quelle enormi colonne di metano artico che salgono silenziose e nauseabonde verso un cielo vuoto. – 77.

riscaldamento climatico: superato il punto di non ritorno?

ma vogliamo scherzare? chi sta facendo questo stupido allarmismo?

non so perche` si sia deciso di fare tanto scalpore attorno alle bolle di metano che escono dai fondali dell’Oceano Artico.

basterebbe pensare alle quantita` ben maggiori di metano che stanno congelate nel permafrost siberiano per capire che non c’e` da preoccuparsi di quello marino che si sta sciogliendo.

* * *

queste bolle di metano che sfiatano dall’oceano fino a poco tempo fa quasi completamente ghiacciato sono state scoperte gia` vent’anni fa, in una rilevazione.

erano bolle enormi, di una cinquantina di metri di diametro.

sui fondali di TUTTI gli oceani stanno congelate enormi quantita` di metano liquido per la pressione e per la temperatura; ma i fondali dell’Oceano Artico sono poco profondi, circa 200 o 300 metri prevalentemente: quindi il forte innalzamento in atto delle temperature marine li` sta portando alla evaporazione del metano.

d’accordo che nel frattempo, tornando sul posto, gli osservatori hanno visto con terrore nel 2011 che le bolle sono diventate molto piu` numerose e soprattutto veramente mostruose: hanno ora il diametro di un chilometro.

sono delle vere colonne di metano che emergono dai fondali marini a perdita d’occhio.

2015_0112dj_

ma di che cosa volete preoccuparvi, voi che siete degli ignoranti catastrofisti…

chi vi dice che la foto qui sopra non sia un abile fotomontaggio oppure sia presa dalle scenografie virtuali per un film di fantascienza?

* * *

volete preoccuparvi forse del fatto che si calcola che sotto l’Oceano Artico ci sia l’equivalente di 1.000 o forse 10.000 gigatonnellate di carbonio, mentre dal 1850 ad oggi gli esseri umani hanno rilasciato circa 1.500 gigatonnellate di biossido di carbonio?

che cosa volete che sia? si` il metano fa piu` effetto serra dell’anidride carbonica chi dice 20 chi dice 50 volte, ma ha un ciclo molto piu` rapido, soltanto decennale: si consuma, sparisce, basta aspettare 10 anni e non c’e` piu`.

se proprio non se ne forma dell’altro, intanto.

* * *

Il monitoraggio prolungato di queste emissioni rapide mostra che il totale di metano emesso in atmosfera da questa parte di Oceano Artico ammonta almeno a dieci volte quanto si pensava fino ad ora, e questa appare una stima cauta.

A ciò si aggiunge l’effetto di eventi di vento forte, che si manifestano abbastanza spesso nella zona studiata, che contribuiscono a ventilare la colonna d’acqua e ad incrementare gli episodi di emissione rapida.

Infine, una stima accurata ma prudente delle emissioni di metano di questa parte di Oceano Artico mostra come queste siano circa uguali alle emissioni totali di tutte le altre superficie marine del globo, come pure a quelle di tutta la tundra artica.

L’Artico emette più metano del previsto 5 marzo 2014

* * *

provate a mettere in google bolle metano artico: vi uscira` per primo un articolo molto rassicurante: vi spieghera` che il metano e` un potente gas serra che rispetto ad altri spaventosi elementi della storia del clima ha anche l’impressionante potere di terrorizzare la gente.

segue una frase di perfetto non senso demenziale:

La quantità totale di metano contenuto negli idrati oceanici è piuttosto limitata ma potrebbe competere con quella di tutti gli altri combustibili fossili messi insieme.

in sostanza ci stanno dicendo che non siamo un pianeta fatto di puro metano.

La maggior parte di questo metano  si trova così in profondità  nella colonna di sedimenti che ci vorrebbero migliaia di anni di riscaldamento antropogenico per raggiungerlo. (…)

l’oceano profondo potrebbe alla fin fine (dopo un migliaio di anni o giù di lì) riscaldarsi di molti gradi e diventare più caldo di quanto lo sia stato in milioni di anni.

dopodiche, non e` chiaro se tra migliaia di anni o un migliaio di anni soltanto, superata la soglia critica, passiamo in pochi mesi al clima del pianeta Venere, con temperature di centinaia di gradi.

ma fra migliaia di anni: chi se ne frega?

e alla fine del permiano fu un eccesso di metano nell’atmosfera che provoco` presumibilmente un’estinzione di massa?

ahhaa ahhha, noi mica ci saremo.

e neppure e` sicuro che ci sia ancora qualche essere umano sulla Terra per allora…

* * *

certo, c’e` il metano dell’Artico, maledizione, che si sta sciogliendo adesso, e che da solo e` pari a tutto l’inquinamento degli ultimi 165 anni, e in una forma da 20 a 50 volte piu` potente.

ma purtroppo, dice l’articolo – la battuta non la invento io – tutto questo metano e` difficile da estrarre per produrre carburante.

vorrebbero bruciarne ancora!

L’Artico è un caso particolare perché  l’acqua è più fredda rispetto alla media globale, perciò l’ idrato può essere trovato ad una profondità marina di circa 200 metri.

e` quello appunto che sta uscendo nell’atmosfera, purtroppo senza che gli esseri umani riescano a impadronirsene per i loro scopi.

si limita a produrre presumibilmente un odore cosi` nauseabondo come potrebbero crearlo delle scoreggione di un chilometro di diametro…

* * *

ridiamoci su, tanto non c’e` altro da fare.

non penserete davvero di poter contare qualcosa sul destino del pianeta.

non e` nelle vostre mani, ne` tantomeno nelle mie.

non dipende neppure da nessuna volonta`, sta nelle cose, sta nel modo in cui e` fatta la mente umana, sta nella cultura che abbiamo costruito, sta nella nostra incapacita` di pensare al futuro, sta nell’avidita`…

non ditemi piu` niente, non fatemi sapere niente, almeno.

visto che tutto andra` come deve, lasciate almeno che io non sappia niente di quelle enormi colonne di gas che lassu` salgono silenziose e nauseabonde verso un cielo vuoto.

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4 risposte a “quelle enormi colonne di metano artico che salgono silenziose e nauseabonde verso un cielo vuoto. – 77.

  1. heheh
    io non sarei così pessimista, dal punto di vista teorico intendo: se l’essere umano si desse una ‘reffata’ (per usare un neologismo della mia zona) e cominciasse a collaborare ed agire consapevolmente con scopi comuni, credo che a livello potenziale potremmo fare grandi cose collettivamente, sfruttando le attuali conoscenze scientifiche.

    il pessimismo mi è iniettato dall’infinita stupidità dell’uomo piuttosto (non tanto dalla sua ignoranza), e parrebbe che tale stupidità sia inevitabile: probabilmente avremmo bisogno di qualche step evolutivo in più 🙂

    premesso questo, una nota in tema: forse nel caso del metano più puro sarebbe paradossalmente meglio bruciarlo piuttosto che rilasciarlo in atmosfera.
    CH4 + 2 O2 = CO2 + 2 H2O
    trasformandolo in acqua e anidride carbonica (gas serra molto meno impattante del metano)
    il problema casomai sarebbe capire quanto ossigeno andremmo a consumare, dal momento che siamo stati così intelligenti da disboscare gran parte del globo. ma forse la natura anche in questo caso ci verrà incontro e ci ricaricherebbe dell’ossigeno sotto forma di schifose mucillagini marine.

    con un ragionamento logico da 30 secondi, considerati i fatti, probabilmente dovremmo sfruttare e sviluppare la tecnologia per raccogliere il pericoloso metano che sta in superficie, piuttosto che continuare a trapanare nel suolo profondo perchè ci costa meno ed è più facile.

    ma considerata la premessa iniziale, ovvero la stupidità media umana, mi auguro che non tocchino proprio nulla, ma che piuttosto vadano a scoparsi qualche prostituta consenziente.
    sperando non procreino ulteriore stupidità…

    • allora, Krammer, posso ironizzare un pochino sul tuo commento? 😉 poi tu fai altrettanto, sei gia` autorizzato.

      se gli uomini non fossero uomini, tutto andrebbe molto meglio…

      certamente in qualche angolo di questo multiverso stratificato di possibilita` ci sara` qualche ciambella razionalmente riuscita col buco al posto giusto e delle giuste dimensioni.

      per ora e` il cervello della specie umana terrestre che mostra dei buchi preoccupanti e non promette troppo bene, secondo me.

      grazie al cielo ci siamo inventati anche l’intelligenza artificale che potrebbe prendere il nostro posto, quando noi avremo finito di farci del male…

      – quanto al metano, fa un danno piu` breve e concentrato dell’anidride carbonica, che e` invece stabile sulla lunga distanza (soprattutto se parallelamente distruggiamo le piante che la assorbono).

      tanto e` vero che l’articolo ottimista citato conclude appunto ottimisticamente che non c’e` bisogno di preoccuparsi del metano, perche` quel che ci fara` schiattare e` l’anidride carbonica! 😦

      che poi sarebbe bello comunque trovare un modo per captare il metano che si produce in natura, questo e` vero…

      ma lo sai che una delle sue fonti principali sono le flatulenze degli animali?

      senza spingersi fino all’artico, basterebbe… 🙂 🙂 🙂

      • aspetta aspetta, perchè adesso che ho letto il libro di Tegmark mi dovresti specificare di che tipo di multiverso parli: I, II, III o IV livello? 😀

        l’intelligenza artificiale è il futuro, su questo non ho dubbi (futuro positivo intendo, nel caso non ci auto bombardiamo nuclearmente o se un bel proiettile cosmico ci facesse smettere di fare cazzate).

        il dubbio è se tale AI verrà sviluppata con la collaborazione di tutte le migliori menti umane (direi che lo 0,001% potrebbe essere sufficiente, sarebbero quasi centomila teste che funzionano ben al di sopra della media).
        e questo dubbio come dicevo lo vedo attualmente di difficile applicazione 😛

        la considerazione che fai sulla co2 è sacrosanta, ma i cianobatteri della fotosintesi mangiano co2 e non metano ^_*
        e di energia elettromagnetica da sole ne abbiamo che basta
        in effetti sfruttando per bene anche solo quella risolveremmo qualsiasi problema energetico.
        di certo non possiamo sperare di agire da soli, ma possiamo tirarci fuori da alcuni problemi solo se riusciamo a capire come funzionano certi ecosistemi complessi, e svilupparci dunque da simbionti del pianeta e non da cellule cancerogene.
        e soprattutto dovremmo comprendere che 10 miliardi di essere umani sono troppi da poter soddisfare in questo pianeta, con le conoscenze attuali.

        in australia la maggior parte delle emissioni serra arriva proprio dalle flatulenze delle bestie da allevamento.
        vedo però difficile poter coniugare ‘felicità’ all’animale (pascoli naturali ad esempio) con il recupero bioenergetico tecnologico dai loro fondoschiena 😛
        immagino che l’allevamento intensivo e concentrato diventerebbe una condizione sine qua non.

        ma come scrivevo sopra, sviluppare tecnologie di accumulo e trasmissione dell’energia solare sarebbe già di per sè sufficiente a risolvere qualsiasi problema energetico.
        attualmente tale tecnologia ancora non è presente ma è del tutto alla nostra portata.
        certo finchè investiamo in armamenti e sicurezza (di morte) il futuro rimarrà di colore diciamo biologico 🙂

        • ovviamente parlo del multiverso che contiene tutti i livelli possibili 🙂

          https://bortocal.wordpress.com/2014/04/23/tegmark-ma-insomma-quanti-sono-i-multiversi-315/

          sulle prospettive cupe del futuro ti limiti a rischio di guerra niucelare o di asteroide, ma trascuri la catastrofe climatica certa, a meno che non sia una nuova glaciazione a contrapporlesi, ma in questo modo cambiera` il modo della fine, ma non la fine stessa della civilta` di questo interglaciale.

          per combattere l’eccesso di anidride carbonica occorrerebbe lanciare immediatamente un piano mondiale di rforestazione, ma stiamo facendo esattamente il contrario – questo non e` un dettaglio da poco.

          condivido tutto il resto, ma resto un pessimista dell’analisi.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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