psicopatici criminali – 56.

recenti studi sul cervello si stanno concentrando sulle caratteristiche delle personalita` psicopatiche, come per cercare di rispondere alla domanda come si diventa dei criminali.
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ne sta uscendo un quadro convergente: criminali  psicopatici non si diventa per una maggiore predisposizione al male, ma per una specie di eccesso di ottimismo.
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1. ricerca di neuroscienziati della Vanderbilt University, 2010, in un articolo pubblicato su Nature Neuroscience,
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negli psicopatici criminali ci sono delle carenze: mancanza di paura, di empatia e di sensibilità interpersonale: ma l’attenzione comincia a concentrarsi piuttosto su quel che vi e` in eccesso (come a dire che un criminale e` un essere umano potenziato su qualche punto): un sistema della ricompensa iperattivo.
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ne conseguono: impulsività, tendenza all’assunzione di rischi e ricerca della gratificazione, collegati a comportamenti violenti e criminali.
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Queste persone mostrano hanno una così forte pulsione verso la ricompensa, da soverchiare il senso del rischio e la preoccupazione per la punizione.
l’esperimento e` consistito nel somministrare una dose di amfetamina: persone con forti tratti psicopatici avevano un rilascio di dopamina quattro volte superiore al normale in risposta all’amfetamina.
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2. studio condotto dell’Università del Wisconsin a Madison, in collaborazione con l’Università New Mexico, la MIND Research Network e il Dipartimento per gli istituti penitenziari del Wisconsin, 2011;
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la psicopatia indica una patologia psichiatrica ben caratterizzata, i cui tratti salienti sono l’egocentrismo, l’impulsività, l’irresponsabilità, le emozioni superficiali, oltre che l’assenza di empatia, di senso di colpa e di rimorso, e un atteggiamento di  manipolazione delle norme e delle aspettative sociali, che sfociano sovente in comportamenti fortemente antisociali.
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ci sono differenze sia strutturali che funzionali nelle aree cerebrali che modulano le emozioni e i comportamenti sociali: negli psicopatici le connessioni tra la corteccia prefrontale ventromediale, la parte del cervello responsabile di sentimenti come l’empatia e il senso di colpa, e l’amigdala, che media la paura e l’ansia, sono ridotte rispetto al normale.
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3. ricerca del King’s College di Londra, 2014, un articolo pubblicato su “The Lancet Psychiatry”.
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Le persone affette da disturbo di personalità antisociale e psicopatia mostrano delle anomalie nei circuiti cerebrali deputati alla rappresentazione e all’apprendimento di un premio o di una punizione correlati a un comportamento che li portano a prendere in considerazione solo le possibili conseguenze positive, e non quelle negative, anche se queste sono più probabili.

“Un delinquente violento su cinque è psicopatico. Queste persone hanno tassi di recidiva particolarmente elevati e non traggono beneficio dai programmi di riabilitazione”, dice Nigel Blackwood, che ha diretto lo studio. “I trasgressori psicopatici sono diversi dai normali criminali sotto diversi aspetti. Questi ultimi sono ipersensibili alle minacce, irascibili e aggressivi, mentre gli psicopatici hanno una risposta molto bassa alle minacce, sono freddi e la loro aggressività è premeditata.”

I delinquenti violenti non sono riusciti a imparare dalle punizioni, né a cambiare il loro comportamento di fronte a situazioni mutevoli, prendendo decisioni scadenti, nonostante la possibilità di meditare a lungo.

Negli psicopatici c’è stata una risposta anomala nelle regioni del cingolo posteriore e dell’insula, a cui corrispondevano anche anomalie nei tratti di materia bianca che pongono in connessione questa due regioni.

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ho sottomano l’esempio di qualcuno che sembra possedere proprio queste caratteristiche, senza tuttavia essere un criminale: sapere che sono dovute ad una specie di cecita` mentale al concetto di punizione mi sconcerta.

se i criminali psicopatici sono soltanto persone con uno sviluppo particolare del cervello, che gli impedisce una rappresentazione adeguata della realta`, che senso ha punirli per quello che sono?

ma allora in quale altro modo e` possibile che la societa` si difenda da loro? visto che comunque la loro incapacita` di immaginarsi una punizione e` strutturale ed insuperabile e nessun progetto di rieducazione puo` ripristinarla? cosi` come non si puo` trasmettere ad un cieco la percezione dei colori che non ha…

non ho risposte; lascio queste domande aperte e intanto spero che qualche nuovo esperimento smentisca questo quadro inquietante.

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4 risposte a “psicopatici criminali – 56.

  1. intendevo la situazione di ‘equilibrio’, certo che dalla morte non si torna indietro…
    intendevo semplicemente dire che se da una parte hai una percentuale di persone tendenzialmente dannose per la società, dall’altra hai anche una percentuale di altre persone (per lo più nascosta alla risonanza mediatica) che danno invece alla società molto più di quanto non si tengano per sè stesse 🙂

    • si`, stiamo parlando di due cose divewrse, o meglio di due aspetti diversi della stessa cosa…

      tu hai ragione, ma credo di avere ragione anche io.

      tu esamini un aspetto e fai delle osservazioni ragionevoli; io ho proposto un problema correlato, ma che tu forse non consideri importante.

  2. bell’intervento.
    mi sa che è proprio così: alcune persone hanno una percezione diversa della realtà, troppo diversa per poter vivere in normali società civili.
    però pensiamo anche che tra la gente c’è la controparte di eccesso di ‘pessimismo’ che ristabilisce situazione 😛

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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