allarme antiincendio: diario svevo n. 3 – 227.

alle 3 di notte ti metti a scrivere un post, bortocal? ma sei in te?

che devo fare? oramai mi sono svegliato e devo tirar mattina.

* * *

mi sono svegliato da me, verso le due e mezza: la motivazione ufficale era che dormivo sotto la finestra lasciata aperta, dato che e` stata una giornata gia` abbastanza calda, ma con la piena notte era arrivato il freddo.

(giornata trascorsa anche in una decina di km di passeggiata in citta`, tutta nel verde: il famoso anello di parchi che inizia, volendo, sulla collina dietro casa mia e finisce ai giardini reali che portano fino alla vecchia reggia nel cuore della citta`).

ma appena ho chiuso la finestra e` partito l’allarme anti-incendio col suo suono penetrante.

* * *

all’inizio non volevo crederci, ma ho colto subito l’odore di bruciato.

e niente mi toglie dalla testa adesso che in realta` sia stato questo a svegliarmi.

ho aperto la porta e guardato il corridoio del condominio al mio piano, ma non c’era ancora segno di vita.

io sarei anche tornato a dormire, ma il suono era insopportabile; inoltre gli ascensori segnalavano di essere bloccati; quindi c’era un incendio davvero.

ecco infatti che comincia a sentirsi qualcuno che si muove e parla; mi rivesto ed esco, cominciando a scendere le scale.

vivo all’undicesimo piano di un palazzo di 13, qui in Germania: un centinaio di monolocali e qualche decina di bilocali: insomma un vero e proprio covo di single.

penso che con un po` di fantasia le scene da Inferno di cristallo potrebbero essere assicurate…

* * *

invece, arrivati al nono piano, dove c’e` un odore fortissimo, una persona desolata racconta che gli si e` bruciata qualcosa in cucina.

rido pensando che anche io alle nove avevo dimenticato un wuerstel a bollire…, ma mi sono ricordato in tempo.

ma insomma, ecco adesso tutta la meravigliosa organizzazione tedesca.

eccoci tutti davanti al palazzo mentre nel giro di dieci minuti dalla prima sirena arrivano tre camion della Feuerwehr, i pompieri, e due auto della polizia.

mezzora di chiacchiere sveve, che quasi capisco pochissimo, e l’occasione di uno sguardo globale sugli abitanti del condominio…, chi li aveva mai visti tutti assieme, radunati in un angolo della via?

poi si risale in casa.

faccio il guappo e salgo i miei undici piani a piedi – ma sara` meglio che mi abitui all’idea di essere un vecchietto.

* * *

ma gia` che ci sono e il sonno non arriva ancora, ecco a commento una foto della mattina: un particolare dell’immenso bellissimo murale che hanno dipinto tre mesi fa, mi dicono, lungo la grigia parete in cemento della scalinata che risale la collina verso il consolato.

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* * *

la mia meta non era questa, naturalmente, oggi, ma la collina sovrastante, dove stanno le ville piu` belle di Stoccarda con una vista spettacolare sulla valletta in cui e` nata la citta`.

c’e` anche quella di Theodor Heuss, il primo presidente della repubblica federale tedesca, dal 1949 al 1959, rieletto dunque anche lui per un secondo mandato, mentre sotto Adenauer la Gemrania si ricostruiva dopo la seconda guerra mondiale e gli otto milioni di morti.

ne approfitto per una visita e imparo qualcosa di piu` della sua biografia.

* * *

scopro che aveva votato anche lui nel 1933 i pieni poteri a Hitler per cambiare la Costituzione, come tutto il resto dell’opposizione, e che fu sottoposto anche a un’inchiesta per questo, dopo la guerra, prima di diventare presidente.

Heuss, dichiarato decaduto da deputato da Hitler nel 1933, per tutta ricompensa, come gli altri che gli avevano fatto il favore, resto` in Germania e visse scrivendo biografie di personaggi importanti locali, finanziato in questo modo da una corrente sotterranea di critica all’hitlerismo della borghesia bene alla quale apparteneva.

mi vengono in mente tante cose, anche in rapporto al nostro presente e al nostro premier travicello.

ma non c’e` tragedia da noi, solo farsa.

poi mi godo una vibrante lettera di protesta di Heuss presidente, riservata, perche` i giornali avevano l’abitudine di chiamarlo Papa Heuss, papa` della Germania, insomma, e lui trovava la cosa kitsch.

* * *

di fianco a casa Heuss benestante sta la villa molto elegante destinata agli ospiti importanti della Porsche.

e in queste due case affiancate io trovo sia concentrata in immagine l’intera storia della Germania della seconda meta` del secolo scorso e dunque l’anticipazione della Germania di oggi,

dove mi tengo, comunque, sempre il mio rifugio pronto, dovessi fare l’esule politico…

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