9.000 punti di prima accoglienza per i rifugiati – Diario svevo n. 1 – 206.

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Il manifesto del Comune di Stoccarda potrebbe anche non piacere dal punto di vista grafico.

Una signora elegantemente vestita (secondo il concetto di eleganza svevo) e decisamente molto perbene e politically correct, stringe sorridendo le mani, in un segno che suggerisce la preghiera, senza esserlo.

Sotto di lei una scritta riquadrata: Essere uomini!, che significa anche Essere umani!

E, in fondo: Noi aiutiamo i rifugiati, con l’indirizzo del sito internet che fornisce le informazioni sul tema.

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Ma, piu` ancora di questo manifesto pur sempre ufficiale, della nuova giunta domunale formata da Verdi (ai quali appartiene il sindaco) e dalla SPD, mi colpisce un piccolo adesivo in inglese che trovo alla stazione del metro` davanti al grande condominio dove abito a Stuttgart:

Rifugiati Benvenuti

E, piu` in piccolo, al centro:

Portate le vostre famiglie.

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Ecco, di nuovo, la sensazione di avere abbandonato momentaneamente, un mondo rozzo e incivile, caratterizzato da un razzismo egoista senza pudore ne` vergogna, per essere rientrato nella civilta`.

E mi dispiace per chi si offende, sentendomi dire la mia verita`, ma farebbero meglio a farsi un esame di coscienza.

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La stampa locale fornisce ulteriori informazioni sul tema con notizie sul tema dei rifugiati sia a livello nazionale sia a livello locale di Land, cioe` di Stato federale (a torto Land viene tradotto regione, dato il carattere federale dello stato tedesco: il Land e` uno stato a tutti gli effetti).

L’emergenza profughi colpisce anche la Germania: il numero dei nuovi richiedenti asilo, a livello federale, e` passato dai 10.000 circa del gennaio 2014 ai quasi 30.000 del marzo 2015.

Dei 75.000 nuovi arrivati dall’inizio dell’anno, piu` di 20.000 vengono dal Kossovo, quasi 15.000 dalla Siria, e poi, in una rassegna delle guerre e delle tensioni internazionali, 6.000 circa dall’Albania e dalla Serbia, 3.000 dall’Afghanistan e via via altri che fuggono dall’Iraq, dalla Macedonia, dall’Eritrea, dalla Bosnia, dalla Nigeria.

Il 13% di questi profughi raggiunge il Baden-Wuerttenberg: sono quindi attualmente quasi 10.000 profughi nuovi in tre mesi nel Land, che ha una estensione e una popolazione di poco superiore a quella della Lombardia, per avere un termine di paragone.

E che si attrezza a riceverli.

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Il governo del Land ha tenuto una riunione a Konstanz in questi giorni ed ha definito un programma immediato per la realizzazione di un sistema per i profughi capace di garantire fino a 9.000 posti di prima accoglienza.

Al momento le sedi di raccolta sono 6 con una capacita` di 500 posti ciascuno, estensibili a 1.000; ma si prevede l’istituzione di nuovi posti, che possano anche svolgere un ruolo sostitutivo di altri, nel caso di diffusione di malattie.

La gestione di un punto di accoglienza costa al Baden-Wuerttemberg tra un miliardo e un miliardo e mezzo di euro l’anno, mentre la costruzione di nuovi posti di accoglienza e` programmata per un costo di 30 milioni di euro l’uno.

Si aggiungono altri costi di gestione vari, ad esempio per il controllo della polizia su questi centri.

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Quanto potra` reggere questo sistema rispetto all’ondata migratoria che sembra incontrollabile?

Solo l’anno scorso 600.000 persone hanno richiesto asilo in Europa, e di questi 200.000 in Germania.

In rapporto alla popolazione e` la Svezia a sostenere l’impatto maggiore delle richieste di asilo.

E la Germania rimprovera all’Italia e ai paesi balcanici di non rispettare le regole definite a Dublinoe di lasciar uscire dalle loro frontiere gli immigrati per trasferirli in altri paesi europei.

Ma nello stesso tempo la Germania condivide a questo punto con l’Italia la richiesta di definire nell’Unione Europea un sistema di quote di rifugiati da accogliere in base alla popolazione e al reddito di ciascun paese: la proposta proviene dal governo federale della Merkel, ma il sistema e` rifiutato dai paesi baltici, dalla Repubblica Ceca e dall’Inghilterra: e il sistema decisionale europeo e` ancora cosi` fragile che permette a queste opposizioni di bloccare ogni decisione.

Tuttavia la discussione in Germania e` priva dei toni isterici e populistici (cioe` stupidi) che caratterizzano la discussione italiana.

E si concentra piuttosto su come gestire questo problema concretamente.

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In Italia, naturalmente, la discussione e` invece nelle mani di assoluti incompetenti che vaneggiano su come fermare con le mani la corrente umana.

Ignari di ogni consapevolezza storica, neppure ricordano come l’impero romano non riusci` ad arginare l’immigrazione che alla fine  concorse alla sua rovina neppure con la costruzione di linee fortificate lunghe centinaia di chilometri: e` patrimonio dell’UNESCO, proprio in questa regione, il Limes dal Reno al Danubio, si cui si conservano vaste tracce, ma che dovette essere abbandonato, come indifendibile, dopo un paio di secoli.

L’analogo limes fortificato di 2.000 km, costruito a separare gli USA dal Messico, si dimostra altrettanto inefficace a fermare la migrazione latina che si avvia rapidamente a diventare la componente maggioritaria della popolazione americana.

Per la salvezza di una civilta` e` molto piu` efficace cercare di accogliere gli immigrati nel proprio sistema di valori che tenerli fuori e vederseli penetrare egualmente all’interno, ma senza riuscire ad integrarli ed avendoli come una specie di nemico interno.

E` triste dovere svolgere queste spiegazioni che non intendono affatto essere buoniste, ma semplicemente realistiche ed ispirate ad un approccio razionale ai problemi.

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Ma con lo stesso realismo occorre dire che, a giudicare dalla rapida degenerazione del clima sociale anche in una societa` avanzata come quella di Stuttgart, il sistema appare comunque prossimo ad un punto di rottura.

Eppure 600.000 profughi all’anno in Europa rappresentano all’incirca lo 0,15% della popolazione residente, ed e` una cifra che potrebbe risultare sostenibile con investimenti adeguati.

La Germania appare impegnata comunque a gestirli; l’Italia no, preferisce cullarsi con l’ipotesi irrealistica di respingerli.

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