il peschereccio Airone e altri maro` in azione davanti alla Libia – 174.

un altro caso da manuale di manipolazione dell’opinione pubblica e di nuovo ad opera della Marina Italiana: si fa sempre piu` urgente il bisogno di rompere del tutto i contatti con questo sistema di informazione serva e malata.

titola ancora stamattina Repubblica:

Peschereccio Airone sfuggito al sequestro torna a Mazara.

poi pudicamente aggiunge:

Ma un video fa sorgere dubbi

e insiste:

Eppure a 48 ore da quell’evento, ancora ci sono dubbi su come sono andate davvero le cose.

* * *

ma quali dubbi?

ci hanno raccontato una palla stratosferica e poi sono stati presi con le mani nel sacco.

su Libero, l’unico quotidiano online che ieri dava almeno una parvenza di informazione adeguata sulla vicenda (a questo siamo arrivati!), si leggeva questo commento di un lettore, totalmente da sottoscrivere:

Nicolo` Scramuzza:

Quante cazzate ci raccontano.

Fino a ieri ci avevano fatto credere che c’era stato un’attacco da parte di una unità libica, sventata dalla reazione dall’equipaggio e dal successivo blitz della marina italiana. ma quando capiranno che la cazzate frutto di menzogne ti portano a perdere fiducia e credibilità.

Io ho visto un garbatissimo “capitano libico” chiedere la documentazione relativa al permesso di pesca in quelle acque, e poi invitare il capitano italiano a seguirlo.

Comprensibile la richiesta del capitano mazarese:

“Capitano ci lasci andare stiamo lavorando per un pezzo di pane”.

Quante interpretazione in questi due giorni di giornalisti, politici etc. e chi sapeva la verità “zitti” per non rovinare il “film”.

Ed adesso che diranno dopo questo servizio.

Io dico grazie alla giornalista ed alla testata di aver reso possibile di mostrare la verità dei fatti.

Ai “mistificatori” consapevoli o no, “smettetela” di dire e commentare “cazzate”.

* * *

tra questi mistificatori, ci sta il sito analisi difese, non so gestito da chi

http://www.analisidifesa.it/2015/04/gli-incursori-di-marina-salvano-il-peschereccio-airone-dai-pirati-libici/

l’esordio da` il la:

Questa volta ai criminali libici (inclusi quelli in uniforme) il boccone è andato di traverso.

La Marina Militare è infatti intervenuta per salvare il peschereccio siciliano Airone attaccato e sequestrato da uomini armati questa mattina dopo l’abbordaggio con un grosso rimorchiatore libico, in apparenza senza contrassegni militari ma con a bordo personale in uniforme della Guardia Costiera che presumibilmente, in quelle acque risponde agli ordini del governo islamista di Tripoli non riconosciuto dalla comunità internazionale.

balle contro l’evidenza dei fatti, che indicano che il peschereccio italiano pescava senza permesso e che noi siamo intervenuti con la nostra marina a difendere chi stava violando le norme.

naturalmente occorre allora nascondere questo fatto, e occorre far passare per delinquenti i libici che provano a farle rispettare.

tipicamente italiano, direi: razzisti, impuniti e pronti a dare del criminale a chi fa rispettare la legge.

la cosa tragica e` che il sito sta semplicemente riportando la versione ufficiale della Marina italiana.

* * *

ma e` proprio dai giornali e dai siti di destra che si ricavano le informazioni che vengono taciute dalla stampa presunta democratica e professionalmente adibita al lavaggio del cervello dei suoi lettori che si ritengono superiori agli altri.

si e` anche sparato durante l’azione della marina italiana, e questa e` la versione attuale:

Durante l’azione del team di abbordaggio, un membro dell’equipaggio, di nazionalità tunisina, nel cercare di facilitare la salita a bordo di uno degli operatori, ha maldestramente attivato l’arma del militare, causando l’esplosione accidentale di alcuni colpi d’arma da fuoco.

I proiettili non hanno colpito alcun membro dell’equipaggio e del team di abbordaggio, ma delle schegge hanno lievemente ferito al collo del piede il marittimo tunisino.

la scena, come viene descritta qui, e` da Ridolini: sembra che solo un idiota possa prenderla per vera, ma magari lo e` davvero.

il marinaio tunisino che maldestramente spara con l’arma di un marinaio e si ferisce da solo al piede con ALCUNI colpi d’arma da fuoco accidentali!!!

ma per chi ci prendono?

come non vedere il tragico bis dell’azione dei NOSTRI MARO` nelle acque del Kerala?

le stesse palle, metaforiche e non, con l’unica differenza che qui fortunatamente non ci e` scappato il morto.

* * *

ma la notizia piu` strabiliante e` che il capitano libico, che faceva correttamente quel che doveva fare, e` stato rapito dalla marina italiana e portato in Italia!

ce lo raccontava ieri Libero, che dava in anteprima la corretta interpretazione dei fatti (a questo sono arrivati i giornalacci come Repubblica e Corriere):

Un filmato di Skytg24 ha potuto documentare l’abbordaggio a 90 chilometri da Misurata da parte di un rimorchiatore delle forze libiche.

Dal rimorchiatore è partito l’ordine per il comandante del peschereccio di seguire i militari nel porto di Misurata, dove sarebbero stati controllati i documenti.

Per convincere il comandante è anche salito a bordo un militare libico disarmato.

A quel punto la motonave ha invertito la rotta per rientrare in acque italiane, mentre il militare libico era ancora a bordo.

che furbi questi italiani, eh? e la prossima volta si lamenteranno anche se mi libici useranno altri metodi!

Il comandante della nave non aveva i documenti in regola per pescare nelle acque libiche e ha preferito evitare i controlli.

* * *

dice Repubblica, adesso:

Poi il peschereccio non avrebbe più risposto alle chiamate della guardia costiera e si sarebbe dato alla fuga.

notate i condizionali dubitativi: e` il massimo a cui questo giornale puo` arrivare…

e, dell’ufficiale libico salito a bordo del peschereccio italiano pirata:

Sarebbe stato lui a essere rapito e chiuso nella stiva.

sarebbe!

il militare libico, trovato sul peschereccio, chiuso nella stiva dall’equipaggio dopo essere stato disarmato, preso in consegna dalla nave della Marina militare.

a quale titolo e` stato fermato?

ecco pronto un bellissimo casus belli per avere il pretesto di attaccare la Libia, no?

peccato che le cose siano andate storte per i veditori di propaganda grezza.

e peccato per tutte le anime belle della generazione di mezzo che hanno ben altro a cui pensare che alla vita pubblica e preferiscono contemplare il proprio ombelico.

* * *

“Rifarei tutto quello che ho fatto per portare in salvo il mio equipaggio – ha detto il comandante del peschereccio, Angelo Figuccia, 44 anni – in quell’area si corrono sempre rischi”.

il rischio di essere fermati per il mancato rispetto delle leggi internazionali.

ma per fortuna correra` a difenderti la Marina Militare Italiana pagata dai contribuenti.

* * *

familismo amorale tipico della cultura italiana meridionale: mancanza del senso della legge, dello stato, delle responsabilita` collettive.

cultura che alimenta una delinquenza endemica, universale, che emargina il diverso che crede nella legge e viene costretto a lottare per sopravvivere in un ambiente ostile.

ma purtroppo questo e` il sistema di valori che il nostro stato produce, questo e` l’imprinting dell’Italia nel mondo.

e non a caso i capi di governo che regolarmente ci scegliamo negli anni, i vari Andreotti, Craxi, Berlusconi, Renzi, sono soltanto incarnazioni diverse della stessa maschera della commedia dell’arte che ci mostra l’italiano spavaldo, truffaldino, impunito e razzista dal buon cuore.

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8 risposte a “il peschereccio Airone e altri maro` in azione davanti alla Libia – 174.

  1. Ma insomma, dà forse la Libia delle garanzie tali da potercisi affidare alle sue autorità con molta fiducia? Non so qualcun altro, ma io avrei una fifa boia di essere portato in Libia. Venissi arrestato dalle autorità svizzere le seguirei fiduciosamente, ma libiche…

    • e allora?

      forse, per premunirti meglio da loro, non cercheresti di rispettare le norme internazionali e di procurarti una licenza di pesca, se vai a pescare dove serve?

      questo giustifica forse che io paghi le tasse perche` la nostra marina militare vada a difendere degli evasori delle norme e per sovrappiu` rapisca un libico che faceva il suo lavoro regolare?

      tra un po’ manderemo l’esercito a Parigi per impedire che i vigili parigini diano le multe agli italiani che parcheggiano in divieto di sosta?

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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