la pessimascuola di Renzi – 196

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evito di parlare di scuola, di solito, sul blog, e i motivi li scrivo in fondo.

ma quando sento blaterare di buona scuola di Renzi mi si rivoltano le viscere e per una volta faccio eccezione.

sono un dirigente scolastico in pensione da meno di due anni; ne conosco altri due su questa piattaforma.

volete considerarmi un esperto?

non credo: ero un esperto di scuola come centro di formazione culturale e di didattica: non sembrano piu` le centralita` della scuola.

e neppure della cosiddetta buonascuola di Renzi, che si occupa d’altro.

vediamo di cosa.

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sintesi del post:

1. l’assunzione dei precari.

2. il preside-sindaco

3. l’alternativa del preside elettivo

4. l’autonomia scolastica

5. l’alternanza scuola-lavoro

6. l’edilizia scolastica

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1. l’assunzione dei precari.

la buonascuola di Renzi e` prima di tutto l’assunzione di 100.000 docenti precari; vero.

e qui sgombriamo il campo: Renzi se ne fa bello, ma in questo non c’entra nulla; e` soltanto l’effetto di una sentenza europea che impone all’Italia di assumere tutti i docenti precari che hanno lavorato piu` di tre anni continuati.

come non e` merito di Renzi, questa non e` neppure sua colpa.

la colpa e` di tutti i ministri dell’Istruzione che lo hanno preceduto, che hanno continuato a muoversi nel tipico universo clientelare della mancanza di diritti che costituisce il modus operandi classico nel nostro paese.

e pazienza per chi lo ha predicato in tutti questi anni, che era una cosa incivile: senza essere ascoltato mai.

pero` adesso non venitemi a dire che il merito e` vostro, anche, per favore!

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non si continua forse nelle scuole ancor oggi a fare contratti di supplenza fino a nomina dell’avente diritto?

e` contro le norme del Codice Civile, che vieta l’assunzione a tempo senza precisa delimitazione dei tempi.

ma importa forse a qualcuno?

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dunque sulle assunzioni Renzi non ha merito; ha semmai il demerito che non assume tutti i precari che ne avrebbero diritto, ma soltanto 100.000 e ne lascia fuori alcune altre decine di migliaia.

che faranno ricorso, si suppone, e hanno le loro ragioni riconosciute dalla civilta` europea.

insomma, una bella grana, e una spesa enorma.

ma, ripeto, non e`ne` merito ne` colpa esclusiva di Renzi, salvo che per l’anno scolastico in corso, per il quale non ha fatto nessun decreto d’urgenza a suo tempo, per rimediare.

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gli assunti nuovi verranno impiegati nell’organico delle reti di scuole, anziche` nelle supplenze soltanto; anche questa idea circolava da anni.

verranno assunti coloro che hanno insegnato precariamente negli anni passati e non hanno passato i vari concorsi o le sistemazioni varie.

non e` una gran buona notizia, dal punto di vista della qualita` media.

lasciamo quindi fuori dalla porta la scuola del merito, per favore, con la quale ci si sciacqua la bocca soltanto.

e` una sistemazione dovuta, legittima, che riconosce diritti soggettivi inviolabili.

semmai, in nome del merito, dovrebbe essere accompagnata dal diritto di licenziamento dei palesemente incapaci.

ma questa e` proprio la cosa che manca nella buonascuola di Renzi: l’eliminazione dell’art. 18 non si applica al Pubblico Impiego, proprio dove semmai poteva servire di piu`, e dunque anche questi docenti diventeranno inviolabili a vita, passata la farsa dell’anno di prova postumo (solo in Italia prima ti assumo a tempo indeterminato e poi ti faccio passare l’anno di prova!).

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2. il preside-sindaco

la seconda trovata di Renzi e`, anzi era, il preside-sindaco.

qui c’e` da ridere, perche` il sindaco di Renzi non e` elettivo (come lui, del resto), quindi chiamarlo sindaco e` veramente una presa per i fondelli.

si farebbe prima a chiamarlo preside-sceriffo.

che risponde a chi lo nomina, ovviamente, e questo e` il centro della questione.

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so di urtare pregiudizi abbastanza diffusi in campo scolastico (ma sono sempre stato abbastanza decisionista e credo al diritto dei competenti, lo ammetto; mi spiace se alla fine non faccio parte di alcuna consorteria costituita).

ma penso che assegnare maggiori poteri al dirigente scolastico potrebbe apparire ovvio, soprattutto se poi deve rispondere dei risultati.

ma per come e` fatta l’Italia, so anche bene come si misurano i risultati; ricordo bene il Provveditore che mi ha convocato, quando ero preside, per dirmi: preside, lavori di meno, mi sta mettendo in crisi tutti gli altri licei di Brescia.

mica ha convocato gli altri, per dirgli di darsi una mossa.

purtroppo in un paese mafioso la misurazione dei risultati sara` sempre fatta in modo mafioso per liberarsi degli onesti e competenti e mandare avanti i lecchini che ascoltano le raccomandazioni dei figli degli amici del Provveditore o del Sindaco.

e anche qui Renzi non ci ha altra colpa che quella di essere l’espressione aggiornata di questo tipo di paese che da sempre ci governa.

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contro l’idea di un preside che possa fare si e` gia` messa in moto la catena delle geremiadi della sinistra che non vuole si muova foglia, particolarmente forte nel mondo della scuola.

e Renzi ha gia` fatto marcia indietro, e quindi qui resta tutto com’e`.

anzi, peggiora perfino un poco, dal punto di vista dei poteri del dirigente scolastico, secondo le ultime improvvisate e caotiche rettifiche.

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3. l’alternativa del preside elettivo

eppure la soluzione e` semplice: occorre togliere alla burocrazia scolastica il diritto di assegnazione del posto ai dirigenti scolastici e darlo agli organi collegiali, in particolare al Consiglio di Istituto, col gradimento del Collegio dei Docenti.

alla fine di ogni incarico triennale di dirigenza scolastica, gli aspiranti ad un determinato posto presentano curriculum e pogetto per la gestione della scuola dove aspirano lavorare al Consiglio di istituto: questo sceglie il programma e il candidato piu` adatto secondo lui, e l’aspirante preside presenta anche al Collegio Docenti il suo programma; se approvato anche qui, la nomina e` convalidata; se manca il gradimento del Collegio, la scelta torna al Consiglio, che puo` confermarla oppure no.

una volta approvato il programma, il preside ha anche i poteri gestionali per realizzarlo: scelte non previste originariamente nel programma approvato vanno sottoposte nuovamente al Consiglio di istituto e al gradimento del collegio.

alla fine del triennio per il quale e` nominato, il preside e` sottoposto a valutazione, ma congiunta degli organi collegiali della scuola e della Direzione Scolastica Regionale dalla quale dipende per lo stipendio, i procedimenti disciplinari e quant’altro.

e la retribuzione e i premi di risultato sono connessi a questa valutazione.

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in questo caso il preside sarebbe davvero sindaco, in quanto scelto.

e del resto l’elettivita` del preside era una delle rivendicazioni del mondo della scuola quando si usci` dalla Resistenza.

il voto da dare a Renzi su questo tema e` un bel 2: girano idee di una confusione massima; fra l’altro verrebbe tolto ai dirigenti scolastici persino il diritto attuale di scegliersi i collaboratori, che tornerebbero ad essere eletti dal Collegio dei docenti.

insomma, qui si parla totalmente a vanvera dicendo tutto e il contrario del tutto, come possiamo aspettarci dal dilettante allo sbaraglio che ci governa.

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4. l’autonomia scolastica

le scuole piu` autonome?

una truffa, uno slogan per nascondere il taglio dei fondi.

piu` autonome, perche` devono finanziarsi da sole.

poco ci manca che diventino esattrici di contributi delle famiglie, come gia` sono costrette a fare, mentre il ministero di fa bello dicendo che non si puo`.

ma allora non si sa neppure piu` chi compera la carta igienica e gli alunni devono portarsela da casa.

e` l’autonomia igienica di Renzi: bellissima!

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5. l’alternanza scuola-lavoro

l’alternanza scuola lavoro?

va benissimo (lasciate perdere le ricorrenti litanie), ma neppure questa e` un’idea originale renziana.

basta farla bene.

e ne dubito visto che dove non arriva Renzi, arriva la ministra…

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6. l’edilizia scolastica

infine l’edilizia scolastica.

ma non dico niulla, tanto gli intonaci che cascano nelle aule parlano da soli.

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7. conclusioni

assunzioni, poteri dei presidi, ricerca autonoma di risorse gabbata per autonomia, edilizia e lavoro.

questa sarebbe la buona scuola di Renzi.

ma, scusate, e la scuola, quella vera, dov’e`?

dov’e` che questo mirabolante programma pubblicitario si occupa dei problemi veri della scuola?

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postilla

l’autore di questo post e del blog e` attualmente in pensione come operatore scolastico, campo professionale dove ha lavorato dal 1968, quindi si sente un po` il vecchio professor Aristogitone dello storico Alto gradimento di Arbore e Boncompagni (chi puo` ricordarselo tra i lettori?). 

aggiungo di esserci stato, nella scuola, per ben 28 anni come preside, poi dirigente scolastico (fui uno dei piu` giovani in Italia a superare il concordo del 1984 e avevo 36 anni); ho avuto una vita professionale avventurosa, con una incompatibilita` ambientale cancellata dal giudice del lavoro – andavano tasferiti i docenti che lo contestavano, non lui!, scritto nella sentenza -; e un tentativo di condannarmi per abuso d’ufficio: due sentenze cervellotiche di primo e secondo grado cancellate dalla Cassazione: alto valore morale del comportamento del preside, non riconosciuto dai giudici del Tribunale di Brescia, anche questo scritto nella sentenza; e dopo l’assoluzione definitiva me ne sono subito andato a fare il mio lavoro in Germania, per il Ministero degli esteri, col quale ho avuto un rapporto altrettanto tumultuoso, visto che mi incaponivo a denunciare le annose ruberie nel settore che stava teoricamente sotto il mio controllo e io, secondo i disegni, avrei dovuto limitarmi a dire che andava tutto bene.

con questa storia alle spalle, niente di strano se ho scelto di vivere tra una montagtna sperduta e il mio monolocale in Germania, e con l’Italia vera e propria considero che il mio rapporto sia chiuso.

e di scuola non parlo quasi mai, per evitarmi i travasi di bile e i rialzi di pressione, molto pericolosi alla mia eta`. 🙂

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5 risposte a “la pessimascuola di Renzi – 196

    • cioa Simone, anche per me resta una fortuna averti incontrato di persona e anche per me quel che scrivi agisce spesso da stimolo nascosto a sperare un po` di piu`. 🙂

    • ma come? mi hai gia` scoperto? 😦

      lo confesso, ebbene si`, sono uno squadrista del Sessantotto, che e` stato anche l’anno della mia prima supplenza, ancora da studente universitario…

      avevo vent’anni e in classe pluriripetenti piu` vecchi di me, con un recordman di 24… 🙂

      ero insegnante e uno dei leader locali del movimento studentesco: che vita dura! 🙂

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