morire in gita scolastica? – 233.

mi ha molto colpito la vicenda dello studente di Padova caduto alle due di notte da una finestra al quinto piano dell’albergo di Milano dove stava in gita scolastica all’EXPO.

una storia angosciosa e incredibile: come e` possibile che un simile momento di festa e di trionfo della giovinezza (a volte un poco sguaiato, d’accordo, ma quale giovinezza non lo e`?) si sia trasformato in un rito di morte?

* * *

forse sono cosi` colpito perche` anche a me e` capitato di vivere un momento simile, una volta, come accompagnatore di studenti in gita, e sono stati i dieci minuti peggiori della mia vita sinora (eppure altri orribili non ne sono mancati).

eravamo a Budapest, a marzo, e camminavamo in fila ordinata sulla riva del Danubio, presso il Parlamento, a un metro di distanza dal fiume, che non aveva parapetto; e io chiudevo la fila, per vigilare; ma non ce n’era neppure bisogno, tanto tutti erano tranquilli.

a un certo punto l’ultimo dei ragazzi, che camminava un metro davanti a me, inciampa in una canalina per l’acqua piovana trasversale al marciapiede e riesce, continuando ad inciampare su se stesso, sotto i miei occhi increduli, a finire nel fiume.

su cui galleggiavano ancora blocchi di ghiaccio; e le rive avevano pareti di cemento assolutamente lisce, che non consentivano la minima presa.

Lorenzo per fortuna riusciva a tenersi a galla, almeno all’inizio, nonostante gli abiti pesanti che su inzuppavano tendessero a tirarlo giu`, ma sempre piu` spesso finiva sott’acqua e il suo colore era livido: la temperatura sfiorava i zero gradi!

noi eravamo impotenti ad aiutarlo, due metri piu` in alto: ci sarebbe voluto un bastone a cui potesse afferrarsi, e non potevamo che urlare aiuto! nella nostra lingua che nessuno poteva capire, o anche in altre lingue, e sbracciarci.

la fortuna di Lorenzo fu l’unica barca in tutto il fiume a 200 metri da lui, che arrivo` a prenderlo e a tirarlo su quando oramai stava per abbandonarsi stremato alla corrente, e mentre io gli gridavo ancora di liberarsi del cappotto, delle scarpe, di tutto quello che pesava, per restare a galla piu` facilmente.

finalmente ce lo riconsegnarono, sbattuto da un tremito convulso, e fini` di spogliarsi della sua roba bagnata, mentre noi cercavamo di asciugarlo e di avvolgerlo in indumenti di fortuna; e le guardie del parlamento scendevano verso di noi, adesso, con le baionette spianate contro, pensando che quel ragazzo mezzo nudo stesse inscenando una manifestazione di protesta.

avevo un malditesta che mi duro` due giorni, ma, vedendo che aveva le scarpe ancora addosso, ebbi la forza di fare una battuta:

eh, ma le scarpe le hai tenute, vedo…

e lui:

profe (i ragazzi mi hanno sempre chiamato cosi`, anche se ero il preside), scherza? sono delle Timberland.

quante volte ho pensato a che cosa puo` avere salvato lui e noi tutti da quella tragedia: solamente il caso.

e chi avrebbe creduto alla verita` che ora racconto, se quella storia fosse finita male?

quanto ci avrebbero ricamato i giornali?

* * *

ma qui, invece, per Domenico il caso ha giocato contro.

se e` stato davvero il caso…

oppure il caso e` stato giocato da chi?

un ragazzo sano, solare, allegro, per cui il suicidio e` escluso.

ma allora qualche gioco o scherzo mal calibrato?

i clienti dell’hotel che alle due di notte si lamentano del chiasso: ecco lo scenario consueto, per gli accompagnatori di una gita scolastica; non e` sufficiente per pensare male: pero` alle due, se e` quello l’orario presumibile della caduta, quei ragazzi erano ancora svegli.

accompagnatori ridotti a sperare che i ragazzi abbiano buon senso e capacita` residue di auto-controllo, perche` vigilare su tutte le camere e` assolutamente impossibile.

e poi la variabile dell’uso delle sostanze: dipendi completamente dalla loro onesta` nel rispettare i patti prima di partire, e non e` detto che sia sempre molta.

* * *

qualche anno fa una ragazza che si era impasticcata cadde da una finestra a Madrid durante una gita scolastica e in tribunale fu condannato il preside che aveva autorizzato la gita.

per non avere preso precauzioni con un sopralluogo preventivo nell’hotel!

* * *

pero` qualche notizia che filtra, parte subito, parte adesso, non e` rassicurante.

Domenico aveva dei lividi sulle braccia, come se qualcuno gliele avesse strette; Domenico aveva i pantaloni e anche gli slip abbassati.

che malessere a leggere queste cose.

secondo i compagni di stanza si era sentito male e aveva cercato di andare al bagno, ma lo aveva trovato occupato.

il malessere era stato dunque cosi` forte e improvviso che Domenico era scappato in bagno senza occhiali, senza scarpe, ma lo aveva trovato chiuso: i suoi compagni di stanza gli avevano preparato lo scherzo?

e allora e` uscito di corsa, calandosi i panataloni, e ha perfino lasciato delle tracce biologiche nel corridoio.

* * *

ora l’ipotesi e` che qualcuno gli abbia messo del lassativo nella cena, per farlo stare male.

scherzo idiota, ma chi poteva immaginare.

e allora lui si sarebbe seduto, in quel modo, sul davanzale, perdendo poi l’equilibrio…

* * *

ma no, dai, questa storia non torna.

quanto e` credibile che uno si sieda sul davanzale di una finestra del corridoio, con le mutande abbassate, in preda ad una colica?

possibile che, quando Domenico ha cercato invano di entrare nel bagno della stanza, i suoi compagni non abbiano riso di lui, a maggior ragione se gli avevano messo del lassativo nella cena per fargli uno scherzo?

e che quando e` uscito nessuno abbia aspettato che rientrasse per vedere come andava a finire? e continuare a ridere alle sue spalle, se non altro…

e insomma, quanto e` credibile che nessuno dei suoi compagni si sia accorto che non rientrava in camera e che la scoperta del corpo sia avvenuta soltanto la mattina dopo?

* * *

ma possibile anche che qualcuno si sia accorto di quel che era accaduto e abbia taciuto?

la mente si ribella anche a questa ipotesi.

che triste aria da nonnismo da caserma ha comunque tutta questa storia.

* * *

rimane la tragedia di uno scherzo probabile sfuggito al controllo, o di che altro?

immagino ancora adesso quella vita spezzata e le vite rovinate dei suoi compagni e dei suoi accompagnatori.

Annunci

2 risposte a “morire in gita scolastica? – 233.

    • se quel mio ragazzo fosse morto sotto i nostri occhi, quel giorno, come per qualche lunghissimo minuto tutto faceva pensare, che impressione mi avrebbe fatto sentire la madre dire che glielo aveva ucciso la scuola?

      ho scritto questo post per portare la mia testimonianza.

      e anche la mia solidarieta` a quegli insegnanti e a quella preside, che sono gli unici che certamente non c’entrano con quello che e` accaduto e che altrettanto certamente pagheranno forse una fatalita`, forse una stupida imprudenza di alunni maggiorenni peraltro.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...