se il bambino e` autistico, dipende dall’inquinamento? – 160.

come mai l’autismo all’inizio degli anni Settanta colpiva 4 bambini su 10.000 e due generazioni dopo il numero e` salito a 68?

ma meglio bisognerebbe dire gli autismi, dato che non esiste un solo disturbo che si chiama autismo, ma  quasi in ciascuna persona le manifestazioni sono diverse per gravità e tipologia, per cui si preferisce oramai parlare di disordini dello spettro autistico (Asd). 

insomma cresce velocemente la compromissione delle capacità di comunicazione e di socializzazione.

miglioramenti diagnostici? medicalizzazione crescente delle diversita` rispetto ad un modello standard? non bastano a spiegare una moltiplicazione per un fattore di oltre 15 volte.

 e la causa non puo` neppure essere genetica, evidentemente, in sole due generazioni.

e` invece una vera e propria pandemia.

Patrizia Gentilini sul Fatto quotidiano informa di una importante ricerca che ha cominciato a sollevare il velo sulle cause del fenomeno.

lei si lamenta che la ricerca e` passata inosservata, ma temo che anche il suo articolo abbia fatto la stessa fine.

in ogni caso io provo a diffondere l’informazione per parte mia  per quel quasi ninete che conto.

* * *

una indagine campione negli Usa ha messo a confronto 245 bambini, figli di infermiere, nati fra il 1990 e il 2o02, che hanno sviluppato diversi tipi di Asd e 1.522 altri bambini che ne sono rimasti indenni.

si è provato a mettere in relazione la residenza della madre durante la gravidanza con i livelli di inquinamento da polveri sottili nelle diverse localita` e il rischio e` aumentato in modo statisticamente significativo in generale tra le mamme esposte alle polveri durante la gravidanza ed in particolare nel terzo trimestre.

e proprio nel terzo trimestre di gravidanza inizia la sinaptogenesi, cioe` la formazione delle sinapsi, le connessioni fra le cellule cerebrali, ed e` questo il processo che sembra difettoso nei casi di autismo.

del resto alcuni studi già dal 2006 avevano evidenziato un maggior rischio di autismo per esposizione a motori diesel o per chi vive in prossimità di autostrade.

come si puo` spiegare questa correlazione che apre una spiegazione possibile delle cause della diffusione dell’autismo?

* * *

il cervello in via di sviluppo, specie durante la vita intrauterina, è un organo delicatissimo ed estremamente sensibile agli agenti tossici: è l’unico organo in cui è presente tessuto grasso.

sostanze lipofile tossiche, quali ad esempio pesticidi o diossine, trovano in esso un ideale organo bersaglio.

l’inquinamento atmosferico contiene svariati elementi  con azione neurotossica e provoca sulle cellule umane  stress ossidativo e disfunzioni mitocondriali.

appunto nel 2006 fu pubblicato un primo elenco di 202 sostanze chimiche capaci di danneggiare il cervello in via di sviluppo: pesticidi, solventi, metalli pesanti, diossine etc.

In seguito oltre 1000 sostanze hanno dimostrato una neurotossicità in esperimenti di laboratorio su animali.

Secondo gli autori di un articolo su Lancet già nel 2006 si poteva stimare cheun bambino su sei presenterebbe danni documentabili al sistema nervoso e problemi funzionali e comportamentali, che vanno dal deficit intellettivo, alla sindrome da iperattività, all’autismo”.

nel 2006 venne lanciato un appello da parte di autorevoli scienziati, dal titolo:

“Una  pandemia silenziosa. Sostanze chimiche industriali stanno danneggiando lo sviluppo del cervello dei bambini in tutto il mondo”.

* * *

ma autistica ed incapace di analisi delle conseguenze del proprio comportamento appare l’intera societa`.

stiamo sacrificando il futuro al presente anche qui, preferendo chiudere gli occhi in nome di un presunto benessere?

sembrerebbe di si`.

ma il futuro diventa rapidamente presente e una societa` che distrugge il futuro sta distruggendo anche il proprio presente.

soltanto un poco piu` in la`.

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