Chiatti, Lusi e anche Renzi: liberi tutti! – 98.

caso n. 1: Chiatti

si avvicina il momento della totale liberazione di Chiatti, l’omicida pedofilo seriale, che a settembre uscira` dal carcere dopo avere scontato i trent’anni di pena e che ha dichiarato che uccidera` di nuovo, perche` non puo` farne a meno.

come gia` sanno i miei lettori, il giudice di sorveglianza aveva deciso il ricovero in un ospedale psichiatrico, ma Chiatti ha fatto ricorso ed e`riuscito a far annullare la decisione: il giudice ha commesso un errore tecnico: non gli ha messo a disposizione 5 giorni prima la perizia psichiatrica in base alla quale ha preso la decisione.

niente da dire, esiste il diritto alla difesa.

soltanto due domande, anzi tre (in ordine crescente di importanza):

1. il giudice subira` qualche tipo di conseguenza per questo errore grave oppure appartiene per definizione ad una casta di intocca bili, anche quando sbaglia cosi` clamorosamente creando un pericolo sociale vero?

(scusatemi, ho il dentino avvelenato su questo: ho subito anche io una condanna a sei mesi in primo e secondo grado per un processo fondato sul nulla e poi la Cassazione l’ha annullayta, npon solo segnalando la mancanza dei presupposti di legge, ma esprimendo stupore che i giudici non avessero capito l’alto valore morale del mio comportamento: non mi risulta che quei giudici siano stati chiamati a risercire in alcun modo anni di sofferenze e migliaia di euro di avvocato per difendermi. 

2. Chiatti ha avuto le attenunati per parziale infermita` mentale.

ora un soggetto parzialmente infermo di mente puo` continuare ad essere considerato dotato della pienezza dei suoi diritti giuridici?

nono dovrebbe esserci un tutore che deve esprimere il suo consenso alle sue decisioni?

se Chiatti sta cercando di uscire per uccidere di nuovo, e sembra difficile dubitare delle sue intenzioni, visto che le ha dichiatrate lui e che una perizia psichiatrica conferma, non e` ancora parzialmente infermo di mente anche nel momento in cui formula questa richiesta?

e quindi come puo` la giustizia prenderla in considerazione come se fosse formulata da un soggetto pienamente consapevo;le?

3. riuscira` qualche giudice ad emettere un mprovvedimento cautelativo orima di settembre, visti i soliti tempi della giustizia italiana, oppure Chiatti verra` dato in pasto, per sua stessa volonta`, a qualche possibile giustiziere della notte?

* * *

caso n. 2: Lusi

Lusi `e` un ex senatore del Partito Democratico gia amministratore della Margherita, in esso confluita (e con successo, direi, dato che l’area ex-democristiana si e` di fatto impadronita del partito, relegando la vecchia sinistra del PDS ad un ruolo di portatori d’acqua).

nel maggio 2014 e` stato condannato a 8 anni di carcere per aver distratto dalle casse del partito 25 milioni di euro; inoltre dovra` restituire 22,8 milioni di euro.

il verbo distratto e` quello giusto, perche` Rutelli e` riuscito a lasciare non provata l’idea che non se ne fosse neppure accorto.

la detenzione Lusi la sta scontando agli arresti domiciliari presso il Santuario della Madonna dei Bisognosi (la fantasia dello sceneggiatore di questa storia e` grandiosa!)

il 6 febbraio 2012, quando emerse lo scandalo, il Partito Democratico lo espulse.

cosa senza conseguenze pratiche per lui, dato che rimase senatore e credo percepisca anche la pensione, anche se fu la prima volta che un senatore venne arrestato nella storia italiana..

ma quella espulsione non gli e` andata giu` e adesso il giudice gli ha dato ragione.

“Il provvedimento deve considerarsi illegittimo per non essere stato preceduto da alcuna contestazione in ordine agli addebiti sui quali l’irrogazione della sanzione si fondava”.

Il fatto che non sia stato data la possibilità di replicare alle contestazioni è in contrasto con i principi costituzionali che tutelano la libertà di associazione e il metodo democratico cui devono ispirarsi le associazioni partitiche che concorrono a determinare la politica nazionale”.

giustissimo, no?

ma ancora un formalismo che appare grottesco, a fronte della realta` dei fatti.

* * *

caso n. 3: Renzi e compagnia

credo che l’arresto di Lusi, autorizzato dal Senato, sia dipeso dal fatto che Lusi aveva cominciato a parlare:

porto` al Tribunale un biglietto autografo di Rutelli sulla ripartizione di circa un milione e mezzo di euro tra le varie correnti della Margherita in vista delle europee del 2009; di questi soldi 100 000 euro dovevano andare a Renzi, allora Sindaco di Firenze.

alla Giunta per le Autorizzazioni del Senato Lusi dichiara che l’allora Presidente della Margherita Francesco Rutelli gli chiese di versare a Renzi 120.000 euro, ma che gliene avrebbe dati solo 70 000.

la sua segretaria conferma le importanti elargizioni, che servivano in realtà per pagare multe e feste e mostra un file excel in cui erano stati registrati tutti i nomi dei beneficiari dei bonifici disposti da Lusi nel 2010:

l’ex Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni 180 000 euro tra “rimborsi vari” e “noleggio automezzo” per spese telefoniche, multe e carburante

Dario Franceschini 162.230 euro per collaboratori e avvocati;

Paolo Gentiloni 72.283 euro per fondazioni o persone a lui riconducibili;

Enrico Letta 132 000 euro

Franco Marini 55 000 euro (nel 2009)

 Rosy Bindi somme non specificate

Francesco Rutelli 926 000 euro per spese informatiche e per “l’edicola” oltre a spese telefoniche e di ufficio stampa.

se vi interessa la Procura di Roma sta vagliando da allora le posizioni delle varie persone coinvolte direttamente o indirettamente nelle rivelazioni della segretaria di Lusi.

ma le prove portate da Lusi non sono state giudicate sufficienti dal Tribunale di Roma e Lusi e` stato condannato per diffamazione.

Renzi ha smentito di avere ricevuto per le sue campagne elettorali soldi da lui.

* * *

35 carcerati a uno: ecco lo spread che la Germania ci infligge sul rispetto delle regole della sana economia.

I colletti bianchi che violano le leggi fiscali o finanziarie, a Berlino e dintorni, sono sbattuti in galera con una durezza da noi impensabile: 7.986 detenuti loro, solo 230 noi.

Fermi a un decimo della percentuale europea.

E torna la domanda: è un caso se gli stranieri preferiscono investire altrove?

I dati che ci inchiodano come un paese eccessivamente permissivo nei confronti dei corsari dell’aggiotaggio, della truffa fiscale, delle insider trading, della bancarotta fraudolenta e di tutti gli altri reati legati alla criminalità finanziaria ed economica sono contenuti nel rapporto 2014 del Consiglio d’Europa, appena pubblicato, sulla popolazione carceraria nel nostro continente e in alcuni paesi dell’area come l’Azerbaijan o l’Armenia.

dal Corriere della Sera di oggi.

* * *

c’e` speranza per questo paese?

se questa e` la sua magistratura…

e questa e` la classe politica  che ci governa, annidata nel Partito Democratico, vera e propria associazione a delinquere…

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8 risposte a “Chiatti, Lusi e anche Renzi: liberi tutti! – 98.

  1. @ krammer

    bisogna essere molto buoni o di molto buon carattere per credere che la sincerita` possa procurare simpatia: in tutta la mia vita ho registrato il contrario. ma per colpa certamente di un cattivo carattere. 🙂

    non so bene che cosa intendi oggi quando parli di cultura popolare, dato che nel concetto di popolo e` implicito un certo grado di autonomia e di autorefernzialita` che oggi abbiamo quasi tutti largamente perduto e siamo completamnete manovrati da correnti di opinione eterodirette.

    chiamale pure forze di marea potentissime, per stare alle tu belle immagini.

    concordo invece che a cercare di fare cultura non si sbaglia mai, e questo e` il bello.

    occorre solo scegliersi gli interlocutori giusti per non sprecare le energie.

    credo che la rete sia al momento uno strumento particolarmente efficace a questo scopo, ma non puo` essere l’ultimo orizzonte: sarebbe un rischio mortale.

    e` una struttura tecnologica molto fragile, in fondo, e potrebbe facilmente collassare per eventi imprevisi.

    occorre avere alle spalle retrovie: cultura tradizionale scritta e perfino tradizione orale, come in qualche film fantasy.

    e nella rete non si puo` stare prendendola cosi` com’e`, ma nella rete occorre costruire una rete trasversale.

    e` un obiettivo molto difficile: io ci sto provando da quasi dieci anni con risultati quasi nulli.

    vedo molti che hanno molto piu successo, ma sono tutti chiusi dentro nicchie ecologiche particolari e manca la capacita` o la possibilita` di costruire punti di riferimento comune.

    sono arrivato a pensare che l’incistamento in piccole strutture autosufficienti sia quasi un dato strutturale del web.

  2. fino a tangentopoli c’era una prima repubblica, ed una prima magistratura che procedeva in perfetta simbiosi.
    con tangentopoli c’è stato uno strappo clamoroso: con la seconda repubblica, una nuova potente corrente politica (veicolata dai media) emerse scontrandosi con la magistratura (rimasta identica a sè stessa).

    oggi infine il renzi ha ricucito lo strappo, riportandosi sulla strada del felice matrimonio tra politica e magistratura: ovvero tornando al connubio tra prima repubblica e prima magistratura (rimasta sostanzialmente inalterata in questi ultimi 20 anni: si tratta infatti di cariche di casta indipendenti dagli umori polimorfi della vulgata elettorale)

    le chiamavano toghe rosse, gli uomini della seconda repubblica. invece erano – e sono tutt’ora – toghe scudocrociate piuttosto, con tutto un loro ecosistema e humus territoriale difficile da estirpare, fondandosi su poche gens familiari d’elite.

    ma non preoccupiamoci: tutte queste caste si basano sulla spartizione di denaro, ed ora che le riserve economiche cominciano irrimediabilmente a mancare in italia le caste cadranno, o meglio muteranno in qualche nuova forma.
    in ogni caso la casta politica muta molto più dinamicamente della casta giudiziaria, a meno che non rendano popolarmente elettivi anche i magistrati 🙂

    • hai fatto un’analisi molto originale e degna di stare in un post, pero` non mi convince del tutto, e il bello e` che non so neppure dirti chiaramente perche` e mi devo sforzare per riuscire a capirlo.

      ecco: sono due passaggi principalmente:

      1. dove affermi che la magistratura ha una base familiare d’elite.

      puo` essere, ma sono fatti minoritari, secondo me.

      ti faccio un esempio con uno dei giudici protagonisti di tangentopoli: Italo Ghitti.

      soltanto alcuni anni dopo avere letto il suo nome per la prima volta tra i giudici protagonisti di tangentopoli, mi sono accorto che si trattava di un mio compagno di classe di terza liceo classico: un ragazzo di origini modestissime, che aveva studiato in seminario – come si usava allora in questi casi v- e ne era uscito a 18 anni passando alla scuola pubblica (nel frattempo di era fatto crescere un barbone che lo rendeva irriconiscibile).

      credo anzi che tangentopoli si spieghi con la mobilita` sociale anche nell’accesso alla magistratura, uno dei risultati della riforma della scuola media unica del 1962 e delle (conseguenti?) lotte del 68.

      2. dove affermi che le riserve economiche cominciano irrimediabilmente a mancare.

      le statistiche economiche mostrano al contrario che la concentrazione delle ricchezze procede ottiamamente in Italia come nel resto del mondo.

      e` il 99% della popolazione che si impoverisce progressivamente.

      ma l’1% piu` ricco continua ottimamente ad arricchoirsi sia in valori assoluti che in percentuale.

      senza una correzione sostanziale di questo dato ogni ottimismo sulla caduta delle caste e` fiuori luogo.

      ma la stragrande maggioranza della popolazione ingora semplicmente il problema, che le viene tenuto accuratamente nascosto quasi completamente dai media, mentre invece si tratta del principale problema economico e sociale attuale.

      • credimi, è già tanto e sono contento di non avere scritto sonore cavolate, era più una sensazione che un ragionamento ben argomentato il mio intervento 😛

        in ogni caso, quando parlo di “base familiare d’elite” mi prendi un po’ troppo in parola, mi sono lasciato andare su una generalizzazione concettuale che non rispecchia appieno la mia opinione.
        intendevo dire piuttosto che l’organismo d’insieme della magistratura ai vertici è tenuto saldo nelle mani di elite dinastiche ed ormai decisamente datate.
        senza fare di tutta l’erba un fascio, per certo ci sono tutta una serie di magistrati molto competenti che hanno anche avuto la forza ed il coraggio di non piegarsi ad altri poteri (forse anche con un po’ di umana soddisfazione di rivalsa? mi viene in mente la canzone ‘il giudice’ di De Andrè). così come anche nella pubblica amministrazione c’è gente capace e volenterosa, costretta a lavorare nella melma.

        però nel complesso prevale l’immobilismo e l’interesse di casta, proprio perchè a conti fatti i vertici restano strettamente legati all’establishment di decennale memoria.

        il discorso della crisi economica che porterà ad un cambiamento futuro, scaturisce proprio dal fatto che anche l’organico complessivo della magistratura si risolve per lo più in persone comuni, che oggi interagiscono e vengono più facilmente influenzate dalle masse e dalla notorietà, rispetto a un tempo.
        se la gente comune diventa povera e incazzata, il cambiamento è garantito.
        in meglio o in peggio, questo diventa di ardua valutazione 🙂

        • mi pare che la tua visione della magistratura sia piuttosto astratta e troppo ottimistica.

          lascialo dire a me, che ci ho avuto a che fare: la magistratura vera non e` quella delle grandi figure che hanno fatto con tangentopoli un pezzo importante della storia di questo paese.

          e` una cricca chiusa, a volte abbastanza vicina alla corruzione, furiosa nel difendersi come casta, spesso scorretta.

          soltanto non si forma per elite dinastiche, ecco: non mi viene in mente nessun esempio importante di giudice che sia stato figlio di giudici: o forse la dimenticata e sopravvalutata Forleo soltanto (sempre che non mi sbagli).

          il cambiamento futuro se avverra`, come sembra, ad opera di gente semplicemente incazzata, sara` certamente peggiorativo: questo tipo di intervento si chiama in altre parole fascismo.

          per ora l’Italia ha il pre-fascismo arraffone di Renzi, ma nessun dubbio che potremmo trovarci a rimpiangerlo quando cadra`, dato che non si vede in atto la costruzione di nessun movimento politico cosciente.

          • prendo atto, mi dai l’immagine di una manica di squali, forse era meglio la mia fiabesca elite di bambalucchi 🙂

            cmq si, senza diffusione di cultura una rivolta popolare c’è un’alta probabilità di neofascismo. che fare per evitarlo?
            pensi che ci possono essere idee alternative alla mia? come muoversi?

            • devo esserti sincero, anche a costo di risultare antipatico.

              non credo che ci siano alternative vere ad una ondata tremenda di neofascismo, continuando ad allargarsi la crisi.

              diffondere cultura? ci proviamo.

              ma chi e` in grado di recepirla sono pochi.

              siccome stiamo andando verso un nuovo medieovo barbarico e selvaggio, occorre nascondersi da qualche parte poco in vista – parlo dei pochi che possono salvare la cultura – e resistere come i monaci del VI secolo.

              • ai miei occhi sincerità e simpatia vanno a braccetto 🙂

                anzi probabilmente hai ragione da vendere, e non sei il solo a tenere questa posizione. personalmente parlo in un certo modo mantengo entusiasmo nel progetto che sto sviluppando, e dipingerlo preventivamente di nero non porterebbe vantaggio per nessuno.
                ma non posso che non constatare, obiettivamente, che si tratta di una scommessa più che di un programma razionalizzato e strutturato.

                in una società liquida, bisogna agire in modo liquido e dinamico, senza sostenersi troppo su strutture di riferimento che possano essere minate dalla molteplici forze in gioco:
                piuttosto cercherei di lavorare sul sostrato di fondo, sulle correnti di marea.

                oso un’immagine: in una società liquida puntare verso strutture verticali rigide risulta fallimentare, se queste non sono state progettate per cooperare con le forze di marea. mi piace immaginare di lavorare sull’habitat ‘naturale’, in questa specie di oceano informativo: ragionare e agire sul controllo della temperatura, sui meccanismi di ossigenazione e ricircolo delle acque, piuttosto che su interventi strutturali artificiosi quanto alla lunga inefficaci, incompatibili con l’ecosistema.

                substrato e correnti sono sinonimi di cultura popolare.

                qual’è il bello della diffusione di cultura? che non si sbaglia mai, non è mai inutile. se siano in pochi a riceverla, è già un ottimo risultato rispetto al nulla.
                con l’istruzione e la perseveranza, se impariamo a operare in modo liquido, se impariamo a conoscere l’uomo, il suoi limiti e le sue potenzialità, possiamo solo che crescere ed influenzarne la temperatura globale, per quanto poco.

                nel medio evo in cui sembriamo galoppare verso, dobbiamo preservare la cultura rimasta. sono d’accordo.
                ma entrando nel merito, che ‘sostanza’ veicola la cultura?
                se pensiamo che la rete non sia un veicolo efficace a tale scopo, faremmo bene ad attrezzarci per tornare all’epoca degli amanuensi (a meno che non volessimo ripercorrere le tradizioni orali 🙂 )

                credo che la rete così com’è oggi, fintanto che non verrà boicottata anche dai governi occidentali, sia l’unica vera speranza che abbiamo per tramandare e sviluppare ulteriormente la cultura finora acquisita. non dobbiamo avere timore che ne venga annacquata o contaminata: il contenuto culturale è di per sè liquido ed eterogeneo, ma bensì è il metodo di interazione, di dialogo critico e costruttivo che deve essere salvaguardato e promosso, in ogni modo.

                ben vengano i monaci terrestri, che coltivano la terra e ne preservino semi e frutti, ma servono anche monaci acquatici perchè la società è in fase di pesante emigrazione verso gli oceani informativi.

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