ne` Dolce ne` volta-Gabbana – 137.

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(punto!)

e non ho altro da dire sul tema.

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com’e` noiosa la vita del consumatore abulico e bulimico (abulimico? posso inventare questa parola nuova?).

e com’e` dura la vita dei manipolatori delle menti che nell’universo mediatico ogni giorno devono inventarsi una emozione nuova e buttare in circolo una nuova puttanata che occupi le menti, ma possibilmente partendo dalla pancia del pubblico (quell’altro cervello, semosconosciuto, che regola il tono emotivo e sta proprio dentro l’intestino).

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perdere tempo a inseguire cose che domani saranno dimenticate?

se tieni un blog e vuoi dei lettori sul contatore, devi piegarti al rito anche tu.

ma io per oggi qui lo faccio solo nel titolo.

ognuno pensi quello che vuole: non e` questa la morale della storia?

le idee si contrastano con le idee, se non si e` d’accordo, mica attaccando il portafoglio altrui.

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ultima annotazione, degna del vecchio signore che secondo alcuni sono: cioe`, osservazione senile e un poco auto-biografica.

qualcuno tenga anche conto del disagio psicologico, se possibile, di chi e` cresciuto negli anni Cinquanta, dove l’omosessualita` era talmente tabu` che neppure esisteva ufficialmente.

(ma proprio per questo era molto piu` libera di adesso, dato che era ufficialmente inconcepibile e dunque invisibile: con la possibilita`, per i marginali trasgressivi che la praticavano, di metterla sotto gli occhi di tutti senza pericolo).

fu Pasolini il primo a renderla scandalosamente evidente, con decenni di rischi personali, attacchi e sputi neo-fascisti, processi, condanna per pedofilia (allora si chiamava sesso con minori e la definizione la rendeva piu` accettabile, se i minori in questione erano in grado di fare le loro scelte sessuali).

pago` con la vita questo ed altro, e quando fini` ammazzato in un agguato su commissione, immediatamente archiviato come la morte violenta di un frocio, una parte importante d’Italia sogghigno` che se l’era cercata: erano gli anni nei quali in Italia bastava esprimere un’attenzione non carica di orrore per il problema, per essere spettegolati come gay in incognito.

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poi il mondo e` cambiato ancora e l’omosessualita`, gia` tranquillamente accettata da anni nell’Europa civile, e` diventata anche da noi uno dei tanti modi possibili di vivere la propria vita.

e ben venga la non discriminazione, anche se la legge italiana e` in forte ritardo rispetto al resto dell’Europa civile e viviamo ancora un paese nel quale gesti amorosi fra persone dello stesso sesso, se fatti un pubblico, possono urtare la sensibilita` di chi e` stato educato a reprimere le proprie eventuali pulsioni omo-erotiche.

pare che un giovane gay possa essere picchiato da noi su un autobus, di notte, e finire subito sui giornali per la nostra indignazione fresca di giornata e a comando; incidentalmente si legge che aveva fatto una battuta, prima, a chi gli aveva chiesto se lo era: ma quale fosse la battuta non importa, altrimenti il nuovo perbenismo politically correct magari diventa discuibile.

altrove non e` cosi` da tempo; ma l’Italia e` un paese tradizionalista; anche se poi non e` neppure la Russia, dove l’omosessualita` e` considerata ancora un grave reato.

(ma loro hanno problemi demografici forti e devono conservare i valori degli anni Cinquanta, cioe` favorire per legge la riproduzione).

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il fascismo come mentalita` in Italia  non e` mai morto del tutto.

tanto che, pare, per vincere le resistenze fascistoidi al cambiamento dei valori, occorre esasperare le posizioni e trasformare certi nuovi modi positivi di pensare in insopportabili dogmi.

abbiate un poco di pieta`, allora, anche di chi ogni vent’anni deve cambiare completamente punti di vista e modelli di riferimento.

c’e` chi non riesce a considerare l’orgoglio omosessuale (scelta piu` che rispettabile nei singoli) come un nuovo valore etico obbligatorio da condividere necessariamente socialmente per essere moderni per forza.

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essere omo-sessuali, oppure masochisti, oppure bi-sessuali, infedeli o mono-gamici, amare due donne o piu` uomini contemporaneamente, oppure casti, o dediti a quello che negli anni Cinquanta si chiama il vizio solitario, sono tutte scelte di vita: non e` che vadano tollerate, vanno accettate.

dopodiche` ciascuno ha il diritto di difendere il valore delle proprie, se gli va di farlo pubblicamente, cosi come di non parlarne neppure mai (come faccio io, pensando che in fondo sono fatti solo miei, che al massimo coinvolgono chi mi e` partner sessuale).

ma, per favore, dopo avere impiegato decenni a demolire l’etica sessuale di stato che ci voleva tutti etero-sessuali, adesso non costruiamone un’altra dove diventa obbligatorio pensare che l’omo-sessualita` e` positiva.

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il sesso in se stesso e` libero; e` positivo sempre, fino a che non lede la personalita` altrui, e non va sottoposto a regole morali; e` semmai la procreazione che va regolamentata con indicazioni etiche, per la sua centralita` sociale.

alla fine sono due questioni distinte, da quando esiste la pillola e la contraccezione funziona.

dunque, per favore, risparmiateci lezioncine morali su cio` che e` morale o no nelle scelte sessuali delle persone e lasciate che discutiamo liberamente su che cosa e` positivo oppure no sulle scelte procreative.

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3 risposte a “ne` Dolce ne` volta-Gabbana – 137.

  1. Anche qui non accenni minimamente al dolore, quello della testa ma anche quello, come lo chiami tu, della “pancia” e che io definisco del cuore.
    Le madri, come anche i padri, fanno danni enormi se non hanno il “dono” della maternità/paternità, e i danni li pagano sulla loro pelle i figli fragili.
    Queste persone che amano il proprio stesso sesso, lo amano davvero oppure odiano l’altro?

    Me lo sono chiesto.

    Gli stilisti che mandano in passerella manichini che camminano, amano davvero le donne o le vogliono far sentire sempre inadeguate se non si adeguano ai canoni anoressici?
    Quest’uomo era amato? Oppure si era rifugiato nel suo mondo per rifuggire l’inumano e trovare la consolazione negli animali? Pare che non l’abbia comunque trovata.
    Dire che siamo liberi è un modo per non vedere i problemi più profondi degli altri?
    E stare in pace con la propria coscienza, non facendoci carico degli altri?
    Dire che i bambini non hanno bisogno di un padre e di una madre, degni di tale nome è una menzogna, che a te piaccia o no.
    Una coppia di uomini rimane ciò che è, incontrovertibilmente.
    Come un uomo non può diventare gatto, anche se si sente tale, così un uomo non può diventare donna. Diventa una caricatura di ciò che desidera essere.

    http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/-morto/2012/11/14/UOMO-GATTO-/338099/

    Ricky Martin: A Dolce e Gabbana si è rivolto direttamente anche Ricky Martin, che è l’orgoglioso padre di due gemelli, avuti in provetta grazie a una madre surrogata: “Le vostre voci sono troppo potenti per spargere così tanto odio. Sveglia, siamo nel 2015, amate voi stessi ragazzi!”.
    Quest’uomo odia le donne a tal punto da pagarle per farsi fare dei figli, e nemmeno ama quei bambini perché li ha strappati alle loro madri, Infatti l’ultima frase è svelatrice del vero impulso che lo ha animato, l’amore per sé stesso.

    • ed e` incredibile come e` diventato facile manipolare le emozioni: sembra che il senso critico sia completamente scomparso, e perfino l’orgoglio di provare ad averne uno.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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