diario del seduttore compulsivo.

* * *

chi non puo` avere la qualita si consola con la quantita`.

e` l’insoddisfazione che lo costringe a cambiare continuamente.

* * *

il seduttore compulsivo assomiglia molto al cliente dei saldi di fine stagione.

e` un consumatore di merce avanzata fatta passare per prodotti di prima scelta.

Annunci

27 risposte a “diario del seduttore compulsivo.

  1. Ti mando la mia recensione che qui va a fagiolo…
    SEDUZIONE COMPULSIVA
    FILM: L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE di F. Truffaut
    Cito dal testo che lo stesso regista, Francois Truffaut, scrive nella premessa alla sceneggiatura del suo film L’uomo che amava le donne, del 1977: “ Se una frase potesse valere come denominatore comune degli amori di Bertrand, sarebbe questa di Bruno Bettelheim ne La fortezza vuota: sembrò evidente che Joey non aveva mai avuto successo con sua madre”. Sintesi perfetta e analisi psicanalitica profonda di ciò che spinge Bertrand Morane, il protagonista principale del film sopra citato, a corteggiare tutte le donne che entrano nella sua orbita. È una seduzione che ha una durata illimitata, fino alla morte, perché l’obiettivo ( l’amore incondizionato della madre)non potrà mai essere raggiunto. Prendetela come un’interpretazione possibile, poi ve ne darò anche un’altra. Bertrand è un dongiovanni intellettuale, che cerca di spiegare prima di tutto a se stesso, con la sua voce fuori campo, il funzionamento della sua psiche. Facendo un’analisi della sua vita amorosa, dice: “ Ma cos’hanno queste donne in più di quelle che conosco?Proprio questo…sono delle sconosciute”. C’è il piacere della conquista ogni volta, lo scoprire personalità diverse e modi diversi di fare l’amore. A Bertrand sembrerebbe di perdere un’occasione di conoscenza e di piacere, se rinunciasse ad una conquista. In un certo senso, è così per tutti noi. La persona che rinuncia a conquistare ogni potenziale partner lo fa per avere una soddisfazione più duratura, nella continuità di un rapporto stabile. O anche per non ferire il proprio compagno/a, per convinzioni morali, per timidezza o altro. Generalmente sa che ogni scelta comporta una rinuncia, ma quel che si ottiene può essere più importante di quel che si lascia. Bertrand non approda mai a questa consapevolezza; addirittura si gioca la sopravvivenza, poiché, mentre è in ospedale, si sporge dal letto per guardare le gambe di un’infermiera, staccando la flebo che lo teneva in vita. Muore come ha vissuto, da dongiovanni. Ma ascoltiamo una voce, quella del personaggio che nel film incarna il suo editore/donna, che lo guarda in modo benevolo e non bacchettone. Lei dice:” Le donne che ha fatto soffrire hanno avuto un solo torto: aspettarsi qualcosa che Bertrand non era in grado di dare. A quelle che volevano il piacere lui ha dato piacere, e anche la dolcezza. Per me non c’è alcun dubbio che a modo suo le abbia amate, e che aveva ragione ad amarle tutte: nessuna si equivale, ciascuna ha qualcosa che le altre non hanno di unico e di insostituibile”.
    Il racconto di Bertrand è così intimo e, a tratti ironico, che lo sentiamo vicino e realistico. Il film è un grande esempio di analisi psicologica non sdolcinata, non hollywoodiana, molto godibile, ma non “ buonista”, come è di moda dire oggi.

    • provo prima di tutto a impaginare la recensione (sulla quale, dato che è bellissima, ho una solo riserva: sull’uso delle virgolette, che esaminerò dettagliatamente, visto che mi sono ritrovato in errore nell’interpretarle).

      poi risponderò anche.

      SEDUZIONE COMPULSIVA
      FILM: L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE di F. Truffaut

      Cito dal testo che lo stesso regista, Francois Truffaut, scrive nella premessa alla sceneggiatura del suo film L’uomo che amava le donne, del 1977:

      “Se una frase potesse valere come denominatore comune degli amori di Bertrand, sarebbe questa di Bruno Bettelheim ne La fortezza vuota: – qui mancano le virgolette di apertura della citazione, e il lettore bortocal idealmente le aggiunge – sembrò evidente che Joey non aveva mai avuto successo con sua madre”.

      quando le virgolette si chiudono, bortocal pensa che sia finita la citazione di Bettelheim, non quella di Truffaut.

      e quindi pensa che il seguito sia ancora di Truffaut: l’ipotesi sempbra convincente: dopo avere citato Bettelheim, chi lo sta commentando se non Truffaut stesso?

      non pensa che principotta ha ripreso la parola senza evidenziarlo di più.

      Sintesi perfetta e analisi psicanalitica profonda di ciò che spinge Bertrand Morane, il protagonista principale del film sopra citato, a corteggiare tutte le donne che entrano nella sua orbita.

      È una seduzione che ha una durata illimitata, fino alla morte, perché l’obiettivo (l’amore incondizionato della madre) non potrà mai essere raggiunto.

      Prendetela come un’interpretazione possibile, poi ve ne darò anche un’altra.

      Bertrand è un dongiovanni intellettuale, che cerca di spiegare prima di tutto a se stesso, con la sua voce fuori campo, il funzionamento della sua psiche.

      Facendo un’analisi della sua vita amorosa, dice: “ Ma cos’hanno queste donne in più di quelle che conosco? Proprio questo… sono delle sconosciute”.

      qui le virgolette sono aperte e chiuse correttamente.

      C’è il piacere della conquista ogni volta, lo scoprire personalità diverse e modi diversi di fare l’amore.

      A Bertrand sembrerebbe di perdere un’occasione di conoscenza e di piacere, se rinunciasse ad una conquista.

      In un certo senso, è così per tutti noi.

      La persona che rinuncia a conquistare ogni potenziale partner lo fa per avere una soddisfazione più duratura, nella continuità di un rapporto stabile.

      O anche per non ferire il proprio compagno/a, per convinzioni morali, per timidezza o altro.

      Generalmente sa che ogni scelta comporta una rinuncia, ma quel che si ottiene può essere più importante di quel che si lascia.

      Bertrand non approda mai a questa consapevolezza; addirittura si gioca la sopravvivenza, poiché, mentre è in ospedale, si sporge dal letto per guardare le gambe di un’infermiera, staccando la flebo che lo teneva in vita.

      Muore come ha vissuto, da dongiovanni.

      Ma ascoltiamo una voce, quella del personaggio che nel film incarna il suo editore/donna, che lo guarda in modo benevolo e non bacchettone.

      Lei dice:” Le donne che ha fatto soffrire hanno avuto un solo torto: aspettarsi qualcosa che Bertrand non era in grado di dare.
      A quelle che volevano il piacere lui ha dato piacere, e anche la dolcezza.
      Per me non c’è alcun dubbio che a modo suo le abbia amate, e che aveva ragione ad amarle tutte: nessuna si equivale, ciascuna ha qualcosa che le altre non hanno di unico e di insostituibile”.

      qui le virgolette si chiudono: agli occhi di un lettore un poco disattento come bortocal, si chiudono anche le virgolette che erano state aperte all’inizio della recensione e termina il discorso di Truffaut, mentre indubitabilmente, pare a lui, principotta riprende la parola…

      Il racconto di Bertrand è così intimo e, a tratti ironico, che lo sentiamo vicino e realistico.

      Il film è un grande esempio di analisi psicologica non sdolcinata, non hollywoodiana, molto godibile, ma non “buonista”, come è di moda dire oggi.

      (certo che essere stata presa da bortocal per Truffaut medesimo sarebbe per me un grande motivo di vanto e non di frustrazione… 😉 )

      • C’ è un problema di virgolette perché io cito Truffaut che, a sua volta, cita Bettelheim. Bisognerebbe fare le parentesi tonde e quadre…non saprei come fare…Finita la citazione di Bettelheim, il resto è mio…

    • l’analisi di Truffaut – Bettelheim è incommensurabilmente più profonda della mia battuta qui sopra: nessun dubbio.

      potrei dire a mia parziale discolpa che non ci avevo neanche provato, qui, a fare un’analisi profonda; tuttavia so con certezza che, se anche ci provassi, non ci arriverei.

      e forse con questo sto cercando di non entrare nel merito.

      allora provo a rimediare: ogni seduttore compulsivo è un bambino che è stato abbandonato dalla madre?

      credo proprio di sì. 😦

      • Abbandonato? Non necessariamente. Amato male. Il seduttore vuole ” cambiare il finale del dramma” conquistando definitivamente una madre che lo ami bene. Ma comunque non si escludono altre ipotesi. Per esempio che ha così poca familiarità con l’ amore autentico da non saperlo riconoscere quando lo incontra…ma anche qui la madre c’ entra…

        • appunto!

          io sono sicuro, anzi sicurissimo, di essere un caso di questo tipo.

          quando una madre che non ama davvero suo figlio passa il tempo a dirgli come soltanto lei lo ami e nessun’altra persona potrà mai amarlo alla stessa straordinaria maniera, lei che non prova nessun sentimento profondo per lui e anzi gli racconta queste cose per sfuggire alla percezione del suo disamore, mi sembra inevitabile che quel bambino non saprà mai riconoscere l’amore vero e sarà sempre vittima della prima adulatrice di passaggio.

          peggio, quando lo troverà ne fuggirà inorridito, come da un pericolo che non conosce.

  2. Aggiungo solo questo per ora: se leggi la sceneggiatura c’ è un punto in cui Truffaut stesso spiega che la persona che il protagonista voleva realmente conquistare era sua madre. Attraverso tutte le altre donne. Se lo dice Truffaut….

    • oh, questo e` semplicemente geniale. 🙂

      ma, trattandosi di Truffaut, non c’e` da meravigliarsene.

      e spiega benissimo anche come mai il seduttore compulsivo non e` mai appagato da nessuna donna, dato che nessuna potra` sostituire degnamente sua madre.

      e tuttavia non basta a spiega adeguatamente perche` invece ogni donna cerca di ritrovare il padre in un uomo solo alla volta e se lo tiene abbastanza a lungo anche se le appare inadeguato.

      • Mi viene quasi da ridere se penso quanto NON si applica l’ultima frase a me. Se la dici a me senza timore di farmi mettere a piangere o a ridere si vede che della mia biografia ti manca ancora l’ABC. E’ come dire a Renzi che è remissivo, timido e poco ambizioso. Ma non è un’accusa, neh? Si vede che non ti ho raccontato niente oppure non hai sentito.

        • principotta, tu non sei “ogni donna”! 🙂

          mi sembra evidente, se non altro dal nome.

          no no, non pensavo affatto a te scrivendola, so bene che non sei il tipo.

          ma purtroppo non riesci a cambiare i valori medi e io parlavo esclusivamente delle donne in generale.

          con tutta la mia ammirazione per quelle che non rientrano in questa tipologia remissiva! 🙂

            • touche` 😉

              ma neppure qualche va bene, perche` sembrerebbero delle eccezioni.

              in realta` avrei dovuto scrivere: ogni donna cerca di ritrovare il padre in un uomo solo alla volta e QUASI TUTTE se lo tengono abbastanza a lungo anche se appare inadeguato.

              oppure non va bene neppure cosi`?

              • Va meglio…quasi sufficiente 🙂 Il fatto è che qualche donna si comporta come l’ equivalente femminile del personaggio di Truffaut: più che trattenere, abbandona. Anche troppo. Madame Bovary c’ est moi, diceva Flaubert. Per dire che alcuni ” disturbi” si trovano in entrambi i sessi.

                • cerco di rimediare subito alla quasi sufficienza ritornando alla insufficienza netta e grave. 🙂

                  la povera calunniata Emma, in fondo, che cosa aveva fatto di cosi` terribile?

                  si era trovata un paio di amanti, se non ricordo male, uno solo alla volta, per sfuggire a un marito noioso…

                  e tutti a dare la colpa a lei, a cominciare dall’autore che dice di essere lui Emma, tanto per confondere le acque.

                  indubbiamente e` in atto una trasformazione molto rapida della psicologia delle giovani donne, che un uomo della mia eta` puo` solo cercare di indovinare, anche se quando facevo il preside potevo almeno osservarla da lontano…

                  e oggi ci sono molte piu` ragazze dongiovanni come i maschi, se mi si puo` passare il termine, che una volta, dove erano piuttosto rare e il loro nome passava di bocca in bocca tra i giovani coetanei.

                  e qui adesso provo a farmi espellere dalla classe 🙂

                  il fatto e` che la natura ha creato due sessi diversi per scopi riproduttivi diversi e quindi quello che apparer “disturbo” dal punto di vista di un sesso, puo` essere invece la normalita` per l’altro.

                  il maschio umano e` programmato per una monogamia rilassata, con diverse scappatelle, mentre la femmina tende piuttosto a cicli riproduttivi stabili almeno per sette anni.

                  o guardiamo in faccia questa realta` oppure non riusciamo a capire i problemi della coppia umana.

                  naturalmente ogni donna spera di trovare l’uomo assolutamente fedele sessualmente.

                  eppure bisognerebbe capire che fedelta` sessuale e attendibilita` affettiva per il maschio non sono strettamente correlate.

                  e che forse la perfetta fedelta` maschile non e` neppure auspicabile, perche` confina con l’insipienza e la mancanza di esperienza.

                  certamente l’infedelta` maschile e` un pericolo per la stabilita` della coppia, ma oserei dire – controcorrente – che il pericolo e` tanto minore quanto piu` il maschio e` infedele.

                  i maschi veramente instabili sono quelli che tradiscono poco ed eccezionalmente: sono loro che se ne vanno, quando ci cascano.

                  quelli che tradiscono abitualmente non vanno certo a mettere in crisi un matrimonio per cosi` poco.

                  citero`, per chiudere e darmi ragione da solo, l’esempio di Kennedy, del quale si racconta che ebbe 2.000 amanti nei soli 1.000 giorni che trascorse alla Casa Bianca; eppure recitava la parte del marito perfetto, e forse lo era anche.

  3. Grande autoironia la tua, Bort!
    🙂
    gb
    Non credo che nel film citato da principotta, che saluto cordialmente, si possa parlare di seduttore compulsivo.

    • forse principotta vole indicare soltanto una situazione approssimativamente simile?

      nella trama del film che sono andato a rivedere (e che, contrariamente a quello che ho scritto a lei, adesso credo di non avere visto) mi pare che compulsive siano, piuttosto che lui, le donne che desiderano essere amate dal protagonista…

      che insomma sembrerebbe un seduttore forzato dalla condizioni ambientali, piu` che per vocazione… 🙂

    • Ciao gb. Grazie. Secondo me è abbastanza compulsivo. Truffaut stesso ha spiegato il meccanismo…e poi nei ” 400 colpi” ci illustra che tipo di madre ha avuto…lo dice in un’ intervista.

    • si`, ma non me lo ricordo, adesso.

      ne hai gia` fatto una recensione?

      in ogni caso la parola diario nel titolo e` soltanto molto auto-ironica, naturalmente. 😉

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...