la vita e` un film.

avrei detto: la vita e` narrazione, ma mettiamo pure che in generale i film siano narrazione.

chi e` il regista di questo film?

ci piace pensare che siamo noi stessi a scrivere la nostra storia.

in realta` questo sarebbe pero` piuttosto il mestiere dello sceneggiatore.

tante sono le volte nelle quali sentiamo una specie di mano d’artista che ci usa come personaggi di una sua storia.

il regista e` colui che interpreta la storia, che decide come raccontarla; non e` lui che fissa la trama.

allora, tutto ok: la vita e` un film e noi siamo i registi e nello stesso tempo i protagonisti, si immagina.

* * *

un momento ancora, pero`: quanto detto non basta.

qual’e` il nostro film? cioe` di quale sceneggiatura dobbiamo essere i registi?

abbiamo davvero la parte del protagonista nel film che dobbiamo girare?

da tempo ci viene dato il compito di essere i registi di un film dove noi non ci siamo.

o meglio siamo i registi di un film dove noi non siamo attori, ma soltanto spettatori.

la nostra vita si e` come disciolta, a nostra insaputa, e` diventata troppo liquida e scorre via. 

noi ci occupiamo d’altro nel nostro film.

si chiamano, volendo, armi di distrazione di massa.

e` questa la sceneggiatura di cui dobbiamo occuparci.

* * *

siamo stati espropriati, ce ne siamo mai accorti?

la narrazione in cui siamo non ci vede presenti.

nel mondo nel quale ci tocca la parte dei consumatori la storia che dobbiamo raccontare e` soltanto quella pre-fissata del consumo di massa di notizie.

non c’e` spazio per un io personale, li` dentro.

questo e` un documentario, che scorre a nostra insaputa.

* * *

si consumano notizie ogni giorno, si ballano le danze decise dal maestro di cerimonia.

viviamo non la vita nostra reale, che siamo abituati a considerare insignificante (e in effetti lo e`, fino a che rimane entro i limiti che le sono stati fissati), ma la vita del mercato di massa delle informazioni.

vi sono strati diversi di questo mondo virtuale di immagini ed emozioni fasulle, fatto come una cipolla o un carciofo.

piu` procedi, piu` il mondo apparente della informazione che non siamo noi, ma i nostri carcerieri, diventa pervasiva.

* * *

ci sono la stampa, la televisione, le diverse manifestazioni pubbliche in cui si concentra la nostra vita sociale etero-diretta.

e al fondo di tutto ci stanno anche quei blog che accompagnano la grande distrazione di massa, i piu` entusiasti di tutti. 

le mosche cocchiere di una sceneggiatura che non scrivono loro e di una regia che non consente altro che un pedissequo montaggio lineare.

* * *

ma questa e` un’autocritica?

forse, non sempre questo blog e` schiavo delle cronache mondane del momento.

della televisione, ad esempio, ignora completamente i riti fasulli. 

ma non basta.

pero` e` vero che ha bisogno di eventi personali eccezionali per provare la sfida di ignorare quella vita artificiale che pretende di essere l’unica vera e che non ci lascia vivere la nostra.

* * *

potrei provare a cambiare, no?

ma allora la domanda che sorge e` un’altra: ha senso vivere completamente in pubblico?

in altre parole, perche` la propria vita individuale profonda dovrebbe svolgersi online?

chi ha veramente capito il gioco di specchi dove ci aggiriamo sperduti non rompe forse gli specchi?

la comprensione finale delle regole di un gioco truccato non comporta il suo abbandono?

non esiste il valore maggiore del silenzio, dell’abbandono, del vivere nascosti?

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29 risposte a “la vita e` un film.

  1. “in altre parole, perche` la propria vita individuale profonda dovrebbe svolgersi online?”
    Ah, io mi chiedo sempre il perché di questo far svolgere la propria vita privata profonda online.
    Io non ho un blog. Non so come entrare in fb. Non ho idea di twitter.
    Sì, mi piace commentare. Molto. E ci metto me stessa nello scrivere.
    Mai la mia vita privata però se non con accenni vaghi vaghi vaghi.
    Bel post, Bort caro.
    🙂
    gb

  2. @ Krammer

    ma proprio perche` e` inconsapevole, alla piuma piace discutere: non occorre sforzarla!

    e alle piume che amano la discussione non e` tanto possibile amicizia senza il piacere della discussione…. 😉

    (applausi per la frase finale…. 🙂 )

    • ma la piuma che pensa troppo alle leggi del moto e all’assetto stabile smette di essere piuma 😛
      ponevo la prospettiva dalla follia, ma il mio vento porta dalla parte della serenità appassionata e mutevole

      spezzare uno specchio non serve altro che ammirarne il gioco di luci dei frammenti che si celano dietro.
      evviva i martelli, quelli che volano leggeri come la piuma, il martello della parola e della comunicazione

    • speriamo di si, invece (ma forse mi rendo conto che nell’;ultima frase non sono stato chiaro).

      Dante pensava che l’ultima liberta` fosse il suicidio: qui si e` un poco piu` ottimisti (e piu` epicurei) e si prova a pensare che a volte basti appartarsi per salvare almeno se stessi. 😉

      • credo che siamo piume al vento, piume autocoscienti che possono modificare il proprio assetto aerodinamico per tentare di muoversi in una certa direzione piuttosto che in un altra, senza mai tuttavia ottenere il controllo completo: il vento percuote e sballotta quando tira, dovremmo piuttosto imparare a non soffrire di mal d’aria!

        il vento non è il mondo esterno ma il nostro stato interiore, è lo sceneggiatore pazzerello 🙂

        se il vento tira verso la quiete e ci permette di poggiarci serenamente sopra un fiore, ringraziamo dio.
        se il vento tira alto su, verso il cielo burrascoso, ringraziamo dio.

        certo, andare contro vento, potrebbe apparire poco saggio…
        dove la follia è quella di credere alla libertà di poter alimentare il proprio vento.

        • piume autocoscienti?

          molto limitatamente, direi.

          piume che possono modificare il proprio assetto aerodinamico?

          mai viste, e per modificarlo bisognerebbe conoscerlo bene; col che si ritorna all’osservazione precedente… 😦

          controllo completo?

          ma come possiamo parlarne se non abbiamo quasi controllo alcuno?

          non c’e` soltanto la follia di credere alla libertà di poter alimentare il proprio vento.

          c’e` quella, quasi maggiore, di poter modificare se stessi.

          barone di muenchausen che si sollevava in aria per i capelli… 😉

              • ma se la piuma è per lo più inconsapevole, perchè farla discutere? teniamoci l’amicizia e basta piuttosto 🙂 ma è possibile una amicizia senza discussione?
                bel dilemma!

                ps: ogni cosa analizzata di per sè è un dettaglio,: conta più lo sguardo d’insieme, specie se caratterizzato da nuove prospettive ^_*

  3. Diciamo che trovare il bandolo della matassa sarebbe utile.
    Non si può trovare soluzione di un problema senza cercare i dati fondamentali che lo hanno creato.
    Può essere che l’inizio della fine sia stata la deregulation tanto decantata sostenuta e messa in atto dalla Thatcher?
    L’idea di fondo che si sosteneva , se non erro, era la convinzione che il mercato si sarebbe autoregolato.
    Liberismo.( Ti prego di notare il suffisso -ismo-)
    Ti ripeto anche qui una domanda già fatta.
    La libertà come unico metro è sostenibile?
    Tutta l’Europa politica ha accettato questa “verità” ,ma una bugia accettata dalla maggioranza diventa verità?

    • questo blog e` entrato a fine novembre scorso nel suo decimo anno di vita e da quando e` nato ha sempre denunciato non dico i limiti, ma i delitti del neo-liberismo, anche se con una progressiva chiarificazione delle idee, che mi ha portato a scoprire gradualmente il ruolo degli iper-plutocrati nel dominio del mondo e nella progressiva concentrazione della ricchezza: attualmente l’1% della popolazione possiede la meta` della ricchezza mondiale e l’altro 99% l’altra meta`, ma la proporzione cambia molto velocemente a favore dei primi ogni anno che passa e la crisi e` uno degli strumenti usati per spolpare la classe media.

      leggere il libro di Piketty, Il capitalismo nel XXI secolo, e` chiarificatore: la Tatcher e Reagan sono le conseguenze di processi che hanno radici piu` profonde e strutturali, perche` riguardano tutto il mondo e non soltanto l’Occidente; qui da noi pero` l’attacco ai diritti e ai livelli di vita della popolazione e` stato piu` brutale perche` c’erano maggiori diritti da cancellare.

      l’idea dell’auto-regolazione del mercato funziona benissimo se lo scopo e` la concentrazione della ricchezza, ma se lo scopo e` differente e` una solenne sciocchezza, come ha sempre dimpostrato la storia, del resto.

      la liberta` e` un concetto relativo, e` sempre liberta` di qualcuno rispetto a qualcun altro.

      trasformare un concetto relativo in un assoluto significa stravolgerlo e quindi fare della liberta` una forma di sopruso.

      e` perfettamente ovvio per me che una bugia accettata dalla maggioranza NON diventa verità: come potrei essere ateo se non lo pensassi?

      • Ora ti chiedo, rispetto a quanto detto sulla deregulation la politica Europea come si pone?
        L’introduzione dell’euro a cosa, o a chi, è servita?
        Per unire i popoli o per favorire la finanza?
        E’ ancora possibile difendere i politici che “guidano” l’Europa?

        Di Cristiani in Europa non ce ne sono quasi più.
        La ricerca di Verità e l’Amore per il prossimo dovrebbe essere al centro della vita cristiana, come anche il coraggio della testimonianza nella vita quotidiana.
        Da troppo tempo e troppo pochi si fanno disturbare dalle difficoltà del prossimo, si è badato a non crearsi problemi se questi non toccavano il proprio piccolo mondo .
        Ci si è fatti convincere dalla “modernità” che Cristo fosse superato, la religione è rimasta come apparenza non come sostanza.
        Non sono, né saranno, le ideologie a “salvare” l’umanità ma la consapevolezza che ciò che di brutto accade al mio prossimo è come se accadesse a me.
        Visto che ci sono dissento anche sull’altra tua affermazione, il “disegno” di qualcuno su questa disfatta c’è, l’alta finanza in accordo con la politica ha portato a tutto questo.
        Nulla accade per caso.

        I pochi cristiani rimasti sono coscienti di tutto questo ma sono troppo pochi combattono come possono, e chi come te non ha fede ( non lo dico come rimprovero ma come dato di fatto )nemmeno condivide ciò che è valore non negoziabile. L’uomo non è più al centro.
        L’aborto è una bugia ormai accettata come verità, l’uccisione di un bambino è divenuto diritto.

  4. Non credo.
    Ma questa ovvio è una mia opinione, dettata però da una somma di esperienze precedenti.
    Sono solo spunti, domande a cui dare risposte , per cercare di capire.
    Non voglio dare risposte , non perchè non sia arrivata alle mie conclusioni, ma occorre cercare “verità” che siano condivise e non imposte.
    Chiudere con il mondo è arrendersi?
    Siamo disposti, considerandoci Uomini liberi, alla resa?
    Come si rompono gli specchi? come si smascherano le bugie?
    Se le regole sono truccate, basta non giocare a quel gioco per cambiare le regole?
    Smettere di credere alle bugie comporta anche la disposizione a cambiare noi stessi e rimettere in discussione le certezze?
    L’individuo è un essere a sé stante a cui basta solo sè stesso?
    Questa omologazione imperante a cosa mira?
    Il caos che si sta diffondendo ha uno scopo?

    • neppure io ho tutte le risposte, ovviamente.

      provo a dire quelle che mi sembra di avere, oppure a correggere delle interpretazioni sbagliate delle mie parole.

      1. Chiudere con il mondo è arrendersi?
      chi ha parlato di chiudere col mondo? ho parlato di chiudere col mondo apparente per cercare un rapporto piu` vero con la realta` piu` profonda della vita che ci viene nascosta da un mare di chiacchiere.

      2. Siamo disposti, considerandoci Uomini liberi, alla resa?
      assolutamente no.
      non sto cercando una resa, ma un modo di combattere piu` efficace.

      3. Come si rompono gli specchi? come si smascherano le bugie?
      rompendo il cerchio magiche delle apparenze e guardando oltre, nella vita autentica, mi pare.

      4. Se le regole sono truccate, basta non giocare a quel gioco per cambiare le regole?
      no, ma e` il primo passo necessario.

      5. Smettere di credere alle bugie comporta anche la disposizione a cambiare noi stessi e rimettere in discussione le certezze?
      solo se crediamo di essere noi stessi nella bugia e se crediamo che le nostre certezze (nella loro modestia) siano bugiarde.
      altrimenti questo significherebbbe combattere disarmati.

      6. L’individuo è un essere a sé stante a cui basta solo se stesso?
      no, pero` un certo grado di autosufficienza psicologica e il non dipendere dagli altri in tutto mentalmente sono essenziali.,

      7. Questa omologazione imperante a cosa mira?
      al profitto di pochi.

      8. Il caos che si sta diffondendo ha uno scopo?
      nessuno scopo, e` una conseguenza imprevista di scelte sbagliate che non si sanno mettere in discussione.

      e` questo nesso tra il sistema socio-economico dell’iper-capitalismo (vedi post di Galibert, da me tradotto oggi) e il caos nel quale sta precipitando la nostra vita che va tenuto accuratamente nascosto dagli strumenti di condizionamento.
      liberarsi da questi strumenti e` il primo passo per avere almeno una possibilita` di capire la realta`.

      • sulla risposta successiva di lucia devo intervenire ancora una volta.

        lucia, non sai assolutamente discutere: un commento e` come una risposta in una conversazione dal vivo: non puoi sbrodolare qualunque cosa ti passa per la testa.

        aggiungi che questa discussione e` pubblica e viene resa tale perche` a qualcuno potrebbe interessare leggerla, ma l’interesse si annulla se qui si divaga senza regola.

        sono costretto a tagliare il tuo intervento riducendolo alle parti per le quali sembra pertinente.

        se vuoi parlare di aborto, di cristianesimo e di quant’altro, non mancano in questo stesso blog i post in cui puoi collocare, in modo piu` pertinente, le tue idee su questi argomenti.

        • Io capisco che non vedi nesso apparente tra gli argomenti,
          ma l’Europa ha una sua storia e un suo forte sviluppo, il cristianesimo in questo ha avuto un ruolo centrale.
          Per fare solo alcuni esempi, migliorie si ebbero proprio da frati che bonificarono le zone paludose o che fecero studi sulla genetica per migliorare le coltivazioni.
          La chiesa promuoveva l’istruzione, specialmente dei figli dei più poveri.
          Ciò che cercavano di fare era migliorare le condizioni di vita dei contadini, aiutavano realmente e portavano speranza e fede.
          L’entropia o l’ordine sono scelte precise.
          Si è fatta la rivoluzione Francese per liberare il popolo dall’oppressione della Chiesa, dopo qualche secolo siamo finiti oppressi da chi ci voleva liberare, i laici non credenti.
          Le leggi in disaccordo con la chiesa ci sono anche in Italia e in Europa tutti le hanno accettate, dal divorzio all’aborto, passando per l’eutanasia.
          Sostenere che tutto ciò che succede oggi è per colpa della chiesa oramai non regge più come capro espiatorio, per chi è disposto a vedere le cose così come stanno.

          Non importa che io abbia ragione o torto, cercare la verità in ciò che ci fanno credere è invece la cosa fondamentale.
          Mente aperta e niente preconcetti su nessun argomento, dovremmo essere come bambini che non sanno nulla e che guardano ciò che li circonda come novità assoluta cercando ciò che è vero e ciò che non lo è.

      • sul tema che stiamo trattando mi vengono inviate le seguenti osservazioni:

        Ora ti chiedo, rispetto a quanto detto sulla deregulation la politica Europea come si pone?
        L’introduzione dell’euro a cosa, o a chi, è servita?
        Per unire i popoli o per favorire la finanza?
        E’ ancora possibile difendere i politici che “guidano” l’Europa?

        (…)

        Visto che ci sono dissento anche sull’altra tua affermazione, il “disegno” di qualcuno su questa disfatta c’è, l’alta finanza in accordo con la politica ha portato a tutto questo.
        Nulla accade per caso.

        • .
          sono palesemente delle mere domande retoriche che non richiedono una vera risposta, non essendo vere domande.

          ma facciamo finta ancora una volta che iunvece lo siano:

          1) sulla deregulation la politica europea come si pone?
          l’Europa e` l’area del mondo dove e` piu` significativa l’esperienza dello stato sociale, pur con differenze interne, e la politica europea cerca di difendere questa sua particolarita`.

          2) L’introduzione dell’euro a cosa, o a chi, è servita?
          e` servita a realizzare una zona unificata da una moneta abbastanza forte per aiutare i singoli stati a resistere meglio agli assalti della finanza mondiale

          3) Per unire i popoli o per favorire la finanza?
          premetto che non sono certo le monete a unificare i popoli.
          quanto alla finanza mondiale, i continui attacchi della City all’euro dimostrano chiaramente che lo vede come un ostacolo da eliminare: poi, non riuscendoci, cerca almeno di utilizzarlo per i suoi scopi.

          4) E’ ancora possibile difendere i politici che “guidano” l’Europa?
          questa domanda e` priva di senso, per non dire molto sciocca.
          i politici europei sono gli stessi che guidano i diversi paesi d’Europa e sono molto diversi fra loro, dalla Le Pen a Tsipras, per cui vanno sottoposti a giudizi ovviamente differenziati e non sono una categoria unica; purtroppo l’egemonia l’hanno avuta sinora le forze moderate che si definiscono di ispirazione cristiana e che hanno condotto una politica altalenante (ben lontana ad esempio dal messaggio economico di papa Francesco) e senza chiarezza, e in alcuni casi hanno proprio favorito o stanno favorendo le manovre della finanza per distruggere lo stato sociale in alcuni paesi

          non ho poi capito su quale mia affermazione dissenti e dove esattamente l’hai trovata nei termini che riporti.

          o per limiti di comprensione effettivi o per malafede non e` la prima volta che dissenti da cose che non ho affatto detto e mi sembra un modo molto scorretto per mettermi in bocca cose che non penso.

          ho fatto lo sforzo di risponderti COME SE a te interessasse davvero discutere le mie posizioni sforzandoti di ascoltarle e di capirle e poi, semmai, rispondendo nel merito delle cose che ti vengono dette.

          ma siccome riscontro ancora una volta l’inevitabile, e cioe` la tua ripetizione autistica dei quattro piccoli slogan che hai in testa, semplicemente per fare propaganda alle tue idee, che sono OPPOSTE alle mie, qui sul mio blog, e siccome questo post parla di tutt’altro e dovresti avere rispetto per lo sforzo che costa pensare cose nuove, e invece non ce l’hai, direi che ancora una volta questa mia conversazione col muro finisce qui.

          non replicare, non perdere altro tempo e non farlo neppure perdere a me.

        • .
          fatti il tuo blog, lucia.

          li` potrai esprimerti liberamente, senza subire le umiliazioni che devi sopportare qui.

          li` potrai conquistarti i tuoi lettori, ad uno ad uno, lasciando in pace i miei.

          alcuni sono infastiditi dal tuo modo di commentare, se proprio non vuoi considerare il fastidio mio.

          abbi rispetto di tutti noi.

          fatti il tuo blog e ti prometto che vengo a commentarti anche io, anche se spero in un modo un poco piu` rispettoso nei tuoi riguardi.

          • OK la condivisione e l’accettazione di un metro, una misura sono indispensabili anche in un confronto.
            Io non mento, non faccio finta, con me sai sempre chi hai davanti, non mi piacciono le mezze misure, non mi accontento di qualcosa purchè sia e sono, lo so, una tremenda rompiscatole.
            Non ti dirò mai , sì, per farti contento, quel modo di agire io lo chiamo coglionare le persone.

            Se si immagina il confronto come una guerra in cui deve vincere qualcuno, si può combattere in campo aperto, completamente aperto, semplicemente misurando le forze messe in campo.
            Oppure si può usare qualche tattica, tipo fare in modo che il nemico non possa usare qualche arma che sappiamo per noi pericolosa per riuscire a vincere qualche battaglia.
            Sono modi diversi di “combattere”, mi dispiace che tu tema alcuni argomenti, sintomo di una sorta di debolezza.
            Forse, anzi molto probabilmente non riconosciuta a livello cosciente.
            Uno studioso serio, che vuole studiare a fondo una materia, per capire non può escludere una parte che è fondamentalmente costitutiva del problema che va ad affrontare.
            Per questo ti ho sempre rimproverato il tuo, non voler/non saper rispondere / non spiegare problematiche che si presentavano.
            Più semplicemente è come se tu come medico volendo arrivare ad una diagnosi della causa si un ictus non volessi prendere in considerazione il sangue, guardando solo al cervello.
            Ma non ti preoccupare, la diagnosi la farà qualcun altro, il paziente sopravviverà perché la verità non si può nascondere.
            Sappi che apprezzo i tuoi sforzi per comprendere la situazione tragica in cui viviamo.
            Ogni tanto con gli amici parlo di te, sei diventato un “amico” con cui condivido silenziosamente i problemi. che vive e le sofferenze che lo tormentano.
            Cercherò di non commentare più, ma non prometto nulla.
            Tu eventualmente ignorami pure.
            Con grande affetto e stima, Lucia.

            • Ringrazio per i giudizi positivi un poco sorprendenti. Ma la sostanza non cambia.

              1. Non ho dovuto aspettare te per affrontare i temi che ripetutamente mi poni. Lho fatto 50 anni fa.

              2. Li voglio ignorare non perché li tema ma perché li giudico senza sostanza.

              Sgradevole dirlo e me ne scuso. Ma mi fa lo stesso effetto di una testimone di Geova.

    • vorrei dire di essere d’accordo.

      e infatti la mia pagina Facebook e` disattivata.

      e infatti i miei video You Tube di contenuto familiare o personale sono privati.

      ma poi quanto della mia vita personale comunque si riflette nei miei blog, che pure rifiutano di presentarsi come blog intimistici e personali?

      la mia impressione e` che, anche se ci sforziamo di evitarlo, per il semplice fatto di postare qualcosa qui dentro il nostro privato finisce comunque in pasto al pubblico.

      era uno slogan del Sessantotto che il privato e` pubblico: ma chi avrebbe mai sospettato che sarebbe stato realizzato in questa maniera?

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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