Bollettino n. 9 della guerra mondiale: lo Stato Islamista avanza? – 175.

mentre lo Stato Islamico (o meglio islamista) sembra abbia ricominciato ad avanzare almeno in alcuni settori del fronte, l’Occidente reagisce mettendo la testa sotto la sabbia, giusto quella dei deserti arabi, dove prosegue il consolidamento del nemico.

documenti segreti pubblicati dallo Spiegel hanno documentato intanto il metodo usato dallo Stato Islamico per acquistare il controllo del territorio, che passa preliminarmente attraverso l’invio di emissari in veste religiosa, che introducono un sistema di spionaggio dei luoghi, di eliminazione fisica preventiva dei potenziali oppositori e, solo alla fine, dopo che il tessuto sociale e` stato reso adatto, si passa alla  conquista del controllo militare: (http://www.spiegel.de/politik/ausland/islamischer-staat-geheimdokumente-enthuellen-syrien-strategie-a-1029232.html).

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dopo avere messo sotto controllo un importante campo profughi alla periferia di Damasco, negli ultimi giorni miliziani dello Stato Islamico sono penetrati nella raffineria di Baidschi, la piu` importante dell’Iraq, a 200 km da Baghdad, che era caduta sotto il loro controllo in agosto e dalla quale erano stati cacciati il 14 novembre; anche se ora non pare che ne abbiano riacquisito il controllo permanente, ma si siano limitati a fare rifornimento.

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un duro colpo in termini di immagine per la coalizione dei suoi nemici, che peraltro, in quel paese, e` rappresentata soprattutto dalle minoranze curde e sciita, mentre la maggioranza sunnita, quella su cui si appoggiava Hussein, e` indiscutibilmente dalla parte dello Stato Islamico, che da questo punto di vista ha gia` sostanzialmente vinto la piu` importante battaglia, quella per conquistare i cuori della gente.

le milizie islamiste erano appena state cacciate, a inizio mese, dalla citta` di Tikrit, non troppo lontana da Baidschi e riconquistata dagli sciiti, ma la situazione sul terreno e` evidentemente molto mobile, ed e` stato abbastanza facile per loro sopraffare le forze di sicurezza che vigilavano sugli impianti.

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secondo il Pentagono, ma sono notizie di parte, gli islamisti hanno perso il controllo di 13-17.000 km quadrati dall’estate scorsa, cioe` del 25-30% di quel che costituiva il loro stato ad agosto (qualunque significato abbiano queste misure in un territorio semi-desertico come quello).

ma molto significativo e` il fatto che nei recenti colloqui con Obama del presidente iracheno Haider al-Abadi in Washington la richiesta di ricevere rapidamente 36 F-16 dagli americani per attaccare gli islamisti sia stata rifiutata dagli americani con la motivazione che le recenti avanzate di questi rendono concreto il rischio che gli aerei possano cadere nelle loro mani.

senza nessun senso del ridicolo comunque il Pentagono continua a ripetere che gli attacchi aerei iniziati da alcuni mesi stanno lentamente producendo i loro effetti.

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puo` essere vero, nonostante i tanti segni locali contrari?

in ogni caso un’avanzata contro lo Stato Islamico tutta fondata sulle milizie sciite che si appoggiano all’Iran appunto sciita rischia di essere soltanto una riedizione della lunga e sterile gerra fra Iraq e Iran degli anni Ottanta, con un clamoroso rovesciamento delle parti.

perche` allora era il sunnita Hussein il principale alleato americano nel fare guerra al regime teocratico iraniano; ora gli americani sono costretti ad appoggiarsi a quello stesso regime e agli sciiti, come al male minore, per fare guerra agli eredi di Hussein, che ora si identificano con gli islamisti, che impongono uno stato di fronte al quale la teocrazia iraniana appare addirittura moderata.

difficile immaginare una serie di errori geo-strategici piu` clamorosa. ma il controllo del petrolio dell’area, in qualunque maniera e come obiettivo principale, spiega le convulsioni della politica occidentale e le sue clamorose incoerenze.

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nel frattempo i militanti islamisti che vengono scoperti in Occidente vengono rispediti in patria a fare danni, se stranieri, oppure trattati con ogni tipo di garantismo, come se la guerra mondiale non fosse mai stata dichiarata.

e non mancano segnali di convergenza angoscianti fra organizzazioni dell’estrema destra fascista e nazista e organizzazioni islamiste in nome della comune lotta alla tolleranza della omosessualita` e allo stato laico.

mai come in questa occasione si evidenzia la miseria politica ed umana dei leader dell’Occidente, una civilta` talmente abituata a crogiolarsi nel proprio benessere da esprimere una politica solamente affaristica e mediocre, di cui i leader italiani rappresentano soltanto la sintesi piu` estrema, in puro stile commedia dell’arte.

manca una strategia, una visione di quello che e` l’Occidente di diverso dalla civilta` dei Mc Donald’s.

e in questo deserto perfino la nuova barbarie islamista appare ispirata ad un sistema di valori coerente, per quanto mostruoso come, o forse peggio, di quello hitleriano.

ma se Hitler tornasse al mondo oggi i leader americani ed europei ci farebbero affari.

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torno sul post a fine giornata, perche` la situazione e` molto peggiore di quel che poteva apparire stamattina.

oggi infatti e` arrivata la notizia di 90.000 persone in fuga da Ramadi, attaccata dagli islamisti.

Ramadi, come si vede dalla cartina, e` praticamente alla periferia di Baghdad o quasi.

questo significa che dopo sei mesi di bombardamenti americani gli islamisti sono arrivati sia alla periferia di Damasco sia a quella di Baghdad.

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