ragionevolmente irragionevoli.

la ragione svela la menzogna e l’errore, ma non sa indicare altro che verita` parziali, provvisorie, a volte autocontraddittorie; e per farlo a sua volta usa pretese di verita` che appaiono inevitabilmente errate o false.

la ragione indica i problemi, ma ogni sua proposta di soluzione e` parziale, provvisoria, a volte autocontraddittoria, e genera quindi nuovi problemi, che al momento non si sanno vedere.

soltanto irragionevolmente siamo sicuri di qualche verita` e irragionevole e` la certezza di avere la soluzione dei problemi.

* * *

la civilta` procede per prova ed errore (quando non per prova ed orrore).

ma e` l’errore che vince sempre.

* * *

il progresso e`  un tipo di errore che non si era mai visto prima.

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15 risposte a “ragionevolmente irragionevoli.

  1. @ Jeremy Merrick

    se non ricordo male, dovrei averne una copia anche io, credo me l’avesse regalata.

    ma non so dire dove sia finita tra i vari traslochi di questi anni.

    a me pero` i libri usati piacciono; e` come se avessero una dimensione in piu`!

  2. la distinzione fra certezza e verita` ha qualcosa a che fare con quella fra fede e ragione?

    e fra tutti i dubbi che nutrono, gli intelligenti di solito non dubitano della stupidita` degli stupidi.

    ma e` proprio qui che facilmente si nasconde l’errore: anche gli stupidi hanno le loro ragioni e non e` intelligente trascurare di cercare di scoprirle. 🙂

    • Sicuramente per il mio modo di pensare (e credo anche per il tuo) è una distinzione che in qualche modo può essere coinvolta in un dibattito simile ma, se devo essere sincero, a proposito di questo argomento mi ero perso più che altro su speculazioni generali..

      Sono d’accordo, credo tu abbia ragione. Anche se inevitabilmente il mio pensiero è andato alla classificazione di Eco degli stupidi e alla teoria della stupidità umana di Cipolla.. 😀

      • credo di avere bisogno di un ripassino…

        Eco parla degli stupidi in Opera aperta, vero?

        ricordo di averla letta, ma non ricordo bene che cosa dicesse: e non sbaglio c’era una specie di elogio della medesima…

        quanto a Cipolla, lo conoscevo come storico economico, dai tempi del liceo, ma nulla sape vo di questa sua teoria, che pero` ho trovato facilmente con google.

        a proposito di stupidita` mi viene in mente anche Musil.

        sai che ti dico? stupidamente quasi quasi ci scrivo un post di prima mattina… 🙂

        • Non lo so perché non l’ho letto ma a questo punto sono curioso. Facevo riferimento al Pendolo di Foucault, ti riporto qui un pezzo del post che avevo scritto con le citazioni a cui mi riferivo : (Eco) divide il mondo tra cretini (“non parla neppure, sbava, è spastico. Si pianta il gelato in fronte, per mancanza di coordinamento“), imbecilli (“E’ un comportamento complesso. L’imbecille è quello che parla sempre fuori dal bicchiere.“), stupidi (“Lo stupido non sbaglia nel comportamento. Sbaglia nel ragionamento.” [..] Lo stupido è insidiosissimo. L’imbecille lo riconosci subito (per non parlare del cretino), mentre lo stupido ragiona quasi come te, salvo uno scarto infinitesimale“) e matti (“E’ uno stupido che non conosce i trucchi. Lo stupido la sua tesi cerca di dimostrarla, ha una logica sbilenca ma ce l’ha. Il matto invece non si preoccupa di avere una logica, procede per cortocircuiti. Tutto si dimostra con tutto. Il matto ha un’idea fissa, e tutto quel che trova gli va bene per confermarla. [..] E le parrà strano, ma il matto prima o poi tira fuori i Templari.“), mentre la persona normale è solo qualcuno che mescola tutte queste componenti in una misura accettabile.
          Esatto! A quanto ho capito era pure una persona molto seria ma che si è lasciata andare con questo saggio meraviglioso sulla supidità! 😀
          Ora vado al leggere il post! 🙂

  3. La conoscenza viaggia per certezze provvisorie rivedibili che cercano di raggiungere una verità tecnicamente (o ipoteticamente) inarrivabile.
    Qualche anno fa passai davanti ad una casa con un pietra con su scritto “In questa valle venne a cercare la pietra filosofale Teofrasto Bombasto Von Hohenheim di ritorno dalla cappadocia”. Mio zio chiese al proprietario della casa se veramente Paracelso fosse passato da quelle parti e la risposta fu “Non è vero ma è certo.”
    In quella frase penso sia riassunto tutto il senso della dicotomia certezza, verità e il legame con la conoscenza.

    • bellissimo commento.

      dunque siamo certi anche di quel che non e` vero…

      e magari di quel che e` vero neppure siamo certi.

      come volevasi dimostrare, mi pare… 😦

      • L’ho sempre interpretata a livello pratico come un’affermazione legata all’evoluzione della conoscenza, senza addentrarmi in aspetti filosofici con cui ho poca affinità.. per me era un po’ come dire che quando si pensava che la terra fosse piatta quell’idea non era vera ma era comunque certa perché tutti ne erano convinti. L’essere certi non implica la verità, anzi. E mi viene giusto in mente la famosa frase “La causa principale dei problemi è che al mondo d’oggi gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.”

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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