preferisci essere felice o normale? – diario svevo n. 4 – 230.

il titolo del post non e` mio; e` il titolo di un bestseller tedesco, pubblicato dalla casa editrice dello Spiegel, che ho trovato in un giro in libreria poco fa.

Stuttgart si vanta in un manifesto di essere stata proclamata capitale della cultura tedesca, anche se in questo 2015 io invece l’ho trovata un poco sotto tono, rispetto al passato.

(fra l’altro a fine mese chiude anche il famoso rigattiere che e` stata una delle mie mete fisse degli ultimi dieci anni).

ma le sue numerose e grandiose librerie del centro restano sempre una gioia degli occhi e della mente.

il libro mica l’ho letto ancora, neppure l’ho comperato.

mi ha distratto un omino che, a dieci metri dalle vetrine, faceva suonare Mozart a due burattini pupazzo con i fili.

quindi posso soltanto buttare li` qualche considerazione sul momento riferita al titolo, sperano che non disturbi nessuno.

* * *

ovviamente il centro concettuale di quel titolo sta tutto nell’oppure.

per la cronaca, detto ancora alla maniera tradizionale (oder) e non con l’odiosissmo beziehungsweise diventato orribilmente di moda al suo posto e cacofonico come un italianissmo nella misura in cui.

anche perche`, ci fosse stato questo lunghissimo sinonimo, sarebbe stato come chiedere: vuoi essere felice o, piu` esattamente, normale?

* * *

e cosi` l’idea che non si possa essere felici se si e` normali potrebbe dare molto da pensare in Italia.

dove si ritiene in genere la felicita` una faccenda di gruppo, che non riguarda affatto l’individuo isolato.

in Italia la solitudine non e` mai vista come una possibile scelta, ma e` un sinonimo di infelicita`.

e si` che o beata solitudo, o sola beatitudo l’ha inventata Petrarca alle radici stesse della nostra cultura.

ci siamo dimenticati che la felice solitudine e` la strada piu` semplice per trovare la felicita`.

dite pure che e` una scorciatoia, ma Petrarca diceva anche che era l’unico modo per essere felici.

* * *

immaginiamo che Petrarca avesse torto.

per gli italiani non si puo` essere felici se non si ha almeno una famiglia, o non si fa parte di una combriccola o di una chiesa, un partito o una associazione, meglio di tutto una mafia.

vuoi essere felice? e allora sforzati di essere normale, identico agli altri con cui stai.

solo questo ti regalera` la gioia delle chiacchiere inutili e della compagnia perditempo.

* * *

in Germania pare che non sia cosi`.

pare che qui il modo per essere felici sia quello di cercare di conoscersi e poi di capire quale e` la strada personale per la felicita`.

ma la Germania si sa, ha una base culturale protestante che finisce col condizionare anche i Laender cattolici.

* * *

io sto con i tedeschi, con la loro idea di felicita`; nella mia infanzia da sudtirolese acquisito troppo di questo modo di pensare mi e` entrato chissa` come nella mente.

non credo che lo stare mimetizzati in un gruppo dia la felciita`; forse diminuisce la paura, ma la felcita` e` qualcosa di diverso dalla fine della paura.

e siccome credo in questo, credo anche che la felciita` vera sia difficile e sia concessa a pochi, che se la meritano.

* * *

per questo ti domando, guardandoti negli occhi:

e tu, vuoi davvero essere felice?

oppure preferisci essere normale?

ma forse sei soltanto normale, non e` neppure questione di scelta.

allora sappi che non potrai essere felice e che, quando chiami felicita` quello che senti, ti stai soltanto raccontando una balla.

la felicita` e` una conquista faticosa, non sperare di trovarla per caso.

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4 risposte a “preferisci essere felice o normale? – diario svevo n. 4 – 230.

  1. Preferisco vivere, sinceramente fuori dal chiasso. In comunità ma senza troppi condizionamenti religiosi che risucchiano la felicità.
    Detto questo non so cosa sia la normalità della felicità 😀

  2. È quello che penso anch’ io: bisogna conoscersi e trovare la propria via. Adesso dirai che sono anch’io tedesca? Ma dai, non corrisponde ad una nazionalità, anche se penso sia vero che in Italia non siamo certo la maggioranza a pensarla così. Non è che ultimamente estremizzi più del solito ? 🙂

    • penso che da torinese acquisita sei un poco francese, cioe` europea.

      no, conoscendomi, direi che ultimamente mi sono anzi moderato parecchio.

      probabilmente sei tu che mi conosci meglio e resti sempre piu` infastidita da certe tesi che ti sembrano provocatorie 🙂

      devo anche dire che non terrei un blog se non pensassi che qualche provocazione intellettuale e` utile.

      e poi alla fine tu stessa dici la stessa cosa che ho detto io, solo in una forma linguistica leggermente diversa: “penso sia vero che in Italia non siamo certo la maggioranza a pensarla così”.

      certo, in teoria non avrei dovuto dire “per gli italiani”, ma “per la maggioranza degli italiani”.

      ma non e` la maggioranza che da` l’impronta ad un popolo?

      anche in Germania i cattolici sono un terzo circa dei credenti.

      eppure e` la cultura protestante che caratterizza il paese.

      e comunque non c’e` proprio niente di male ad essere minoranza! (a meno di non condividere il modo di pensare della maggioranza!) 🙂

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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