proposte per non essere liberamente disinformati – 199.

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guardiamola bene questa cartina: sintetizza lo stato della liberta` di informazione nel mondo, secondo il rapporto annuale di Freedom House, un’organizzazione americana che dal 1980 valuta lo stato della libertà di informazione nel mondo.

naturalmente i dati non sarebbero da prendere come oro colato, tanto appaiono caratterizzati, a prima vista, da una sorta di perbenismo anglosassone, che verifica con assoluta regolarita` la maggiore liberta` di informazione nell”Europa atlantica e nelle ex-colonie inglesi, dal nord-America ad Australia e Nuova Zelanda.

insomma, ci piacerebbe sapere qualcosa di piu` dei criteri con i quali viene redatta questa classifica, perche` temo che essa non arrivi a considerare davvero i condizionamenti piu` sottili e profondi dei media.

e tuttavia vorra` pur dire qualcosa di autentico: se non altro in termini di immagine.

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questa suddivisione del mondo in aree culturali e geografiche e` veramente significativa e dovrebbe essere studiata a scuola, assieme alla Costituzione (se nella scuola italiana si studiasse la Costituzione davvero).

l’Italia, quanto a liberta` di informazione, non appartiene all’Europa avanzata, ma fa parte di un mondo intermedio, che comprende l’Europa balcanica, l’India e la Mongolia, la parte piu` avanzata dell’Africa e dell’America Latina.

siamo 30° su 42 nel continente europeo e siamo seguiti solo da Paesi come l’Ungheria, la Bulgaria, il Montenegro, la Croazia, la Serbia, la Romania, l’Albania, il Kosovo, la Bosnia Erzegovina, la Grecia, la Macedonia e la Turchia.

ecco l’ideale prospettiva di un’area alternativa all’euro a guida tedesca, do una diversa confederazione dove potremmo contenderci il ruolo di leader con la Turchia.

nonostante la nostra spocchia provinciale, tutti i principali indicatori culturali, compresi quelli sui livelli di istruzione costruiti dalla nostra scuola, convergono nel delineare un profilo che, nel campo scolastico, ad esempio, ci vende in una posizione intermedia fra il resto dell’Europa occidentale e il Messico.

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vi deve essere dunque un legame tra la qualita` della scuola e dell’istruzione e la qualita` dell’informazione, e dove sia la causa e dove l’effetto non e` neppure del tutto chiaro, dato che ci sono evidentemente anche meccanismi di feedback, quelli con i quali le conseguenze potenziano le cause.

insomma, non e nemmeno cosi` facile accusare il potere oppure la stampa di alimentare il servilismo e l’incompetenza, per quanto stiamo vivendo in un momento storico particolarmente triste dove vediamo l’improvvisa scomparsa in questi campi di quei barlumi di pensiero critico che almeno venivano esercitati durante la dittatura mediatica berlusconiana, ma sono quasi del tutto spariti sotto la sua caricatura renziana.

insomma, un paese ignorante ed incolto si merita la stampa mediocre e servile che ha e che e` il suo ritratto.

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semmai sarebbe bello avere qualche posto dove discutere delle possibili strategie per salvarsi una informazione decente, almeno per la minoranza della popolazione che si sente europea.

recentemente sono stato definito uno snob perche` continuo, come da un paio di decenni, a tenere la televisione spenta a casa mia; anzi, nella mia nuova casa non ce l’ho proprio.

e` una difesa illusoria, dato che il mondo dei media italiani e` comunque costruito, se ben guardate, sulla televisione, in tutto o in parte, e parla in ampia parte della televisione, cioe` di se stesso, come se fosse la realta`.

insomma, la prima forma di resistenza informativa e` quella di tenere ben fermo che la televisione e` una narrazione e non la realta` narrata.

e agire di conseguenza.

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la seconda forma di difesa personale che viene attuata attraverso il rifiuto della televisione e` quella emotiva.

il condizionamento emotivo e` la strada principale attraverso la quale i media ci fanno il loro quotidiano lavaggio del cervello.

ora questo condizionamento va conosciuto, dato che e` importante conoscere a quali condizionamenti sono sottoposti coloro che ci circondano, ma non va subito.

e la scelta di tenersi informati attraverso altri strumenti, emotivamente meno coinvolgenti, e` una essenziale forma di autodifesa.

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in terzo luogo, per migliorare la personale quota di liberta` di informazione di cui possiamo usufruire, un passaggio essenziale e` nutrirsi quotidianamente di media stranieri piu` liberi.

la conoscenza delle lingue straniere come fondamentale strumento di liberta` mentale personale?

ebbene si`.

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se dovessi fare una proposta per migliorare la qualita` dell’informazione in Italia sarebbe quella di una rassegna stampa quotidiana permanente dei principali quotidiani stranieri.

sarebbe molto comodo trovarsela facilmente confezionata in rete, anziche` cercare di farsela artigianamente da soli ogni giorno, con un enorme spreco di energie.

qualcuno ci starebbe a provare a farlo?

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4 risposte a “proposte per non essere liberamente disinformati – 199.

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