perche` pagare l’informazione scientifica su internet – 108.

internet ha rilanciato e in paarenza realizzato la grande idea storica della libera circolazione delle idee, l’utopia, da ultimo sessantottina, della condivisione del sapere che arricchisce, del comunicare quello che si sa come piacere e dell’apprendere dagli altri gratuitamente come somma gratificazione.
.
e` solo apparenza, naturalmente,
.
la circolazione totalmente gratuita` delle idee e della informazione e` un frutto di internet, ma e` totalmente illusorio, dato che la gratuita` non riguarda tutte le informazioni e molte rimangono a paamento e la gratuita` di internet si sostiene unicamente con la pubblicita`.
.
* * *
.
pensare che anche l’informazione scientifica debba entrare in questo modello di comunicazione totalmente gratuita e` sbagliato, a mio modo di vedere, perche` significherebbe sottometterla alle esigenze del mercato pubblicitario.
abbiamo gia` sotto gli occhi il risultato di questa impostazione, ed e` la cultura New age, cioe` la diffusione, sotto apparente forma scientifica, di puttanate cosmiche di ogni genere, buone solo per fare cassetta e richiamare il pubblico delle mosche, che corre piu` volentieri dove c’e` puzza di merda.
.
proprio per questo le bufale che fanno cassetta sono assolutamente gratuite.
.
per questo e` meglio che resti a pagamento l’informazione autenticamente scientifica. 
.
* * *
.
ma ecco le conseguenze:
.
l’informazione che circola a pagamento si rivolge ad un pubblico un poco piu` sofisticato e disposto a spendere qualcosa;
.
si crea quindi una sottile ed embrionale differenziazione di classe tra chi cerca informazioni in ambito sicentifico in modo assolutamente gratuito, e dunque finisce in qualche supermarcato low cost della cattiva informazione, e chi invece paga qualcosa ed ha prodtti col marchio di origine controllata…
.
* * *
.
informazione di classe, allora? come si diceva nel Sessantotto…
.
spaccatura inevitabile tra pubblico grossolanamente popolare e pubblico tendenzialmente elitario che fruisce di una informazione migliore?
.
ebbene si`, anche se questa separazione assume l’aspetto di una odiosa dicotomia fra i cosiddetti stupidi (o meglio i male informati amanti di una informazione grossolana e gratuita distribuita a piene mani come moderna forma di circenses) e gli intelligenti, o meglio acculturati, che si servono di una informazione qualitativamente migliore, disposti a pagarsela.
.
ma questa separazione forse e` inevitabile e, almenono dal nostro medioevo in poi, e` solidamente attestata nella storia occidentale.
.
* * *
.
l’idea sessantottina di una cultura riunificata e comune democraticamente all’intera societa` non ha fatto molta strada, o meglio e` arrivata appunto a realizzarsi soltanto nella democrazia apparente del mercato dell’informazione, cioe` di internet.
.
un’utopia che e` diventata un incubo, come spesso succede nella storia,
Annunci

19 risposte a “perche` pagare l’informazione scientifica su internet – 108.

  1. @bortocal
    ok perfetto, non dubitavo in realtà che fossi d’accordo 😉

    su wikipedia: a mio avviso, il giorno in cui dovesse sparire da internet realtà come questa, l’ideale della rete come unione partecipativa tra persone morirà, ed allora si che diventerò pessimista, il peggiore dei pessimisti.
    è ‘solo’ la presenza di queste realtà che mi lascia fiducioso per il nostro futuro immediato.

        • ah ah, 8 righe in tutto mi pare, ispirate anche alla voce inglese, piu` ampia di quella originaria italiana sulla quale sono intervenuto.

          e non ricordo neppure se mi sia dovuto “iscrivere” a qualcosa, per farlo.

          sono grande, semmai, solo nell’ingigantire alcune sciocchezze che mi riguardano, ecco tutto 🙂

  2. @Krammer
    non credo sia di grande aiuto essere migliori dei talebani o dei trafficanti colombiani 😆 . Il confronto dovrebbe essere fatto con paesi del tutto diversi, cioè poter diventare il migliore tra i migliori non tra i peggiori.
    Credo anch’io che l’Italia abbia molte risorse, ma sarà un compito arduo vincere i difetti della tradizione. Non credo che gli italiani siano portati spontaneamente a investire nella cultura, almeno non in quella scientifica. In campo umanistico e delle arti niente da dire. Vediamo come va il tuo progetto 🙂

  3. volendo e cercando anche internet offre alternative valide senza sponsor. E poi non so quanto le riviste divulgative siano da considerare “scienza”. Spesso infatti piuttosto che analizzare una scoperta o invenzione si lanciano in analisi soggettive… Magari è meglio un libro o una pubblicazione gratuiti su internet che descriva semplicemente l’argomento.

    • Obiezione Flavio anche se tu sei un buon esempio di divulgatore scientifico valido e gratuito.

      Qui non si sta parlando di casi singoli ma di linee generali e anche il buon divulgatore gratuito è tale perché ha dietro delle buone fonti fra le quali riviste serie pagate principalmente dai lettori.

      • ma perchè io non sono un vero e proprio divulgatore, direi più un intermediario.
        Comunque è triste affermare che gli unici a poter scegliere il tipo di sapere sono i benestanti. Internet aveva scopi più nobili, ma la natura commerciale ha preso il sopravento.

        • si`, e` triste, parlando sempre in generale, che la liberta` passi attraverso l’indipendenza economica, cioe` attraverso il denaro.

          tuttavia la spesa mensile per una buona informazione scientifica puo` essere talmente contenuta, anche a confronto del servizio che ti offre, che per pagarsela basterebbe rinunciare a fumare, al caffe` oppure all’alcol (tutte rinunce che io ho fatto e mantengo).

          quindi non affiderei solo ai benestanti la spesa che aiuta indirettamente la buona divulgazione scientifica: temo che la sovrabbondanza di benessere li indirizzi piuttosto verso ben altri interessi.

          • considerazioni queste giustissime.
            diciamo che l’informazione cmq ha un costo, limitato rispetto ad altri settori ma c’è.
            e la buona informazione, tagliandosi fuori dal mainstream popolare e dunque ai grandi numeri da pubblicità, diventa ancora più difficile da perseguire.

            tuttavia continuo a ricordare che realtà come wikipedia sono tutt’altro che da ignorare. già una divulgazione gratuita di questo tipo è oro che cola.

            • condivido il giudizio postivo si wikipedia, uno dei piu` grandi fenomeni culturali della post-modernita` se non il piu` grande in assoluto,

              le poche ombre di questa opera senza precedenti sono carenze secondarie rispetto alla straordinarieta` dell’impianto.

          • si potrebbe estendere anche a chi non si limita alla sola divulgazione, ma in quel caso per fare scienza non basterá rinunciare al caffè o alle sigarette. Quel piccolo risparmio non permetterá nemmeno ai figli di studiare per diventare scienziati. Forse il problema va ben al di lá del comprare una rivista per favorire la divulgazione scientifica.

            • prima di ogni altra considerazione, a mio avviso una persona dovrebbe imparare a ragionare razionalmente, e dunque a vivere in società.
              senza quel presupposto, ed è un presupposto in ogni caso legato all’educazione e riconducibile in parte alla stabilità economica, parlare di scienza e di divulgazione scientifica è vano.
              in italia direi che ci sono tutti i presupposti per poter pensare decentemente: in fin dei conti esiste ancora una scuola pubblica, per quanto con problemi, insegnanti a volte capaci, genitori a volte capaci, gruppi di persone più aperti al dialogo che altri.
              se non si sa discutere e confrontarsi una rivista scientifica, come dici te, conta poco nulla.

              investire su confronto e civiltà è per lo più gratuito, e lo possiamo fare tutti quotidianamente

              • in Italia ci sono alcuni presuposti per pensare decentemente. Vi auguro per il futuro di trovare quel pezzetto che ancora manca.
                Non so esattamente cosa si intenda per investire sul confronto. Anche nel caso questo sia di tipo distruttivo?

                • quel pezzetto che manca è solo la voglia ed il metodo, i mezzi tecnici ci sarebbero, e pure le risorse (per molti italiani intendo)

                  certamente che parlo di confronto costruttivo.
                  fosse stato distruttivo, non avrei parlato di confronto ma di scontro 😉

                  io parto da una massima quasi becera, alla salvini: “chi sa tace, e chi non sa parla”.
                  eppure si fonda su una realtà a mio avviso estremamente fondata.
                  chi sa deve parlare, e non solo deve parlare ma se vuole essere ascoltato deve parlare bene.

                  siamo in tanti, e in questo la tecnologia e la voglia di collaborare ci può dare una mano.
                  è quello per cui sto lavorando negli ultimi 3 mesi a sta parte.

            • “a mio avviso l’Italia è il paese meno adatto allo sviluppo del pensiero scientifico. Detto questo spero che la tua idea possa avere successo”

              comprendo cosa intendi (figurati che se dovessi attribuirmi una nazionalità per quello che è il mio carattere, prenderei un paese scandinavo), ma comprendi anche tu me: l’italia è meno adatta che so, dell’uganda? del pakistan? della colombia?
              ecco, in questo intendo che l’italia avrebbe tutte le carte in tavola per fare qualcosa di buono, e che basta volerlo.

              e per volerlo, bisogna crederci.
              e per crederci bisogna convincere, e per questo tocca aiutarsi e utilizzare assieme le migliori tecniche di comunicazione.
              se vogliamo un cambiamento per il nostro paese, da cose come questa bisognerebbe partire, la mia iniziativa vuole solo essere d’esempio.

              per il resto, l’entusiasmo della reale possibilità di successo l’ho percepita solo nell’ultimo anno, prima ero pessimista come te 😉

              incrocio le dita, e per il resto non posso che fare del mio meglio.
              non è un caso se scrivo su questa piattaforma e non su facebook, ricerco gente che sappia confrontarsi nl rispetto delle regole, non persone a caso.

            • qui apri un altro discorso ben piu` ampio, e condivido le tue osservazioni.

              in particolare vorrei sottolineare l’importanza di difendere un sitema di istruzione pubblica che dicono gratuito, anche se e` poi soltanto a costi contenuti, e per certi versi di renderlo effettivamente accessivile a tutti ben piu` di oggi.

              hai ragione a dire che questa dimensione e` molto piu` importante, ma non averne parlato qui non significa alffatto volerla ignorare da parte mia.

              la davo semplicemente un poco per scontata questa volta, come premessa necessaria.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...