l’invertito, il sodomita, il finocchio, il contronatura, l’omosessuale, il gay, la famiglia omosex.- 152.

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Purtroppo questo post, scritto in Germania, risente della misteriosa aura locale e, pensato inizialmente come un agile intervento sarcastico sulla campagna anti-gay di Forza Nuova, ha finito col diventare una specie di piccolo saggio sulla storia dell’omosessualita`, francamente imbarazzante per le dimensioni, che impediranno a chiunque di leggerlo.

O meglio, qui c’e` il semplice abbozzo di un saggio, che peraltro non ho nessuna voglia di scrivere.

Sono obbligato dunque a premettere una specie di schema del discorso compiuto, per consentire a chi vuole, di andarsi semmai a concentrare su punti particolari.

  1. L’invertito e l’omosessualita` in Italia negli anni Cinquanta.
  2. Il sodomita della tradizione cattolica
  3. I comportamenti omosessuali nel mondo greco-romano
  4. Il cristianesimo nascente e il rifiuto dell’etica sessuale antica
  5. La condanna degli atti omosessuali nel mondo ebraico
  6. Gli atti omosessuali nella cultura islamica
  7. Il finocchio e gli atti omosessuali nel Medioevo cristiano
  8. Il peccato contro natura nella teologia cattolica
  9. Pasolini e la scoperta dell’omosessualita` in Italia negli anni Sessanta
  10. L’invenzione anglosassone del gay
  11. L’omosessualita` narcisista del nuovo millennio e la famiglia omosex
  12. La crisi della fertilita` maschile nel mondo avanzato
  13. Essere umani, esseri umani

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.1. L’invertito e l’omosessualita` in Italia negli anni Cinquanta.

Quando ero bambino l’omosessualita` non esisteva come categoria generale.

Non che non esistessero i comportamenti che oggi si chiamano omosessuali, ovviamente, ma non avevano un nome loro proprio nel loro insieme; esisteva una sola parola per accostarsi a quel mondo, ed era quella che si attribuiva all’invertito, ma riguardava una condizione omosessuale soltanto e un solo sesso, dato che non poteva esistere al femminile, evidentemente.

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Che cos’era l’invertito? Era il maschio che aveva rovesciato il proprio ruolo nel campo sessuale.

Occorre essere piu` precisi: il maschio che, invece di penetrare col proprio organo sessuale, si fa penetrare.

E il maschio che invece ama penetrare altri maschi?

Be’, in quella visione del mondo non e` un invertito, semmai uno che esagera con la mascolinità`, ma non esisteva un nome specifico per indicarlo; semmai si poteva indicarlo, forse, come sodomita, dal nome di quegli abitanti di Sodoma che erano cosi` poco cortesi da volere stuprare i giovani messaggeri inviati loro da Dio, trovandoli molto carini?

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.2. Il sodomita della tradizione cattolica

Ma la parola sodomita era aldifuori del linguaggio comune, e come la sua stessa origine indica, di origine strettamente religiosa.

Semmai riservata ai commenti della Divina Commedia, Inferno, Canto XV, dove Dante incontra fra i sodomiti, puniti post mortem col correre nudi sotto una pioggia di fuoco, il proprio maestro Brunetto Latini: Oh, siete voi qui, ser Brunetto?

Ma vai a capire se sodomita era indicato allora in senso specifico, cioe` per un omosessuale maschio attivo, oppure se la parola si era gia` frastagliata per comprendere con questo concetto il suo contrario, dato che evidentemente, fatti salvi i casi di violenza sessuale, non esisterebbero i sodomiti attivi, se non esistessero gli invertiti, cioe` gli uomini che nel gioco sessuale assumono un ruolo passivo (a volte addirittura con donne che vi si prestano, anche trovandovi piacere, con sussidi artificiali, evidentemente).

D’altra parte neppure la parola sodomita considerava ancora la possibile esistenza di una omosessualita` femminile, che rimaneva sconosciuta al linguaggio comune, visto che l’espressione “lesbica” era troppo colta, rara e ricercata: non poteva esserci palesemente ne` una donna invertita, ne` una donna sodomita.

La scarsa attenzione all’omosessualita` femminile, del resto, poteva essere giustificata dal fatto che, in una condizione sociale di sottomissione, tendenze di questo tipo non impedivano la generazione di figli anche da parte di queste donne, comunque regolarmente sposate per regola e sottoposte a rapporti sessuali con i loro uomini, graditi o meno che fossero.

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.3. I comportamenti omosessuali nel mondo greco-romano

Pero` la parola invertito merita ancora qualche considerazione, prima che parliamo della sua scomparsa dal linguaggio comune e il suo passaggio nell’archivio storico delle parole in disuso.

Quella parola esprimeva una visione della sessualità` maschile ben radicata nella tradizione occidentale e in particolare da quella greco romana, che prevedeva una tranquilla e serena esuberanza dell’attivismo sessuale maschile, che non ci si sarebbe mai sognati di stigmatizzare negativamente anche se si riferiva a persone dello stesso sesso: giovinetti che non avevano ancora raggiunto la puberta` nel mondo greco (il comportamento attivo diventava moralmente riprovevole solamente dopo, quando i giovinetti in questione erano diventati a loro volta sessualmente attivi), oppure giovani schiavi nel mondo romano; le testimonianze dei poeti latini dell’eta` di Cesare e di Augusto non lasciano molti dubbi al riguardo, con i vari Catullo e Tibullo che, mentre smaniano d’amore per la donna del cuore, dedicano altre poesie a meno faticosi e piu` effimeri giovani amori maschili.

E nel mondo romano viene meno anche, a quanto risulta, la delimitazione dell’eta` che era stata in uso nella Grecia classica.

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Il sesso attivo di maschi adulti con giovani maschi non era quindi considerato oggetto di riprovazione e neppure esisteva un nome specifico per indicarlo; era una semplice variante della sessualità` maschile, nell’impero romano.

La riprovazione sociale andava solamente a quei maschi che, pur potendo essere attivi, preferivano non esserlo abitualmente: i froci, gli invertiti appunto; e quanto era violenta in questo caso, il tutto essendo manifestazione di un maschilismo ben radicato che vedeva le donne ben chiuse in casa sia a Roma sia nel mondo greco, prima dei movimenti di emancipazione femminile della tarda eta` repubblicana (e della connessa, gia` allora anticipata, crisi dell’identita` virile)

Ma poteva perfino capitare che perfino comportamenti occasionali di questo genere non fossero considerati moralmente rilevanti, come capito` a Cesare, la cui immagine rispettata di bisessuale attivo non venne scalfita da una occasionale relazione con un giovane re alleato nella quale aveva assunto un ruolo passivo, a quanto dicevano i pettegolezzi del tempo, : e i soldati, che nel trionfo intonarono dei cori per sfotterlo cantandolo come regina di Bitinia, non smisero per questo di rispettarlo e di obbedirgli.

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L’antichita` greco-romana considerava dunque del tutto naturale, per non dire positiva, l’esuberanza sessuale maschile.

Del resto la potenza sessuale maschile era oggetto di culto religioso, fino alle processioni annuali chiamate falloforie nelle quali si esibivano enormi statue di falli in erezione, simbolo della propagazione della vita.

E la storia degli imperatori romani fino al trionfo del cristianesimo come religione di stato e` anche storia di una esibita bisessualità` che non scandalizzava nessuno, tanto che Nerone poteva celebrare nozze omosessuali con uno schiavo oppure l’imperatore Adriano avere, accanto alla moglie, un amante ufficiale Antinoo, addirittura divinizzato e reso oggetto di culto dopo la tragica e prematura morte, come ben ricordato da Marguerite Yourcenar nel suo capolavoro Memorie di Adriano: una scrittrice lesbica che e` riuscita a dare voce all’amore omosessuale antico.

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.4. Il cristianesimo nascente e il rifiuto dell’etica sessuale antica

Del culto di Antinoo mi sono occupato in un post di qualche tempo fa, per avanzare la tesi abbastanza inedita che la definizione del cristianesimo come religione distinta dall’ebraismo, che avviene giusto nello stesso momento storico, fosse stata anche una reazione a questo culto imposto dall’imperatore.

Non che i cristiani non esistessero anche prima, anzi a mio parere il nome era nato addirittura prima della comparsa di Jeshu, che desunse il suo soprannome di Christos, unto come re, dall’attesa che gli preesisteva, ben lungi dal determinarla lui di persona.

Ma i cristiani divennero quello che intendiamo oggi con questa parola solo allora, nel corso del secondo secolo, quando nel loro nome si ando` perdendo l’attesa del re ebreo che doveva ristabilire il trono di Davide, sostituita dall’attesa di un imperatore universale che stabilisse invece l’impero cristiano sul mondo; e i cristiani smisero di essere una particolare setta della religione ebraica, per diventare una religione a se`, del tutto nuova; cosa che palesemente non era negli obiettivi della fallita missione messianica di Jeshu, un secolo prima.

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L’orrore dei comportamenti omosessuali fu un elemento dominante nella formazione del cristianesimo, di cui fu elemento di forza l’introduzione di una nuova morale sessuale che li vietava.

In questo si esprimeva da un lato una prima forma di rivendicazione femminile di una diversa visione del mondo, dall’altro la forza della tradizione ebraica, che li vietava.

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.5. La condanna degli atti omosessuali nel mondo ebraico.

L’ebraismo aveva religiosamente considerato come mostruosità` comportamenti omosessuali, che contravvenivano al dovere di usare la sessualità` al solo fine di generare.

Difficile sarebbe immaginare che nella stessa area del Mediterraneo in quei tempi esistevano due mondi cosi` potentemente contrapposti, come quello libertino ed esuberante della tradizione greco-romana, ma anche barbarica e germanica, a quanto se ne sa, e quello chiuso e fanatico dell’ebraismo, che condannava alla lapidazione, senza troppe distinzioni sottili, qualunque maschio “giacesse” con altro maschio – se il mondo attuale non ci ripresentasse il fantasma della stessa contrapposizione, di nuovo fra le stesse aree geografiche, portatrici di culture diverse e quasi contrapposte; solo che il posto moderno del rifiuto ebraico dell’omosessualita`, imposto dal revival fanatico di Esdra, redattore finale del Pentateuco, e` oggi preso da una lettura altrettanto fanatica del Corano di Mohammed.

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.6. Gli atti omosessuali nella cultura islamica

Un rifiuto assoluto dell’omosessualita` maschile nell’islam tuttavia non puo` farsi risalire a Mohammed, che anzi considerava con indulgenza quasi da Grecia classica l’inevitabile e occasionale sconfinamento della sessualità` adolescenziale maschile verso altri maschi, essendo le donne cosi` rigidamente protette ed escluse dai contatti sessuali fino al matrimonio.

La continuita` fra le due culture stava del resto nel maschilismo e nella reclusione femminile.

Il divieto dell’omosessualita`, punita con la morte rituale, era esclusivo del mondo ebraico e solo da li` e`penetrato nell’Europa divenuta cristiana, ma senza un distacco davvero radicale e completo dalla visione culturale precedente.

Insomma, l’orrore moderno, che noi consideriamo tutto islamico, per l’omosessualita` maschile, che porta alle condanne a morte iraniane degli omosessuali colti sul fatto e alle simili condanne da parte dello Stato sedicente Islamico, uguali a quelle degli sciti cosi` ferocemente combattuti, appare piuttosto un debito mentale non lontano dall’eresia degli islamici verso il biblico e minaccioso Jahve` che verso Allah il misericordioso, che aveva promesso per bocca di Mohammed di non prendersela piu` che tanto per queste sciocchezza, ma di essere molto piu` interessato a vietare che si mangiasse carne di maiale o si facessero le genuflessioni rituali verso La Mecca.

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Paradossale dunque, alla luce della situazione attuale, che nel Medioevo fosse il mondo islamico ad avere un atteggiamento piu` aperto verso l’omosessualita`, come del resto ben testimonia anche una ricca tradizione letteraria e poetica parzialmente confluita nelle Mille e una notte.

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.7. Il finocchio e gli atti omosessuali nel Medioevo cristiano

Era invece l’Europa cristiana in quegli anni ad affrontare la questione con ondate fanatiche fondate sul metodo sbrigativo del bruciare vivi gli omosessuali colti sul fatto.

Roghi sui quali si gettavano mucchi di finocchi per attenuare l’odore della carne bruciata; ed e` giusto a loro che si deve la definizione di finocchio rimasta addosso, come minaccioso insulto, a chi venisse anche solo sospettato di poter fare quella fine.

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Non che l’intera storia medievale fosse una successione ininterrotta di roghi di omosessuali, di eretici o di streghe; lo dimostra il modo tutto sommato tollerante di Dante di affrontare la questione, pur se non manca la sua condanna morale.

Tuttavia non mancavano neppure allora le ondate di bestiale fanatismo, buone per provare a gestire momenti socialmente critici col sacrificio in piazza di qualche innocente.

E` grottesco vedere i neo-nazisti di Forza Nuova esporre le loro gigantografie ignoranti per dire Vogliamo l’Italia Romana e Cristiana, quando della storia romana conoscono poco o nulla, altrimenti saprebbero che era caratterizzata da quell’atteggiamento verso i comportamenti omosessuali che ho appena descritto sopra.

Italia romana

Del resto solo una profonda ignoranza storica puo` portare a considerare equivalenti due civilta`, quella romana e quella cristiana, che si sono combattute ferocemente da entrambe le parti per quasi quattro secoli, fino a che la prima non e`stata schiacciata dalla seconda.

Cosi come e` grottesco che oggi Israele sia diventato un paese dove l’omosessualita` e` accettata ed esibita come elemento di identita` culturale laica ed aperta, almeno in una parte della popolazione, quando la condanna radicale dell’omosessualita` nasce dall’interno stesso della cultura ebraica, dove adempiva ad una funzione storica ben precisa, che era quella della moltiplicazione demografica per conquistare il mondo, secondo l’ordine dato da Jahve` in persona ad Adamo.

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E fu proprio in questo modo, cioe` per l’impetuoso sviluppo demografico connesso ad una forte emigrazione, che il popolo ebraico arrivo` a esercitare una importanza determinante nell’impero romano, dove costituiva nel primo secolo una minoranza di circa il 10% della popolazione globale, molto attiva e dedita al proselitismo religioso, anche se politicamente era rimasto quasi sempre insignificante nella terra d’origine, salvo la breve e mitizzata parentesi del regno di Davide e Salomone, subito dopo, immediatamente auto-distruttosi.

E solo i ripetuti scontri frontali perdenti con l’impero romano della prima e della seconda guerra ebraica, rispettivamente nei primi anni Settanta del primo secolo e attorno al 135 dopo Cristo, avevano visto un ridimensionamento radicale della loro importanza, anche per via della politica decisamente genocida adottata dall’impero romano nella loro terra d’origine, dalla quale furono completamente estirpati, e dal rigido controllo delle minoranze ebraiche presenti altrove, da allora rigidamente ghettizzate.

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Dunque il subentro, con l’impero cristiano della decadenza, del divieto della sessualità` omo anche occasionale fu il trionfo del modello culturale ebraico contro quello genericamente definito pagano: trionfo non piu` dovuto alla forza diretta della tradizione ebraica, ma alla sua rivitalizzazione all’interno della cultura religiosa cristiana.

Eppure una immagine della omosessualità` maschile ancora legata al mondo che venne poi definito pagano continuo` a sopravvivere sotterraneo nella cultura europea fino agli anni Sessanta circa del secolo scorso, tra noi.

E a questa sopravvivenza non ufficiale contribui` anche un’analoga tolleranza verso tali comportamenti che era stata tipica anche nella nuova componente germanica della cultura europea.

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.8. Il peccato contro natura nella teologia cattolica

Ma nel modello mentale cristiano ufficiale, e solamente in questo, i comportamenti omosessuali vennero definiti contro natura.

Ecco Dante, appunto, che punisce in un’unica grande categoria peccaminosa i bestemmiatori che offendono Dio, i sodomiti che offendono la natura (attraverso la violazione dell’ordine di destinare la sessualità` unicamente alla riproduzione per dominarla) e coloro che prestano ad interesse (o usurai), che violano il comando di procurarsi da vivere col lavoro.

Eppure la natura non risparmia di offrirci numerosi esempi della esistenza di questi comportamenti anche fuori dalla specie umana.

Contronatura la sessualità` omosessuale umana, allora? ma proprio la diffusione dei comportamenti omosessuali tra gli uomini dimostra la loro naturalita`.

La ricerca scientifica si e` da tempo resa conto che la sessualità` nella nostra specie non ha soltanto valore ai fini della riproduzione (essa risulta decisamente sovrabbondante rispetto a questo scopo), ma ha una fondamentale funzione socializzante: il sesso consolida i legami affettivi fra gli esseri umani, e a questo non si sottrae certo la sessualità` omosessuale, come ben sapevano fra gli antichi Greci i Tebani, che avevano il fulcro della loro potenza militare nella cosiddetta legione sacra, un reparto scelto, dove i soldati erano tutti amanti fra loro, e per questo si riteneva che combattessero meglio, visto che il loro scopo in battaglia era anche quello di salvare il loro amato.

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.9. Pasolini e la scoperta dell’omosessualita` in Italia negli anni Sessanta

E` verso gli anni Sessanta che la parola invertito comincia a scomparire, ma la definizione non viene sostituita da quella di comportamenti contronatura, troppo caratterizzata forse in senso religioso e palesemente irrealistica, bensi` dalla parola omosessuale.

Forse in Italia il primo per il quale venne usata a livello di massa fu Pasolini.

E fu con questa parola, per la prima volta non direttamente spregiativa e apparentemente neutra e tollerante, che si passo` dalla tacita tolleranza e dalla programmatica cecita` degli anni Cinquanta, dove un Comisso, un Visconti, un Penna, un Arbasino potevano vivere le loro esperienze omosessuali senza nessuna morbosa curiosita`, ai ripetuti processi, agli scandali, alla stigmatizzazione pasoliniana.

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Si`, ora diro` un’altra eresia, ma fu Pasolini a inventare in Italia l’orrore per l’omosessualita`, che prima non era mai esistito, buttandola in faccia a chi non voleva vederla e rendendola insopportabile: la condanna per corruzione di minori alla fine degli anni Quaranta per atti sessuali con ragazzini che oggi gli meriterebbero la qualifica di pedofilo, poi i processi con la censura, l’esibizione dichiarata dei comportamenti omosessuali in un cinema provocatorio, ma soffocato dai sensi di colpa, furono le tappe con le quali l’Italia cattolica fu costretta a prendere atto che l’omosessualita` esisteva, ed era dannata.

Mentre esibiva la sua omosessualità`, infatti, Pasolini la soffriva e la considerava impura: in questo corto circuito emotivo, non lontano dal punto di vista soggettivo dalle circostanze stesse della sua morte violenta, Pasolini incatenava l’omosessualita` alla sua immagine colpevole, nel momento stesso nel quale ufficializzava la parola e il comportamento.

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Ecco dunque nell’Italia degli anni Sessanta la traumatica invenzione e l’esibizione pasoliniana dell’omosessuale, l’uomo che trasforma certi normali aspetti dell’erotismo, che puo` occasionalmente assumere aspetto anche omoerotico, in vera e propria sessualità` condivisa stabilmente con persone dello stesso sesso.

E per la prima volta omosessuali potevano essere anche le donne.

Omosessualità` era termine tecnico, quasi medico, rimandava al contemporaneo rapporto Kinsey e alle sue statistiche sulla diffusione dei comportamenti omosessuali occasionali fra i maschi americani, che smentivano per la loro portata ogni affermazione di innaturalita` di questi comportamenti, a meno di non voler considerare innaturale quasi la meta` dei maschi americani.

Ma in Italia la parola restava segnato dallo stigma di colpevolezza cattolica che Pasolini gli aveva cucito addosso, all’interno della sua personale e sofferta dialettica fra puro ed impuro.

Cattolica, cioe` figlia dell’ebraismo: per nulla romana…

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.10. L’invenzione anglosassone del gay

Un nuovo termine si fece strada rapidamente, pero`, dal mondo anglosassone, dove questo senso di colpa cattolico e tipicamente italico non aveva spazio con le sue contorte deformazioni mentali, per cui si ama davvero e profondamente soltanto quello che e` proibito.

E la parola era gay.

Ora il termine merita un’analisi distinta: in se stesso non presenta alcuna diretta correlazione con l’omosessualita`, ma indica piuttosto una sessualità` disimpegnata e libertina, allegra, come potrebbe essere letteralmente tradotto.

Da noi in Italia c’erano state, come definizione, le ragazze allegre; essere gay significava sentirsi altrettanto allegri, indipendentemente dal sesso di appartenenza, e slegare la sessualità` dai fini riproduttivi o dall’incasellamento matrimoniale.

Un concetto potenzialmente molto piu` largo di quello connesso alla definizione di omosessuale; e il suo uso sembra quasi proclamare che, se una persona ha una concezione non strettamente monogamica della sessualità`, inevitabilmente finisce anche per integrarvi dei comportamenti omosessuali.

Oppure, per altro verso, che non ha senso distinguere i comportamenti omosessuali da quelli etero, una volta che sia gli uni sia gli altri risultino svincolati dall’obiettivo della riproduzione e indirizzati a quelli della soddisfazione.

Insomma, per dirlo in una formula sintetica, il concetto di gay dipende strettamente dall’invenzione della pillola anti-fecondativa: e` questa scoperta che rende in un certo senso gay, cioe` allegramente disimpegnati, i rapporti sessuali uomo donna, fino ad allora strettamente condizionati dal rischio riproduttivo.

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Dunque la facile contraccezione equiparava il rapporto sessuale uomo donna a quelli uomo uomo o donna donna, rendendo anche i primi potenzialmente non fertili, e creava un terreno comune nella concezione di una sessualità` non necessariamente riproduttiva; ma nello stesso tempo creava attorno ai comportamenti omosessuali una delimitazione piu` forte e ne restringeva la portata.

Intendo dire che in Europa l’emancipazione sessuale femminile creava una disponibilità` al coito molto piu` diffusa nelle ragazze delle nuove generazioni e diminuiva quella pressione a sfoghi occasionali fra maschi che nasceva, come ben sapeva perfino Mohammed, dalla clausura imposta alle donne.

A questo punto anche l’omosessualita` tendeva a diventare una scelta consapevole di vita, una preferenza marcata e stabile, una vera e propria identita` alternativa.

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In questo nuovo quadro piu` recente si collocano fenomeni come l’outing, la pubblica dichiarazione della propria scelta omosessuale, e la rivendicazione, in una chiave narcisista, di una perfetta equiparazione legale alla condizione eterosessuale.

La definizione di gay non e` piu` adeguata, questa stessa parola sta vivendo il suo tramonto; ritorna, piuttosto, la parola omosessuale, ma carica di valori e significati nuovi.

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.11. L’omosessualita` narcisista del nuovo millennio e la famiglia omosex

Ho parlato di concezione narcisista perche` questo narcisismo e` evidente a chi ha avuto modo di assistere a questa storia che sta cambiando strutture mentali profonde della nostra cultura e creando forme di disagio acute e da non sottovalutare.

Il narcisismo consiste nella deformazione della visione del problema che lo porta dalla sua dimensione sociale a quella strettamente individuale.

Il distacco della sessualità` dalla sua funzione riproduttiva e` diventato cosi` marcato che non si guarda piu` alla relazione uomo-donna nell’ottica prevalente della famiglia e della riproduzione, ma in quello della soddisfazione di bisogni affettivi e relazionali primari.

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Lo stesso avere dei figli non viene piu` sentito prevalentemente come il momento centrale della riproduzione della societa` umana come fatto collettivo, ma esclusivamente nel suo aspetto di diritto individuale alla gratificazione connessa.

Ecco che per l’omosessuale diventa una privazione inaccettabile non potere avere figli e la rivendicazione al diritto presunto di generarne artificialmente grazie all’intervento medico e alla sottomissione di qualche donna che si presti, a pagamento, a fare da fattrice di un piccolo che non crescera` come figlio suo.

Del resto se la scienza medica corre incontro in vari modi al bisogno di maternita` o paternita` negato dalla natura a qualcuno di noi, come negare questo stesso “diritto” soggettivo ad una coppia dove l’impossibilita` di generare non dipende dalla sterilita` dell’uno o dell’altro membro, se non addirittura di entrambi, ma dalla banale circostanza di appartenere allo stesso sesso?

La medicina e` cioe` chiamata a sanare non una sterilita` assoluta, dato che entrambi i – oppure le – componenti della coppia omosessuali potrebbero essere fecondi in un eventuale rapporto sessuale etero, ma la sterilita` relativa data da quel particolare accoppiamento omosessuale.

E viene a crearsi una nuova specie di diritto umano negato: quello di sovrapporsi alla natura con la tecnica, in un mondo nel quale la riproduzione stessa rischia costantemente di smettere di essere un fatto naturale per diventare totalmente medicalizzata e in prospettiva persino inevitabilmente artificiale.

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.12. La crisi della fertilita` maschile nel mondo avanzato

E` infatti in atto da qualche decennio un fenomeno del quale poco si parla, ma veramente preoccupante, che e` quello di una rapida riduzione della fertilita` maschile, almeno nelle regioni piu` avanzate.

Quale ne sia la causa non e` del tutto chiaro, anche se si tende a porre l’accento sull’inquinamento; ma non mi sento neppure di escludere che possa esserci alle spalle qualche meccanismo naturale di autocontrollo della funzione riproduttiva in condizioni di sovrappopolamento.

Dovesse continuare al ritmo attuale non ci vorrebbero troppi decenni perche` nelle aree piu` modernizzate la fecondazione debba avvenire prevalentemente in vitro.

E a questo punto, davvero, resterebbe un unico, ma insuperabile ostacolo, alla piena equiparazione dei diritto di generare di una coppia anche omosessuale: la necessita` di ricorrere ad un carnale concreto utero femminile per la gestazione: fatto che non potra` mai essere separato dalle sue componenti emotive e psicologiche.

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Ma fino a quando resistera` questo ultimo bastione difensivo della sessualità` naturale? Che non esclude affatto la naturalita` dei comportamenti omosessuali, occasionali o no, ma esclude, per quel che vale, che essi possano essere direttamente fecondi, senza intervento medico esterno alla coppia…

Possiamo quindi considerare un diritto individuale non negoziabile quello degli omosessuali a formarsi una famiglia, se lo desiderano, non attraverso l’adozione di bambini gia` nati e privi di una famiglia, che starebbero comunque meglio con loro che in un istituto, ma attraverso una generazione artificiale di bambini anche geneticamente loro, attraverso diverse tecniche di manipolazione?

Ma allora come non rendersi conto che questo diritto di generare bambini con tecniche artificiali sara` concretamente garantito solo alle coppie che se lo potranno economicamente permettere, indipendentemente dal fatto che siano eterosessuali, ma sterili, oppure omosessuali, ma potenzialmente non sterili?

E di fronte a due omosessuali che non si accontentano neppure di allevare il figlio di uno o una di loro ottenuto con l’inseminazione artificiale, ma pretendono proprio la fusione dei loro cromosomi di coppia, possiamo permetterci di considerare questa pretesa un assurdo capriccio oppure no?

E allo stesso modo considerare il desiderio naturale di una coppia eterosessuale di superare un divieto posto dalla natura, ad essere feconda?

Problemi di cui piacerebbe si potesse discutere senza le insopportabili aggressioni nevrotiche di chi si considera portatore per definizione del politically correct, da un lato, oppure dei presunti valori indiscutibili della civilta` o della natura, che miracolosamente vengono a coincidere proprio col suo modo di pensare e con i suoi pregiudizi.

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.13. Essere umani, esseri umani

Intanto che riflettiamo su questi temi, lasciamo che chi fa una scelta di vita stabile della sua omosessualità` non debba piu` chiamarsi invertito, sodomita, contronatura, omosessuale, gay, ma semplicemente essere umano.

Forse la soluzione piu` semplice del problema potrebbe stare proprio qui, quando dovessimo ammettere che anche chi fa la scelta stabile di una vita omosessuale e` un essere umano come un altro e dunque una coppia omosessuale stabile ha gli stessi diritti di adottare un bambino di una coppia etero.

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4 risposte a “l’invertito, il sodomita, il finocchio, il contronatura, l’omosessuale, il gay, la famiglia omosex.- 152.

  1. Ti ho detto spesso di cercare la verità e qui da trovare è piuttosto semplice per chi la vuole vedere.
    Al di là di tutti i variopinti ragionamenti che si vogliono srotolare.
    Un bambino, tutti i bambini hanno una mamma ed un papà.
    L’essere in divenire è frutto di una unione maschile (spermatozoo) con una femminile (ovulo).
    Da questo si evince che il bambino può svilupparsi solo in questa precisa situazione, e una volta venuto alla luce per maturare anche intellettualmente in maniera armoniosa ha ancora bisogno di queste due figure diverse tra loro.
    La vita ha bisogno tanto del giorno come della notte non c’è “potere umano” che possa cambiare la verità, non sono intercambiabili.
    Che piaccia o no la dichiarazione di Stefano Dolce e Domenico Gabbana è talmente semplice che per i più risulta quasi impossibile da comprendere:

    “LA FAMIGLIA: NASCI CON UN PADRE E UNA MADRE” – Non usano mezzi termini Stefano Dolce e Domenico Gabbana: “La famiglia non è una moda passeggera. È un senso di appartenenza sovrannaturale”, spiega Stefano. E Domenico gli fa eco, calando l’asso: “Non abbiamo inventato mica noi la famiglia. L’ha resa icona la Sacra famiglia, ma non c’è religione, non c’è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre”.

    L’uomo e la donna nonostante la sbandierata e rivendicata (da parte di donne poco intelligenti*) uguaglianza sono diversi sia fisicamente che intellettualmente.
    La donna che non si è lasciata snaturare dall’ideologia femminista è accogliente, attenta ai bisogni di chi le sta intorno, tende ad allacciare e riallacciare rapporti, si prende cura di chi le è attorno.
    Preparata per natura a fare un passo indietro come individuo per accogliere in sé nuova vita. Una cosa grandiosa, meravigliosa!!!
    Diversamente non ci sarebbe nuova vita.
    Sottomessa.
    La donna si mette in posizione base (sotto) perché in questo modo può con maggior forza, sostenere quel tutto che la famiglia comporta.
    E’ la pietra su cui poggia la famiglia.
    Ciò che non si vede è ciò che più conta, l’egoismo è tenuto a distanza di sicurezza.
    Quando si dice: la forza sta nel debole è questo che si intende; la donna con la sua morbidezza si sa adattare, ma accogliendo in sé, porta gli altri ad assomigliarle.
    Questo secondo alcuni è esser prigioniere, occorrerebbe andare a dirlo alle donne che dopo anni di studi, di lavoro forsennato per far carriera arrivano ai 35/40 anni a volere , (sottolineo il verbo usato-volere) un figlio che sfortunatamente non arriva.
    Sono le donne-padrone che credono l’avere figli un diritto uguale a qualsiasi altro, e farebbero qualsiasi cosa pur di averlo e si scatenano, ricorrendo a tutto dalle cure ormonali all’utero in affitto.
    Che pretendono poi di dire al maschio chi o come deve essere, non lo lasciano libero di essere ciò che è, mai contente di nulla.
    Lo schiacciano pur di “realizzare” sé stesse. Novelle virago.
    Non dobbiamo assomigliare ad un maschio, non perché la donna sia meglio ma perché è diversa, ed è meraviglioso esser donne.

    L’omosessuale è una persona che come “Base” ha odio.
    E’ la brutta copia di una donna, caricatura farsesca di tutto ciò che è femminile. Non è esteriormente che si dimostra di esserlo, volendo a tutti i costi un figlio, vorrei tanto sapere se da un utero in affitto per un figlio ne arrivasse uno non tanto perfetto cosa ne farebbero.
    Credo io, ma magari sbaglio, che non lo vorrebbero. Chi fa un acquisto, di solito, rifiuta gli oggetti difettosi.
    E l’uomo nonostante gli ormoni, gli interventi chirurgici i colloqui con gli psicologi sarà solo un tentativo di copia femminile e quindi anche di mammo.

    *Intelligente: Chi aveva intelligentĭa era dunque qualcuno che sapeva “leggere-dentro”, ovvero “leggere oltre la superficie”, comprendere davvero, comprendere le reali intenzioni.

    • Ps. Come al solito non mi aspetto risposte perché non ne hai.
      Al massimo tirerai fuori “ragionamenti senza fondamento alcuno, magari scrivendo un altro post senza rispondere direttamente a ciò che ho detto. E’ il tuo schema.
      Dirai che l’uomo con la sua mente può tutto ed è libero di pensare e quindi di essere ciò che vuole, quindi non dev’essere schiavo di “credenze” del passato. ecc ecc.
      Se è così ti inviterei a non criticare più nessuno per ciò che fa o dice, a partire dalla politica arrivando agli evasori passando per i mafiosi.
      Perché se ognuno è libero indiscriminatamente di esprimere sé stesso, ne ha pieno diritto chiunque e nel modo che crede più opportuno per sé stesso.
      Non è che le tue regole, solo perché sono tue e le credi giuste, devono poi valere per tutti gli altri no?
      Se vuoi un mondo senza regole te lo bevi tutto fino in fondo.

  2. Pubblicalo come saggio. Sarà più facile da leggere perché così non sarà necessario essere connessi. Dai, potrebbe interessare diverse persone. L’ ideale sarebbe presentarlo poi in una libreria o biblioteca. O molte.

    • grazie del commento! ne ho ricevuto un altro, telefonico:
      ehi, si vede che proprio l’aria della Germania non ti fa bene!!!

      se lo pubblico come saggio, dovrei allungarlo e corredarlo di note.

      magari dovrei anche collegarlo ad altri post che ho scritto sul tema.

      in appendice ci metterei volentieri il post su Adriano e Antinoo che ho citato.

      ho qualche resistenza a mettermi su questa strada, ma in generale quella di raccogliere e rielaborare alcuni dei miei post su alcuni argomenti in pubblicazioni online mi appare come un possibile sbocco alla crisi in corso del mio scrivere sul blog…

      significa però per me scegliere un tipo di scrittura più metodico e quasi professionale; non so quanta voglia ne ho…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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