la Germania California d’Europa? – 149.

da poche ore in Germania, dopo un viaggio un poco avventuroso con i casuali, ma piacevoli compagni di viaggio di Blabacar (ma che merita un prossimo racconto a parte), basta uscire per una passeggiata per la Königstraße di Stuttgart per sentirsi a casa, per uno come me, e perfino il blog ne beneficia.

trovare nei primi 300 metri del corso tre banchetti che sembrano quasi destinati a confermare le idee che qui faticosamente cerco di diffondere, come non specialistiche, ma normali per un cittadino comune e solo minimamente interessato alla sua dimensione pubblica (cioè collettiva e politica) mi fa respirare a pieni polmoni, finalmente: smetto di sentirmi un marziano.

i veri marziani sono loro, quelli che non si interessano, che vegetano, inconsapevoli e disinteressati.

* * *

il Movimento di solidarietà per i diritti dei cittadini ha un semplice manifesto che ricorda come i debiti delle banche tedesche, 55.000 miliardi di euro, sono quasi 200 volte quelli dello stato greco di cui tanto si parla: 300 miliardi di euro.

un dato tanto semplice quanto occultato: in fallimento sono le banche, non gli stati.

altrove, qualcuno ricorda che Putin non è il nostro nemico.

intanto la musica avvolge la passeggiata, è un sassofono, nel cielo grigio poi il suonatore intona un’aria d’opera italiana.

* * *

per la prima volta registro al supermercato che i prezzi del cibo, dopo dieci anni, sono diventati più alti qui che da noi.

ma per le strade la povertà dilaga e assume un aspetto persino quasi minaccioso.

sembrano tribù orientali, infiltrate ed accampate ovunque, con barbe sudicie, avvolte nei sacchi a pelo, e cani al seguito.

improvvisamente mi colpisce l’immagine della Germania come la California senza sole d’Europa, dove, come lì, si radunano i disperati di mezzo continente, dato che in qualche modo risulta più facile cavarsela.

ma come è angosciante questo mondo dove il numero dei disperati senza futuro sembra destianto a crescere in maniera esponenziale, e sembra già pronta come carne da cannone.

e poi qualcuno si scandalizza se mi capita di citare Piketty o le statistiche sulla crescita della diseguaglianza sociale, perché sarebbe riformista farlo: o Italia demenziale!

* * *

idee e osservazioni un poco strane, indubbiamente controcorrente, per ora provvisorie.

scrive da un internet café in attesa di procurarmi una connessione provvisoria da casa.

giusto per far sapere a chi mi vuole bene che sto bene, e pregarlo di aspettare, per avere risposte e informazioni un poco più articolate di queste annotazioni generiche e frettolose.

* * *

buona Italia, comunque, a tutti i disperati che sono costretti a restarci sempre.

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Una risposta a “la Germania California d’Europa? – 149.

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