Grillo, Veronesi e i balubadellatv – 224.

* * *

sembra incredibile, ma esiste ancora gente che pensa che lo scopo principale dei media sia di fare informazione in modo corretto.

ma che dico? la maggior parte di coloro che si piazzano davanti alla tv o che leggono il giornale la mattina sono convinti di avvicinarsi ad una fonte di informazione e non all’equivalente di Vanna Marchi nel campo delle notizie.

non li sfiora neppure, piffero!, il sospetto che le notizie sono soltanto il pretesto per formare le loro opinioni, e che questa e` l’unica vera in-formazione che conta per chi fa funzionare quei media.

siete dei baluba creduloni, detto in francese: ecco che cosa siete!

possibile che non abbiate ancora capito che dovete avvicinarvi a questi media in punta di piedi, circospetti come se entraste in un campo minato, e che LA PRIMA DOMANDA CHE DOVETE PORVI e` come stanno cercando di intortarvi?

* * *

si`, la prima fondamentale domanda per chi tiene alla sua liberta`, e` DOVE STA L’INGANNO? COME MI STANNO MANIPOLANDO?

se non te la fai, allora vuol dire che ti va di farti manipolare.

non c’e` piu` verita` nella prima pagina di un quotidiano di quanta ce ne sia nel vangelo apocrifo che racconta che Maria resto` vergine durante il parto, e che la carne del figlio era vera carne, che peraltro, con la loro vera carne, lui ascese e lei fu assunta al cielo.

se ti va di credere a questi dogmi oppure all’informazione alterata che ti passa il convento, evidentemente, e` perche` hai deciso a priori di far parte di un certo gruppo sociale.

nel primo caso e` quello dei credenti in una certa fede (sempre meglio definito e chiuso in se stesso quanto piu` quella fede e` assurda); nel secondo caso hai scelto di far parte del gruppo dei tele- o dei media-dipendenti.

cosi` hai qualcosa di cui parlare al bar e ti senti parte del gruppo – altrimenti finisci tagliato fuori.

come e` piacevole ripetere con sdegno le opinioni che ti hanno appena messo a disposizione, assieme al Krapfen, per un cervello che rischiava di restare vuoto!

* * *

ricevo come commento e ripubblico da un giovane e intelligente commentatore, a proposito dell’indegna cagnara sollevata dai media su Grillo (e chi mi legge quanto io sia critico sul,personaggio, ma non posso farmi rincretinire completamente, sorry):

toh, giusto che se parlava, visto appena adesso sulla pagina del Corriere:
http://imageshack.com/a/img661/8772/hw8oZf.png

notare immagine d’archivio di Grillo scelta ad hoc, titolo ad effetto ben manipolato e virgolettato, e contro articolo proposto una riga sotto: “la scienza contro il m5s” (scaturito dalle precedenti polemiche create dalla manipolazione mediatica che proprio questa rettifica dovrebbe mettere a tacere).

entrando quindi nell’articolo: http://www.corriere.it/politica/15_maggio_11/mammografie-grillo-su-veronesi-sono-inc-come-bestia-f7c11692-f800-11e4-821b-143ba0c0ef75.shtml
si ripete il titolo e segue un altro virgolettato manipolato (sparisce il riferimento alla marcia per il reddito di cittadinanza).

naturalmente nessun link alla fonte, ossia la pagina del blog di grillo: sarebbe da rabbrividire solo per quello, dal momento che l’articolo del Corriere si basa esclusivamente su queste dichiarazioni:
http://www.beppegrillo.it/2015/05/la_prevenzione_ti_salva_la_vita_la_disinformazione_uccide.html

e per chiudere la manipolazione della notizia il Corriere propone un video d’archivio, in cui tra l’altro Grillo sostiene un concetto lapalissiano per chiunque abbia un briciolo di sale in zucca ma si permette di evocare un’ombra su Veronesi.

* * *

e adesso la piantassero davvero con queste manipolazioni stronze.

i veri delinquenti che hanno fatto del male a donne poco informate diffondendo l’idea di non fare le mammografie sono i giornalisti che si sono inventati la notizia, non Grillo.

e qui, per protesta, ripubblico il post di Grillo di oggi, dal suo blog, invitando chi li ha ad aprire bene gli occhi.

* * *

La prevenzione ti salva la vita, la disinformazione uccide

http://www.beppegrillo.it/la_cosa/2015/05/11/la-prevenzione-ti-salva-la-vita-la-disinformazione-uccide/

Sono incazzato come una bestia.

Avete messo sui giornali una notizia vergognosa per coprire la marcia per il Reddito di Cittadinanza.

Come se io avessi consigliato alle donne di non farsi la mammografia!

Siete veramente incredibili e vergognosi.

Giornali come quelli di De Benedetti, uno che è responsabile della salute di migliaia di persone con le sue centrali a carbone a Vado, si permette di pubblicare e il Corriere gli va dietro, i giornali di Confindustria gli vanno dietro, io avrei detto questo?

Siete veramente sconci su questa roba!

Sconci!

Io non ho consigliato nessuna cosa.

Io ho solo detto che siamo in un'”epidemia di diagnosi“.

Leggete un libro “Sovradiagnosi” su Pensieroscientifico.it.

C’è tutto, sono dati statistici.

Non ho voluto fare il medico e consigliare più o meno.

Ho detto che oggi si tende con un’informazione tendenziosa come questa fatta dalle grandi case e dai grandi gruppi farmaceutici a trasformare una persona sana in un malato cronico.

Grazie a tutti e spero di non incazzarmi così e di calmarmi perchè io poi in fondo sono un francescano.

Vi abbraccio e vi bacio tutti.

* * *

aggiungo una nota a proposito del reddito di cittadinanza, che questa notizia inventata doveva nascondere.

voglio rinviare a questo articolo molto critico verso la proposta di Grillo: http://phastidio.net/2015/03/21/reddito-di-cittadinanza-si-puo-fare/ – notate che nel titolo originale alla fine c’e` un punto di domanda e che la risposta dell’autore e` no.

ma vi indico proprio questo articolo perche` conto sulla vostra capacita` di leggere bene.

sara` molto facile capire, proprio in base ai dati portati in questa analisi, che invece di dare agli occupati gli 80 euro mensili di Renzi, come moderna applicazione dei sacchetti di pasta di Lauro preelettorali degli anni Cinquanta, si poteva iniziare un discorso sul reddito di cittadinanza.

oggi l’Italia avrebbe davvero rilanciato i consumi interni e in piu` sarebbe al passo con gli altri grandi paesi europei nello sviluppo di un moderno stato sociale.

Annunci

11 risposte a “Grillo, Veronesi e i balubadellatv – 224.

  1. Mi accorgo da questo scambio che è un argomento che mi appassiona particolarmente…mi vengono alcune osservazioni e alcune poi me le scordo.
    Una prima osservazione è che l’informazione (o per meglio dire l’opinione) disinteressata si trova per la maggior parte su internet. Come diceva giustamente bortocal i media a diffusione più ampia sono necessariamente soggetti alle leggi economiche e di mercato e se non ricercano il profitto ricercano seguito (e questo si ottiene con articoli populisti, con qualche bella donna mezza nuda o dicendo qualsiasi porcheria salvo poi smentirla). In questo è molto simile alla politiche (che guardacaso allo stato attuale è solo arte di fare informazione meglio degli altri. Per questo non sono del tutto pessimista su internet. Del resto se siamo qui a scrivere queste poche righe è grazie alla rete, sembra poca cosa ma non sarebbe successo 20 anni fa.
    Altro grande problema: per farsi un’idea critica su un argomento serio serve investire tempo e pochissimi sono disposti ad investirlo leggendo articoli, spezzando lance e denunciando pericoli. Questo è un passaggio fondamentale. Diceva Gramsci che verità difficili hanno spiegazioni difficili. Semplificare una spiegazione per renderla accessibile è già manipolarla. Ecco che l’individuo medio magari in modo ammirevole fa qualche goffo tentativo ma abituato ai tweet da pochi caratteri si scoraggia, poi si va fare un bell’aperitivo e la verità propinata dall’amico troglodita su facebook gli sembra tutto sommato accettabile.
    Ora io stesso mi comporto così riguardo a molte cose, me ne rendo conto, del resto dicevamo che non si può mettere tutto in discussione o finiremmo tutti pazzi come Nietzsche.
    Per me per esempio è stata una bella scoperta il mondo dei blog. Certo alcuni sono banali, altri come me spesso fanno citazioni di veri pensatori più che scrivere opinioni loro ma lo ritengo uno sforzo che merita applausi.
    Rispetto, infatti, più chi ha un’opinione assolutamente opposta alla mia se ben argomentata che il caprone che mi da ragione perché sono simpatico senza neanche ascoltare quello che sto dicendo.
    Per questo non sono così pessimista, ci sono tante persone che nel loro piccolo cercano una verità…saranno anche una minoranza ma non è importante, del resto Kant era uno solo.

    • Kant era uno solo, ma gli altri sapevano bene chi era.

      qui (parlando per una volta di me in maniera autoironica) ogni tanto si rischia di credere di essere Kant, e di non esserlo affatto!

      ma ti lascio alla tua discussione con Krammer.

  2. I social network sono sicuramente centrali nel discorso ma il problema ancora una volta non sono i social in sé ma l’uso che ne fa l’occidentale (ma forse tutti) medio… mi spiego. Potenzialmente il social è un vantaggio perchè permette praticamente a tutti di accedere alle informazioni (senza soffermarci per un attimo sul tipo di informazione). Ovviamente questo comporta che tra la nuova massa che accede all’informazione ci sia di tutto: dal filosofo esistenzialista all’ultimo dei somari. Il fatto che l’informazione sia meno elitaria la rende sicuramente più qualunquista perché non solo si riceve informazione ma la si fa anche, in un certo senso. Questa informazione più “libera” rende tutto vero e tutto falso a seconda di chi twitta o posta su Facebook. (io non ho né uno né l’altro).
    è lo stesso problema della democrazia, si ha un voto a testa.
    Allora il discorso torna alla responsabilità individuale di farsi un pensiero critico individuale per distinguere nel mare memetico le informazioni sensate dal resto.
    Nel medioevo, per esempio, le informazioni erano precluse ai più che dovevano solo obbedire e non pensare (un po’ come nel fascismo) e può essere che le informazioni fossero più “obiettive” ma sappiamo qual’era il prezzo. Non è possibile, ma è solo il mio parere, rendere le informazioni disponibili solo alle menti più brillanti o a chi si prende la briga di informarsi bene..
    il problema grosso è che non ci sono conseguenze per chi dice cose errate o deliberatamente fuorvianti..ma anche qui entriamo in una zona molto delicata che riguarda la libertà d’espressione, la censura e se tocchiamo i tempi politici diventa una vera guerra del tutti contro tutti..

    • (per occidentale intendo occidentalizzato, ed anche l’oriente di massa è ad oggi ormai occidentalizzato)

      hai qui sviscerato il nucleo della questione nel modo migliore, sono completamente d’accordo adesso.
      figurati che sto da mesi lavorando per uno spazio pubblico partecipativo aperto e ben regolamentato dove poter costruire assieme buona informazione utile per cercare di risolvere assieme le problematiche della collettività: questi problemi che sollevi sono il cruccio che mi tormenta da non sai quanto tempo, e non sono giunto ad alcuna soluzione logica dell’enigma.

      però bisogna anche rilevare che dal lato empirico alcuni metodi partecipativi funzionano alla grande, vedi l’informazione che si crea su wikipedia (è il solo motivo per cui sto continuando a portare avanti il progetto).
      dove c’è grande partecipazione su un argomento comune, la relativa voce è per qualità e completezza paragonabile se non superiore alle voci di enciclopedie appositamente create da esperti.

      credo che in fondo l’enigma si possa risolvere solo empiricamente attraverso tentativi e buona volontà: bisogna riconoscere che non si potrà mai ottenere una buona informazione su tutto e per principio, ma l’ampia partecipazione – regolata da metodi efficaci – permette di creare una informazione utilissima lì dove questa risulti determinante per le nostre vite.

      dobbiamo ossia ricercare un buon compromesso, e la realtà attuale dei fatti è quanto mai lontana dall’obiettivo (e dall’obiettività).
      a parte appunto per realtà specifiche quali wikipedia.
      grazie dello scambio!

  3. Il problema dell’informazione è vecchio come il mondo…il caso di cui parli è un ottimo esempio anche se il discorso può essere applicato pressoché a qualsiasi argomento. L’informazione che arriva al consumatore è necessariamente filtrata, che si fatto appositamente, che sia per incompetenza, che sia manipolata per ottenere un qualche effetto, quello che conta è che è sicuramente distorta. Del resto noi stessi, di fronte a qualsiasi evento, esprimiamo un giudizio magari inconsciamente..per una serie di schemi mentali che abbiamo, secondo un’etica personale o con ragionamenti di convenienza. Da questo circolo vizioso non c’è scampo. L’unica arma di difesa è prendersi la briga di consultare varie fonti, giornali diversi (la tv non la considero neanche), magari fonti che riteniamo “nemiche”. Purtroppo mi rendo conto, pensando al mio caso specifico, che ciò richiede un gran tempo e mettere tutto in discussione non è possibile. L’unica arma rimane il giudizio critico, non prevenuto, inattuale anche e più possibile libero dai soliti schemi.
    Un saluto, trovo sempre interessante questo blog!

    • sarei d’accordo su tutto, se non ti fosse sfuggito un particolare: l’informazione popolare che passa sui social network.
      luoghi virtuali nei quali l’occidentale medio perde mediamente ore delle proprie giornate, dove viene bombardato incessantemente di pubblicità, propaganda e disinformazione veicolata dalla popolazione stessa.
      questo problema non è vecchio come il mondo: questo problema è quanto mai attuale, potrei quantificarla in 6-7 anni in italia, come fenomeno di massa.
      la tv era infinitamente meno invasiva e persuasiva (salvo per pochi zombie, e per i bambini piazzati davanti alla tv dai genitori)

      per il resto, non serve studiarsi a memoria l’enciclopedia britannica (abbiamo cmq disponibile wiki per ogni dubbio generico) nè mettere sempre tutto in discussione: basterebbe dedicare un poco di tempo focalizzandoci verso ciò che conta, e muovendoci coordinati.

      • forse sono ancora legato alla contestazione sessantottina dei media manipolatori…

        e non voglio sottovalutare affatto la manipolazione molto piu` pervasiva che oggi corre su internet…

        e tuttavia una differenza rimane: al momento attuale e fino a che non riusciranno a regolamentarla diversamente (come varie volte stanno provando a fare).

        internet fornisce a chi vuole usarli anche alcuni strumenti di ricerca, per formarsi opinioni personali.

        magari con questo ci scheda e ci mette in un ghetto; tuttavia queste cose con i giornali o con la televisione non le puoi fare, resti molto piu` succube di loro.

        • infatti, rimando al botta e risposta con lechoes finito sopra: internet è un mezzo, e bisogna avere consapevolezza su come usarlo adottando anche metodi condivisi, se vogliamo ottenere risultati di gruppo.
          adesso ci sono un sacco di strumenti diciamo molto alla rinfusa, ma poca informazione su come usarli e molta dispersione sparpagliata.

          inoltre poi credo che l’educazione aiuti a sensibilizzare anche curiosità ed interesse all’approfondimento oltre che a ottimizzare i propri tempi, sempre più scarsi nella società contemporanea

          che bello sentirti spezzare lance a favore della rete 🙂

          • spezzo lance e denuncio pericoli.

            la rete e` nuova e ancora non del tutto sotto controllo.

            se riusciranno ad imbrigliarla sara` la fine del pensiero critico.

            per ora mi pare che sia stata adottata la strategia piu` innocua del contenimento, con qualche riserva indiana qua e la`… 🙂

            occorrecome sempre cercare di capire senza pregiudizi.

    • ti ringrazio di questo intervento, e in particolare del giudizio finale: non sai le volte che mi pare proprio di fare qualcosa di inutile.

      sono un poco piu` pessimista di te nel vedere delle precise intenzionalita` nella cattiva informazione; per qualche anno ho anche collaborato a un quotidiano locale e ho visto come funzionavano i meccanismi concreti li` dentro: vi e` una gerarchia orecisa dai proprietari al direttore al caporedattore, che alla fine porta alla squalificazione dell’informaxzione, esplicitamente giustiifcata del resto con la necessita` di non infastidire un pubblico scemo.

      naturalmente si potrebbe anche considerare normale tutto questo, se i giornali o la tv fossero delle aziende che si automantengono.

      la cosa tragica invece e` che in una buona parte li finanziamo noi, come stato, e quindi avremmo anche diritto a che non gestissero l’informazione come una semplice operazione di mercato.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...