Expo 2015: uno scandalo enorme che si chiama Italia – 138.

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“Se l’Expo è il luogo dello scandalo, allora la gente ha paura, ma quella pagina lì è chiusa.

Nessuno ha fatto quello che Milano farà nel 2015”.

Matteo Renzi, tre giorni fa, all’Expo

arrestato ieri Ercole Incalza, collaboratore del Ministro dei Lavori Pubblici Lupi, massieme a tre imprenditori: Cavallo, Perotti e Pacella, per tangenti relative fra l’altro all’Expo 2015.

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sintesi del post:

1. la difesa di Lupi da parte di Libero

2. la versione di Repubblica

3. chi e` Incalza secondo Di Pietro

4. le responsabilita` di Renzi

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1. la difesa di Lupi da parte di Libero

tocca a Libero difendere il ministro Lupi, dopo l’arresto per corruzione del suo uomo al Ministero dei Lavori Pubblici che dirige, per la presunta gestione illecita degli appalti delle Grandi opere, dal nodo fiorentino dell’Alta velocità ferroviaria a Expo2015.

Libero e` un giornale liberamente di destra e decisamente anti-renziano, e Lupi e` uno degli uomini di punto del Nuovo Centro Destra di Alfano, che regge, al momento insostituibile, il governo Renzi.

ma la seduzione del profumo della corruzione e` piu` forte per Libero della ragione politica che vorrebbe che si cogliesse l’occasione per attaccare Renzi (eppure il 90% dei suoi lettori oensa che il ministro Lupi si dovrebbe dimettere).

e io mi diverto a leggere il patetico articolo che il giornale di Belpietro dedica a quell’uomo sensibile che risponde al nome di Maurizio Lupi.

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il titolo e` questo:

Maurizio Lupi: “Soffro per mio figlio, non mi dimetto”

com’e` commovente l’esordio dell’articolo…

Pensa soprattutto a suo figlio il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Il nome dell’ingegner Luca Lupi è spuntato nelle carte dell’inchiesta di Firenze su Tav e Expo.

“”Se fare politica significhi far pagare questo sacrifico alle persone che ami. Sa la battuta che faccio sempre a Luca? Purtroppo hai fatto Ingegneria civile e ti sei ritrovato un padre ministro delle Infrastrutture.

che disgrazia!

Stefano Perotti conosceva mio figlio da quando, con altri studenti del Politecnico, andava a visitare i suoi cantieri. Sono amici, così come le nostre famiglie.

amici di famiglia, tra i quali e` normale farsi dei regali…

Quando il giornalista di Repubblica gli chiede se per questo motivo gli ha regalato un Rolex da 10mila euro, lui risponde: “L’ avesse regalato a me non l’ avrei accettato”.

infatti l’ha accettato il figlio; del resto era semplicemente un regalo per la laurea…

Provo soprattutto l’ amarezza di un padre nel vedere il proprio figlio sbattuto in prima pagina come un mostro senza alcuna colpa. Quando per tutta la vita ho educato i miei figli a non chiedere favori, né io ho mai cercato scorciatoie per loro. 

o figlio degenere…

Se avessi chiesto a Perotti di far lavorare mio figlio, o di sponsorizzarlo sarebbe stato un gravissimo errore e presumo anche un reato

dopo la sentenza della Cassazione sull’accusa di concussione a Berlusconi, e considerando la filosofia giuridica che l’ispira, non ne sono sicuro.

anche Di Pietro, addirittura quando era magistrato, ricevette in regalo una Mercedes da un suo potenziale indagato e la cosa non ebbe conseguenze ne` per l’uno ne` per l’altro.

e poi questi sono uomini che negli ultimi 10 anni hanno gestito 25 miliardi di opere pubbliche, e stiamo a perderci su 10.000 euro?

Non l’ ho fatto, dice il ministro Lupi, cioe` non ho chiesto nessun favore per mio figlio.

* * *

2. la versione di Repubblica

infatti ci spiega Repubblica, sulla base delle carte dell’inchiesta, come sono andate le cose:

A gennaio del 2014, Perotti fa assumere Luca Lupi (…) dal cognato, Giorgio Mor, mettendolo a lavorare nel cantiere per il palazzo di San Donato dell’Eni, di cui ha la direzione dei lavori. “Il ragazzo deve prendere 2.000 euro più Iva mensili”, istruisce la segretaria e si raccomanda con il cognato di “farlo diventare il suo uomo su Milano”.

Ma che in quell’assunzione ci sia qualcosa che non va e che la cosa dunque non vada fatta sapere in giro è così chiaro a tutti che, al telefono, il nome di Luca Lupi non viene pronunciato. Per tutti è “il cugino della moglie di Perotti”. E lo stesso Mor chiede di essere rassicurato se “la triangolazione” (e cioè l’assunzione per via indiretta, ma con costi a carico di Perotti) “non sia rischiosa “. (…)

Nel febbraio del 2014, dopo l’interrogazione dei 5 Stelle su Incalza e un articolo del ” Fatto” che lo collega a Perotti, il figlio dell’ingegnere, Philippe, suggerisca al padre che da quel momento “niente più mail o telefono”. E un mese fa, Perotti decide di aiutare il figlio del ministro a cambiare aria con un lavoro a New York, chiedendo che lo prenda in carico l’amico Tommaso Boralevi.

Repubblica fa dello scandalismo sterile: il Ministro Lupi non ha chiesto niente: certe cose non si domandano nemmeno!

dov’e` il reato? 

lo dico seriamente: questi sono i normali favori tra amici dell’Italia dove si fa carriera per meriti familiari e non per competenze tecniche o scientifiche.

hai voglia a gonfiare la notizia, quando questa e` pratica sociale quotidiana quasi ovunque…

Mio figlio si è laureato al Politecnico di Milano nel dicembre 2013 con 110 e lode. Dopo sei mesi in America presso uno studio di progettazione, nel febbraio dello scorso anno gli hanno offerto un lavoro. Ci ha messo un anno, come tutti, ad avere il permesso di lavoro e da marzo di quest’ anno lavora a New York. Lo scorso anno ha lavorato presso lo studio Mor per 1.300 euro netti al mese in attesa di andare negli Usa”.

ma c’e` un certo Cavallo che gli regala degli abiti di alta sartoria…

Cavallo e` uomo di fiducia di Ercole Incalza, l’arrestato.

be’, spero che adesso nessuno si metta a controllare anche il Cavallo dei pantaloni.

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3. chi e` Incalza secondo Di Pietro

il vero problema sta altrove, e si chiama Ettore Incalza, l’arrestato.

dice Lupi:

Incalza, che è stato al ministero per anni e ha lavorato con tutti i ministri, tranne Di Pietro…, è stato il padre della Legge Obiettivo. È uno dei tecnici più stimati nel suo settore, anche in Europa ce lo invidiavano. In questi venti mesi non ho mai incontrato un presidente di Regione che non mi abbia dato un giudizio positivo su di lui. L’ obiettivo era realizzare le Grandi Opere e recuperare il drammatico gap infrastrutturale dell’ Italia ed Ettore Incalza poteva garantire la professionalità necessaria.

questo fatto che non esiste un solo presidente di Regione che non abbia un giudizio positivo su Incalza non e` preoccupante?

e Di Pietro spiega in un’intervista all’Huffington Post perche` con lui non ha lavorato:

Incalza è un manager già in voga nella Prima Repubblica che, a partire dalla gestione del ministro Signorile, ha passato la sua attività professionale, nel bene o nel male, al ministero dapprima come dirigente e poi come consulente. Io ho avuto modo di prendere atto della esistenza del personaggio Incalza all’epoca di Mani Pulite svolgendo indagini nei confronti di imprenditori che tra i tanti appalti con l’amministrazione dello Stato avevano anche ottenuto alcuni appalti per la progettazione ed esecuzione della Tav. Nell’ambito delle attività investigative e in particolare di documentazione reperita a seguito di perquisizioni e sequestri, avevo avuto modo di individuare anche in Incalza un punto di riferimento per fatti la cui valutazione penale non poteva essere data da noi, poiché non competenti territorialmente. E quindi tutti gli atti furono trasmessi alla procura di Roma che “se ne occupò, e non se ne occupò”.

Avendo preso atto della sua esistenza, arrivai al ministero nel 2006 con le idee chiare. Quando divento ministro, andando al ministero trovo due novità. Primo: era stato creato un ufficio “strano” dal mio predecessore chiamata “struttura tecnica di missione” posto alle dirette dipendenze del ministro e al di fuori delle competenze dei provveditori alle opere pubbliche e della direzione generale del ministero. Una struttura col compito specifico di occuparsi delle grandi opere e grandi commesse. E la seconda è che la struttura era coordinata da Incalza. Dunque, appena arrivai in ufficio alla luce dell’esperienza di Mani Pulite, ritenni poco opportuno lasciare al loro posto i due personaggi Incalza (alla struttura di missione) e Angelo Balducci (come presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici). 

Se Incalza da allora ad ora, al netto della gestione Di Pietro, può mantenere incarichi nonostante le vicende che gli sono accadute, significa che ha un giro di relazioni per cui, diciamo così, “spontaneamente o spintaneamente” non hanno potuto fare a meno di darglielo. È cioè a conoscenza di fatti, cose o circostanze, per cui chi avrebbe dovuto fare a meno di lui ha ritenuto di non poterlo fare.

C’è un problema di responsabilità oggettiva e politica di Lupi, perché rimettere allo stesso posto personaggi discussi e discutibili che hanno tante stagioni non può essere passato in cavalleria. In un paese normale le sue dimissioni si imporrebbero.

* * *

4. le responsabilita` di Renzi

ma risulta dalle carte anche che alla fine e` Incalza il vero leader occulto del Nuovo Centro Destra e colui che ne scrive il programma politico.

e Lupi gli dice al telefono il 16 dicembre:

Su questa roba ci sarò io lì e ti garantisco che se viene abolita la Struttura tecnica di missione viene giù il governo! L’hai capito? Non l’hanno capito?

* * *

ora non e` che io mi aspetto che il governo Renzi venga giu` davvero.

e` che mi aspetto che le persone oneste, almeno, aprano gli occhi su che cosa regge questo governo e che e` Renzi davvero.

non servira` a molto, perche` l’Italia resta un paese organicamente disonesto.

e davvero, se cade Renzi, se cade tutto l’apparato della corruzione, viene giu` l’Italia e sarebbe una catastrofe peggio che una rivoluzione.

cioe`, sarebbe, alla fine proprio una rivoluzione.

non chiedo tanto.

ma almeno che qualcuno si tiri fuori…

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19 risposte a “Expo 2015: uno scandalo enorme che si chiama Italia – 138.

      • ahah 😀
        mi viene in mente l’immagine dei surfisti, seduti sulle tavole in attesa…
        e non ci manca di certo la messa in onda!
        ma bisogna che ne arrivi una veramente grande per far divertire tutti asieme, e probabilmente in tal caso in pochi si salveranno dall’annegamento 🙂

        • 🙂

          sedendo e guardando, l’erba verde cresce da se`, diceva Lao Tzu.

          purtroppo in Italia l’unica erba che cresce bene spontaneamente e` quella della corruzione.

          • proprio così.
            non so se Lao Tzu concorderebbe, ma è il caso di cominciare a togliere un poco di erbacce tutti assieme, partendo ognuno dal proprio giardino.
            e soprattutto di cercare assieme un metodo comune efficace per estirparle evitando di vederle ricrescere più rigogliose di prima.

            • lui non concorderebbe affatto con qualunque tipo di intervento.

              ma io ho qualche dubbio sui diserbanti.

              ma se vuoi una piccola antologia di pensieri di Lao Tzu, ti offro questo mio videoclip 🙂 :

              • eh, no, con i diserbanti non vale!!!
                bisogna sporcarsi le mani, prendere le piante con le dita, guardarle, annusarle, riempirsi le unghie di terra. bisogna imparare ad amare le erbacce, per toglierle. perchè anche una certa componente di erbaccia è essenziale all’ecosistema.
                se recidi di netto un rampicante che ha avvolto una veecchia casa fatiscente, tanto da sostenerla (immagine dell’italia odierna) appena toglie l’erbaccia cascano anche i muri.
                ci vuole pazienza, studio, applicazione, e tanto sudore 🙂

                Lao era uno scansafatiche altrochè ahaha
                tnks per il video appena posso me lo guardo!

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