in Germania si discute se rimborsare alla Grecia i danni della seconda guerra mondiale – 140.

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l’atteggiamento verso la Germania che domina la discussione politica italiana e` cosi` astioso, provinciale e disinformato che ogni tanto viene voglia di prendere il cucchiaino e provare a svuotare il mare per ristabilire alcune elementari verita`.

lo scopo sarebbe quello, astrattamente pensando, di provare ad incoraggiare l’amicizia fra i due popoli; ma mi rendo conto, invece, che il risultato finale sara` soltanto quello di documentare la grettezza e la meschinita` della cultura, o forse incultura, politica che domina nel nostro paese.

e di essere additato come spregiatore della sana italianita`, che ci rende rozzi ed individualmente egoisti.

non del tutto a torto, peraltro.

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sintesi del post:

1. atteggiamento favorevole in Germania di esponenti SPD e Verdi alla richiesta greca di risarcimenti per i danni della seconda guerra mondiale

2. atteggiamenti nell’opinione pubblica

3. responsabilita` italiane verso la Grecia nella seconda guerra mondiale

4. breve sintesi della campagna italiana in Grecia del 1940-41

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1. atteggiamento favorevole in Germania di esponenti SPD e Verdi alla richiesta greca di risarcimenti per i danni della seconda guerra mondiale

come noto, nell’attuale dibattito sul debito, la Grecia ha rinfacciato alla Germania di non essere stata ancora risarcita degli enormi danni subiti dall’invasione nazista nella seconda guerra mondiale.

scrive lo Spiegel:

Massacrarono donne e bambini, deportarono ad Auschwitz decine di migliaia di ebrei, prosciugarono economicamente il paese saccheggiandolo: 70 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale le nefandezze dei nazisti in Grecia durante l’occupazione dal 1941 al 1944 sono improvvisamente tornate al centro dell’attenzione. Atene chiede riparazioni. Come si comporta la Germania con la sua colpa storica?

Finora il governo federale si e` testardamente opposto: ma ora politici della SPD e dei Verdi spingono per risarcire la Grecia per le conseguenze dell’occupazione nazista: potrebbe trattarsi di miliardi.

l’articolo ricorda ad esempio che soltanto la restituzione del prestito forzoso del valore di 476 milioni di marchi, imposto dai nazisti alla banca nazionale greca nel 1942 e che non venne mai reso, comporterebbe un esborso fra 8 e 11  miliardi di euro dalla Germania verso la Grecia, non e` chiaro se calcolando anche gli interessi che sarebbero maturati nel frattempo.


Gesine Schwan, presidente della Commissione della SPD sui valori costituzionali e due volte candidata alla presidenza della repubblica, dichiara:

Politicamente il caso e` chiaro, dal mio punto di vista: noi dovremmo assistere finanziariamente le vittime e i loro congiunti. Credo che sarebbe una buona cosa da parte tedesca se nelle questioni del passato torniamo a prenderci le nostre responsabilita`. Si tratta di riconoscere che abbiamo compiuto in Grecia le peggiori violazioni dei diritti dei popoli. 

La sofferenza dei Greci sotto i nazisti non e` presumibilmente cosi` chiara a noi tedeschi. Ma le vittime e i loro discendenti hanno un ricordo piu` solido di quello dei colpevoli e dei loro discendenti. Il prestito forzoso deve chiaramente essere restituito. La proposta di versare ulteriori risarcimenti in una fondazione per la rielaborazione del lutto e per la riconciliazione mi sembra ragionevole.

il vice-capo della SPD Ralf Stegner ha dichiarato:

Noi non dovremmo collegare la questione dei risarcimenti col dibattito attuale sull’eurocrisi. Ma, indipendentemente da cio`, io sono dell’opinione che dobbiamo condurre una discussione sui risarcimenti. La cosa riguarda il rapporto con la nostra storia. Sono contrario a dibattiti fondati su una chiusura di principio. Anche dopo decenni restano aperte domande sul diritto dei popoli, che aspettano una risposta.

un simile dibattito rimane inimmaginabile in Italia.

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2. atteggiamenti nell’opinione pubblica

naturalmente non occorre idealizzare nulla: lo Spiegel ha condotto un sondaggio tra i PROPRI lettori e i risultati sono questi:

Vote
Ja 17248 30,19%
Nein 38569 67,51%
Ist mir egal 1316 2,30%
Gesamtbeteiligung 57133
su poco meno di 60.000 risposte solo il 30% sono favorevoli a risarcire la Grecia.
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chissa` che risultato avrebbe un sondaggio simile in Italia.
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ma ancora piu` straordinario e` che qualche cittadino tedesco ha comunque gia` deciso di rimborsare individualmente la Grecia, facendo dei versamenti a titolo personale.
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3. responsabilita` italiane verso la Grecia nella seconda guerra mondiale

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la questione potrebbe essere molto meno teorica di quanto appare, anche se mi rendo conto che sembro un marziano a porre questi problemi in Italia con la mia mentalita` di italiano cresciuto un poco sud-tirolese.

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tra i paesi tenuti a rimborsare la Grecia per i danni ingiusti subiti nella seconda guerra mondiale dovrebbe starci anche l’Italia, dato che l’Italia di Mussolini fu la prima ad attaccare la Grecia il 28 ottobre 1940, anniversario della marcia su Roma.

la decisione fu presa anche come forma di ritorsione contro l’occupazione tedesca della Romania, di cui Hitler non aveva informato Mussolini, dopo avergli raccomandato di non prendere inziative nei Balcani.

secondo alcuni storici, questa decisione di Mussolini fu la causa ultima del fallimento dell’offensiva tedesca contro la Russia l’anno dopo, per i motivi che adesso vedremo.

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4. breve sintesi della campagna italiana in Grecia del 1940-41

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fin dal primo momento l’attacco italiano incontro` delle difficolta`: il maltempo impedi` l’intervento dell’aviazione e lo sbarco a Corfu`, i generali erano divisi da rivalita` personali (sai la novita`) e il 9 novembre l’offensiva dovette essere sospesa, a fronte di un contrattacco greco vincente iniziato il 2 novembre.
alla ritirata seguirono le dimissioni del Capo di Stato Maggiore dell’esercito, Badoglio, ma la sua sostituzione non impedi` una controffensiva greca, che ebbe un tale successo da indurre i capi militare a prospettare velatamente un armistizio, che Mussolini rifiuto`:
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Dissi che avremmo spezzato le reni al Negus.
Ora, con la stessa certezza assoluta, ripeto assoluta, vi dico che spezzeremo le reni alla Grecia. 
18 novembre 1940
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(se lo stile espressivo vi ricorda qualcuno, non e` un caso).
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poi il fronte si stabilizzo` e anche una successiva offensiva a marzo 1941, studiata personalmente da Mussolini, fece fiasco.
il 6 aprile la Germania attacco` la Jugoslavia, che si arrese il 17 aprile; la Grecia non provo` neppure a resistere ai tedeschi e si arrese il 20 aprile.
il 3 maggio 1941 una enorme parata italo-tedesca ad Atene celebro` la vittoria dei nazi-fascisti dell’Asse.
la maggior parte della Grecia fini` sotto occupazione italiana (in azzurro qui sotto, in rosso la zona occupata dalla Germania, in verde quella dalla Bulgaria).
280px-Tripla_occupazione_greca
ma l’aver dovuto estendere le operazioni alla Grecia sino ad allora inutilmente attaccata dagli italiani, per evitare che potesse diventare la base di una controffensiva degli alleati che avrebbe colto alle spalle le truppe naziste che si preparavano ad invadere la Russia, costo` diverse settimane.
in questo modo Hitler dovette rinviare l’attacco alla Russia sovietica, che inizio` il 22 giugno 1941, anziche` il 15 maggio, come originariamente previsto: quando a novembre l’inverno russo blocco` l’avanzata nazista alle porte di Mosca e pose le basi della vittoriosa controffensiva russa, questo ritardo fu decisivo.
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ma che dire dello storico e incolmabile ritardo italiano ad assumersi le proprie responsabilita` nazionali?
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29 risposte a “in Germania si discute se rimborsare alla Grecia i danni della seconda guerra mondiale – 140.

  1. @ Francesco Vitellini

    chiamala come vuoi, ma che cosa c’entra l’arte moderna con l’eventuale obbligo di restituzione dell’oro di tua nonna???? 🙂

  2. parafrasando fantasiosamente l’ultima parte dell’articolo, si potrebbe dire che è grazie alla nostra incapacità militare se il nazismo è stato sconfitto?

    della serie: se volete evitare una disfatta in guerra, stateci lontani perchè siamo come la peste.

    anche l’imbecillità paga 🙂

    • in parte si`, o meglio ancora la sconfitta dell’Asse e` dipesa anche dalla nostra tipica mescolanza italiota di improvvisazione, arroganza ed incapacita` (tutti i mali che sono anche di Renzi).

      i generali avevano cercato invano di dissuadere Mussolini dall’avventura greca, facendo presente che mancavano le condizioni per vincere; poi quando l’insuccesso arrivo`, furono loro ad essere destituiti, mica Mussolini…

      nella prima guerra mondiale, pero`, l’Italia vinse, anche se ce la mise tutta a Caporetto a trascxinare nella disfatta tutto il suo schieramento.

      e dopo la seconda e` sempre stata solidamente a fianco dei dominatori del momento, gli americani.

      non c’e` nessuna regola fissa, mi pare: l’Italia riusci` a farsi sconfiggere perfino dall’esercito etiopico a fine Ottocento, poi sul Piave mostro` delle capacita` di resistenza eroiche e ha fatto la Resistenza.

      valli un po` a capire sti italiani…

      • ma sai che caporetto mi aveva fatto scordare che la prima, alla fine, era stata vinta? resto basito da me stesso….

        in ogni caso, credo di capirli gli italiani: vivono per sè stessi, non gliene fotte nulla di quello che non porta loro vantaggi concreti evidenti e diretti (esercito e militari in primis, giusto per generalizzare), ma diventano belve se si accorgono che qualcuno tocca il loro orticello (mi verrebbe da evocare la resistenza, senza alcun intento polemico…) in quel caso danno volentieri sangue per la PROPRIA libertà.

        sempre generalizzando, s’intende.

  3. Io penso che coloro che si oppongono fermamente in Germania vogliano evitare di creare un precedente, per così dire.
    Non so di preciso come la Germania stia messa coi vari risarcimenti dovuti alle invasioni Naziste, ma dubito che sia la sola Grecia a poter protestare.
    Considerando questo punto di vista ci si potrebbe anche chiedere, in Germania: “Se adesso cediamo alla richiesta della Grecia, chi sarà il prossimo?”.
    E, sinceramente, non so a cosa porterebbe.

    • questo e` proprio il principale argomento che usa la destra tedesca, cioe` la Merkel, per opporsi fermamente ai rimborsi: non e` molto etico, ma funziona.

      si potrebbe obiettare che non sarebbe male se la Germania, che nella seconda guerra mondiale e` stata esentata dal pagare riparazioni, al momento, per permetterle di riprendersi da una sconfitta terribile, ripagasse oggi almeno in parte il suo debito morale con chi si trova adesso in difficolta`.

      ma e` un discorso molto difficile anche per i portafogli tedeschi.

      ricordiamoci che l’Italia ai tempi di Berlusconi ha raggiunto un accordo che prevedeva il pagamento di 10 miliardi di euro (se non sbaglio, vado a memoria senza controllare) con la Libia di Gheddafi, dove negli anni Venti e Trenta ha sterminato nei campi di prigionia 400.000 persone, la meta` della popolazione di allora.

      ma, tornando alla Germania, sembra impossibile negare quantomeno la restituzione del prestito forzoso del 1942, mai ridato indietro, sul quale infatti si concentrano le dichiarazioni che lo Spiegel ha riportato: quello e` stato un furto bello e buono!

      • E su quel prestito sarei anche d’accordo. Ma allo stesso modo questo sarebbe solo un pretesto per rivendicare la qualsiasi, poi.
        “Se la Germania ha restituito alla Grecia allora….”.

        E addio a un sacco di soldini, ai Leoni di San Marco, agli obelischi di roma, l’Italia pretenderebbe la restituzione della Gioconda e svuoterebbe il Louvre di gran parte delle sue opere (se sono lì è perché sono state rubate durante guerre) ecc…

        • ma su quale presupposto giuridico si presupporrebbe il precedente, a parte che per “l’onestà intellettuale” ?
          nel senso: decidono di pagare la grecia, perchè gli pare.
          poi arriva un’altra nazione che dice alla germania: “eh avete pagato la grecia, ora ripagate anche noi”. che norme internazionali possono impugnare per far leva sul precedente greco?
          mi dà l’idea che, qualsiasi decisione, resta in ogni caso affare esclusivamente della germania.
          se voleessero, potrebbero pagare solo verso qualche stato piuttosto che verso altri, o sbaglio?
          se volessero potrebbero anche dar soldi liberamente ad uno stato che non “avanza” niente da loro, e non è che per questo motivo saranno costretti a fare beneficenza anche a tutti gli altri.

          o c’è una qualche autorità sovranazionale (UE? ahahh) che impone alla germania di pagare per i misfatti passsati, cosa che mi pare non ci sia, oppure tutto sta alla buon’azione dei tedeschi.
          i precedenti son di comoda evocazione per la merkel, che si nota per la sua gravità di massa nel tenere le chiappe strette

          • E direi che fa più che bene a tenere le chiappe strette, considerando l’inutilità economica della quasi totalità dell’europa del sud.
            Se crei un precedente, come nel caso in cui la Germania ripagasse danni di guerra, avresti una pletora di richieste simili. E’ matematico. Certo, non saresti comunque obbligato da nessuna legge, ma lo saresti di fatto, perché: “a loro si e a noi no?”.
            Riflettendo su quanto ho scritto sopra mi chiedo se abbia senso parlare di “prestito forzato” quando chi lo esige occupa militarmente la nazione che “deve” pagare. Non è piuttosto un’operazione predatoria come il saccheggio, e quindi un crimine di guerra? E se lo si considerasse così, un cedimento su questo punto della Germania legittimerebbe qualsiasi richiesta collegata in qualsiasi modo ai crimini nazisti.
            E guarda caso solo adesso escono fuori con questa storia, dopo aver taciuto per 70 anni… ma che coincidenza. Prima faccio il cavolo che mi pare (metaforicamente parlando) e poi, quando le braghe vanno corte, pretendo che altri paghino per me, attaccandomi ai minimi pretesti?
            La prossima cosa quale sarà? Rivendicheranno il possesso di Reggio Calabria e Locri perché fondate da coloni greci?

        • ti diro` che sulla restituzione delle opere d’arte ho sempre pensato che dovrebbero tornare dove sono nate – e non parlo tanto di quadri, in fondo fatti per essere spostati, ma i marmi del Partenone, ad esempio? che ci fanno a Londra? e l’altare di Pergamo, lungo piu` di 100 metri o le mura di Babilonia a Berlino?

          un tempo questi furti svolgevano anche una funzione divulgativa, ma oggi nell’epoca di internet e delle stamoanti in 3 D mi paiono oramai privi di significato.

          ne facciano delle copie perfette e si tengano quelle restituendo gli originali…

          a Malibu`, a due passi da Los Angeles, nella Villa di Paul Getty, oltre a molta arte minore che gli si puo` tranquillamente lasciare e ad alcuni falsi clamorosi (uno perfino scolpito a macchina, come hanno dimostrato le perizie) c’era un bronzo greco autentico e molto bello, pescato in Adriatico pochi anni fa, che mi ha dato molto fastidio vedere li`.

          di obelischi ne abbiamo gia` restituito uno, in effetti, rubato nella guerra di Etiopia ottant’anni fa.

          • sì, certo. Poi passa il primo terrorista e distrugge tutto…
            nono, è meglio che stiano dove sono.

            • questa obiezione me l’aspettavo. 😉

              ma tu che cosa diresti se qualcuno ti rubasse qualcosa e alla richiesta di restituzoione ti rispondesse che e` meglio custodito a casa sua? 🙂 🙂 🙂

              • è un paragone che non regge.
                Io non esistevo duecento anni fa, e se qualcuno mi ruba qualcosa oggi gli taglio le mani 🙂
                Non si può pretendere la restituzione di qualcosa che da secoli sta da un’altra parte. E’ stupido.

                • talebano! 🙂

                  riformulo la mia obiezione, Vostro Onore: il furto l’ha fatto un soldato tedesco a tua nonna nel 1942, allora.

                  che ne dici?

                  puoi anche rinunciare all’oro di tua nonna, sia chiaro, ma devi essere tu a deciderlo, non gli eredi della SS.

                  la questione e` meno astratta di quel sembra, considerando la recente scoperta di un vero e proprio museo di opere d’arte moderne rubate dai nazisti e trafugate da uno di loro: ha il diritto di tenersele? assolutamente no, sono tutti d’accordo.

                  e il principio che vale per i privati per quale motivo non deve essere applicato agli stati?

                    • non sono sicuro, mi pareva di ricordare la notizia di qualche tempo fa (e non c’erano solo denti)
                      forse arrivava proprio da qui…
                      no problem 🙂

                    • già ho riletto meglio adesso, mi pareva di ricordare una notizia a riguardo in cui era stato ritrovato anche denti d’oro, circa un annetto fa.
                      mi confondo probabilmente!

                    • eheh.

                      nel testo di Schopenhauer sull’Arte di farsi dare ragione, questa tecnica si chiama sviamento del discorso. 🙂

                    • io la chiamo “iodiosincrasia verso la modernità nelle forme d’arte ad ampio spettro” 🙂
                      e anche questo paragone non è pertinente. Le opere esposte nei musei inglesi, francesi e tedeschi (o al museo egizio di Torino, per dire) sono esposte lì da decenni (se non un secolo, ormai),

        • non giudico se facciano bene o male, beninteso.
          però, appunto, nessuno li obbliga a pagare. anche se dovessero pagare solo la grecia.
          dici se si impietosirebbero se poi altri altri paesi sollevassero altre richieste simili? perchè anche tu mi confermi che non hanno alcun obbligo quindi…
          dico solo che, quella del precedente, mi pare più un pretesto per giustificare il non pagamento piuttosto che una motivazione fondata.
          non credo che le forze politiche tedesche siano così influenzate dall’opinione pubblica degli ALTRI paesi: dubito che i cittadini tedeschi, metti anche che decidessero di pagare la gracia, poi si facciano impietosire dalle suppliche degli altri stati a seguire.
          a me pare piuttosto che i tedeschi, da bravi “teteschi” vogliano ripagare la grecia per togliersi il sassolino dalla scarpa, per dire: “ok, avete ragione, noi in passato vi abbiamo fatto un torto e ora ve lo ripaghiamo. adesso però, che abbiamo saldato il conto, col cacchio che vi aiutiamo con la UE, vi arrangiate”
          ossia, pagano da una parte per non pagare dall’altra, e al tempo stesso si sentono con la coscienza a posto.

          suppongo, eh 🙂

          non credo alla benevolenza del 30% dei lettori dello spiegel se non in quest’ottica, ma magari sbaglio.

          • così come la richiesta greca non è altro che un pretesto per non pagare i propri debito, o per farseli pagare dalla Germania.
            Beninteso, se la germania pagasse quei soldi finirebbero nelle tasche dei politici greci (syriza in testa).
            Nono, meglio negoziare una cancellazione dei debiti se proprio non ce la fanno a pagare, ma senza passaggi di capitali.
            Che l’UE non debba aiutare ad oltranza mi trova d’accordo che più non si può. A un certo punto diventa controproducente. Poi, si può ripetere alla nausea che la Grecia non avrebbe avuto nemmeno fare parte dell’UE, ma ormai è così, e così si deve andare avanti.

            • credo che non dobbiamo perdere di vista alcuni aspetti del problema.

              il primo e` la questione degli interessi pagati sul debito.

              sia nel mondo ebraico (vedi bibbia e giubileo con la cancellazione periodica dei debiti) sia in quello crstiano (vedi san Tommaso e Dante) gli interessi sui prestiti erano considerati un peccato mortale di usura; tanto e` vero che venivano delegati gli ebrei, gia` maledetti per loro conto, a gestirli.

              non trovo assolutamente immorale, in una situazione di crisi, restituire i capitali ricevuti al loro valore attualizzato, ma defalcati dagli interessi gia` pagati.

              il che si otterrebbe appunto col cosiddetto haircut, cioe` con una ragionevole rinegoziazione del debito degli stati (per tutti).

              non possiamo infatti nasconderci che nella crisi procede a ritmi infernali una concentrazione della ricchezza senza precedenti (i livelli del 1914 sono gia` stati superati), che sta ponendo le premesse di una catastrofe sociale o di una guerra mondiale per impedire le proteste, e bisogna trovare un modo rapido ed efficace per espropriare almeno in parte i super-plutocrati rimettendo nel giro dei consumi una parte della loro ricchezza.

              un taglio coordinato del debito a livello mondiale verso i creditori che sono al di sopra di una certa consistenza finanziaria e` una delle strade possibili.

              altre le propone Piketty nel suo illuminante studio sul Capitale nel XXI secolo.

          • naturalmente la maggioranza degli elettori tedeschi sta con la Merkel e preferisce non pagare.

            tedeschi si`, ma senza esagerare…

            la questione poi e` un po` piu` complicata di quel che sembra, dato che se la Grecia fallisce o e` costretta a uscire dall’euro, potrebbe anche succedere che la Germania, e in particolare le banche tedesche, ci rimettano ancora di piu`.

            e` vero che questi due anni di aiuti alla Grecia sono serviti a scaricare un bel po` di problemi altrove, ma le banche tedesche in questo momento sono molto fragili: una grossa banca e` fallita in Austria poche settimane fa e adesso e` fallita una banca tedesca collegata di media grandezza.

            l’idea di un aiuto alla Grecia giustificato col risarcimento dei danni della seconda guerra mondiale potrebbe funzionare anche dal punto di vista pratico: 1) perche` alcuni dei PIGS non potrebbero avanzarla (Italia? era alleata; Portogallo, Spagna, Irlanda (gia` fuori dalla crisi, pare) e Cipro, non coinvolti) 2) altri paesi vincitori hanno gia` rinunciato negli anni Cinquanta 3) per le cose gia` dette: che non sussisterebbe comunque nessun obbligo giuridico verso terzi.

            a questo proposito l’assenza di una legislazione internazionale sui danni di guerra mi pare che dovrebbe essere affrontata urgentemente.

            se fosse stabilito un solido principio internazionale che il paese aggressore puo` essere chiamato a risarcire i danni della sua aggressione forse si creerebbe un piccolo, ma significativo deterrente alle guerre fatte a capocchia.

            • mi sembra che il ragionamento fili perfettamente liscio salvo un paradosso: ma come fa uno stato che sta all’interno di un organismo sovranazionale ad attaccare un altro stato in barba a tutti, e poi pensare che possa sottomettersi al volere di quello stesso organismo di cui precedentemente se n’è fatto beffa?
              dove sbaglio?

              • direi che la convenzione dovrebbe assumere la forma di un trattato internazionale col quale le parti si impegnano reciprocamente.

                in ogni caso il mio discorso e` astratto, come dici, perche` certamente gli Stati Uniti – abituati ad attaccare altri paesi anche senza mandato Onu – non lo firmerebbero.

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