fine di una dipendenza? – 115.

* * *

se chi sa non parla e chi parla non sa,

forse allora anche chi scrive troppo legge poco e chi legge scrive ancor meno.

quando non e` piu` chiaro a che scopo si scrive e per chi, forse e` meglio lasciar perdere, almeno per un po`.

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21 risposte a “fine di una dipendenza? – 115.

  1. Ciao, solo un sorriso, spero che tu stia bene. 🙂 Oggi sono anch’io alle prese con problemi di stanchezza e ipotesi varie del mio medico. Boh! Dormiamoci sopra. ( fra parentesi: ma tu lo sapevi che esistono gli anticorpi anticitrullina? Giuro, non è uno scherzo! Proprio quel valore dovevo avere alterato?!)

    • ehi, sono corso ad informarmi e, pur avendo avuto una madre malata di artrite reumatoide non ne avevo mai sentito parlare prima.

      chissa` perche`, avevo capito pero` che tu avessi dei valori piu` bassi del normale, e mi ero un poco tranquillizzato.

      pero` pare che quel valore da solo non dica poi molto per una diagnosi.

      uffa che scocciatura e che problemi la salute.

      io direi che sto sprofondando in un eccessivo benessere mentale, che rasenta l’intorpidimento e mi distacca troppo dalla realta`: comincio a capire che cosa volevo quando ho cercato una casa come questa… 😉

      • Stai raggiungendo il nirvana?
        I valori sono alti, ma vorrei sospendere il giudizio per ora. Ne riparleremo. Era solo per la parte comica del nome ” anticitrullina”. Hai presente il toscanismo ” citrullo” , vero?

        • Il nirvana (ma in Myanmar si chiama nibbana) è, come noto, l’anticipazione della morte, vista come positiva.

          Volendo cercare il lato umoristico dell’anticitrullina alta (e sei molto tosta a farlo) sembra una straordinaria battuta che tu ce l’abbia troppo alta. ..

          E io no, allora? E perché? 😦

  2. Rientro un momento per dirti con le parole di un’altra me, ciò che sono.
    Poco, molto poco, ma contenta di esserlo.
    Non so se riuscirai a comprendere ma so che sei intelligente, vedere dentro le cose però non sempre è facile. Spesso le cose semplici sono le più difficili da capire.
    Ci vogliono donne disposte a farlo, perché la famiglia è per sempre, non un impegno con la data di scadenza, non un vuoto a perdere.
    La famiglia è una scelta che si fa liberamente, liberamente, nessun obbligo se non quello scelto di lavorare bene e per far stare bene, va costruita la fiducia che l’amore non è dato in cambio di qualcosa.
    E’ difficile anche spiegare che non c’è sofferenza ma gioia, vivendo in sé stessi le parole: c’è più gioia nel dare che nel ricevere
    E’ più facile dire cosa non va che rimboccarsi le maniche per lavorare sodo per ciò in cui si crede e senza remunerazione alcuna.
    Costruisco con fatica e sacrificio la Cattedrale che sono gli Uomini di domani.
    Le fondamenta devono essere solide e profonde, altrimenti crolleremo tutti insieme.
    Un abbraccio

    • ma no, e` sempre la storia dell’ultima sigaretta…

      eccomi a scrivere ancora per un po`.

      ma solo cose leggere, e quasi da non leggere, eh eh…

      e` vero pero` che e` venuto meno quella specie di senso del dovere, che mi costringeva quasi a tenere il blog.

      • Oh, che bello leggere che ti “è venuto meno quella specie di senso del dovere che mi costringeva quasi a tenere il blog”!
        Oh, bello davvero.
        Danzo a questo tuo nuovo modo di sentire, Bort caro.
        Una danza bella è questa mia.
        Una delle ragioni per cui io non ho un blog è proprio non voler provare questa specie di dovere a scrivere e a rispondere in un mio blog!
        Un abbraccio 🙂
        gb
        Io leggerò con piacere le tue cose leggere.

        • con la schiena cosi` rotta? 😦

          oggi ho lavorato poco, ma mi sono stancato molto.

          e poi, soprattutto, e` la concentrazione che mi manca: progettare una casa e` molto piu` impegnativo che progettare un post 😉

          va be`, ci provo… 😉

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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