vogliono scegliersi come presidente il mattarellum – 55.

chiunque uscira` sara` il LORO presidente, intendo il presidente dei politici, tutti o in parte, non un presidente che rappresenta il popolo.

per questi motivi:

1) il parlamento che lo elegge e` stato eletto a suo volta con una legge elettorale incostituzionale.

2) per la prima volta nella storia repubblicana e` il presidente del consiglio in prima persona che mostra a tutto il paese di scegliersi il presidente della repubblica che piu` gli piace.

formalmente lo fa in quanto segretario del Partito Democratico: capo di partito e capo del governo (come Mussolini).

un fatto cosi` enorme sarebbe apparso nei decenni precedenti un intollerabile attacco alla divisione dei poteri.

il presidente ha una funzione di controllo costituzionale sull’operato del governo.

vedere che e` il governo a scegliersi il presidente e` come vedere il ladro che si sceglie il giudice.

3) una situazione come quella indicata al punto 1 consiglia di scegliere presidenti largamente condivisi, in modo che si possa almeno superare l’obiezione formale, che non e` da poco, con un consenso di sostanza che rafforza la figura del presidente.

4) al contrario si va verso un’elezione prova di forza, con un presidente che risultera` eletto (forse, anche se tutto lascia pensarlo) per il rotto della cuffia e che potra` rappresentare, se non ci saranno convergenze piu` larghe sul suo nome, al massimo il 40% degli italiani contro l’altro 60%.

5) questo rendera` molto fragile la presidenza della repubblica nei prossimi mesi ed anni; ai presidenti eletti per il rotto della cuffia non e` mai andata troppo bene: Leone, ad esempio, fu costretto alle dimissioni nel 1978 con uno scandalo che poi si e` rivelato gonfiato ad arte.

* * *

a questo si deve aggiungere che Mattarella, il candidato presidente di Renzi, dopo decenni passati in politica, e` famoso unicamente come autore del mattarellum, una legge elettorale alquanto cervellotica, anche se meno negativa di quella attuale, voluta da Berlusconi, e della prossima, voluta da Renzi.

gia` e` partita la campagna di Repubblica per presentarcelo come uomo tutto d’un pezzo, ma nel secondo e ultimo episodio notevole della sua vita politica, le dimissioni da ministro della Pubblica Istruzione per protesta contro l’approvazione della legge Mammi, che fondo` l’impero televisivo di Berlusconi, Mattarella fu spinto a un gesto di coraggio dal fatto di appartenere ad un gruppo di ministri della sinistra democristiana che si dimisero con lui.

gesti individuali di coraggio da parte sua non se ne ricordano.

pero` e` Renzi che garantisce per lui:

“Serve un candidato dalla schiena dritta e che sappia dire di no”.

di no a Renzi, e Renzi lo sceglie per questo.

la barzelletta del giorno.

* * *

peccato che nel dicembre 2014 Berlusconi avesse detto:

Il candidato che sembra piacere di più  “un moderato”, dice lui, è il giudice della Corte Costituzionale, Sergio Mattarella, democristiano di sinistra.”
.
gli andava bene anche la Finocchiaro: l’essenziale, evidentemente, che fossero siciliani (per via della grazia da concedere al suo amico ex senatore in carcere?).
e un commentatore su Repubblica, massielle1971, dice la sua e probabilmente ci azzecca:
Aveva già deciso Silvio, Renzi si è adeguato.
Il resto è pura arte teatrale all’ennesima potenza. 
.
* * *

intanto Libero ricorda una inchiesta a carico di Mattarella:

Negli anni ’90, fu rinviato a giudizio per finanziamento illecito, accusato dall’imprenditore siciliano Filippo Salamone di avere intascato cinquanta milioni di lire, più buoni benzina.

(…) Giurò: «Il contributo non è mai esistito».

Era falso.

Messo alle strette, ammise la benzina, non i soldi.

Se la cavò per il rotto della cuffia: l’imprenditore non fu creduto e i buoni, per un valore di tre milioni, furono giudicati veniali.

se la notizia e` falsa o gonfiata, suppongo che Libero verra` querelato: ma il pubblicarla indica da sola la durezza di uno scontro che si prepara e di cui l’Italia e la presidenza della repubblica non hanno bisogno.

* * *

insomma, di tutto abbiamo bisogno salvo che di un presidente opaco, messo in discussione in partenza sul piano dell’onesta` personale, votato per il rotto della cuffia e intronizzato dal capo del governo.

un presidente che sara` per tutti non il nostro presidente, ma il presidente di Renzi, e i cui destini saranno strettamente legati a quelli di chi l’ha messo li`.

e mi paiono molto incerti, dopo la rottura con Berlusconi, nonostante il pronto soccorso rosso di Bersani.

* * *

ha detto Bersani: se siamo tutti responsabili, possiamo farcela.

e Scilipoti ha subito rizzato le orecchie.

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