se Google va a caccia di bufale col metodo Hemingway – 122.

* * *

sintesi del post:

1. i progressi recenti di Google e dell’intelligenza artificiale

2. l’attuale gestione delle informazioni da parte del motore di ricerca di Google e i suoi effetti negativi sulla qualita` delle notizie che circolano in rete

3. notizie sul programma anti-bufale di Google

4. i rischi: assieme alle bufale intenzionali e consapevoli verranno penalizzate anche le opinioni controcorrente.

(chi desidera una informazione essenziale legga solamente questo ultimo punto 4).

5. c’e` qualche contromisura?

* * *

1. i progressi recenti di google e dell’intelligenza artificiale

per una strana coincidenza stavo proprio pensando di scrivere un post per analizzare l’annuncio che il motore di ricerca di Google a breve sarà in grado di penalizzare le bufale e gli articoli pieni di falsità, e krammer, in uno scambio di mail, mi ha passato queste informazioni sull’attuale stato dell’arte:

bortocal: non credo che Google esprima valutazioni di merito sui post

krammerin realtà in qualche modo lo fa. a parte che controlla l’aspetto formale della pagina, ma poi controlla anche la ‘bontà’ dell’informazione con criteri di ricorrenza statistica. non valuta il significato delle parole, ma valuta la correlazione che ricorre tra loro in tutti gli altri testi analizzati, e riesce ad accorgersi con raffinati algoritmi che tipo di messaggi sia contenuto quella pagina web.

non so quanto avanti sia google in questo (certe elaborazioni pesano sul costo macchina), ma, ad esempio, si accorge quando una pagina è evidente spam piuttosto che un articolo più coerente, grazie ad alcuni pattern (schemi ricorrenti) rilevati (anche se poi dovesse fare schifo a leggerlo con occhio umano).

questa cosa, ad ogni modo, la valuta a livello di dominio, e non di pagina web.

per quello scrivendo in wordpress si è avvantaggiati rispetto allo scrivere su un sito appena aperto su un nuovo dominio: perchè la piattaforma server è già ben accreditata da google.

comunque in generale il riconoscimento automatizzato si basa su tecniche che cominciano ad essere sorprendenti.

l’intelligenza artificiale riconosce gli argomenti, riconosce la musica, riconosce gli oggetti e i volti.

in qualche tuo articolo sulla privicy dicevi che una vecchia foto scannerizzata con amici sarebbe caduta nell’oblio. non lo darei per scontato. di qui in avanti google imparerà a riconoscere anche i volti delle foto immagazzinate, ed appena cattura la connessione volto-nome non hai scampo. ti riconoscerebbe molto meglio una macchina che un uomo (valutando i criteri fisiognomici distintivi, riconoscendo le proporzioni spaziali dei volti).

stessa cosa con il tuo timbro di voce (qui spero che google ancora non operi :P)

un buon riconoscimento concettuale delle immagini può combattere lo spam (che adesso passa molto sotto forma multimediale, grazie anche alla banda larga)

il riconoscimento di volti e oggetti nel contesto dinamico delle azioni (video) sta facendo passi da gigante: automobili che guidano da sole, telecamere che riconoscono se il movimento nello spazio privato è un animale o un uomo, decidendo se far scattare o meno l’allarme, riconoscendo i movimenti possono associarli a pattern caratteristici di un certo accadimento. si tratta solo di individuare pattern distintivi, e associar loro un’etichetta che resta a disposizione per ulteriori processi.

* * *

2. l’attuale gestione delle informazioni da parte del motore di ricerca di Google e i suoi effetti negativi sulla qualita` delle notizie che circolano in rete.

la fonte principale delle informazioni sul tema e` un articolo del New Scientist sintetizzato da Repubblica.

Oggi gli algoritmi di Google si limitano a valutare il numero di link che puntano a una determinata pagina Web, trasformando questo successo nel posizionamento della pagina nei risultati del motore di ricerca. L’effetto collaterale è che moltissimi siti che fanno traffico grazie alle bufale o notizie a tinte forti hanno una maggiore visibilità rispetto ad alcuni più autorevoli.

naturalmente la prima ricetta per evitare questa degenerazione della qualita` delle notizie in rete sta proprio negli utenti che dovrebbero essere capaci di rifiutare per principio le notizie a tinte forti.

anzi dovrebbero proprio fare scattare nella propria mente un campanellino d’allarme ogni volta che ne vedono una e pensare, come per una reazione pavloviana, un meccanismo di difesa dalla notizia: qui stanno cercando di intortarmi, mi rifiuto di leggere.

purtroppo i meccanismi della mente umana sono difficilmente modificabili dalla medesima per forza di volonta` e tutti, anche i consapevoli, diventiamo vittime della curiosita` morbosa implicita nella nostra natura di scimmie poco evolute.

* * *

3. notizie sul programma anti-bufale di Google.

Il problema è sentito da Google: da tempo un gruppo di ricerca sta cercando di realizzare un modello capace di misurare l’affidabilità di una pagina, piuttosto che la sola reputazione.

In futuro la presenza di falsità avrà un peso maggiore rispetto al numero di collegamenti presenti su altri siti.

“Una fonte che ha poche falsità è da considerare attendibile”, sostiene il team nel documento pubblicato sul sito della Cornell University. “I fatti sono estratti automaticamente da ogni fonte da metodi di prelievo informativo usati normalmente per la costruzione di basi di conoscenza”.

In pratica Google propone un modo per distinguere gli errori voluti da quelli casuali affidandosi a un metodo probabilistico a più passaggi.

Il nuovo indice si chiama Knowledge-Based Trust (KBT). Il test sul campo ha confermato la fattibilità: su 2,8 miliardi di “facts” sono riusciti a stabilire l’attendibilità di 119 milioni di pagine web. Il metodo funziona.

LazyTruth, un’estensione per browser, sembra riuscire a individuare le mail false o le bufale sfruttando un sistema simile. Il suo sviluppatore Matt Stempeck vuole però spingersi oltre abbinando il fact-checking di piattaforme come Snopes, PolitiFact e FactCheck.org.

In alternativa esiste anche Emergent, un progetto di Tow Center for Digital Journalism at Columbia University, che verifica le voci fasulle da siti spazzatura e le confuta re-indirizzando su altre fonti.

* * *

e` lo stesso sito che fornisce queste informazioni a evidenziare pero` il rischio che, assieme alle bufale intenzionali e consapevoli verranno penalizzate anche le opinioni controcorrente.

Si parla pur sempre di un’attendibilità stabilita per numeri. Se la “conoscenza comune” considera un fatto attendibile, tale viene considerato.

Le posizioni che contraddicono l’opinione comune rischiano di essere penalizzate; ciò che è minoritario rischia di scomparire dal radar del grande pubblico.

a me verrebbe voglia di ribattere che, dopotutto, il cosiddetto grande pubblico se lo merita: in questo caso, grande e` sinonimo di grossolano, ed occorre dirsi anche una verita` molto amara che smentisce inconfutabilmente il buonismo egualitario di certo pensiero progressista astratto: una parte molto importante della popolazione e` tagliata fuori dalla informazione critica non da congiure maligne dei potenti, ma dai limiti insuperabili della sua intelligenza.

purtroppo, dicendo queste cose si rischia di essere presi per nemici del popolo, dove il popolo e` la massa abbastanza beota da essere felice del piccolo benessere del consumismo.

pero` la conoscenza degli uomini e del mondo rivela questo osceno segreto, tenuto nascosto meglio che un film vietato ai minori: gran parte dell’umanita` e` stupida ed ama i pensieri elementari e le emozioni forti, ma semplici.

quando il progetto di Google verra` completamente realizzato, allora anche internet sara` finalmente normalizzata e ricondotta ad essere completamente al servizio dell’opinione comune media.

ma in questo non c’e` neppure nulla di strano, alla luce dell’esperienza storica: la vera anomalia, semmai, e` il presente stato di cose, vagamente anarchico.

* * *

se le organizzazioni commerciali e i politici hanno sviluppato nuove tecniche per manipolare, nellinteresse di qualche minoranza, i pensieri e i sentimenti delle masse, questo solo fatto dimostra che non e` troppo difficile farlo. 

da qui in poi qualche citazione desunta dal sito the vigilant citizen: chi non e` interessato alle citazioni puo` passare al punto 5.

La manipolazione cosciente e intelligente delle abitudini organizzate e delle opinioni delle masse è un elemento importante nella società democratica. Coloro che manipolano questo meccanismo invisibile della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere dominante del nostro Paese. Noi siamo governati, le nostre menti sono modellate, i nostri gusti plasmati, le nostre idee suggerite in gran parte da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare. Questo è un risultato logico derivato dal modo in cui è organizzata la nostra società democratica. Un gran numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuole vivere insieme come società. I nostri governanti sono invisibili e in molti casi, ignorano l’identità dei loro colleghi.

Edward Bernays, Propaganda, 1928.

con le sue campagne pionieristiche di marketing Bernays ha creato il consumismo: una cultura in cui gli esseri umani spendono per il piacere anziché per la loro sopravvivenza.

.

Dobbiamo riconoscere l’ignoranza e la stupidità delle masse e non cedere ai dogmatismi democratici di uomini che si sentono i migliori giudici dei proprî interessi.

Harold Dwight Lasswell

.

La propaganda odierna non usa quasi mai argomenti razionali o logici. Essa attinge direttamente ai bisogni più primordiali dell’uomo e ai suoi istinti al fine di generare una reazione emotiva e irrazionale. Se avessimo sempre pensato razionalmente, probabilmente non avremmo mai acquistato il 50% di ciò che possediamo.

sintesi di Mc Luhan

.

Per un certo periodo, il codice più semplice concepito per le masse sono state le religioni organizzate. Ai nostri giorni, tale codice viene diffuso dal tempio dei mass media, i quali predicano su base quotidiana un materialismo estremo, una vacuità spirituale e un’esistenza egocentrica e individualistica.

sintesi di  Manly Palmer Hall, Società Segrete e guerra psicologica, 2001

* * *

5. c’e` qualche contromisura?

quanto appena detto porta a scoprire l’ultima dimensione del problema: le persone vogliono avere solo conferme che possano consolidare le loro opinioni. 

cioe` DESIDERANO essere ingannate, se questo garantisce loro una vita piu` comoda.

le nuove tecniche studiate da Google sembrano fatte apposta per garantire comunque, con l’alibi della lotta alle bufale, la perfetta quiete mentale delle masse sottoposte a controllo mentale.

* * *

non ci sono molte possibilita` di opporsi globalmente a questo stato di cose.

le uniche forme possibili consistono nella costruzione di piccoli nuclei di pensiero libero.

diventa quindi urgente al momenoto costruire delle reti strutturate e intelligenti di siti che diffondono forme di pensiero e di informazione minoritarie ed alternative, da consultare quando la ricerca su google non le segnalera` piu` in posizione utile.

metterle a disposizione dei pochi che intenderanno comunque sottrarsi all’informazione massificata e che avranno le capacita` di opporsi al nuovo conformismo che sta per pervadere  in maniera ancora piu` efficace di oggi.

Annunci

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...