la memoria strana bestia.

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la memoria e` una strana bestia.

fa in modo che condividere con altre persone ricordi diversi, ma riferiti allo stesso luogo, sia un po` come condividere quei ricordi stessi, anche se ci restano sconosciuti.

e in  questo modo pone le basi di ogni forma di legami di gruppo e perfino del nazionalismo.

basta essere vissuti negli stessi luoghi per sentirsi un poco fratelli, no?

* * *

non basta: e` sufficiente ai ricordi radicarsi nel tempo perche` anche quelli di fatti sgradevoli diventino positivi dal punto di vista emotivo.

incontrate qualcuno che vi ha fatto del male vent’anni fa e sarete entrambi contenti di vedervi, e quel male sara` diventato un ricordo piacevole.

forse soltanto perche` e` piacevole ritrovarsi ancora in vita entrambi?

* * *

insomma, chi pensa che l’uomo sia intrinsecamente malvagio dovrebbe dare un’occhiata al modo in cui ricorda.

l’uomo e` un animale crudele, e` vero, ma la sua memoria no.

la memoria e` una strana bestia: stranamente buona..

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6 risposte a “la memoria strana bestia.

  1. Beh, anche se Freud dice che selezioniamo i ricordi, però. …è un po’ più complessa la cosa. Lui pensava anche che in presenza di un sintomo importante il ricordare il trauma iniziale era utile per il superamento del sintomo ( non sempre accade, però può essere il primo passo). Faccio un esempio che oggi può essere considerato ingenuo, ma…illustra. Ti ricordi il film Io ti salverò ? Un medico trova molto irritante vedere delle linee scure su campo bianco, ad esempio i segni della forchetta sulla tovaglia. Dopo vari scavi psicologici si scopre che lui credeva di essere responsabile della morte del fratellino sugli sci ( le linee erano i segni degli sci sulla neve) . L’ essere consapevole ha fatto sparire il sintomo. È tutto molto semplicistico e poi te l’ ho raccontata in modo grossolano. Ma volevo dire che, in linea di massima, serve ricordare un fatto traumatico e poi superare il lutto. Altrimenti somatizzi o sei costretto ad un’ eterna coazione a ripetere. Sempre meglio la consapevolezza. Non so se ti ho dato un’ idea.

    • be’, principotta, non e` che mi sveli dei segreti; ho fatto il mio primo esame universitario in Psicologia su Freud con Cesare Musatti, il fondatore delle psicanalisi italiana…

      dici cose molte giuste, ma riguardano un ambito specifico.

      direi che quelli che metti in evidenza sono casi di rimozione mnestica mal riusciti, nei quali si cancella il ricordo, ma non si riesca a dimenticare o rimuovere l’emozione negativa legata ad esso.

      in questi casi, effettivmaente, il recupero del ricordo e` uno degli strumenti freudiani per tornare ad affrontare l’emozione negativa e possibilmente cancellarla condividendola con lo psicanalista.

      ma io sopra mi limitavo a parlare del meccanismo generale senza affrontare questi casi specifici di suo malfunzionamento.

      sarei comunque un pochino diffidente verso il freudismo di Hitchcock, che non e` certo ortodosso, ma hollywoodizzato: per Freud infatti l’emozione negativa rimossa ha sempore un carattere sessuale nascosto.

      Freud non si sarebbe fermato dove si e` fermato Hitchcock nel film, avrebbe scavato in direzione di una possibile relazione omoerotica almeno fantastica del fratellino sopravvissuto con l’altro: che sarebbe quella che giustifica il senso di colpa.

      • Hichcock è criticabile, lo dicevo anch’io, ma anche per la psicanalisi contemporanea, o meglio per chi adotta un metodo eclettico, l’ aspetto importante è la consapevolezza, non la rimozione…I ricordi che allontaniamo per una ” pulizia igienica” sono quelli poco importanti, non quelli molto intensi. Altrimenti facciamo come certi italiani dalla memoria breve…non è sano!!!

        • siamo in una fase storica che vede il tramonto di Freud negli studi psicologici.

          non saprei dire bene che cosa ha preso il suo posto: se vogliamo parlare di eclettismo, facciamolo pure.

          anche per Freud l’importante era la consapevolezza.

          personalmente temo che sia il suo punto piu` fragile.

          credo che non siamo in grado di sfuggire davvero alla falsa coscienza: una macchina psicologica totalmente consapevole di se stessa sarebbe una macchina inceppata.

          come nella vita reale, le cose che ci riescono meglio sono quelle che facciamo sovrappensiero.

          come respirare, ad esempio.

          e basta diventarne consapevoli per rendere l’azione molto piu` difficile.

  2. La memoria è infedele, tradisce la realtà, uno stesso fatto viene ricordato diversamente dalle diverse persone. Sono stati fatti molti esperimenti: quando ho dato un esame di ” memoria e apprendimento “, una decina di anni fa alla Facoltà di Psicologia di Torino avevo studiato a fondo il fenomeno. La prossima estate farò un corso ” about memory” dal punto di vista delle neuroscienze a Oxford. Poi ti racconto tutto.. In ogni caso, c’ è chi mantiene il rancore anche dopo tanti anni per stupidaggini assurde, ahimè. ..

    • fu Freud a evidenziare per primo, mi pare, il valore salvifico della memoria, che cancella progressivamente le esperienze negative (di solito) e lascia sopravvivere soltanto quelle positive per aiutarci a vivere.

      tanto che uno dei primi sintomi di una nevrosi o comunque di un problema di funzionamento della mente e`, a me pare, la sua incapacita` di dimenticare qualche esperienza negativa, che rimane invece fissa nella memoria che costituisce l’Io, a rovinarci la vita futura.

      l’arte di dimenticare e` il segreto di una vita felice.

      attendo con autentica curiosita` le informazioni che vorrai dare sul tuo corso.

      sarebbe anche bello che tu ci facessi un post, che ribloggheri certamente.

      e grazie, intanto, di questo commento.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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