casta dei giornalisti ulteriori privilegi, come quello di disporre dell’onorabilità e perfino indirettamente della vita della gente comune.

colgo l’occasione per dire, come sai già benissimo, che ritengo che le stesse norme di fondo debbano riguardare anche i blog, per non creare una microcasta di ulteriori privilegiati del diritto di diffamare, come molti blogger vorrebbero.

* * *

aggiungo, come ciliegina sulla torta, che un italiano che mi diffamava in Germania con metodi Sallustiani (che non sono sallustiani!) l’ho portato in Tribunale (tedesco) e anche se alla fine, per pietà, ho ritirato la querela, sono assolutamente contento di avere visto che almeno si è pagato qualche migliaio di euro di avvocati, i miei e il suo.

* * *

482. era Farina del sacco di Sallusti.

27 settembre 2012

https://bortocal.wordpress.com/2012/09/27/482-era-farina-del-sacco-di-sallusti/

Dreyfus, lo pseudonimo dello pseudogiornalista che diffamava pesantemente il giudice di Torino, lo psicologo e  la mamma separata della ragazzina tredicenne che voleva abortire e che si erano rivolti al giudice per avere l’autorizzazione, era l’onorevole Renato Farina, che ora, a cose fatte, confessa.

naturalmente, se Farina è Dreyfus, io sono Zola, che lancia il suo J’accuse contro i giornalisti casta, peggio dei politici, che si sono schierati con la stessa sfacciataggine a difesa del loro diritto feudale di infangare le persone perbene se fa loro comodo per un qualunque motivo.

* * *

ma chi era Renato Farina e perché scriveva sotto pseudonimo?

ora che lo si sa, si capisce di che Farina sia fatto il sacco di Sallusti.

Farina, che per anni ha firmato i suoi articoli con pseudonimo, perchè radiato dall’Ordine dei giornalisti in seguito all’inchiesta Abu Omar in cui era emerso che veniva pagato dai servizi segreti.

Farina conferma :«Dreyfus sono io »

una spia, non un giornalista.

che adesso sta in Parlamento, come deputato del Partito della Libertà, un uomo di Berlusconi.

e tanto non rischia niente a confessare, tanto ha l’immunità, e lo stipendio glielo paghiamo noi.

* * *

da oggi faccio sciopero: i giornali che lo hanno difeso in nome della libertà di opinione non li leggo più neppure on line.

la libertà di opinione di una spia pagata e di un calunniatore prezzolato, che Sallusti ha continuato a tenere a bottega e che Berlusconi ha fatto deputato per premiarlo.

ma nessuno si vergogna a Repubblica e nella altre redazioni per essersi preso come bandiera un personaggio simile?

* * *

497. estetico politico diffamatorio: un blogger e i barbari.

7 ottobre 2012

https://bortocal.wordpress.com/2012/10/07/497-estetico-politico-diffamatorio-un-blogger-e-i-barbari/

(…) confermo una tesi da me tante volte ripetuta: l’urlo di dolore che si leva contro le limitazioni alla libertà di espressione ogni volta che un blogger viene chiamato a rispondere di quel che fa, lo trovo assolutamente identico all’urlo di dolore dei giornalisti per la condanna definitiva di Sallusti.

è l’urlo dei barbari che invocano la distruzione delle regole e il diritto al saccheggio del bene prezioso della dignità personale altrui e della verità di fatto. (…)

* * *

 525. il post-berlusconismo che avanza.

23 ottobre 2012

https://bortocal.wordpress.com/2012/10/23/525-il-post-berlusconismo-che-avanza/

(…) e il criminale Sallusti?

dove stanno i beccaccioni post-berlusconiani che hanno dato fiato alle sue trombe, al grido indimenticabile di “Salvate il soldato Sallusti”, salvo accorgersi adesso che si trattava di una messa in scena per mettere mano alla legge sulla stampa e provare ad imbavagliare le inchieste giornalistiche?

paese delle lobbies? sì se ammettiamo che per essere dei lobbisti occorre essere anche stupidi, cioè guardare solo la lobbie.

e dove tutti fanno le vittime se gli tocchi il privilegio. (…)

* * *

552. sconfitta la casta dei giornalisti.

14 novembre 2012

https://bortocal.wordpress.com/2012/11/14/552-sconfitta-la-casta-dei-giornalisti/

a scrutinio segreto, forse per non esporsi alle vendette dei giornalisti, i senatori hanno votato la conferma del carcere per i diffamatori professionali.

quelli che mentono sapendo di mentire, che si inventano un fatto e te lo appiccicano addosso, e si rifiutano anche di rettificare.

quelli come Sallusti, in ultima analisi.

* * *

una normale norma di civiltà.

ne uccide più la penna che la spada.

* * *

Art. 581 c.p. – Chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi (…)

art. 582 c.p. – Chiunque cagiona a qualcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni.

non capisco come si possa pensare che una diffamazione grave non sia in grado di produrre una lesione personale e di provocare una “malattia nella mente”, cioè uno stato di forte e prolungato disagio fisico in chi la subisce.

* * *

sancire l’impunibilità col carcere di questo tipo di lesione significa discriminare fra chi fa del male a qualcuno grossolanamente passando alle vie di fatto, magari sulla base di un impulso del momento, e chi provoca lesioni intenzionalmente e in modo freddamente programmato, in esecuzione del mandato ricevuto dal potente che controlla il medium per cui lavora.

questo voto è semplicemente a favore della eguaglianza legale dei cittadini.

* * *

Sallusti ha sbagliato i suoi conti, anche se ora la casta corre ai ripari e proverà comunque ad imporre l’obbedienza e l’impunità.

la casta dei giornalisti, identificata con quella dei politici, perché fanno lo stesso mestiere: manipolare l’opinione pubblica.

mi sconvolge che il Partito Democratico, abusando del suo nome, sia schierato dalla parte sbagliata e critichi la legge.

né mi importa chi l’ha proposta: non giudico sulla base delle dietrologie, ma dell’analisi razionale dei fatti e dei concetti.

* * *

 576. Sallusti: ai domiciliari con 920 metri quadrati di gnocca.

28 novembre 2012

https://bortocal.wordpress.com/2012/11/28/576-sallusti-ai-domiciliari-con-920-metri-quadrati-di-gnocca/

lo scandalo Sallusti si sta rivelando enorme, mostruoso, pantagruelico: la cartina del tornasole di una inguaribile antidemocratica disparità di trattamento tra i cittadini che da tempo in Italia seppellisce la “Costituzione più bella del mondo” di una democrazia sempre incompleta, ma ora viene proclamata ai quattro venti.

non basta vedere da un paio di mesi, QUESTI mesi, il Senato della Repubblica affaccendato quasi solamente col problema di come evitare il carcere a cui è stato condannato in via definitiva questo delinquente, definito tale dalla sentenza irrevocabile della Corte di Cassazione.

inventando settimana dopo settimana, con attenzione maniacale, schemi di legge poi regolarmente affossati, che sono un insulto all’intelligenza, all’eguaglianza dei diritti tra giornalisti e direttori, e in un ultima analisi a tutti gli italiani onesti.

che vengono continuamente costretti a subire sia gli abusi dei delinquenti sia quelli della legge, che in Italia ha la funzione di difenderli (difendere i delinquenti, per cui lavorano parlamentari e avvocati, mica gli onesti!).

occorre anche vedere il giudice che decide di applicare a Sallusti, e soltanto a lui in Italia, la legge svuota-carceri senza che il diffamatore si sporchi la fedina morale col doverla chiedere.

tanto, cosa rischia Sallusti, il vittimista impunito, nonostante la condanna? è stato messo agli arresti domiciliari a casa della Santanché, per motu proprio o ispirazione del giudice, naturalmente.

ora capisco che lui strepiti che in carcere vuole andarci davvero e speriamo che qualcuno abbia davvero il pudore di accontentarlo, perché 24 ore al giorno con la Santanché senza poter respirare un attimo è davvero una violazione gravissima dei diritti umani fondamentali che potrebbe farci condannare dal Tribunale Internazionale dell’Aia.

vignetta dal titolo “Guyana” dal blog http://www.ilpost.it

però con l’occasione veniamo anche a sapere che la Santanché è la sua donna (ops, chiedo scusa per il turpiloquio “donna”, dovevo usare il lessico berlusconiano e dire la sua gnocca, oppure la sua culona), e dio li fa poi li accompagna, vero?

insomma, fai conto che i pirla d’Italia se la votino come candidata premier alternativa al Berlusca  alle loro primarie del PdL (Pirla della Libertà), e il Sallusti ce lo ritroviamo principe consorte.

solo che questo significa anche che Sallusti si sta facendo il carcere a casa propria, questo poteva capitare solo ad uno dei privilegiati della casta immonda che ci opprime.

e che casa!

la casa della Santanché e di Sallusti, un appartamenti di 920 metri quadrati, senza nessuno zero mio di troppo per la foga, distribuito su quattro piani, non so più in quale quartiere bene o benissimo di Roma.

ma attenti a dirlo, perché Sallusti il libertario, che non ha scrupoli a far dare dell’assassino a un giudice da un suo giornalista anonimo interdetto dalla professione, ha denunciato per violazione della privacy il giornalista che ha svelato questo arcano d’Italia (e da dove avranno preso i soldi quei due (S. + S.) per una simile magione da Mille e una notte?).

insomma, una cosa da sceicchi, che mi pare la definizione esatta dell’Italia e del caso Sallusti, dove i poveri di spirito facili da manovrare con qualche slogan o papello libertario hanno visto in gioco la libertà di espressione.

ed è invece sempre e soltanto stata in gioco la libertà di sopraffazione.

* * *

commento di edoardo 28 novembre 2012 alle 14:59

“alessandroooo..!!!! e’ pronto in tavola vuoi venire amove…!! “

”ciao daniela, sono ancora in piscina, adesso vado in camera mi cambio e poi se trovo un taxi a quest’ora ti raggiungo in cucina “.

tale e quale Silvio Pellico…!!

Tanzi docet.

* * *

581. Sallusti, Le mie evasioni.

1 dicembre 2012

https://bortocal.wordpress.com/2012/12/01/581-sallusti-le-mie-evasioni/

il superuomo in Italia ha sempre successo: D’Annunzio non pagava i debiti, Sallusti pretende di fare quello che vuole e fregarsene della galera, come da inno fascista regolamentare:

Ce ne freghiamo della galera,

camicia nera trionferà.

Sallusti quindi sfida giudici e polizia, sempre convinto di essere intoccabile.

e la farsa continua come un serial televisivo: divertimento puro, l’evasione è garantita, in tutti i sensi.

* * *

condannato al carcere? non importa, il Tribunale lo trasforma in arresti domiciliari a casa della sua ganza (e che ganza! la Santanché; e che casa: 920 metri quadri con piscina incorporata).

mica è pago, Sallusti: alla casa preferisce la redazione per poter continuare i suoi delitti,

la professione gli è preclusa, ma lui continua a dirigere il Giornale lo stesso, tanto il Berlusconi che gli paga i lauti stipendi continuerà a farlo e si prepara a candidarlo al Parlamento, dove sarà eletto a furor di popolo, grazie alla sua stessa campagna mediatica vittimista, per gli italiani di bocca buona.

* * *

talmente è importante questa prospettiva per Berlusconi che oggi ha praticamente deciso di consegnare il paese all’odiato Partito Democratico, dato che ha affossato la riforma elettorale e deciso di provare a tenersi il porcellum, che darà il premio di maggioranza alla Camera al maggior partito (Democratico oppure Grillo, si vedrà), pur di conservarsi il diritto di scegliersi lui i candidati al parlamento, cioè inquesto caso Sallusti.

insomma, per Berlusconi da ieri è più importante potere mettere in lista Sallusti e garantirgli l’elezione che provare a bloccare come aveva fatto sinora la prevedibile ascesa del Partito Democratico al governo.

* * *

venite a prendermi, tuona intanto dal suo Giornale, Sallusti, impegnato a realizzare l’opera della sua vita, “Le mie evasioni”.

ed ecco che sono venuti a prenderlo come lui chiedeva, ponendo fine alla farsa intollerabile della legge manifestamente non eguale per tutti, dato che vorrei vederlo un qualunque povero cristo a permettersi solo una volta nella vita uno dei mille gesti di sfida alla giustizia che quotidianamente lancia Sallusti.

e a casa della Santanché l’hanno portato: il luogo della sua pena è questo: morte e sopportazione.

* * *

non importa, lui è evaso dalla relazione, per tornare all’amata redazione.

reato su reato, visto che l’evasione è un reato.

evasione: mi pare che i giornali siano imprecisi sulle pene previste per questo reato, e risalgo alla fonte:

articolo 385 codice penale: Evasione.

Chiunque, essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade è punito con la reclusione da sei mesi a un anno.

La pena è della reclusione da uno a tre anni se il colpevole commette il fatto usando violenza o minaccia contro le persone, ovvero mediante effrazione; ed è da tre a cinque anni se la violenza o minaccia è commessa con armi o da più persone riunite.

Le disposizioni precedenti si applicano anche all’imputato che essendo in stato di arresto nella propria abitazione o in altro luogo designato nel provvedimento se ne allontani, nonché al condannato ammesso a lavorare fuori dello stabilimento penale.

Quando l’evaso si costituisce in carcere prima della condanna, la pena è diminuita.

* * *

e così ecco il Sallusti arrestato in fragranza di reato e processato per direttissima per evasione.

la condizionale non dovrebbe più averla: per quanto blanda possa essere la condanna, questa volta il carcere non dovrebbe evitarlo.

adesso c’è solo da augurarsi che evada al più presto di nuovo, e per una decina di volte di fila, così, considerando anche l’età, ce lo togliamo dalle balle per sempre.

* * *

naturalmente tutte le speranze di parlamento del signor Sallusti potrebbero crollare miseramente se il Parlamento venisse interdetto ai condannati in via definitiva.

però niente paura, la legge preparata dal governo è ritagliata ancora una volta su misura per lui, una condanna come la sua non preclude il parlamento, e questo gli permetterà di riscuotere al più presto lo stipendio prima e poi la pensione di parlamentare su designazione di Berlusconi.

* * *

da quel momento in poi sarà un intoccabile e potrà continuare a diffamare chiunque dal suo Giornale, dato che sarà un parlamentare a cui viene garantita l’impunità, o meglio l’insindacabilità delle opinioni.

tra le quali rientra, per lui e per i suoi sostenitori e imitatori, oltre che per altri pirla vari che non ci arrivano, la libertà inventata da loro di diffamare chiunque inventandosi notizie di sana pianta sugli avversari politici o personali propri e del capo.

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