siamo tutti Lupi – 145.

Emerge in tutta la sua desolante evidenza il deficit culturale che ha distrutto questo paese e che ha prodotto una classe politica specchio molto fedele di un elettorato privo di senso dello stato inteso come senso di comunità.

Come comunità nazionale stiamo viaggiando su un ponte diretto verso il nulla.

Possiamo invocare, come la nostra inclinazione culturale ci suggerisce, il complotto esterno e la camicia di forza monetaria e fiscale, quelle che ci impediscono di stampare moneta e fare deficit per finanziare tante magnifiche opere pubbliche con cui far ripartire il paese, proprio come quelle realizzate sinora.

Oppure possiamo invocare leggi esemplari, prescrizioni dilatate sino al giorno del giudizio, autorità anticorruzione che si stagliano vindici in mezzo al cielo e magistrati con spada fiammeggiante ad ogni angolo di strada e di cantiere.

Mario Seminerio, Incalzati dal dissesto, Phastidio.net

* * *

in pieno trionfo dell’ipocrisia la gente si dice indignata vedendo i Lupi travestiti da Agnelli.

basta, non mi fregate piu`: ci siete riusciti vent’anni fa, con Mani Pulite, ma adesso vedo benissimo che il vostro e` solo l’odio stupido del suddito per i politici, che pure dipendono dal vostro voto che regolarmente gli date.

prima li votate, sperando che ve ne venga qualche beneficio, poi li odiate e li disprezzate perche` non sono capaci di fare i vostri porci comodi.

e perche` vivono nell’agio e nei privilegi: quelli che proprio voi gli garantite.

* * *

Lupi ha fatto quello che avrebbero regolarmente fatto il 99% di quelli che urlano per le sue dimissioni.

Non sono qui per difendermi da accuse che non mi sono state rivolte. Ho fatto quello che avrebbe fatto qualsiasi padre. Non mi sono dimesso né da padre né da marito. Gli affetti vengono prima.

e` proprio cosi`: la cultura familistica amorale tipica dell’Italia non poteva essere descritta meglio.

* * *

questa cultura domina il paese e lo riduce a terra di clientele, parola che, non a caso, inventarono gli antichi romani, e risulta quasi la forma di governo piu` antica del mondo, piu` della stessa Chiesa, che del resto se ne e` sempre avvalsa.

se, grazie a questo, il paese e` caduto nelle mani di consorterie di incompetenti che lo hanno fisicamente distrutto, massacrandone il territorio con opere pubbliche spesso insensate, e culturalmente annientato, conquistando tutti i posti di comando, da dove agiscono unicamente in vista del beneficio personale, emarginando sistenmaticamente sia i capaci sia gli onesti e prima di tutti gli onesti capaci, che cos’altro si puo` dire o fare?

* * *

emigrare, eclissarsi, staccarsi, forse anche tacere, se non ci fosse il tempo vuoto dell’attesa, riempito da una speranza che non vuole morire e che pero` intanto si e` fatta acida come una zitella incattivita.

forse rassegnarsi a questo stato di cose e` la cosa piu` saggia, ed e` quello che la ragione suggerisce.

ma il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce, e grida ancora.

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7 risposte a “siamo tutti Lupi – 145.

  1. perdonami Raimondo, silenzio e parola sono due concetti contrapposti.
    Tu ad esempio stai parlando, se avessi perseguito il silenzio, invece…
    😉

    Comprendo e apprezzo lo spunto riflessivo che incita alla riflessione stessa scaturita dal silenzio, ma in una realtà sociale il silenzio non può che essere l’incipit di una buona parola.

    Il silenzio è uno strumento per lo più necessario, come la gomma da cancellare.

      • ber un buon cristiano che crede nell’aldilà, si.
        per gli altri, è come sotterrarsi nella fossa prima del tempo: moriremo comunque, tanto vale lottare nel mentre.

      • Nel tuo pezzo risuonava lo spirito di quella frase di Isaia. Ma silenzio e speranza non impediscono di parlare, di riflettere e di dire ció che pensiamo sia vero.

        • pero` sarei curioso di leggere le due frasi nel loro contesto.

          perche` in effetti non ha torto Krammer a ricordare il rischio che il silenzio lavori per il potere vigente.

          e infatti si giustifica soltanto quando lo si ritiene inattaccabile.

          mi fa specie un profeta che elogia il silenzio: ci sono molte urla nel libro di Isaia…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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