la morte quasi ufficiale del pianeta gemello – 132.

l’articolo Meglio della Terra, di Rene` Heller, pubblicato sull’ultimo numero delle Scienze, fa il punto su vent’anni di ricerche sui sistemi planetari extra-solari da un nuovo punto di vista, che comporta l’abbandono del sogno di trovare un pianeta gemello, identico o quasi al nostro, sul quale possano essersi sviluppate forme di vita in qualche modo simili a quelle terrestri.

l’articolo inizia ricordando l’affermazione del filosofo tedesco Leibniz, nel Settecento, secondo cui viviamo nel migliore dei mondi possibili, e Heller rileva come questo sia stato il presupposto implicito sinora della nostra vana ricerca.

ma, dopo avere scoperto oltre 1.800 esopianeti, una nuova prospettiva comincia appunto a farsi strada.

tenetevi pure forte: la Terra, in fondo, non sarebbe affatto un pianeta particolarmente favorevole alla vita; quindi, se dobbiamo cercare pianeti in cui la vita si sviluppa, dobbiamo cercarli diversi dal nostro.

anche se va da se`, a questo punto, che le forme di vita, che possono essersi sviluppate in questi contesti differenti e piu` favorevoli alla vita, saranno necessariamente molto diverse da quelle terrestri.

* * *

consideriamo quali sono i problemi che la vita incontra sul nostro pianeta, nonostante le molte condizioni quasi miracolosamente favorevoli al suo sviluppo:

1. la maggior parte della superficie del pianeta e` inadatta alla vita: i deserti, le zone artiche, le zone di oceano aperto, dove il nutrimento scarseggia (l’osservazione, del resto, non e` nuova, e l’aveva gia fatta Leopardi due secoli fa nel Dialogo della Natura e di un islandese).

2. l’abitabilita` del pianeta varia nel tempo per le oscillazioni climatiche e si riduce ulteriormente nelle ere glaciali, che nei tempi geologici recenti occupano circa il 90% del tempo del pianeta.

3. l’abitabilita` stessa del pianeta appare in declino: 300 milioni di anni fa il clima piu` caldo e piu` umido e la maggiore ricchezza di ossigeno permettevano al pianeta di ospitare bio-masse presumibilmente maggiori di quelle attuali.

4. la temperatura del Sole tende ad aumentare, ad un ritmo del 10% ogni miliardo di anni, e dunque la zona abitabile attorno al Sole tende a spostarsi verso l’esterno nel sistema solare.

5. la Terra non si trova piu` al centro della zona abitabile del sistema solare, lo era tre miliardi e mezzo di anni fa, ma oggi e` gia` al suo margine e, aldila` di ogni effetto serra o delle oscillazioni del glacialismo, il surriscaldamento per cause solari incombe (in tempi geologici, ovviamente, cioe` in centinaia di milioni di anni).

* * *

un grande pianeta roccioso, in orbita attorno a una stella piu` piccola e debole del Sole, potrebbe ospitare la vita in condizioni migliori di quelle terrestri da questi punti di vista: sarebbe molto piu` longevo geologicamente ed offrirebbe una superficie abitabile maggiore.

ora le osservazioni dicono che pianeti di questo tipo, a  volte miliardi di anni piu` vecchi della Terra, sono relativamente numerosi.

i progetti di ricerca, come quello dell’Agenzia Spaziale Europea, con un lancio programmato per il 2024, si rivolgono oramai in questa direzione.

* * *

alla fine rischieremo davvero di trovare finalmente qualche pianeta abitato e anche con possibili forme di vita intelligente, anche se certamente di intelligenze di tipo non umano.

ma potrebbero avere un cielo rossastro, con un sole in esso molto piu` grande alla vista per la vicinanza (anche se in realta` piu` piccolo), ma piu` debole, e le forme di vita su di loro sarebbero piuttosto appiattite dalla maggiore forza di gravita`, secondo schemi corporei per noi decisamente inconsueti: inoltre, se vi fossero piante, sarebbero nere, per catturare meglio la piu` debole luce.

forse sara` strano rendersi conto di essere noi terrestri l’eccezione.

in ogni caso resteranno sempre fantasie ed immaginazioni.

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10 risposte a “la morte quasi ufficiale del pianeta gemello – 132.

  1. @bortocal
    Volevo solo dirti di non presentarla come assolutamente giusta e unica. Per il resto lasciamo perdere… queste teorie sono una cosa talmente inutile… 🙂

    • io la presento come giusta perche` personalmente ne sono convinto (anche per motivi per cosi` dire filosofici, anche se a te la parola non piace) e non mi sembra il caso di nascondere le mie convinzioni; come unica certamente no, non l’ho mai presentata, anzi non mi pare di tenere nascosto che la mia opinione era (finora) minoritaria, cosi` come registro con soddisfazione che idee simili alla mia cominciano a farsi spazio, per motivi strettamene scientifici, anche negli ambienti della ricerca.

      sulla inutilita` di queste teorie dissento, anzi l’argomento mi pare uno dei piu` interessanti e per questo continuo ad occuparmene. ma non mi pare il caso che stiamo a ripetercelo: ognuno si tenga la sua convinzione. 😉

      certo che con la scienza ridotta a pura tecnologia non si va molto lontano: e` un tipo di ricerca che potra` avere qualche ricaduta utile, pero` mi pare anche un argomento piuttosto noioso.

      • ma io mica ho la convinzione opposta… io dico solo di non propendere per l’una o per l’altra. Comunque ne abbiamo discusso anche troppo. Prometto che dal prossimo articolo su questi temi lascio spazio anche agli altri 🙂

        • gli altri, ah ah 🙂

          mi sembri l’unico vagamente interessato al tema che mi appassiona tanto…

          per non avere un’idea precisa, direi che la difendi piuttosto bene, eh eh

    • eh eh, questa volta devi prendertela con Heller, che non sembra neppure il primo arrivato, a differenza di me.

      io credo soltanto di avere presentato un onesto riassunto.

        • potrebbe sembrare che tu abbia ripetuto quasi alla lettera le conclusioni del mio post, invece siamo proprio su posizioni opposte e non su una questione in fondo secondaria, come quella delle caratteristiche della vita extra-terrestre, ma proprio sulla questione centrale del metodo scientifico.

          che cosa vuol dire in campo scientifico che queste teorie sono campate in aria? che visione della scienza ci sta dietro?

          vedi, Flavio, ho la fortuna di appartenere a una generazione per la quale, quando ero bambino, la teoria eliocentrica era ancora e soltanto una teoria: non c’erano stati i viaggi spaziali che ci hanno mostrato, visivamente, che la teoria era vera; ci si basava soltanto su indizi, e tuttavia questi indizi avevano raggiunto una mole tale che l’accordo universale del mondo scientifico era che la teoria fosse vera.

          se la scienza procedesse soltanto per evidenze sensibili, saremmo ancora fermi a pensare che il Sole gira attorno alla terra, perche` piu` evidente di cosi`!

          invece, per fortuna, la scienza procede anche per teorie e spesso le piu` produttive sono quelle che contraddicono le evidenze apparenti.

          quindi non mi sento di irridere la fatica di chi costruisce congetture con argomenti logici, anzi mi sembrano battute fuori posto.

          il superamento dell’antropocentrismo e` certamente una delle linee portanti della ricerca scientifica negli ultimi secoli e tutto fa pensare che immaginarsi chel’universo pulluli di altri esseri umani sugli altri pianeti sia uno degli ultimi avanzi di questo atteggiamento mentale.

          ben vengano le ricerche che consolidano questa opinione e ci indicano come una specie di esperimento nato a caso su un pianeta anomalo della galassia e anche quelli che cercano di smentire questa teoria, dato che la scienza progredisce attraverso il dibattito.

          il dibattito e` vitale per il progresso della conoscenza e la presa in giro del dibattito e` mortale per il sapere.

          l’unica cosa di cui non si sente il bisogno e` la presa in giro della riflessione e della ricerca, per difendere i propri pregiudizi.

          ma sono sicuro che non volevi dire questo e che e` soltanto una battuta riuscita male oppure che io ho preso male.

          • pure mio nonno pensa che la Terra sia ancora piatta, ma quella è la tradizione popolare ed è una cosa da considerare a parte. Mi sembra che quando sei nato tu la scienza era già un pezzo arrivata alla teoria eliocentrica, era solo la tradizione che era indietro.

            però al di là di questo non mi sembrava che io ero contrario alle teorie. Il problema sta nel modo di applicare del metodo deduttivo. Dire che la Terra è unica o che la galassia sia unica si basa sul presuposto che l’universo sia perfettamente omogeneo, pertanto basta un piccolo campionamento di elementi per essere certi di costruire una teoria affidabile. Ma è quello un presuposto corretto? Secondo me no, altrimenti si pecca di presunzione.
            Delle miliardi di galassie quante pensi ne abbiano analizzate? Mettiamo che per ogni galassia serva almeno un giorno, ti lascio calcolare quanti anni servono. Ma a parte questo ho letto che di recente sono arrivati alla conclusione che la Via Lattea sia più grande del 50% rispetto a quanto stimato in prededenza. Per dire quanto solida è la nostra conoscenza dell’universo o anche solo della nostra galassia.

            • bella risposta, ci siamo.

              1) volevo dire che certamente quando ero bambino la teoria eliocentrica era gia` considerata pienamente provata in ambito scientifico, ma si fondava su congetture e ragionamenti, non ancora sull’evidenza diretta, che e` venuta dai viaggi spaziali. ho fatto questo esempio in difesa della congetture che in molti casi possono portare a convinzioni praticamente certe, e quindi viva le congetture ragionate!

              2) col metodo deduttivo non si fa scienza; e` il metodo induttivo che pone le basi della ricerca. se esaminiamo le galassie conosciute e, ad esempio, verifichiamo che la nostra e` di una tipologia abbastanza rara, ecco le osservazioni empiriche sulla difficolta` che la vita di tipo terrestre possa svilupparsi in altre galassie diverse: sono dei buoni ragionamenti, se ben motivati; restano congetture; ma non per questo vanno buttate via.

              3) ma il presupposto che l’universo sia assolutamente omogeneo e` arbitrario. sono d’accordo. tanto piu` se il nostro universo e` soltanto uno di infiniti universi sovrapponibili, secondo ;la complessa stratificazione degli infiniti che e` stata recentemente proposta. se questa teoria e` vera, allora possiamo essere certi che l’universo propone un numero infinito non solo di universi gemelli del nostro, con infiniti pianeti simili alla Terra, ma perfino un numero infinito di universi dove esistono infiniti pianeti identici alla Terra e infiniti pianeti differenti per un solo dettaglio, dove, ad esempio, io non mi chiamo mauro, ma Mario.
              certamente dobbiamo anche chiederci se ha senso la parola esistere per universi del genere.
              come forse sai, personalmente ritengo che il verbo essere trovi il suo fondamento nel linguaggio: esistono dunque (piu` o meno) solamente le cose delle quali possiamo parlare.

              4) le teorie non pongono alcun argine alla debolezza della cnoscenza umana, ma se non venissero formulate, provvisoriamente, non esisterebbe neppure la conoscenza che e` collegata alla loro formulazio e alla loro eventuale confutazione..
              quindi, invece di criticare il metodo della formulazione di teorie in astratto, analizziamo le diverse teorie concretamente. la demolizione di una teoria sbagliata e` un importante passo avanti verso la conoscenza. lo scetticismo pregiudsiziale sulle teorie sarebbe un grave passo indietro.

              a volte ho come l’impressione che questo argomento ti imbarazzi, e non capisco bene perche` 😉

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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