jean paul galibert, come uscire dall’ipercapitalismo? (questioni vitali 7).

qui non posso limitarmi a ribloggare questo post del 15 febbraio del blogger francese jean paul galibert, devo anche provare a  tradurlo.

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Che l’iper-capitalismo stia per distruggere il capitalismo e` quasi certo.

E` molto probabile che l’iper-capitalismo si fondi lui stesso su un’auto-distruzione perpetua.

Ma questo non conduce in alcun caso ad una sparizione inevitabile.

E` un po` come con questi giovani banchieri iper-titolati che le grandi banche mondiali assumono speculando sul loro suicidio, dato che acquistano a gran prezzo delle assicurazioni sulla loro vita che possono rendere loro dieci volte quel che hanno puntato…, questi giovani del resto sono molto facili da rimpiazzare.

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Ahime` no, l’iper-capitalismo non crollera` su se stesso.

Occorrera` che i popoli lo aiutino.

Alcuni hanno cominciato a combattere, mentre altri, come in Francia, hanno l’aria molto addormentata, o molto spaventata.

Niente di piu` malsano, evidentemente: la rassegnazione completa puo` portare ai peggiori problemi politici.

Si attende dunque un clic per una presa di coscienza.

Potra` venire da un crash in borsa, oppure da un grande scandalo finanziario.

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Non so se una serie di suicidi, e tra le persone di maggior successo, potra` bastare.

Perche` non basta mostrare a tutti l’assurdita` del sistema: tutti la conoscono gia`: bisognerebbe rendere evidente la sua in-vivibilita`.

Certo, il suicidio e` una prova incontestabile di una sofferanza insostenibile; ma, per questa stessa ragione, e` continuamente nascosto da un numero immenso di sviamenti conniventi e complici.

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Di piu`, politicamente il suicidio e` completamente ambivalente.

Da un lato, il suicidio e` la rivolta ultima di chi dispera della rivolta stessa.

Da un altro lato allo scatenamento delle recenti rivoluzioni arabe si sono viste immolazioni che hanno risvegliato l’indignazione di popoli interi.

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E d’altra parte nessuno conosce la profondita` del nostro sonno.

E` abbastanza profondo per digerire anche ogni suicidio? oppure e` abbastanza leggero per essere interrotto prima del peggio?

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Nessuno aveva previsto il maggio 68, salvo forse coloro che lo preparavano, senza saperlo, ma da parecchi anni.

E` folle il numero di libri di filosofia molto importanti che sono apparsi negli anni 1965, 66 et 67: Pour Marx di Althusser, Les mots et les choses di Foucault, La société du spectacle di Debord, i primi libri di Deleuze e Derrida

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Ma un semplice risveglio non bastera`: servira` in piu` che conduca ad un’azione di popolo.

Non e` impossibile, perche` l’iper-capitalismo e` talmente mortifero che suggerisce la speranza di una condann simultanea da parte di tutte le cutlure e dunque di tutti i  popoli del mondo.

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vedere anche, dello stesso autore e sullo stesso blog:

L’imagination est plus réelle que la réalité ?

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