i partiti dell’arco incostituzionale – 82.

pbl93310 febbraio 2015 | 21:53    commento sul Corriere della Sera:

Un parlamento eletto sulla base di una legge incostituzionale e un governo composto di gente mai votata da nessuno insieme fanno riforme costituzionali sconclusionate e mal congegnate.

ogni tanto mi accorgo di non essere completamente solo, che idee banali ma nette come quelle che sfogo qui dentro nel blog, circolano, piu` o meno sottotraccia, nella societa` italiana.

magari non girano troppo fra i blogger, che se la tirano, ciascuno affiliato alla sua particolare consorteria, ma ci sono abbastanza cervelli autonomi in giro per arrivare alle stesse conclusioni di qui sopra, che sottoscrivo.

* * *

il problema della democrazia italiana adesso e` veramente grave, e per un gustoso paradosso si chiama Partito Democratico, forse per amore del sarcasmo.

questo Partito, quando Berlusconi governava con piu` del 40% di consensi elettorali, chiamava le piazze a protestare contro la sua volonta` di cambiare la Costituzione e promosse addirittura un referendum, riuscendo a far bocciare le modifiche gia` apportate.

l’accusa (giusta) era allora di volere stravolgere la Costituzione senza una larga condivisione dei principi di questa riforma.

oggi il Partito Democratico ripropone in larga parte le stesse modifiche costituzionali che fece Berlusconi dieci anni fa e che andammo diligentemente a bocciare, credendo al suo appello in difesa della Costituzione, che da quelle modifiche sarebbe uscita irrimediabilmente stravolta.

come mai quelle modifiche adesso siano diventate buone non ci viene spiegato.

* * *

e neppure ci viene spiegato come mai possa farlo un partito che governa, grazie ad una legge elettorale immonda, che denunciava quando dava la maggioranza agli altri, e ad un consenso alle elezioni politiche del 30% dei voti; salito al 42% alle europee e sceso al 38% circa nei sondaggi attuali: le esatte percentuali della Democrazia Cristiana del passato, e lo stesso elettorato, sostanzialmente.

ma pur sempre percentuali nettamente minoritarie.

si puo` cambiare la Costituzione col consenso del 30 o 38 o 42 per cento degli italiani?

dicevate di no fino a pochi mesi fa.

e adesso?

* * *

fino a che il Popolo delle Liberta` appoggiava queste riforme, si poteva in qualche modo dire che esse rappresentavano una volonta` comunque maggioritaria – anche se dava da pensare che una parte importante dello stesso Partito Democratico che le proponeva fosse contraria.

ma adesso?

se mettiamo nel conto che una parte importante del Partito non le vuole, ci stiamo trovando nella situazione totalmente inaccettabile di un gruppetto che raggiunge forse il 20% dei consensi elettorali e vuole cambiare la Costituzione nata dalla Resistenza.

ma poi il 50% dell’elettorato non vota, e dunque il consenso reale si aggira forse attorno al 10% dell’elettorato.

praticamente un gruppuscolo, che non si riconosce nella costituzione.

* * *

come una volta c’erano i partiti dell’arco costituzionale, che escludevano un 5 o 10% di estremisti che la rifiutavano ed erano sostanzialmente i neofascisti, adesso e` questo 10% che ha preso il potere con forzature elettorali subdole e ha emarginato la stragrande maggioranza che e` nauseata da loro.

ed ora vogliono darci una nuova costituzione, come ha chiesto esplicitamente la grande finanza internazionale, per conto della quale lavorano.

l’arco dei partiti che restano in un Parlamento eletto alle spalle del popolo e` per cio` stesso l’arco in-costituzionale.

* * *

siamo di fronte ad una forzatura evidente, a una deriva autoritaria che va fermata con ogni mezzo e con ogni alleanza, tappandosi il naso al momento, perche` chiunque va bene se vuol fermare e per qualunque motivo questo delirio arrogante e saputello, ma stupido.

non che mi faccia illusioni nell’Italia di Sanremo.

* * *

mi guardo attorno e cerco di capire chi sono gli autori di questo misfatto.

condizionato dal passato mi sono accostato con simpatia a qualche giovane Democratico (nel senso di Demokrat o DemDem), credendo di ritrovarci almeno il riflesso dei valori di solidarismo e l’amore per l’eguaglianza sociale in cui credeva chi sfidava l’emarginazione per diventare comunista negli anni Cinquanta o Sessanta.

equivoco! mi ci sono voluti mesi prima di capire che erano, anche antropologicamente, l’equivalente dei vecchi democristiani, senza valori chiari, senza passione civile, senza slancio: gli amanti del puro potere.

non hanno principi ne` coerenza, oscillano attorno ai misfatti del senso comune e non sanno valutarli.

sono i complici dalla coscienza pulita.

arco costituzionale

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