siamo tutti kenioti, adesso? – 155.

* * *

no, mica tanto.

il rilievo di una strage cosi` efferata come quella di Nairobi e` oggettivamente modesto: anche le vittime si misurano a peso soggettivo e qualche decina di africani lontani ne hanno oggettivamente di meno di qualche mente brillante di una metropoli benestante che si considera la capitale del libero pensiero.

Charlie tutti siamo stati, ma non diventeremo anche kenioti.

nello stesso tempo il peso quotidiano delle notizie negative si sta facendo cosi` intollerabile che cresce in molti la voglia semplicemente di staccare i ponti col presente e provare a dimenticarlo.

* * *

con una scuola cattolica di Nairobi avevo giusto organizzato un gemellaggio l’ultimo anno del mio lavoro da dirigente scolastico e, poco prima che andassi in pensione, un gruppo di una ventina di studenti con alcuni insegnanti andarono li` alla fine delle lezioni del 2013 per un mese a vivere la vita locale, oltre che a portare qualche aiuto raccolto fra tutti gli studenti.

la scuola era corrispondente ad un liceo, quindi non e`, certamente, l’universita` colpita dalla strage, ma tra gli studenti universitari cattolici vittime del massacro potrebbero facilmente essercene alcuni che i nostri studenti avevano conosciuto.

il mondo diventa meno estraneo e lontano se hai voglia di conoscerlo.

* * *

intanto quella che avanza, senza che riusciamo a capirla, e` semplicemente la nuova barbarie resa necessaria dall’inevitabile crollo della nostra civilta` super-teconologica.

noi non ce ne rendiamo conto: siamo come gli abitanti della capitale del grande impero culla della futura Europa, dove nel III secolo si continuavano a costruire monumenti sempre piu` grandiosi, mentre i confini avevano gia` cominciato a cedere.

Ci prepariamo al nuovo medioevo? mi domanda un amico in un commento.

al nuovo medioevo e` molto difficile prepararsi per chi e` vissuto e si e` formato in un clima civile.

questo stesso blog e` l’immagine, a volte quasi penosa, delle difficolta` di riadattamento di una generazione oramai quasi passata ad una nuova realta` cosi` deteriorata.

ma lo studio storico della decadenza dell’impero romano, con le sue analogie impressionanti col presente, ci mostra il quadro drammatico di alcune generazioni disperate, che allora non sapevano come gestire la crisi irreversibile della loro civilta` ne` fronteggiare la nuova barbarie che avanza.

esattamente come noi oggi.

del resto la barbarie non si lascia discutere.

* * *

quando una civilta` affonda in una incontrollata espansione patologica dei propri bisogni e della popolazione, occorre necessariamente che le forze dell’autodistruzione si esprimano.

il tribalismo, l’odio, la violenza gratuita sono il segnale che nell’inconscio di alcuni la situazione sta diventando insostenibile.

per quanto assurdo possa sembrare, chi uccide oggi, guidato soltanto da una psiche animale, cerca senza saperlo di evitare una catastrofe maggiore domani che oscuramente percepisce.

* * *

per questo concludo: si`, siamo tutti kenioti, ma senza saperlo. 

Annunci

7 risposte a “siamo tutti kenioti, adesso? – 155.

  1. Pingback: Pippozio e la biblica ignoranza. | bortocommentando·

  2. L’ha ribloggato su Buseca ن!e ha commentato:
    Quello che sto per scrivere è assai politicamente scorretto ma in questo diario difficilmente lo sono stato: I morti kenioti valgono meno, molto meno dei francesi di Charlie Hebdo precisamente perché sono cristiani. I vignettisti ammazzati e le altre vittime di Charlie hanno avuto la solidarietà in alcuni casi pelosa di chi si ritiene superiore per definizione e per schieramento politico perché erano della loro parte. Se i vignettisti fossero stati di un ipotetico pungente periodico cattolico non ci sarebbe stata tutta la solidarietà. Ma la mia è una supposizione che non voglio veder suffragata dai fatti perché purtroppo i morti kenioti son li a testimoniarlo: loro son stati ammazzati esattamente perché hanno creduto alla bella notizia che Dio vuole farsi vicino ed è venuto in mezzo a noi dandoci l’esempio.
    E questo in chi è traviato e affabulato dal male provoca una rabbia ed una invidia incontenibile ora come nel passato.
    Vivendo in quella che per ora è una zona sicura della civilizzazione moderna però mi chiedo cosa posso fare.
    Io lo sò cosa posso fare: denunciare gli assassini che sono sempre e solo di una certa religione. E chiedere con forza del accogliere e sostenere i perseguitati e respingere i aderenti alla religione sanguinaria che è la causa di tutte queste stragi. E se mi dicono che questa è discriminazione io rispondo che sì, se aiutare le vittime, i deboli ed i perseguitati è discriminazione allora sì io sono uno che fa discriminazioni.
    A chi mi dirà che anche alcuni aderenti di quella religione sanguinaria son vittime io rispondo che son vittime dei loro stessi correligionari, quelli che la applicano correttamente. Se andate a leggere il loro libro sacro scoprirete che le gesta sanguinarie, le stragi, il terrorismo sono prescritti e richiesti.

    • grazie di avermi ribloggato: abbiamo posizioni molto distanti, pero` e` interessante confrontarsi, se ammettiamo la reciproca buonafede.

      ti dico dove la tua analisi non corrisponde ai fatti, secondo quanto mi risulta:

      1. i redattori di Charlie erano difficilmente definibili politicamente, ma semmai piu` di destra che di sinistra, almeno secondo le classificazioni tradizionali.
      no, la mobilitazione a loro sostegno non e` nata da solidarieta` politica per le loro posizioni, o almeno non per quelle di tutti loro, ma da uno sdegno spontaneo contro l’idea di uccidere qualcuno per le sue idee.
      almeno cosi` e` stato per me, anche se non so quanto io possa essere rappresentativo; pero` spero di non sbagliarmi.

      2. i kenioti sono stati uccisi perche` cattolici, cioe` ugualmente per le loro idee. questo dovrebbe suscitare una reazione emotiva almeno uguale, se non maggiore, considerando il numero molto maggiore dei morti, ma non e` stato cosi`.
      non credo che la spiegazione vera sia quella che dai tu, che l’indifferenza venga dal fatto che sono cattolici; sono sicuro che se fanatici islamisti avessero ucciso 157 studenti di una scuola cattolica a Parigi lo sdegno sarebbe stato enorme.
      semplicemente sono africani, non vengono sentiti come nostri, appartengono per molti alla terra incognita dove sunt leones, e dove i massacri sono troppo all’ordine del giorno e troppo distanti per poterci quasi dedicare attenzione.

      3. gli assassini non sono sempre e solo di una certa religione: questa e` una sciocchezza smentita dai fatti. occorrerebbe avere presente il numero dei morti provocati nel mondo arabo dai vari interventi dell’Occidente per mantenere un senso delle proporzioni, anche se questo non giustifica in alcun modo la barbarie islamista; tuttavia la spiega.

      4. io ho letto sia tutta la Bibbia, sia tutto il Corano. evidentemente tu non lo hai fatto. ti ho gia` invitato altra volta ad aprire la Bibbia e a leggerla; se lo facessi scopriresti che e` un libro molto piu` sanguinario del Corano; e anche questa e` una semplice osservazione oggettiva.
      il problema dell’islam nasce dalla sua storia culturale, non da quel che c’e` scritto nel libro: nel cuore del Medioevo l’islam era tollerante e l’Europa cristiana fanatica, se e` per questo.

      5. se la causa diretta del terrorismo islamista fosse la religione islamica esso avrebbe ben altre dimensioni. non e` cosi`: nel terrorismo rosso degli anni Settanta non erano ne` Marx ne` Lenin la causa diretta del terrorismo, altrimenti avrebbe avuto ben altra portata.
      evitiamo per favore le prese di posizione emotive e sciocche che possono davvero spingere le masse islamiche verso forme terroriste che per ora la grande maggioranza rifiuta.

  3. Credo che non si tratti di prepararsi a un nuovo medioevo, quanto piuttosto a un declino dei valori occidentali tout court.
    Valori che dominano il mondo da oltre 500 anni, ma che sono giunti alla stagnazione. Non c’è più innovazione, non c’è più “appeal” per la civiltà occidentale ne resto del mondo (e non parlo dell’imitazione nell’abbigliamento).

    • be’, il declino dei valori occidentali potrebbe proprio essere definito come un nuovo medioevo per l’Occidente, no?

      molto spesso il Medioevo di qualcuno e` il momento felice di qualcun altro.

      vedi l’islam alla caduta dell’impero romano o la decadenza cinese dopo il contatto con l’Europa.

      pero` qui credo che il problema si presenti in modo nuovo, perche` se l’umanita` arriva ad una unica civilta` globale, solo con piccole varianti locali, e questa crolla, siamo di fronte a qualcosa come il rischio dell’estinzione di massa: la fine dei Neandertal.

        • non conosco Ferguson.

          di teorie sul declino delle civilta` ce ne sono tante, in epoche storiche anche diverse.

          le mie considerazioni sono influenzate dalla rilettura appena fatta dell’edizione tedesca di Diamond, Il terzo scimpanze`, un testo di una ventina d’anni fa, poi aggiornato.

          Diamond e` un biologo e si preoccupa della possibile estinzione della specie umana, anche se si dichiara ottimista.

          io non lo sono proprio perche` tutti i precedenti storici che lui stesso cita dimostrano l’assolutra incapacita` dell’essere umano di fermare la distruzione ambinetale, anche quando l’imminenza della catastrofe diventa evidente.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...