la Diaz, la tortura, Tortosa, Facebook e il cittadino fatto fesso – 168.

e` stupefacente la rapidita` con la quale il sistema dei media ha trovato il modo di distrarre anche la parte dell’opinione pubblica meno distratta, dalla condanna subita dall’Italia per non avere introdotto nel suo sistema penale il reato di tortura.

e` bastato che un poliziotto pubblicasse su Facebook una frase idiota, ed ecco che ora tutti discutiamo di questo disgraziato esempio di cattiva comunicazione e per niente della sostanza del problema.

che e` solo in parte quelle di poliziotti italiani che hanno un’eccessiva propensione a menare, fino a farsi morire l’arrestato per le botte.

del resto negli USA la polizia ha una eccessiva propensione ad uccidere i cittadini neri a sangue freddo e per i benpensanti bianchi non e` mai abbastanza.

* * *

certo restera` sempre un mistero che cosa ha spinto l’agente Tortosa a mettersi in pasto alle prime pagine dei giornali con la sua frase sciagurata “Rientrerei mille e mille volte nella Diaz”.

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manifestante ferito dalla polizia alla caserma Diaz di Genova nel 2001

Tortosa prima ha difeso quel che ha scritto dicendo che non c’era reato (la tortura non punita in Italia non e` un reato comunque, almeno dal punto di vista morale e in una logica europea?) e poi ha cercato nebulosamente di re-interpretare socondo il copione berlusconiano del sono stato frainteso.

mica dev’essere un’aquila, questo agente Tortosa, corso ad offrirsi come agnello sacrificale alle battute propagandistiche che oramai hanno ammorbato l’aria.

basti pensare che, per provare a dimostrare di non essere di destra, ha detto di avere votato per Renzi alle elezioni europee!!!

* * *

insomma, un esecutore zelante ed entusiasta, che permette al direttore di Repubblica di titolare il suo fondo Il fascismo spontaneo dell’agente della Diaz.

dicendo che il fascismo e` dell’agente, capite, mica dello stato che allora gli ordino` di picchiare.

mica del capo della polizia che, anzi, e` stato premiato per come ha gestito le operazioni, con una luminosa carriera, anzi ora e` addirittuta diventato presidente di Finmeccanica, azienda a maggioranza pubblica, che si occupa di alta tecnologia.

quindi molto meglio parlare dello sciocco agente Tortosa che di De Gennaro.

o magari di Moretti, l’amministratore delegato di Finmeccanica, che nel 2014, nei suoi sette mesi e mezzo di incarico, ha guadagnato 1 milione e 440mila uero, uno stipendio di quasi 200 milioni al mese.

e meglio parlare di tutti e due che di questa classe politica imbecille che non ha ancora realizzato la riforma europea della introduzione del reato di tortura e per meta` smania di uscire da questo contesto continentale troppo civile per noi.

“Da presidente del Consiglio e da segretario del Pd il mio impegno e’ mettere il reato di tortura”, dice Renzi, e se ne accorge adesso; e pare, da come parla, che neppure sia molto informato sui lavori parlamentari, perfino.

nessuna corsia preferenziale, da parte sua; del resto non sono neppure cosi` convinto che alla maggioranza degli italiani  non stia bene una polizia che picchia duro.

* * *

la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e` del 1984, ed e` stata ratificata dal nostro paese con legge n. 489 del 3 novembre 1988, governo De Mita, presidente della repubblica Cossiga.

cioe` e` dal 1988 che l’Italia si e` impegnata davanti a tutte le nazioni del mondo a perseguire penalmente gli atti di tortura delineati all’art. 1 della Convenzione stessa.

che dice: 

(…) Il termine “tortura” indica qualsiasi atto mediante il quale sono intenzionalmente inflitti ad una persona dolore o sofferenze forti, fisiche o mentali, al fine segnatamente di ottenere da essa o da una terza persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che essa o una terza persona ha commesso o è sospettata aver commesso, di intimorirla o di far pressione su di lei o di intimorire o di far pressione su una terza persona, o per qualsiasi altro motivo fondato su qualsiasi forma di discriminazione, qualora tale dolore o sofferenze siano inflitte da un agente della funzione pubblica o da ogni altra persona che agisca a titolo ufficiale, o su sua istigazione, o con il suo consenso espresso o tacito. Tale termine non si estende al dolore o alle sofferenze risultanti unicamente da sanzioni legittime, inerenti a tali sanzioni o da esse cagionate.

da allora hanno governato l’Italia (alcuni a piu` riprese) Andreotti, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, D’Alema, Monti, Letta e Renzi; sono passati 27 anni, una generazione.

* * *

finora l’unico frutto sta in un testo prodotto dalla discussione nella Commissione Giustizia del Senato, iniziata il 13 luglio 2013, approvato dal Senato il 5 marzo 2014 e, con modifiche, alla Camera il 9 aprile scorso; e quindi rinviato al Senato.

della legge non mi pare i giornali abbiano informato in modo puntuale.

si prevede l’introduzione nel Codice Penale dei reati di tortura (art. 613-bis) e di istigazione alla tortura (art. 613-ter).

il testo originale non e` consultabile sul sito della Camera; se ne trovano solo sintesi, che riporto.

L’articolo 613-bis c.p. punisce con la reclusione da 4 a 10 anni chiunque, con violenza o minaccia, ovvero con violazione dei propri obblighi di protezione, cura o assistenza, intenzionalmente cagiona ad una persona a lui affidata, o comunque sottoposta alla sua autorità, vigilanza o custodia, acute sofferenze fisiche o psichiche (reato di evento), a causa dell’appartenenza etnica, dell’orientamento sessuale o delle opinioni politiche o religiose o al fine di ottenere da essa, o da un terzo, informazioni o dichiarazioni o infliggere una punizione o vincere una resistenza.

La tortura è dunque configurata come un reato comune (e non come un reato proprio del pubblico ufficiale), caratterizzato dal dolo specifico (intenzionalmente cagiona, al fine di) e dalla descrizione delle modalità della condotta (violenza o minaccia o in violazione degli obblighi di protezione, cura o assistenza) che produce un evento (acute sofferenze fisiche o psichiche).

Sono poi previste specifiche circostanze aggravanti del reato di tortura:

• l’aggravante soggettiva speciale, costituita dalla qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio dell’autore del reato. Per potere applicare l’aggravante – che comporta la reclusione da 5 a 15 anni

• l’aggravante ad effetto comune (aumento fino a 1/3 della pena), consistente nell’avere causato lesioni personali;

• l’aggravante ad effetto speciale (aumento di 1/3 della pena), consistente nell’aver causato lesioni personali gravi;

• l’aggravante ad effetto speciale (aumento della metà della pena), consistente nell’avere causato lesioni personali gravissime;

• l’aggravante ad effetto speciale (aumento di due terzi della pena), derivante dall’avere provocato la morte della persona offesa, quale conseguenza non voluta del reato di tortura. In questo caso, dunque, la pena è più severa, per il maggior disvalore sociale, rispetto a quella prevista per l’omicidio preterintenzionale (reclusione da 10 a 18 anni) cui la fattispecie potrebbe ricondursi (anche qui il soggetto commette un reato diverso da quello previsto al momento di agire);

• l’aggravante ad efficacia speciale (ergastolo), derivante dall’avere volontariamente provocato la morte della persona offesa.

una buona legge? be`, una legge che non c’e` ancora.

* * *

ma la legge finora approvata da un ramo del Parlamento presenta una vistosa anomalia rispetto alla  Convenzione delle Nazioni Unite: allarga il reato, che li` era previsto come specificamente statale (reato commesso da un agente della funzione pubblica o da ogni altra persona che agisca a titolo ufficiale, o su sua istigazione, o con il suo consenso espresso o tacito); nello stesso tempo l’elemento soggettivo, per definizione sfuggente, diventa determinante nella sua definizione.

in Italia il reato diventa generico e il ruolo pubblico diventa un’aggravante, ma non un tratto specifico e caratterizzante del reato.

questo configura un futuro di sottigliezze avvocatezze (volute o ineliminabili dalla nostra forma mentis nazionale contorta?) per distinguere la tortura da altre forme di violenza, e siccome tutta la differenza sta nelle intenzioni, e` facile prevedere processi interminabili.

dico ancora di piu`: siccome la Convenzione della Nazioni Unite del 1984 prevede la punizione di specifici reati commessi dagli stati attraverso le sue forze di polizia, non sono nemmeno sicuro che la soddisfi una legge come quella di cui si sta discutendo da noi, che introduce come reato generico un nuovo tipo di violenza privata, di cui occasionalmente possono macchiarsi anche publici ufficiali, a livello individuale.

in altre parole la legge italiana e` configurata ad arte in modo che col reato saranno sempre e soltanto puniti i loro esecutori materiali e ben difficilmente i loro mandanti politici.

in altre parole De Gennaro, il capo della polizia di Genova 2001, l’avrebbe fatta franca e potrebbe essere tuttora presidente di Finmeccanica anche con questa nuova legge. 

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4 risposte a “la Diaz, la tortura, Tortosa, Facebook e il cittadino fatto fesso – 168.

    • l’impudenza della propaganda oramai e` senza limiti.

      ti faccio solamente un esempio: nel silenzio generale in Ucraina tre giornalisti della fazione filo-russa sono stati assassinati in pochi giorni: hai sentito qualcosa che vagamente assomigli all’ondata di sdegno contro Putin (che probabilmente neppure se la meritava) per l’uccisione di un solo giornalista a Mosca?

      ma oramai, almeno in Italia, il pubblico e` stato totalmente rincoglionito ed e` del tutto beota.

      basta agitargli davanti il drappo rosso dell’indignazione e lo porti ovunque vuoi…

      del resto a breve dovremo cominciare a misurare in nanosecondi la durata ordinaria del ricordo di una notizia nel grande pubblico…

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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