morale e carattere.

l’etica e` il nostro carattere quando proviamo ad imporlo con altri mezzi.

* * *

non per nulla si dice uomo di carattere di qualcuno che tende ad imporre la propria etica agli altri.

* * *

quindi l’etica, cioe` la morale, e` immorale?

solo se e` immorale imporsi sugli altri.

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7 risposte a “morale e carattere.

  1. l’utilizzo delle parole può alterarne pesantemente il significato, lo sappiamo bene ^_*
    questo per dire che sono d’accordo su tutto ma non col finale: se sostituisci il termine IMPORRE con quello INFLUENZARE, il dipinto cambia 🙂

    anzi, oserei dire che quando convinci una persona di un’idea, fondata o infondata che sia, mai in nessun caso si tratta di imposizione.
    certo, si può influenzare per finalità diverse, e con l’arte della retorica, del marketing e della disinformazione è possibile influenzare una persona verso idee totalmente disumane e scellerate, e in tal caso parlerei di manipolazione.
    ma non di imposizione: un’idea imposta, è un’idea in cui non ci si crede fino in fondo, e che non è dunque parte di noi stessi, non è nostra.

    • l’imposizione di un’idea credo che si riscontri quando il confronto si basa su uno squilibrio di informazioni o di capacita` argomentative o di suggestione.

      e` una partita truccata, come in genere quella che si svolge nel campo dell’informazione, dato che chi gestisce l’informazione gestisce il potere.

      • se vogliamo metterla sul trucco, tutto è un trucco.
        certo che una capacità argomentativa maggiore, capacità retoriche, tecniche comunicative e quant’altro portano ‘la ragione’ più verso certi soggetti che verso altri.

        ma da qui ad usare il verbo imporre a mio avviso ce ne passa.
        si tratta sempre di una questione di buon senso, come per l’esempio dei colori che facevo un paio di commenti fa.

        dal canto mio, proprio per diminuire al massimo tale squilibrio, che serve divulgare a tutti certe conoscenze.
        una persona non sarà in grado di padroneggiarle ad esempio, ma almeno sa che esistono, e potrebbe aver modo di utilizzarle, se madre natura gli ha dato sufficiente cervello.
        in caso contrario pazienza: non combierebbe nulla.

        in alcuni casi, persone con un grande cervello ma con poca cultura (per cause contingenti, penso a persone di campagna che sono andate a lavorare a 14 anni e non hanno fatto altro che lavorare, per una vita) dovrebbero aver maggiore possibilità di incontrare sul loro percorso certe nozioni, senza dover andar su siti di nicchia, che non conosce.

        idem per quanto riguarda, in generale, l’utilizzo degli strumenti informatici.

      • “idem per quanto riguarda, in generale, l’utilizzo degli strumenti informatici.”
        e aggiungo: nel caso degli strumenti informatici, la situazione mediamente si ribalta, e sono proprio le persone con più cultura a non conoscerli (e non mi riferisco a te borto, che ne sai quanto basta per renderti superiore alla media).

        è proprio in questo divario che a volte identifico la rottura tra popolo pratico ed intellettuali accademici.
        internet li può mettere in comunicazione, a patto che il popolo impari i metodi della scienza e che l’accademia impari i metodi di internet, e della comunicazione in generale.

        • mi sono riletto, dopo le tue critiche, ma ho l’impressione che non sia stato colto fino in fondo il carattere esplosivo di questo borforisma rispetto alla morale.

          l’etica viene vista come lo strumento elaborato da una minoranza aggressiva per imporre se stessa sul resto della popolazione.

          ammetto di non essere troppo originale: forse ho soltanto ripetuto le idee della Genealogia della morale di Nietsche.

          trovo interessanti altre considerazioni che fai, ma un pochino fuori tema, OT si dice, vero? 🙂

          scusa se ho ribadito il concetto, ma questo e` proprio uno dei casi in cui ho tentato una popolarizzazione di alcuni concetti difficili, che non possono smettere di restare difficili, anche se sintetizzati all’estremo, pero`.

          • “l’etica viene vista come lo strumento elaborato da una minoranza aggressiva per imporre se stessa sul resto della popolazione.”
            riletta così non posso che confermare.
            non sono un campione di perspicacia, ho parecchi limiti in effetti 😛

            ci aggiungerei una frasetta positiva e specializzante (forse più rara che comune, in realtà): per migliorare la vita di tutta la popolazione.
            ammesso che tale frase possa assumere un senso, ma io ci credo fortemente.

            e perdonami gli OT (acronimo perfetto :D) ho scritto per lo più di getto, non mi so contenere…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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