Chiatti Chiatti lo stanno per mettere fuori – 66.

Luigi Chiatti non e` il mostro di Foligno, come lo chiamano i giornali.

e` semplicemente un assassino seriale di bambini.

e` stato abbandonato dalla madre alla nascita, e` cresciuto in un orfanatrofio fino a 7 anni; fu violentato; ha un bisogno compulsivo di impadronirsi di bambini, torturarli e poi ucciderli.

e` riuscito ad ucciderne due: Simone nel 1992 e Lorenzo nel 1993.

a quanto ha raccontato lui stesso, Simone gli chiese perche` voleva ucciderlo, prima che lui lo facesse: terribile!

rivendico` il primo omicidio lasciando in una cabina telefonica un biglietto dove prometteva che avrebbe ucciso ancora.

catturato, confesso` subito (altri tempi).

nel 1904 ha dichiarato: “Uscirò tra 20 anni e tornerò a uccidere, ma farò più attenzione”.

invece si e` sbagliato, e uscira` 10 anni prima, a settembre.

* * *

potrebbe essere considerato pericoloso socialmente e internato in una R.e.m.s. (residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza), di competenza delle Asl.

ma nessuna Regione ha trovato i fondi per aprirle, e quindi sara` a piede libero.

* * *

questo caso mette in discussione i fondamenti stessi del nostro sistema giuridico, che e` basato sulla pena come sanzione di una colpa.

la colpa di Chiatti e` quella di avere ucciso due bambini, e quindi e` stato condannato a due ergastoli in primo grado.

ma poi in appello si e` tenuto conto della sua semi-infermita` mentale e quindi la pena e` stata ridotta a trent’anni.

d’altra parte se qualcuno uccide perche` la sua mente e` malata, la sua colpa e` minore, no? e quindi anche la pena.

ne sono passati soltanto 21, ma si sa quante riduzioni di pena ed indulti siano state approvate negli anni.

ed ecco pronto ad uscire un uomo che non e` cambiato e che ha bisogno di uccidere bambini come dell’aria per respirare.

* * *

ha un senso parlare di colpa in queste circostanze?

quando la colpa e` cosi` mostruosa che non riusciamo neppure ad ammettere che qualcuno possa volerla coscientamente (eppure…).

ha senso parlare di pena?

oppure non si dovrebbe pensare invece a misure di sicurezza che gli impediscano di uccidere ancora?

ma queste misure di sicurezza non vanno messe nella categoria della pena.

non sono, piuttosto, dei provvedimenti sociali inevitabili con cui una societa` difende se stessa e i suoi membri da un altro essere umano riuscito male?

* * *

recentemente in Belgio un altro pedofilo (nel senso strano che ha assunto questa parola che copre anche i comportamenti per niente ispirati a philia, di chi uccide i bambini e li violenta fisicamente) ha chiesto di essere fatto morire, dicendo che la vita nel carcere (e l’impossibilita` di uccidere bambini, aggiungo io) gli rendeva la vita una pena insopportabile.

si stava per concedergli questa forma di grazia, quando sono insorte le associazioni cattoliche per la difesa della vita, e la cosa e` finita li`: chi crede alla colpa e alla pena, oltre che alla ricompensa eterna, non puo` ammettere che siamo meccanismi molto complessi ma non completamente responsabili di quel che facciamo, per cui ha meno senso punire l’irresponsabile che recluderlo per garantirsi da lui.

e se e` il recluso stesso a chiedere di morire, con tutte le prudenze e verifiche del caso, non rimane che accontentarlo, dato che lui stesso risolve il suo problema nell’unico modo ragionevole.

* * *

resto contrario alla pena di morte, e favorevole alla morte dignitosa.

e la cosa piu` dignitosa che puo` fare un serial killer che non riesce a liberarsi delle sue pulsioni omicide e` veramente morire.

ma non risulta che Chiatti lo abbia chiesto.

qualcuno quindi veda di tenerlo ben chiuso, se non e` guarito o se rischia ricadute se anche apparentemente lo fosse.

(dovere scrivere un post per dire cose tanto ovvie!).

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33 risposte a “Chiatti Chiatti lo stanno per mettere fuori – 66.

  1. Qui secondo me la pena di morte non centra, e lo dici bene tu: la sorveglianza a vita dovrebbe bastare. E se è il detenuto a voler morire, valgano le stesse regole di un cittadino a piede libero che desidera morire: basterebbe smettere, per esempio, di impedirgli l’accesso agli oggetti necessari per compiere quello che vuol fare, oppure, se è malato, valga l’eutanasia come per i cittadini a piede libero. Un bell’esempio mi sembra Tarek Aziz, per il quale c’è stata una grande mobilitazione internazionale per commutare la sua condanna a morte in detenzione di 32 anni, cioè, vista la sua età attuale, all’ergastolo, ha detto che avrebbe preferito morire, ma tutti quelli che si erano mobilitati per aiutarlo apparentemente non si erano informati prima del suo avviso personale sulla questione).

    Sono totalmente d’accordo con te sul fatto che il criterio più importante dovrebbe essere quello di proteggere la società dal rischio di recidiva: infinitamente più importante degli altri tre criteri, che sono la punizione, il recupero e la deterrenza.

    Poi naturalmente ci puo’ essere il caso del malato per cui i medici, secondo le loro capacità professionali e le loro coscienze, dicano che oltre ogni ragionevole dubbio il soggetto è guarito e non ripeterà gli stessi atti e invece poi li compie di nuovo: è successo in Francia un paio di anni fa, e capisco che possa succedere perché ogni atto umano anche coscienzioso e rispettoso di tutti i crismi puo’ essere fallibile.

    Là dove continuo a dire che la pena di morte sia necessaria è per l’unico caso a cui stiamo assistendo con la storia di Daesh e la richiesta di liberazione della terrorista in Giordania. Mi pare chiaro che per i membri di organizzazioni terroristiche che prendono in ostaggio persone innocenti per reclamare scambi di prigionieri, la legittima difesa della società umana è tale che la prigione a vita non basta a evitare il caso di recidiva, queste persone se liberate per uno scambio di ostaggi uccideranno ancora e quindi la semplice appartenenza a una di queste organizzazioni terroristiche dovrebbe essere motivo sufficiente, secondo me, per eseguire una condanna a morte per direttissima, e solo in quest’unico caso perché in tutti gli altri casi invece la prigione a vita è sufficiente a garantire la difesa della società.

    • siamo d’accordo su tutto, praticamente, salvo che su un punto e mi concentro siu quello.

      nel caso di organizzazioni terroristiche come l”IS, lo Stato Islamico, che si proclamano in guerra con un altro stato, questo, a parer mio, deve applicare la legislazione di guerra.

      si e` sul campo di battaglia e la legittima difesa e` una condizione a priori, che giustifica anche l’uccisione in combattimento o fuori combattimento del soldato nemico.

      non e` ammessa invece l’uccisione del soldato che si arrende; questo va internato sino alla fine del conflitto.

      e` ammessa la pena di morte per tradimento, invece, del cittadino dello stato che aiuta il nemico o passa addirittura dalla sua parte (Cesare Battisti!).

      come vedi ho delimitato un poco l’ambito della pena di morte.

      ma soprattutto va abbandonata la logica del processo penale con le sue infinite regole e lungaggini: qui a diventare operativi devono essere i militari e non i giudici; questo tipo di giustizia deve passare sotto la loro competenza, escluso il caso di tradimento, da discutere in tribunale, naturalmente.

      • Mah, quella terrorista giordana catturata dopo essersi fatta esplodere senza morire, provocando la morte di 60 persone, si puo’ dire che si sia, ecco, arresa? Io dico di no! E poi appunto in nome della legittima difesa, poiché abbiamo ormai appurato che la prigione contro queste persone è inefficace, io applicherei appunto la pena di morte, pur rimanendo contrario alla pena di morte in qualsiasi altro caso.

        • non credo proprio che si sia arresa, e nel suo caso credo che ricorrano gli estremi del tradimento.

          dal tuo intervento ho capito soltanto che la vuoi morta, ma mi sfugge la motivazione giuridica.

          pero` ho la chiara sensazione che non ti interessi neppure averla, quindi chiudiamo pure qui questa inutile conversazione..

            • eh no! la confusione continua…

              la motivazione preventiva giustifica soltanto l’internamento fino a che dura il pericolo, secondo me, mica l’ammazzamento.

              oppure vuoi dire che è pericolosa in vita perché spinge i suoi complici a catturare ostaggi?

              lo farebbero comunque, con qualche altro pretesto.

          • Io intendevo il pericolo che lei uccida altre persone. E siccome la prigione non basta a impedirle di uccidere altre persone, perché, come vediamo, non c’è governo al mondo che abbia le palle per tenerla in prigione, e tutti sull’onda emotiva la lasciano andare per scambiare gli ostaggi, vuol dire che nel suo caso la prigione non basta a salvaguardare le persone dal rischio che uccida ancora, e l’unico modo per evitarlo è condannarla a morte

            • scusa, sono poco informato: è stata liberata?

              mi pareva che le trattative fossero fallite, ma confesso che non mi occupo più molto di queste terribili vicende, tanto tutto quello che dovevamo sapere in merito agli sgozzamenti lo abbiamo imparato, mi pare… 😦

              in ogni caso non vedo come quegli stessi governi che eventualmente la scambiano con ostaggi sarebbero poi capaci di condannarla a morte: in questo caso chi non è realista sei tu, mi pare…

              colgo l’occasione per dire di essere contrario allo scambio di ostaggi, in una guerra di questo genere, e favorevole a una censura di ferro su questi video immondi, con detenzione di chi li pubblica fino alla fine della guerra almeno.

              ma come c’è chi fa affari col petrolio dello Islamic State, così c’è anche chi fa affari con i suoi video.

              lo schifo mi sovrasta e la pianto qui.

            • Ma che cavolo dici? Scrivi cose infondate e fai scrivere stupidate anche a me.

              Verrà fucilata domattina con altri prigionieri dello stato Islamico.

              Fanno bene. Le convenzioni internazionali sul rispetto della vita dei prigionieri si applicano in condizioni di reciprocità.

              Scrivo questo dopo avere letto del video del pilota giordano bruciato vivo.

              Questa barbarie deve finire a qualunque costo.

          • Capisco la tua rabbia, anche nei miei confronti, ma sto veramente cercando di mettere dei punti fermi anch’io, il mio scopo non è quello di far confusione, anzi. Apprendo anch’io che la donna sarà uccisa questa mattina da parte della Giordania. Da quel che avevo capito fino a ieri, la Giordania era d’accordo di liberarla se solo avesse avuto conferma che l’ostaggio giordano era ancora vivo. Essendo mancata questa conferma, hanno detto che non la liberavano. Dopo che avevano detto che non la liberavano, i Daesh avrebbero diffuso il video dell’uccisione barbarissima del pilota giordano, molto probabilmente avvenuta più di un mese fa, il che vorrebbe dire che oltretutto questi mentono e si sarebbero fatti liberare la terrorista in cambio di picche… oppure è la Giordania adesso che dice che era morto già un mese fa per giustificare di non aver liberato la loro prigioniera, chissà! Subito dopo la diffusione di questo video, cioè oggi, la Giordania dice che ucciderà questa terrorista. La quale era già stata condannata a morte venti anni fa e la condanna commutata all’ergastolo per motivi umanitari.

            Ora io dico.

            Primo. Spero che l’esecuzione della terrorista non ricorderà la legge del taglione, e che quindi la sua morte sarà indolore e se possibile non venga filmata!

            Secondo. Quando vengono arrestati degli assassini appartenenti a organizzazioni terroristiche che hanno già chiesto scambi di ostaggi innocenti per ottenere in cambio la liberazione di assassini potenzialmente recidivi, queste persone vanno condannate a morte e la pena di morte eseguita immediatamente.

            Terzo. La Giordania avrebbe dovuto eseguire questa terrorista non oggi, ma il giorno stesso in cui è apparso il primo video di Daesh in cui se ne chiedeva la liberazione.

            Quarto. Per rispondere alla tua obiezione: precisamente, se la condanna a morte fosse stata eseguita subito, venti anni fa, il rischio di recidiva, cioè che questa persona uccida ancora, sarebbe svanito vent’anni fa. Invece fino a ieri il governo giordano è stato possibilista sulla sua liberazione, e, apparentemente (perché la disinformazione potrebbe comunque essere davvero molta, da parte di tutte le parti in gioco), apparentemente non la ha liberata solo perché è mancata la prova che il pilota ostaggio di Daesh fosse ancora vivo.

            Quinto: per rispondere all’altra tua obiezione: se la persona fosse stata condannata a morte venti anni fa, era facile eseguire la pena. Eseguire la pena mentre c’è un ostaggio innocente in gioco è molto più difficile, specialmente per una democrazia con i moti dell’animo dell’opinione pubblica, eccetera. Proprio per questo vorrei che in questo tipo di casi l’esecuzione della condanna a morte fosse fatta subito, appunto per evitarsi tentazioni di liberarla dopo, come Ulisse con le sirene!

            Ultimo ma non ultimo, considerando che quel pilota stava semplicemente facendo il suo lavoro, ovvero eseguendo gli ordini, e che gli ordini in quel caso a me sembravano anche giusti (non mi risulta che fosse un criminale di guerra, eccetera, e stava combattendo una guerra secondo me giusta); e che purtroppo ha sofferto delle vere e proprie torture: spero che si tratti di un esercito composto esclusivamente di volontari, e penso che tutti i governi del mondo dovrebbero offrire delle pensioni d’oro a vita a tutti quelli che si offrano di partecipare a questa guerra e che sopravvivano dopo due o tre anni di inquadramento nelle forze che combattono contro Daesh, e diversamente per i loro familiari e eredi. E questo dovrebbe valere anche per la guerra contro Boko Haram, dove mi pongo lo stesso dubbio riguardo ai militari ciadiani che stanno facendo l’offensiva oggi. Mi rendo conto che questa idea delle pensioni d’oro favorirebbe l’arruolamento di disperati, poverissimi, che si arruolerebbero solo per quello, ma mi sembra comunque un male minore rispetto al fatto che uno rischi poi di essere rapito e torturato da Daesh in cambio di uno stipendio medio o addirittura basso se non venisse catturato, per non parlare dell’ipotesi, che a questo punto mi parrebbe davvero raccapricciante, dei soldati di leva in una coscrizione obbligatoria. Dovrebbe valere per qualsiasi guerra, ma quando si combatte un nemico che non rispetta nessuna regola della civiltà, a maggior ragione, ecco.

            • punto quarto. vent’anni fa l’IS non c’era, quindi non si poteva applicare la legislazione di guerra.

              resto assolutamente contrario alla pena di morte in generale e tuttavia penso che le garanzie non debbano essere date ad un’entita` politica che si dichiara stato e non rispetta le norme internazionali sulla condizione dei prigionieri…

          • Hai ragione. Ho controllato adesso, era dieci anni fa e non dieci e lei faceva parte di Al Qaeda in Irak. Ignoro se anche Al Qaeda in Irak abbia mai chiesto la liberazione di colpevoli di omicidio in cambio della liberazione di persone innocenti. Se si’, per il ragionamento che ho fatto, andava uccisa 10 anni fa. Se no, andava uccisa il giorno che è uscito il primo video di Daesh in cui si parlava di lei.

            • stiamo arrivando a proporre soluzioni molto simili, in APPARENZA, ma per strade diverse, e questo le differenzia in realta` completamente

              tu sei per l’introduzione della pena di morte nella legislazione ordinaria come forma di punizione del reato di tderorrismo.

              io a questa soluzione mi oppongo nella maniera piu` assoluta, perche` sono contrario all’introduzione della pena di morta nel sistema penale ordinario.

              e questo, del resto, contrasterebbe in Italia con la nostra Costituzione.

              io parto invece dallo stato di guerra dichiarato da una o piu` organizzazioni terroristiche che si pongono come stato.

              lo stato di guerra pone lo stato in una situazione di legittima difese e dunque rende giusto l’uso della violenza sino a forme estreme contro chi la usa contro la nostra collettivita`.

              nello stato di guerra e` legittima la pena di morte contro il traditore.

              ma nello stato di guerra la convenzione di Ginevra impone anche di mantenere in vita il prigioniero nemico.

              osservo. a questo punto, che questa convenzione va rispettata, in stato di guerra, unicamente contro il nemico che la rispetta a sua volta.

              contro uno stato nemico che uccide i combattenti o anche i civili catturati e` lecito infliggere la pena di morte contro i suoi prigionieri.

              la differenza pratica essenziale fra qyueste due soluzioni (la tua e la mia) e` che nella tua si arriva alla pena di morte dentro il sistema legale ordinaria, attraverso un processo penale: nella soluzione che prospetto io la pena di morte e` inflitta dalle autorita` militari,secondo un codice diverso e semplificato, in tempi molto piu` rapidi.

              se la terrorista giordana avesse agito in Italia e occoresse un processo pensale per la sua esecuzione, questo non sarebbe possibile, dato che la nostra costituzione vieta la pena di morte, e poi probabilmente il processo sarebbe ancora in corso dieci anni dopo il suo attentato.

          • Vero. Solo che per me la pena di morte non dovrebbe essere una punizione, anche se di fatto lo sarebbe anche. Ma proprio un modo per difendere il resto della società dal rischio di recidiva di omicidio da parte del terrorista, una volta constatato il fatto che le sbarre di una prigione possano da li’ a poco risultare (come nel caso di Ulisse con le sirene) potenzialmente incapaci a difendere le prossime potenziali vittime di omidicio.

            E infatti in Italia non si potrebbe, e infatti io sarei per modificare le costituzioni e le leggi di tutti i paesi del mondo per mettere la pena di morte in questo unico caso, e cancellarla invece in tutti gli altri dove ancora purtroppo esiste.

            • non sono assolutamnete d’accordo con la re-introoduzione della pena di morte nel codice penale ordinario, e la considero una totale barbarie, tientelo pure per detto…

              per reintrodurre la pena di morte nel codice penale militare di guerra, invece, non serve neppure una modifica della Costituzione, ma basta una legge ordinaria, dato che essa e` stata abolita solamente con la Legge 13 ottobre 1994, n. 589, e dunque si deve considerare compatibile a tutti gli effetti con la Costituzione come deroga straordinaria imposta da situazioni ecceziinali.

              solo l’esistenza di uno stato di guerra nel quale la morte e` comunque signora sui campi di battaglia e minaccia direttamente la popolazione nel suo insieme legittima la condanna a morte di chi rappresenta un pericolo immediato per la comunita`, ed e` un privvedimento del tutto straordinario e transitorio, che termina con la fine dello stato di guerra, e non modifica la legislazione in modo permanente.

              ma mi pare che queste distinzioni siano troppo sottili per te e quindi direi di chiudere la discussione qui, dato che mi infastidisce parecchio che tu faccia propaganda a favore della pena di morte sul mio blog, avendo gia` il tuo per dire come la pensi.

              qui ne abbiamo gia` discusso abbastanza per verificare un dissenso insanabile, quindi ciascuno ritorni al proprio recinto per sostenere quello in cui crede.

              un dialogo fra chi e` favorevole alla pena di morte in via ordinaria,come te, e me che sono contrario non e` possibile, come capisci anche da solo.

              sarebbe come chiedermi di dialogare con qualche fanatico dello Stato Islamista, dai quali secondo me non ti differenzi molto su questo punto.

      • Mi dispiace, tra l’altro almeno nella mia coscienza c’era proprio l’intento di dialogare con te, anche se poi è vero che dopo lo leggono tutti.

        Io sono partito dalla tua frase: ha senso parlare di pena? oppure non si dovrebbe pensare invece a misure di sicurezza che gli impediscano di uccidere ancora?

        Capisco avere punti di vista diversi, ma in tutte le tue risposte onestamente non ho mai trovato un controargomento che mi spiegasse PERCHE’ secondo te nel caso che ho ripetuto più volte (rischio di recidiva di omicidio e inefficacia della prigione) tu sia comunque contrario alla pena di morte. Poi è chiaro che se non hai voglia non ti posso obbligare, ma allora dovresti cancellare tutti i miei commenti a questo post, altrimenti chi ci legge rischierà più facilmente di essere d’accordo con me, visto che nelle tue risposte manca il controargomento.

        Mi limito a marcare un po’ la differenza fra me e i terroristi islamici almeno su un punto: io giustifico l’omicidio solo per legittima difesa, loro non mi pare. Per me la pena di morte è un omidicidio e per questo anche questa, esattamente come un omicidio privato, lo giustificherei solo per legittima difesa (rischio di recidiva di omicidio e inefficacia della prigione). Questo solo per dirti che un accostamento fra me e i terroristi islamici su questo punto… non mi pare che sia tanto gentile verso di me, ecco…

        • per dialogare bisogna ascoltare l’altro e stare attenti a quello che dice.

          siccome, forse per motivi che posso anche capire, non lo stai facendo, io sto parlando con un muro.

          non credo che chi legge attentamente (e a me interessa solo il parere delle persone di questo tipo) possa dare ragione a te, dato che alle questioni che poni ho gia` dato risposta, ma non ci badi.

          se ci fosse un barlume di ragione in quel che dici potresti facilmente capire anche da solo che in via ordinaria condannare a morte una persona perche` qualcun altro potrebbe chiederne il riscatto compiendo altri delitti e` una pura bestialita`.

          la cosa si puo` ammettere in via eccezionale, in una situazione di straordinaria gravita` come uno stato di guerra, come rimedio esteemo transitorio, ma non puo` entrare in un codice ordinario, perche` stravolgerebbe ogni principio giuridico facendo pagare alla kamikaze scampata il rischio rappresentato dalla presenza dei suoi compagni.

          e` facile pero` fare anche presente che se questi compllici fuori fossero tutti sgominati e quindi lo stato di guerra fosse finito, non ci sarebbero neppure piu` le condizioni esterne che possono giustificare in situazioni estrema la condanna a morte come provvedimento di autotutela in situazione di emergenza.

          il bello,e` che, poi, a parte queste precisazioni per niente trascurabili, sul punto centrale potremmo perfino apparire d’accordo e ad un pacifista storico come me prendere queste posizioni costa.

          • Dai questa volta credo anche di aver capito, anche se, appunto, mi sembra che tu continui a pensare in termini di pena e non di difesa dal rischio di recidiva.

            La definizione di guerra era proprio una delle cose che rimuginavo di chiederti ieri mentre non avevo accesso a internet. Siamo in guerra perché Daesh controlla una porzione di territorio e quindi si configura come uno pseudo-stato, o saremmo in guerra anche se si trattasse di una organizzazione terroristica che uccide persone qua e là ma senza configurarsi come uno pseudo-stato con il fatto di controllare un territorio? Ecco qua la mia prossima domanda, magari ultima su questo punto hehehe

            • ok.

              qualunque strada si scelga per fronteggiare il terrorismo, non puo` che essere fondato sulla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e cioe` sul diritto assoluto alla vita di ogni essere umano, che puo` essere violato solo per la difesa preminente del diritto alla vita di altre persone – questo e` il mio punto di partenza.

              la prevenzione del danno, ordinariamente, non giustifica la pena di morte, dato che normalmente la societa` e` ben tutelata dall’imprigionamento della persona pericolosa.

              uno stato di guerra e` l’unica eccezione possibile, secondo me, dato chje nello stato di guerra lo stato chiede ai suoi cittadini la vita e non puo` tutelare la vita dei nemici piu` di quella dei propri cittadini.

              nel caso dello Stato Islamista, auto-procalamato e mica tanto teorico, visto che ha un suo esercito, batte moneta e ammkinistra, a modo suo, la giustizia, il fatto che questo stato abbia dichiarato guerra e` abbastanza pacifico.

              lo stesso schema mentale puo` essere applicato anche ad altre situazioni? in linea generale si, ogni volta che un gruppo terrorista si pone come cellula di un nuovo stato futuro.

              mi sembra piu` difficile da applicare in casi di terrorismo con obiettivi circoscritti, che ne so una amnistia, la liberazione di un compagno atrretsato, il rifiuto della TAV.

              ma e` chiaro che la cattura di ostaggi, con minaccia di esecuzione configura comunque una situazione nella quale queste stesse regole potrebbero essere applicate, salvo verifica caso per caso della effettiva portata del pericolo (da condurre con criteri molto severi, per evitare eccessi opposti).

            • grazie a te per avere avuto la pazienza di seguire un discorso a volte un poco sottile, ma fondato su distinzioni importanti, direi.

              hai fatto obiezioni a volte importanti che mi fanno capire comunque la fragilita` di questo mio personalissimo tentativo di risposta.

  2. Più che trovare un’attenuante per infermità dovrebbero, post hoc ergo propter hoc, inasprire la pena per “infernità”.

      • Nono, è un’obbiezione molto cinica. L’infermità mentale, la co-responsabilità della società e tutte quelle balle lì hano reso la giustizia contemporanea una cosa traballante e ridicola.
        Non dico che sia necessaria la pena di morte (salvo che per due o tre tipi di reati), ma chiudere certi tipi di cancro umano a Gaeta e dimenticarseli non sarebbe poi tanto male.
        In fondo una settimana senza cibo né acqua fa lo stesso effetto di una pallotola

        • ma e un’obiezione a chi, scusa?

          lo hai letto il post, almeno?

          visto che arriva alla stessa conclusione tua, ma attraverso una strada che direi un po` meno naif…

          niente e` piu` alieno da questo post che il giusitifcazionismo a sfondo sociale che ha rotto le palle anche a me.

          dice soltanto che non ha senso accusare Chiatti di essere COLPEVOLE di quello che e`, per i traumi che ha subito, probabilmente.,

          ma che va tenuto rinchiuso a vita o fino a che qualcuno non certifichi, assumendosene le responsabilita`, che e` guarito, non per colpa, ma per la sicurezza sociale.

          • certo che l’ho letto 🙂
            Ma come sei permalosooooooo 😛

            Diciamo che volevo solo rafforzare il concetto. Tu l’hai chiamata obiezione (e non con due b come ho fatti io) e ti ho seguito 🙂

            • aahhha, be’ e` noto a tutti, qui e fuori, quanto sono suscettibile… 🙂

              se pero` rileggi vedrai che la parola obiezione nel mio primo commento era seguita da un punto di domanda e da una scherzosa faccina.

              la doppia b molto ironica tua non l’avevo notata in effetti… 🙂

              nella risposta purtroppo ho completamente dimenticato le faccine, trascinato dalla foga: errore grave! 😦 🙂 😉

              adesso esagero con le faccine… 🙂

              resto contrario alla pena di morte, comunque (qui senza faccine).

  3. Ogni manuale di psichiatria dice che questo tipo di disturbo non guarisce, perciò si, il solo modo di non farlo nuocere è tenerlo ben chiuso per sempre. La legge dovrebbe prevederlo. Non possiamo sperare che si suicidi da solo. Dunque sono dolorosamente d’accordo sulla conclusione. Sigh.

    • il mondo non e` politically correct, maledizione!

      la pena non riesce sempre a rieducare il condannato.

      ma da tempo io mi sento oltre, laicamente, il concetto di pena, e preferirei parlare di prevenzione sociale.

      in un caso di questo tipo temo che la custodia a vita sia l’unica soluzione praticabile.

      il problema e` che il nostro Codice, non a caso chiamato Penale, non lo prevede, perche` rimane legato al concetto di colpa.

      concetto che sta facendo la fine del concetto di anima: appare legato ad un’epoca di scarsa conoscenza del cervello e della mente e non e` piu` attuale scientificamente.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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