meglio un Mattarella domani che 9 anni di Napolitano ieri? – 63.

possiamo pensare che Mattarella sara` un presidente migliore o peggiore di Napolitano?

la domanda forse non ha molto senso; sara` certamente un presidente diverso.

ma, di fronte alla melassa untuosa sparsa dalla stampa di regime, una persona consapevole e dotata di memoria storica puo` facilmente mettere in evidenza alcuni aspetti fortemente discutibili sia di questa elezione in se stessa sia della storia politica dell’uomo Mattarella, e perdonatemi se per alcuni di questi insisto.

* * *

1. l’illegittimita` sostanziale della elezione di Mattarella.

Napolitano fu eletto la prima volta da un parlamento del tutto inconsapevole di essere illegittimo e la seconda da un parlamento che lo era, forse, solo consapevolmente, dato che la Corte Costituzionale aveva espresso soltanto un parere non vincolante sulla legge elettorale.

ma il Parlamento che si e` eletto Mattarella come proprio presidente e` illegittimo per il premio di maggioranza dato al Partito Democratico, ma soprattutto per essere un parlamento di nominati, e sa benissimo di dover essere mandato a casa da qualunque presidente avesse davvero a cuore il principio costituzionale primo della sovranita` popolare.

lo sa tanto bene che per la prima volta forse nella sua storia c’e` stato il fenomeno dei franchi votatori, che hanno preso il posto dei franchi tiratori, come parlamentari responsabili che hanno votato il candidato voluto dal capo del governo per evitare di essere mandati a casa da lui, se non ne rispettavano gli ordini.

con le vibrazioni di entusiasmo di un paese sempre alla ricerca del suo ducetto, che finalmente l’ha trovato, perche` Berlusconi e` stato un dittatore da operetta, o meglio da film di Pierino, ma Renzi promette di voler essere un dittatore vero.

* * *

insomma questa elezione del presidente rappresenta indubbiamente uno dei punti piu` bassi della storia repubblica ed e` forse l’elezione piu` palesemente mafiosa che si sia mai vista: un presidente del Consiglio che sceglie il proprio controllore, che si attiva con modalita` di minaccia da teppistello di periferia minacciando il proprio ministro dell’Interno di cacciarlo dal governo (come?) se non votera` come vuole lui, un parlamento illegittimo, un eletto presidente che ha alle spalle l’incarico di quella Corte Costituzionale che ha dovuto decidere, pochi mesi prima, se mandare a casa il Parlamento stesso e non l’ha fatto con una sentenza che e` un capolavoro di ipocrisia, perche` ha lasciato agli altri organi dello stato il compito di autosciogliersi.

col dubbio che questa elezione possa essere un voto di scambio, ed una forma di ringraziamento a chi nella Corte ha lavorato per questa soluzione.

e una stampa che osanna, praticamente unanime.

* * *

ma insomma questo parlamento funziona soltanto perche` sta evitando la convalida degli eletti e procede alle surroghe dei decaduti in modo assolutamente illegale anche dal punto di vista della sentenza delle Corte.

in questo parlamento il Partito Democratico e Renzi governano soltanto perche` hanno 148 deputati alla Camera che non gli spettano e l’opposizione ne ha piu` o meno altrettanti di meno: sarebbe stato eletto Mattarella in un parlamento nel quale il Partito Democratico avesse avuto circa 300 esponenti anziche` 450?

ne dubito molto.

e in ogni caso, propaganda a parte, il silenziosissimo e quasi afasico Mattarella resta il LORO presidente, come mostrano perfino i sondaggi che indicano un 20% di favorevoli e un 51% di contrari alla sua elezione.

certo, ci sara` tutto il tempo di manipolare l’opinione pubblica: televisione, giornali e rete esistono per questo.

* * *

2. Mattarella come uomo politico e` stato un criminale di guerra?

non fate un salto sulla sedia: e` una domanda che e` non solo legittimo, ma persino doveroso farsi.

in particolar modo l’ombra che pesa come un macigno sulla sua biografia politica e` il ruolo di vice-presidente del Consiglio svolto durante la guerra di Serbia del 1999, che vorrei riprendere per allargare il discorso.

fu questo il vero momento di svolta che, a pochi anni dalla sua costituzione, tolse il Partito Democratico dal quadro delle forze costituzionali e ne avvio` l’irresistibile degenerazione attuale.

so bene di dire qualcosa talmente controcorrente da apparire enorme, eppure i fatti stanno sotto gli occhi di tutti, per chi vuole guardarli e non si prestano ad esiti molto diversi.

analizzateli assieme a me, per favore.

* * *

il punto piu` alto del cursus honorum raggiunto da Mattarella, prima di un suo successivo declino e della pratica giubilazione politica fino ad oggi, e` stata la posizione di vice-presidente del Consiglio assunta nel primo governo D’Alema, formato alla caduta del primo governo Prodi nel 1999.

Mattarella e` stato cioe` il democristiano di sinistra portato al governo da D’Alema e Cossiga in funzione anti-Prodi: la stessa funzione che ha svolto oggi nelle elezioni del Presidente della Repubblica (Civati non ha capito proprio nulla!).

ho ricostruito tempo fa, a 10 anni da quei fatti, la vera storia della caduta del governo Prodi in questo post dal sottotitolo guerrafondai di sinistra, dove racconto come il vero problema fu che a fine 1998, mentre si preparava sottotraccia la guerra di Serbia dell’anno successivo, Prodi era diventato molto sgradito agli americani perche` resisteva alla richiesta di concedergli le basi in Friuli per bombardare la Serbia e allora venne liquidato politicamente, dato che non c’era il tempo per sopprimerlo fisicamente per interposte e manipolate Brigate Rosse, come vent’anni prima era avvenuto con Moro.

Prodi stesso del resto, probabilmente spaventato, si guardo` bene dal fare una chiara battaglia politica sulla questione, che ha sempre cercato di minimizzare: purtroppo l’Italia rimane un paese dove domina lo spirito di sagrestia, dalla quale proviene anche Renzi, e l’ipocrisia cattolica mal si adatta alle regole della democrazia.

* * *

quindi nel 1999 il silenziosissimo Mattarella fu parte attiva nella congiura dalemiana per liquidare Prodi che resisteva all’idea di far entrare l’Italia nella prima vera e propria guerra anti-costituzionale della sua storia, la guerra di Serbia del 1999.

  • nel 1999 come sappiamo bene io e te soltanto in Italia, pare, ci fu l’intervento della NATO contro la Serbia, non autorizzato dall’Onu, a differenza di quello contro l’Iraq del 1991, e dunque una guerra di aggressione a tutti gli effetti, contraria alla Costituzione e teoricamente impossibile.

    il grande futuro giurista che difendera` la costituzione a detta di Bersani era vice-presidente del Consiglio (non ministro della difesa, ancora, come ho scritto per errore altrove).

    citiamo da wikipedia? ma si`, che ci costa?

    dopo che la delegazione serba rifiuto` di accettare un accordo con gli USA, “da Aviano e dalle altre basi NATO italiane presero il volo i caccia bombardieri: la guerra si tenne tutta su questo livello (eminentemente aereo, senza presenza di truppe sul suolo) (…).

    A seguito della decisione della NATO, il governo D’Alema autorizzò l’utilizzo dello spazio aereo italiano. (…)

    In media, la Serbia subiva almeno 600 raid aerei al giorno. Il numero esatto di vittime della guerra, sia serbe che albanesi, militari e civili, non è ancora oggi conosciuto con esattezza, ma è presumibile che si aggiri tra i 2.000 e 5.000.”

    nota bene che Mattarella e` stato sia ministro della difesa dal dicembre 1999 al maggio 2001, sia ministro – ben poco significativo – dell’Istruzione per la Democrazia Cristiana, per un anno dal 1989 al 1990.

    comunque per la nostra stampa e` l’ex-ministro della Difesa… – chi vuol intenedere intenda, e i maro` di sicuro aspettano speranzosi.

    Spock_ST 31 gennaio 2015 alle 22:16

    Vediamo che dirà lui per giustificarsi. Per ora è solo un criminale di guerra che è diventato Presidente della Repubblica Italiana.

    Anche se non è stato lui a dare gli ordini, faceva parte di governi che si sono macchiati di sangue. Fare parte di un governo non implica l’impossibilità di dare le proprie dimissioni. E se anche non ha dato dimissioni, non accetti la carichi istituzionali che non gli spettano.

    Nessuno lo obbliga, ma forse sbaglio…

    sei molto duro, ma quel che dici sulle dimissioni non fa una piega.

    devo anzi aggiungere che il governo Prodi fu fatto cadere e sostituito da D’Alema proprio perche` Prodi resisteva all’idea di un impegno dell’Italia in quella guerra.

    quindi devo darti ragione dal punto di vista della logica e dei valori, ma purtroppo devo anche consigliarti prudenza nell’uso di certe espressioni verso il Presidente della Repubblica, dato che esiste il reato di vilipendio della sua figura.

    ma qui e` chiaro che noi stiamo semplicmente mettendo in luce alcuni aspetti fortemente discutibili dell’uomo Mattarella, di fronte alla melassa untuosa sparsa dalla stampa di regime.

    e lo facciamo proprio perche` abbiamo rispetto della figura del presidente della repubblica.

    Vero… ovviamente c’è il massimo rispetto per la figura del presidente della repubblica. Solamente che la persona che ricopre la carica non è adatta a tale ruolo. Può benissimo ricoprirne altri, ma i valori dimostrati (almeno da quello che internet permette di sapere) in passato e il rischio che possa diventare oggetto di ricatto a causa di alcune scelte sono reali.

    Sono sicuro che andrà volentieri in vacanza in Serbia. Oltre agli effetti devastanti dei bombardamenti, il fatto che abbiano usato armamenti contenenti uranio impoverito per migliorare la precisione degli armamenti è mi sembra un fatto già accertato. Spieghi quali erano le sue posizioni in quel momento rispetto a queste azioni. Bisogna verificare se effettivamente i suoi valori coincidevano con quelli della costituzione italiana.

    Le critiche sono normali in una società democratica e non possono essere prese per vilipendio.

    Ma poi è già presidente o lo diventa dopo il giuramento? 🙂

    hai ragione! non e` ancora in carica fino al giuramento.

    avanti con le libere e ragionate critiche. 🙂

* * * 

3.  Mattarella e l’uranio impoverito nella guerra di Bosnia del 1992-95.

sul blog di Beppe Grillo Mattarella e` stato accusato dal giornalista Giuseppe Sani, che lavorava allora al Resto del Carlino, di avere mentito nel 2001 sull’uso dell’uranio impoverito nelle operazioni di Bosnia di un decennio prima, che ha portato a numerosi decessi fra i nostri militari li` impegnati.

siccome misteriosamente su quel  blog il suo post non risulta piu` raggiungibile, almeno a me, lo riporto qui intergalmente, riprendendolo da altri blog che l’hanno citato:

Ho avuto occasione di incontrare il candidato di Renzi al Quirinale, Sergio Mattarella, quando questi era ministro della Difesa del governo Amato. – cioe` all’inizio del 2001.

Chiedo scusa per la lunghezza del post, ma lo devo a tanti ragazzi che non potranno mai leggerlo. (?)

Lavoravo da qualche mese sulla vicenda dell’Uranio Impoverito e sull’impressionante numero di leucemie linfoblastiche acute e linfomi tra i nostri militari che erano o erano stati in missione nei Balcani, soprattutto in Bosnia, ma non solo.

Sergio Mattarella negò a più riprese il possibile nesso tra l’insorgere delle patologie e il servizio. Negò che la Nato avesse mai utilizzato proiettili all’uranio impoverito (DU, Depleted Uranium), tantomeno che questo fosse contenuto nei Tomahawk (missili) sparati in zona di guerra dalle navi Usa in Adriatico. Insomma, Mattarella, candidato di Renzi al Quirinale, negò su tutta la linea.\

Negò pure ciò che era possibile reperire nei primi giorni di internet sugli stessi siti della Difesa Usa, che magnificava l’efficacia degli armamenti al DU e dettava, contestualmente, le precauzioni sanitarie da adottare in caso di bonifica: protocolli di sicurezza molto rigidi, che prevedevano l’utilizzo di tute, guanti e maschere protettive, per svolgere il lavoro che invece a mani nude e senza protezioni facevano i nostri soldiati.

I quali, nel frattempo, continuavano ad ammalarsi e morire. Ero a Nuxis, in Sardegna, al funerale di caporal maggiore della Brigata Sassari Salvatore Vacca, riconosciuto poi come il primo morto di Uranio Impoverito, che aveva prestato servizio alla caserma Tito Barak di Sarajevo.

Ero il solo giornalista presente, il 9 settembre 1999.

Tutta questa triste storia incominciò da quel funerale. Pensai che l’argomento DU dovesse interessare a un ministro della Difesa, dal momento che quei ragazzi in divisa oltre che “nostri” erano soprattutto suoi, ma evidentemente ero troppo ingenuo.

Per i principali quotidiani e le televisioni il problema dell’Uranio Impoverito non esisteva e non ne avevano ancora parlato. Alle mie ripetute richieste di intervista Mattarella ha sempre risposto negativamente. Ricevetti anche strane minacce mentre stavo indagando per conto del mio giornale in Sardegna. I militari italiani, nel frattempo, continuavano ad ammalarsi.

Ricordo anche che il comando della Brigata Sassari, dopo la morte di Salvatore Vacca, convocò una conferenza stampa per smentire ciò che io non avevo ancora scritto: fu il cappellano della Brigata, al quale mi ero rivolto per sapere, in un incontro riservato, qualcosa di più su Salvatore e sul possibile nesso tra la malattia e la missione in Bosnia, che spiattellò tutto al comandante e cioè che un giornalista stava indagando sulla morte di un loro soldato, dovuta, forse, a quei proiettili. Smentita preventiva. Non mi è mai più capitato. Iniziai così a scrivere.

Dapprima da solo o quasi, poi qualcun altro incominciò a farlo, ricordo il Manifesto, Liberazione, la Nuova Sardegna, ma ancora poca roba. Per i big della stampa il problema non esisteva e lo scandalo DU non era ancora diventato un caso planetario.

Il candidato di Renzi al Quirtinale, Sergio Mattarella, nel nome della trasparenza e della libera informazione, continuava a respingenere le mie richieste di intervista.

Provai anche con uno dei suoi sottosegretari, Gianni Rivera, il popolare ex Golden Boy, non ancora eroe di “Ballando con le stelle”, che raggiunsi telefonicamente mentre questi stava dispuntando una partita al circolo del tennis. Non malignate: l’orario di lavoro di un giornalista non sempre coincide con quello di una persona normale.

Mettiamola così. Rivera non sapeva neppure cosa fosse l’Uranio Impoverito.

Si arriva così al 27 gennaio 2001, giorno in cui decido di tendere un’imboscata al ministro Mattarella, che si trova ad Ascoli col presidente della commissione Difesa della Camera Valdo Spini per il giuramento del primo contingente di donne militari di truppa dell’Esercito italiano, lo stesso in cui qualche anno dopo si distinse l’istruttore Salvatore Parolisi (ma questa è un’altra storia). Avvicinai Mattarella nella ressa dei giornalisti e riuscii a porgli un paio di domande, alle quali, assai piccato, si rifiutò ancora una volta di rispondere.

O meglio, anche in quell’occasione negò qualsiasi nesso tra DU e i linfomi o le leucemie. Fantasie della stampa. Provai a insistere, ma lui mi respinse con toni e modi definitivi

«Questa non è un’intervista» mi disse. «Io le interviste le concordo prima, poi voglio per iscritto le domande e infine leggere il testo del giornalista prima che questi lo dia alle stampe».

Tutte le volte che ho letto qualche sua intervista sui maggiori quotidiani, negli anni a venire, è ovvio che poi ho pensato male.

Mattarella girò i tacchi se ne andò, così mi beccai anche il rimprovero dei colleghi perché avevo fatto scappare il ministro con domande “fuori tema”.

Raccontai questa scena nel mio pezzo che conclusi lasciando al lettore ampia facolta di scelta sul caso dell’Uranio Impoverito, che non era diventato un “caso” solo perché Striscia la Notizia non se ne era ancora occupata (l’Italia è questa).

Insomma, scrissi, come volete la verità: liscia, gassata o Mattarella?

E’ una domanda che ora pongo anche a chi ha avuto la pazienza di leggere tutto il post, del quale mi scuso ancora una volta per la lunghezza.

Come deve essere la verità in questo Paese allo sbando: liscia, gassata o Mattarella?

(secondo l’Osservatorio Militare sono 307 i militari italiani morti e oltre 3.700 i malati: è la macabra contabilità della cosiddetta “Sindrome dei Balcani”.

Il contingente italiano era di stanza nell’area più inquinata dai colpi sparati in Bosnia e Kossovo: 50 siti, per un totale di 17.237 proiettili, secondo fonti ufficiali Nato/Kfor.

Non solo: la missione Nato in cui si parlava di armamenti al DU e dei 13 Tomahawk con testata al DU sparati dall’Adriatico, è stata presentata dall’ammiraglio Leighton Smith alla Base di Ponticelli, Napoli.

Solo Mattarella non sapeva o diceva di non sapere).

* * *

ma sul Fatto Quotidiano si possono leggere notizie che contrastano con quanto riportato da Sani:

Il 21 dicembre 2000, nel corso di un’audizione del ministro alla commissione Difesa della Camera “sulle conseguenze dell’impiego in Kosovo di munizioni all’uranio impoverito”, Mattarella dichiarava:

“Sono in grado di comunicare alla Camera, tramite questa Commissione, che è pervenuta oggi la risposta da parte dell’Alleanza atlantica: in tre tornate, rispettivamente il 5 agosto 1994, il 22 settembre 1994 e nel periodo fra il 29 agosto e il 14 settembre 1995, nelle operazioni effettuate dagli aerei A-10 sono stati utilizzati in attacchi alle forze serbo-bosniache circa 10.800 proiettili all’uranio impoverito, a tutela della zona di esclusione attorno a Sarajevo stabilita dall’Onu, in un raggio di 20 chilometri dalla città. (…)

a tutela!!!

In Kosovo si è fatto, come è noto, un uso consistente dei proiettili ad uranio impoverito. La Nato ha comunicato nel maggio 1999 di averne fatto uso. Nell’ottobre 1999 l’Onu ha fatto richiesta di conoscere i siti bombardati, che sono stati comunicati il 7 febbraio 2000“.

Per quanto riguarda poi il nesso uranio-patologie, l’allora ministro Mattarella, intervenendo nell’aula del Senato il 10 gennaio 2001 – cioè 17 giorni prima dell’episodio riportato da Sani – pur sottolineando come questa relazione causale non fosse ancora stata scientificamente dimostrata, dichiarava di voler fare assoluta chiarezza sulla vicenda con l’istituzione della Commissione Mandelli.

“Ad oggi, sulla base delle informazioni disponibili, sono stati segnalati 30 casi; di questi, tuttavia, 21 sono quelli relativi a militari che hanno prestato effettivo servizio in Bosnia o in Kosovo, 7 di questi 21 riguardano persone decedute. Tra questi 21 casi si registra una netta prevalenza numerica di personale che ha operato in Bosnia. (…)

Per fare chiarezza su questo numero di patologie leucemiche, tumorali tra i militari ho istituito, come è noto, il 22 dicembre scorso, una Commissione d’indagine medico-scientifica per accertare tutti gli aspetti della questione. (…) Essa dovrà stabilire se si tratti di episodi singoli, non correlabili fra di loro o, viceversa, se possa esistere una causa unica e, in questo caso, se tale causa possa essere l’uranio impoverito o se l’insorgere di queste patologie sia dovuto ad altri motivi. (…)

Noi vogliamo fare chiarezza; lo dobbiamo innanzitutto ai nostri militari e alle loro famiglie; lo dobbiamo a tutti gli italiani”.

* * *

se Sani si scusa della lunghezza del post, che devo dire io, allora?

ma non mi scuso: una lenta riflessione e una raccolta di informazioni sono il presupposto della liberta` di giudizio.

costa la liberta`, non e` gratis: anche la fatica di leggere un post molto lungo.

che del resto sara` sempre inferiore alla fatica che si mette nello scriverlo.

e non sempre lo sforzo e` neppure premiato.

ma che conclusioni possiamo trarre da questa lunga rassegna sul punto 3 (Mattarella e l’uranio impoverito)?

in questo caso si arriva ad una conclusione chiara: alcune accuse di Sani sono semplicemente false: il giornalista ha estrapolato false deduzioni dal rifiuto di Mattarella di concedergli un’intervista: basta rileggere attentamente quel post per accorgersi che si tratta in realta` di una non notizia.

* * *

torno alla domanda iniziale e provo a dare adesso la mia non risposta.

Mattarella ricorda da vicino Scalfaro e con lui condivide perfino la triste condizione personale di vedovo; Scalfaro fu poi, a sorpresa, un buon presidente, qualunque cosa ne dica la destra e nonostante alcuni tratti anche peggiori della sua biografia (sette condanne a morte, di cui sei eseguite, da lui richieste nel 1945 come pubblico ministero del Tribunale d’emergenza di Novara; lo schiaffeggiamento pubblico di una donna da lui giudicata troppo scollata negli anni Cinquanta).

insomma, il passato anche cupo degli uomini non condiziona necessariamente il presente e il futuro, entro certi limiti.

Mattarella e` certamente un democristiano alquanto integralista (ma evidentemente non pacifista), come Scalfaro, e Scalfaro fu un buon presidente.

staremo a guardare, aldila` del giudizio sopra espresso sulla non validita` sostanziale di questa elezione.

questo blog, o meglio il vostro blogger, non ha giudizi da emettere troppo facilmente e resta un osservatore attento e curioso, che si sforza di essere imparziale e si accontenta di mettervi davanti le bricioline di un percorso di verita` che non e quello proposto dai media.

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8 risposte a “meglio un Mattarella domani che 9 anni di Napolitano ieri? – 63.

  1. Il punto è che i militari americani, tedeschi, erano protetti dal rischio, quelli italiani no, quindi mi sembra di poter individuare prima di tutto una scarsa efficienza nel reperimento delle informazioni da parte dei responsabili italiani. Che, mi sembra di capire, davvero non lo sapevano, perché se lo avessero saputo avrebbero fatto proteggere almeno i loro uomini, ma questa non è una scusa, è un segno grave di negligenza.

    • io credo che le informazioni e le istruzioni su come gestire quelle bombe fossero accessibili molto facilmente, ma che tutto sia stato fatto con la solita approssimazione italiana.

      non ne farei una colpa specifica a Mattarella che, negli anni di impiego di quelle bombe, non aveva il ruolo di ministro della Difesa.

      e insomma su questo punto le accuse a lui mi sembrano abbastanza strumentali.

      mi chiedo tuttavia se e` normale che in queste discussioni ci preoccupiamo soltanto della salute dei soldati italiani che bombardavano e non di quella dei serbi che ricevevano le bombe sulla testa.

      e qui sta invece la responsabilita` di Mattarella, che sembra interessare molto meno alla nostra opinione pubblica, perche` era vice-presidente del Consiglio, quando questa guerra si svolse, e quindi fu in qualche modo tra i principali responsabili della sostituzione di Prodi, restio a farci coinvolgere nella guerra, col molto piu` disponibile D’Alema, appoggiato da Cossiga.

      • No no io mi preoccupo anche delle vittime non italiane, ma proprio il fatto che nemmeno i soldati italiani avessero le protezioni mi fa pensare che la colpa dei responsabili di governo sia stata più una colpa di negligenza, peraltro non meno grave per questo

        • sono d’accordo.

          volevo solo ricordare che i soldati italiani non erano protetti per negligenza, ma i bombardati non erano protetti intenzionalmente.

          quindi l’omicidio e` colposo nel caso dei nostri soldati, ma e` volontario nel caso dei civili e dei soldati nemici. 😦

          • Beh ma io penso che se non hanno protetto neanche i nostri soldati, è perché sono stati negligenti perfino nel raccogliere l’informazione del fatto che c’era quest’arma, quindi per me questa è la prova del fatto che non sapevano neppure che quest’arma stava venendo usata sui nemici. Poi appunto il fatto che non sapessero non è una scusa, avrebbero dovuto saperlo, ecco.

    • Mi sembra una conclusione perfetta…

      Nessun credito a priori, come vorrebbero i media.

      Ma anche nessun pregiudizio perche le persone pppossono cambiare e il cambiamento dei ruoli iincentiva a farlo.

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