se siamo tutti inglesi: considerazioni elettorali – 217.

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cosi` Cameron, il conservatore, governera` il Regno Unito col 36% dei voti.

be’, qualcuno deve pur governare, no?

ma il risultato impone di spiegare perche` questo sara` pienamente democratico li`, mentre non sara` affatto democratico in Italia se Renzi (o qualcun altro) governera` con una percentuale di consenso simile.

mi dispiace soltanto che occorre riflettere tre minuti per capirlo, mentre sarebbe tanto piu` bello qualche slogan isterico al posto di un breve ragionamento.

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il problema sta tutto nel sistema col quale si arriva al risultato.

nel Regno Unito e` uninominale: ogni partito propone un solo candidato in ogni circoscrizione elettorale e uno solo viene eletto, quello che riporta piu` voti.

gli elettori possono scegliere il candidato.

la maggioranza dei rappresentanti in parlamento non e` garantita a priori a nessuno.

in questo caso, ad esempio, pare che Cameron dovra` fare comunque una coalizione con i pochi liberl-democratici sopravvissuti a questo metodo elettorale.

(e invece no, a risultati finiti, ma si tratta di una coincidenza: la maggioranza assoluta in Parlamento non e` garantita a priori ad un partito solo, comunque vadano le elezioni).

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col metodo elettorale di Renzi, invece in ogni circoscrizione elettorale si presentano piu` candidati.

1. il primo candidato e` scelto dai partiti che lo mettono al primo posto nella lista ed ha garantita l’elezione, se il partito consegue almeno un seggio; al massimo gli elettori potranno scegliere dal secondo in poi, se il partito ne avra` piu` d’uno.

2. un partito, purche` risulti primo alle prime votazioni o al ballottaggio governera` sempre e comunque da solo, per esempio nel ballottaggio e anche se avesse solo il 10% dei voti alle prime votazioni, purche` sia risultato il secondo per numero di voti nella prima fase.

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messa a posto in questo modo la coscienza e dette quelle che mi paiono le buone ragioni per ribadire senza incoerenze il no all’Italicum, alcune considerazioni piu precise sulle elezioni inglesi.

1. chi governa, se non ha fatto chiari sfracelli, viene confermato sempre, come dimostra in questo caso anche Cameron; vi e` una quota stabile dell’elettorato fra il 35 e il 40% dei voti che in ogni paese vota per il governo.

i cambi di governo si hanno soltanto in momenti di crisi sociale.

basta non scontentare questo gruppo dei filo-governativi ad oltranza ed impedire che gli scontenti si coalizzino, per governare.

2. nel Regno Unito gli euroscettici hanno preso circa il 12% dei voti, ma saranno presenti nel parlamento solo con un paio di portavoce.

pero` si conferma che la maggioranza degli inglesi e` contraria all’Unione Europea.

sarebbe il caso di prenderne atto e di prevedere l’uscita del Regno Unito dall’Unione Euopea: sopravviviamo senza Svizzera, possiamo sopravvivere anche senza Inghilterra e l’Unione Europea avrebbe soltanto da guadagnarci perche` sarebbe piu` compatta e omogenea.

3. ho scritto Inghilterra e non Regno Unito non a caso.

il partito degli indipendentisti scozzesi riporta in queste elezioni un vero trionfo locale ed e` il primo partito in quasi tutte le circoscrizioni elettorali di questo stato della Scozia.

questo ripropone necessariamente il problema dell’indipendenza della Scozia che il recente referendum sembrava avere accantonato con la bocciatura della proposta.

la Scozia e` tra l’altro europeista.

l’ingresso nell’Unione Europea di una Scozia indipendente e l’uscita dell’Inghilterra, che resterebbe ai margini, come la Svizzera, in quanto paese sede della City e condizionato dalle esigenze del mondo della finanza, sarebbe la migliore delle soluzioni possibili per il destino dell’Europa.

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invece purtroppo dobbiamo pensare che continuera` a farne parte come portavoce conservatore della finanza internazionale.

pero` sono curioso di vedere come fara` Cameron a raggiungere il risultato: la forza dei fatti potrebbe essere piu` potente di lui.

la gara sara` tutta fra Cameron, Renzi e la Merkel su chi rappresenta meglio l’elite degli iperplutocrati, garantendole l’appoggio di quel 40% della popolazione che le e` sufficiente per governare in modo che si autodefinisce democratico.

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