e` partita dal Trentino la fine del renzismo – 232.

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le recenti elezioni comunali in Trentino e Valdaosta non hanno avuto il bene di un’analisi attenta sinora, mi pare.

ci si e` limitati a constatare rapidamente il successo in casa del Partito Democratico e si e` proceduto rapidamente oltre.

strano che non ci sia accorti della catastrofe renziana.

ma chi lo ha messo su, evidentemente non ha ancora deciso di mollarlo.

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giusto per non restare nel vago, chi ha messo su Renzi e` stato soprattutto De Benedetti, che controlla Repubblica ed Espresso, e aveva deciso di porre termine alla guerra con Berlusconi, anzi di allearsi con lui; Renzi e` stato individuato come l’uomo perfetto per traghettare lo zoccolo duro dei demokrat dalla lotta a Silvio all’alleanza con Silvio.

mascalzone, guitto e arrivista quel che basta, si sono detti; e inoltre il necessario eloquio da venditore di aspirapolvere.

solo che Renzi non funziona, e per quanto i media siano impegnati allo spasimo a nascondere i risultati men che mediocri di 16 mesi di imbonimento televisivo, la cosa cammina sulle gambe dei numeri.

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sappiamo tutti che l’elemento di forza di Renzi, mai eletto come deputato, stante la scelta di Napolitano di non rinviare il governo Letta alle Camere dopo che Renzi lo aveva canagliescamente sfiduciato, stava tutta nell’esito delle elezioni europee.

contava poco che fosse il 42% di circa la meta` dell’elettorato: gli altri avevano fatto peggio.

e` partito il tambureggiamento incessante dei media, che ha convinto perfino Renzi, il quale si e` fatto una legge elettorale ad hoc, su questo presunto 42%.

questo e` bastato per accreditare per un anno Renzi di chissa` quali appoggi dell’opinione pubblica, con i sondaggi tarocchi, che pure non riuscivano a nascondere un gradimento inferiore al 50% e persino piu` scadente di quello dell’opaco, ma corretto Letta.

ora pero` delle prime elezioni le abbiamo: sono comunali e in regioni marginali dal punto di vista territoriale e anche atipiche, come il Trentino-Alto Adige-Sued Tirol e la Valdaosta; pero` parlano chiaro, a saperle leggere, e preannunciano la possibile sconfitta di Renzi alle prossime regionali, che segnerebbe la campana a morto per lui.

salvo che lui sta studiando perfino la guerra con la Libia per restare a galla, d’accordo con i conservatori di Cameron, pensate.

ed e` un motivo di piu` per liberarsi di lui appena possibile.

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vediamo i dettagli, allora.

Trento: il Partito Democratico ha portato alla vittoria il sindaco uscente senza ballottaggio; dov’e` la sconfitta dei Demokrat?

nelle percentuali.

prima di tutto ha votato il 7% degli elettori in meno.

e poi, su questa percentuale ridotta, i voti per il sindaco sono passati dal 64,7% del 2009 al 53,7% del 2015.

il Partito Democratico in particolare ha preso il 29,6% dei voti contro il 29,8%; se teniamo conto dell’aumento dell’astensione e` una perdita di consensi del 2-3%: 13.666 voti contro 14.460; sono 800 voti in meno.

e teniamo conto che il confronto e` col 2009, l’anno successivo al trionfo berlusconiano alle elezioni del 2008, cioe` uno dei punti piu` bassi dei consensi per il Partito Democratico.

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ma forse e` un caso locale.

guardiamo a Bolzano, allora.

qui il Partito Democratico ha preso 4.953 voti (17,7 %) contro i 7.826 voti del 2010, 7.826 voti: quasi 3.000 voti di meno.

ma i suoi esponenti gongolano lo stesso; lo stile comunicativo renziano impera:

In questo tipo di elezioni conta solo chi arriva primo. Si rassegnino: anche stavolta il Pd ha vinto, loro hanno perso.

lo dice il vice-segretario Demokrat, un certo Guerini.

ed e` in effetti il modello elettorale renziano: meno i cittadini votano e meglio e`.

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andiamo ad Aosta, allora.

qui il candidato sindaco del Partito Democratico e degli autonomisti locali, ha avuto il 50% virgola qualcosa ed e` stato eletto al primo turno.

grande successo, allora?

nel 2010 aveva avuto il 59,7% dei voti e quindi questo schieramento ha perso quasi il 10% dei voti.

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insomma, l’Italia che uscira` dalle elezioni regionali fra qualche giorno sara` ancora piu` a destra di Renzi, ma in una porzione, fortunatamente, anche piu` a sinistra.

e` probabile la sconfitta di Renzi, nonostante la frantumazione di tutte le altre forze.

Renzi ha tirato troppo la corda: cronaca di una disfatta preannunciata.

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di Renzi forse siamo sul punto di liberarci: ma chi ci liberera` da tutti i renziani e i renzini, e dei presunti democratici, che in tutti questi mesi hanno tenuto ostinatamente la testa girata dall’altra parte?

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8 risposte a “e` partita dal Trentino la fine del renzismo – 232.

  1. sono passati piu` di vent’anni dalla fine ignominiosa di quell’altro arrogante di Craxi, almeno piu` capace.

    ma questo ha l’arroganza dentro la sua natura, non riesce a controllarsi e gli italiani d’oggi alla fine non amano padroni.

  2. Alla domanda del titolo rispondo che il renzismo non finisce con Renzi, prenderà altre forme la nostra immatura paura del futuro e la pretesa dei avere la vita facile.

    • hai certamente ragione sull’evoluzione successiva dell’elettorato, che pero` non e` stata ancora adeguatamente preparata, tanto improvvidamente hanno puntato sul venditore di saponette.

      pero` e` gia` qualcosa che si profili la fine di questo tipo particolare di semi-regime abortito.

      a me Renzi, nella sua stupida arroganza, ricorda molto Craxi e gli auguro di togliersi in fretta dalla circolazione per non fare la stessa fine.

      Craxi tuttavia era un politico vero e aveva una strategia.

      ma quel che mi preoccupa davvero e` che Renzi ci porti in guerra, assieme a Cameron che non ha niente da perdere, pur di restare al potere.

    • ah, aspetta, ancora una cosa: dopo riflessione, il titolo mica l’ho messo come domanda.

      mi sono sbilanciato in una previsione.

      se nel resto d’Italia le cose andranno come in Trentino e Valdaosta prevedo per Renzi tempi bui.

      ha scontentato la scuola in modo stupido e provocatorio, e sta prendendo in giro i pensionati.

      cioe` la base sociale del Partito Democratico.

      e nello stesso tempo non fa nessun discorso onesto alla nazione sulle sue reali condizioni, ma governa promettendo benefici impossibili.

      chissa` dove pensa di prenderli i voti: molti a destra, certo, ma non credo poi che saranno sufficienti e alla fine la destra non si fida fino in fondo di lui.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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