gli s-vitalizi – 244.

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viene da ridere a guardare con quale tempismo partono le campagne di distrazione di massa.

si agita qualche drappo rosso davanti al popolo bue, che tanto toro non sara` mai, e opla`, nessuno si accorge del vero problema.

e` come quando quelli della Lega urlano con tutte le loro forze che gli zingari sono ladri: lo fanno cosi` bene che qualcuno si dimentica dei furti comprovati di Bossi, che potrebe fare i corsi di aggiornamento professionale su come si ruba davvero,

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siamo in un mondo nel quale il pubblico e` stato ridotto ad avere la memoria di un lombrico.

ecco la campagna contro i vitalizi degli ex-parlamentari, vitalizi che non hanno niente a che fare con una pensione, dato che hanno natura completamente diversa.

il riferimento costituzionale della questione dei vitalizi degli ex-parlamentari sta nell’art. 69:

I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge.

come si vede, si parla di indennita` (non di retribuzione!) e non e` compresa in questa definizione la prosecuzione dell’indennita` dopo il mandato, ma la questione viene lasciata alla discrezione della legge.

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il deputato di Scelta Civica Mazziotti soltanto quattro mesi fa aveva proposto un emendamento per rideterminare secondo criteri di equità anche l’assegno pensionistico degli ex parlamentari. (vedi qui)

la sua proposta fu bocciata col solo voto favorevole del Movimento Cinque Stelle e di Fratelli d’Italia, oltre a quello del suo partito.

quindi votarono contro la Lega, il Partito Democratico, Forza Italia, SEL (una sigla che perfino mi rifiuto di sciogliere, per non insultare le parole che contiene).

ora, grande agitazione nel parlamento degli s-vitati, grande ammuina contro i vitalizi.

il motivo e` chiaro: come distrarre milioni di pensionati dal fatto che il governo sta calpestando una sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito l’illiceita` di una politica di contenimento del deficit statale esclusivamente con interventi sulle pensioni?

come convincere la maggior parte dei pensionati a non fare ricorso nei tribunali per vedersi riconosciuto un diritto sancito, visto che nei tribunali vincerebbero con assoluta certezza?

ma che cosa di meglio che una campagna contro i vitalizi dei politici, i cui redditi vengono buttati in pasto all’opinione pubblica?

pensate, per esempio, che Rossana Rossanda riceve un vitaliizio di 2.124 euro ed Eugenio Scalfari di 2.270, lordi, suppongo.

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la campagna cntro i vitalizi e` stata aperta da Vittorio Feltri, connnato gia` tre volte per diffamazione a mezzo stampa (v. wikipedia) e candidato alla Presidenza della Repubblica quest’anno da Lega e Fratelli d’Italia, nonostante sia dichiaratamente monarchico,

nel 2009 gli stipendi di Feltri sono stati al centro di un mini-scandalo; la Federazione Nazionale della Stampa fece un comunicato per dire:

15 milioni cash di ‘buonentrata’ e uno stipendio di 3 milioni annui (questo si dice sia il compenso a Vittorio Feltri per tornare a dirigere il Giornale), oppure 5 milioni annui a Belpietro per Libero, se confermati, sono cifre esorbitanti, incredibili, illogiche.

sia Feltri sia Belpietro smentirono, ma si guardarono bene entrambi dal dichiarare pubblicamente quanto prendevano.

giusto per rircordare da che pulpiti viene la predica.

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e ricordare che credibilita` ha l’indignazione di Renzi per i vitalizi dei politici?

Renzi tre mesi fa ha fatto votare il Partito Democratico contro la proposta Mazziotti, che ora caldeggia attaccando i politici rottamati.

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ma e` lo stesso Renzi che dice, nella tv ipnotizzatrice, a proposito della riforma delle pensioni ora dichiarata incostituzionale:

Suona paradossale la critica in bocca di chi l’ha votata: noi facevamo altri mestieri, io tappavo le buche a Firenze.

È il colmo che ora dicano che bisogna restituire tutto, è ridicolo.

Noi siamo qui a correggere errori di altri”.

solo Luisella Costamagna sul Fatto Quotidiano ha ricordato, non solo l’ovvieta` che anche il Partito Democratico di Renzi voto` a favore di quella riforma, ma le seguenti dichiarazioni personali di Renzi all’epoca:

La riforma Fornero è giusta, a parte gli esodati” (ansa 28 novembre 2012)

La riforma delle pensioni della Fornero è seria, quella del lavoro timida e inefficace.

Bene sulle pensioni, maluccio sul lavoro” (ansa 29 novembre 2012)

“La riforma Fornero andava bene, perderò qualche voto (primarie 2013, ndr) ma lo dico.

La riforma non era sbagliata ma va trovata una soluzione per gli esodati” (ansa 29 ottobre 2013).

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bene, e` per questa ribadita giustezza della riforma Monti delle pensioni che Renzi se ne sbatte altamente della legalita` costituzionale, non restituisce il maltolto ai pensionati andando a recuperare i fondi necessari da qualche altra parte, ma fa come col Porcellum altrettanto incostituzionale: fa una nuova legge con qualche ritocchino, che si muove esattamente sulla stessa linea.

sono interventi altrettanto incostituzionali, ma si tira a campare; magari intanto si riesce a mettere le mani sulla Corte e a renderla inoffensiva.

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ovviamente non sto a difendere i vitalizi, che peraltro i parlamentari costruiscono, almeno in parte, accantonando regolari contributi; non sto a difendere indennita` esorbitanti, e una correzione mi sta bene da parte degli stessi farabutti che l’hanno bocciata tre mesi fa (ammesso e non concesso che dopo tutta questa caciara facciano davvero qualcosa, o non tirino semplicemente a campare intanto che il popolo si dimentica).

ma non sono cosi` fesso da non capire a che cosa mira questa campagna.

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il problema non sta nei circa 200 milioni l’anno che costano i vitalizi: si vuole invece por mano all’insieme delle pensioni residue su base retributiva: quelle calcolate in base all’ultimo stipendio e non alla storia contributiva del soggetto.

insomma, sono le pensioni che superano quanto spetterebbe sulla base dei contributi versati.

il presidente dell’INPS Boeri, appena nominato da Renzi, ha messo le mani nel piatto:

Se ci sono persone che hanno versato pochi contributi e poi hanno pensioni altissime, non li chiamerei diritti acquisiti; andrebbero riallineate le pensioni alte ai contributi versati.

tutto giusto, come no?

rimane da capire se vanno riallineate le pensioni altissime o quelle alte, e quali sono le pensioni alte.

secondo Renzi gia` una pensione di 1.200 euro lordi e` alta, visto che ha accusato la Corte Costituzionale di voler togliere a chi non ha (i dipendenti con stipendio lordo fino a 2.000 euro) per dare a chi ha (i pensionati con 1.200 euro lordi).

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in questo mondo di valori capovolti, di bugie senza freno, di governanti s-vitati, ci capita perfino di sentire Renzi fare la morale, dicendo che lui il vitalizio non ce l’ha.

infatti non e’ deputato, bella forza!

e comunque lui, un vitalizio se l’e` procurato, come noto a tutti, facendosi assumere dalla ditta paterna come dirigente, tre giorni prima di diventare presidente della Provincia di Firenze, in modo da mettere lo stipendio a carico della collettivita`.

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veramente la masnada che ci governa e` senza alcun senso del pudore e il popolo che si lascia sgovernare da questa cricca di ladri dev’essere fatto di smemorelli pavidi e senza palle.

il modello di cittadino che del resto piace ai moderni viscidi trentenni disimpegnati.

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ora dunque si annuncia una nuova rifoma delle pensioni: saremo, anzi sarete, pensionati prima, e con pensioni piu` basse.

auguri! altro trucco, altro inganno.

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eppure sulle pensioni la proposta piu` seria io l’ho sentito da un anonimo commentatore del Corriere della Sera.

che diceva, piu` o meno: lo stato riconosca la funzione sociale della pensione e garantisca a tutti il minimo necessario per non ricadere entro la soglia di poverta`.

che in Italia e` tra gli 800 e i 550 euro mensili a seconda della residenza (v. http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCCV_SOGLIAPOVA).

proporzioni a questa pensione i contributi richiesti a chi attualmente lavora.

e lasci ai singoli l’onere di incrementare la pensione futura cosi` garantita con contributi volontari.

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una simile modesta riforma, per le pensioni da maturare da questo momento in poi (fermi restanti i montanti gia` accumulati), avrebbe effetti straordinari nel rilanciare i consumi, perche` provocherebbe un aumento immediato degli stipendi.

per le fasce piu` alte potrebbe anche essere aumentato il prelievo Irpef e per le fasce piu` basse renderebbe inutile l’obolo degli 80 euro mensili.

e soprattutto riporterebbe in piena luce il principio costituzionale che invano la Corte sta cercando di ristabilire con una serie organica di sentenze: che il bilancio dello stato non si tampona a carico di una categoria particolare di cittadini, i pensionati, additati al publico disprezzo perche` usufruiscono di pensioni che per la maggior parte hanno accantonato versando i contributi nella vita lavorativa, ma con interventi sulla fiscalita` generale.

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lo stesso principio andrebbe applicato ai parlamentari, ovviamente.

ma toglierebbe di colpo alle categorie privilegiate i benefici attuali di pensioni comunque esorbitanti a carico della fiscalita` generale.

non solo non se ne fara` nulla, ma proposte simili vengono anche tenute accuratamente nascoste all’opinione pubblica.

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20 risposte a “gli s-vitalizi – 244.

  1. @ FlavioTS

    ormai la mia vita e` passata.

    fin da giovane ho rinunciato a cercare di essere un uomo di successo; non sapevo ancora cosi` chiaramente perche` come ora, ma l’istinto e alcune prime considerazioni mi hanno aiutato a non provaqrci neppure.

    naturalmente questo non significa affatto che ci sarei comunque riuscito.

    secondo me il pelo sullo stomaco non puoi fare finta di averlo se non ce l’hai… 😦

    • colpa mia che parlo sempre in seconda persona. Non era riferito direttamente a te. E comunque mi sembra che tu abbia fatto persino più di quello che possa aver fatto un uomo di successo. Hai una bella famiglia e hai girato il mondo facendo quello che più ti piace. O mica preferivi essere miliardario e depresso? 🙂

      • avevo corretto e integrato il commento, ma non vedo le modifiche, e oramai lasciamolo cosi`.

        sono proprio d’accordo con te: non ho voluto provare ad essere un uomo di successo, perche` sapevo che non mi sarebbe piaciuto diventarlo.

        in fondo sarebbe stato un modo di sacrificarsi.

        sinceramente non sono insoddisfatto e neppure pentito delle mie scelte, e sono contento delle soddisfazioni che kmi hanno dato.

        mi spiace soltanto che uomini di successo siano diventati in questo paese prevalentemente dei farabutti ignmoranti, e sono sicuro che se ciavessi provato, per il bene degli altri, io sarei stato meglio della maggior parte di loro.

        ma so anche che proprio per questo non lo sarei mai diventato, e dunque la rimuncia e` stata un ottimo modo di non sprecare energie.

        • le scelte nella maggior parte dei casi sono dettate dalle circostanze. Certamente mi fido della tue buone intenzioni ma è difficile escludere che nelle giuste condizioni il bortocal di quel universo non possa combinare qualche casino lo stesso.

          sono sicuro che saprai dare il tuo contributo qui e ora. E se non sarà così ci sono sempre altri universi dove lo farai 😉

          • eheh, sono assolutamente sicuro di essere riuscito a sistemare bene le cose in tutti gli altri universi in cui mi sono dislocato.

            se mi ostino a restare cosi` a lungo in questo, e` perche` e` l’unico appunto che oppone resistenza.

            il problema che mi pongo e` come faccio ad agire da solo in tutti gli infiniti universi in cui non ti incontro, 🙂

  2. Un haircut alle pensioni medio alte andrebbe anche bene se quei soldi servissero per migliorare i servizi o creare lavoro per i giovani. Ma solo in quel caso. Ovviamente più giovani lavorano più contributi incassa lo stato e perché no in futuro sarà possibile tornare a pagare pensioni più alte.

    La proposta della pensione a quota fissa più una quota variabile ha una lacuna. Mettiamo che per 30 anni l’economia vada alla grande e tutti riescono ad assicurarsi una quota variabile molto ampia. Se poi arriva un breve periodo di crisi, e i contribuenti diminuiscono, come farà lo stato a pagare le pensioni a tutti? Può certo indebbitarsi ma questo non fa che peggiorare la crisi.
    Ecco perché la quota variabile dovrebbe essere collegata in qualche misura anche all’andamento dell’economia del momento.

    • ahha, vedo che il concetto fondamentale non riesce a fare breccia.

      accantoniamo per un momento i casi nei quali i contributi versati non coprono l’importo della pensione (non so se sia il mio, considerando che ho versato contributi per 49 anni, giusto per evitare che il discorso sia preso come un’autodifesa d’ufficio): e su questi si puo` tranquillamente discutere.

      in tutti gli altri casi il pensionato sta riscuotendo l’importo di una pensione che si e` messo da parte con i versamenti nella vita lavorativa.

      tanto o poco che sia, sono soldi suoi, come se li avesse sul conto corrente o sotto il materasso.

      non e` lecito a nessuno, neppure allo stato riprenderseli: e` un semplice furto – incostituzionale, come sta ripetendo invano la Corte in varie sentenze.

      A MENO CHE lo stato, per esigenze superiori della collettivita` non decida di AUMENTARE LE ALIQUOTE FISCALI A TUTTI: ma il contributo per la crisi non va chiesto ai pensionati soltanto.

      nella fattispecie in concreto i soldi vengono presi ai pensionati, che in prevalenza li hanno accantonati, e non agli evasori, che continuano ad evadere.

      e` una follia costituzionale.

      – per il resto, non sono stato chiaro su un punto.

      nella proposta che ho letto e fatta mia, la funzione dello stato sarebbe solamente quella di garantire all’intera popolazione una pensione sociale, per chi fosse sprovvisto di altri redditi, da una certa eta` in poi.

      questa funzione sociale dello stato, in quanto garantita a tutti, andrebbe finanziata con la fiscalita` generale e non con specifici contributi lavorativi.

      quanto alla pensione integrativa, lo stato sarebbe soltanto UNO dei soggetti a cui il cittadino che desidera portare la sua pensione futura oltre il minimo della soglia di poverta` si potrebbe rivolgere per garantirsela con versamenti individuali per una pensione integrativa.

      ci sarebbe una normale concorrenza di mercato tra vari operatori finanziari, fra cui lo stato.

      ma cosi` c’e` il rischio che le pensioni future non corrispondano poi ai versamenti compiuti…

      vero, ma tu pensi che le pensioni attuali siano garantite?

      … considerando che chi governa non ha altra fantasia per risovere il problema del bilancio che tagliare le pensioni, come se, in uno stato privo di reddito di cittadinanza come il nostro, non fossero molto spesso i pensionati che mantengono figli e nipoti disoccupati.

      • Non credo che i contributi pensionistici siano soldi accantonati. I contributi che paga chi lavora oggi non sono per la propria pensione ma per pagare la pensione dei pensionati di oggi così come i pensionati di oggi fecero 30 anni fa. Infatti chi lavora oggi magari paga persino più di quelli che pagavano 30 anni fa ma difficilmente vedrà una pensione.

        Voglio dire che il valore dei contributi versati varia nel tempo. Se, come suggerisci, avessi messo nel materasso 1000 euro 4 anni fa al giorno d’oggi quei soldi servirebbero a pagare solo metà degli acquisti di cibo che avresti fatto a quel tempo. Dandoli allo stato il cittadino si aspetta che venga diffeso il potere di acquisto di quei contributi. Ma lo stato li deve investire nel modo giusto sperando che quelli investimenti fruttino abbastanza da restituire quel potere di acquisto ricevuto tempo fa. Se così non fosse lo stato dovrà indebbitarsi allimentanto un circolo vizioso che in ultima istanza lo porterà al fallimento.

        Detto ciò penso anch’io che debba essere garantito a tutti un minimo per portare avanti una vita dignitosa. Quello che resta in più va suddiviso proporzionalmente al proprio contributo nella costruzione della società in cui si vive. Compresso in questo anche il contributo collettivo a tutto quello che non funziona. Se l’economia di oggi non funziona è anche “merito” di chi ne ha deciso il futuro in precedenza.

        Ma comunque qualunque cosa tolta a qualcuno (sempre nei limito del buonsenso) deve servire a garantire un futuro migliore alla collettività. In questo caso i soldi sono serviti a tappare buchi senza avere in vista una soluzione globale ai problemi. Quindi non andavano tolti, nemmeno di fronte ad un fallimento.

        • sono soldi accantonati in questo senso: io oggi verso i contributi pensionistici (che servono a te, stato, per pagare le pensioni attuali) nel presupposto che tu, stato, al momento opportuno mi restituirai i miei contributi sotto forma di pensione.

          non sono fisicamente accantonati e depositati da qualche parte; hai ragione, ma ci sono diversi modi di accantonare: questi, ad esempio, sono soldi che il cittadino versa allo stato oggi per avere una pensione domani.

          sul resto mi limito a dire che in uno stato nel quale l’evasione fiscale calcolata si aggira attorno ai 200 miliardi l’anno e basterebbe di gran lunga, se eliminata, a risanare il bilancio statale in pochi anni, continuare a indicare i pensionati come responsabili del dissesto del bilancio e` semplicemente truffaldino, cioe` criminoso.

          naturalmente sono gli evasori e i partiti che li rappresentano che cercano di distrarre l’attenzione indicano i pensionati come la causa del dissesto dello stato.

          al contrario i pensionati negli anni passati hanno salvato lo stato garantendogli di incassare i loro contributi, e ora che spetterebbe loro la restituzione sono presi a calci nei denti.

          • Su dai, almeno per le pensioni più alte non sarebbero calci nei denti. Quello che voglio dire è che sembra giusto che anche i più vecchi contribuiscano al disastro 🙂 . Però sempre entro le considerazioni dei precedenti commenti. Sarebbe anche una cosa giusta lasciare che le giovani generazioni, siccome non avranno una pensione, decidano da sole cosa fare dei propri contributi, se destinarli allo stato o meno.

            Ci sono certamente anche altri altri modi per evitare che la cosa pesi sui pensionati.

            • il problema non e` quanto alta sia la pensione in se stessa, ma quale rapporto vi sia fra l’entita` della pensione e i contributi versati; potrebbero esserci anche pensioni piu` basse, ma semi-regalate, e pensioni oggettivamente alte, ma corrispondenti ai contributi versati.

              da quando sono andato in pensione, meno di due anni fa, la mia pensione e` gia` stata diminuita di circa 200 euro al mese; ma siccome la cosa e` avvenuta, a quanto credo, attraverso aumenti di tasse per tutti, non me ne sono mai lamentato.

              diverso e` il caso, quanto a lamentele, se qualcuno venisse a diminuirmela, lasciano pero` intatti i redditi di eguale misiura di altri soggetti.

              • Concordo. Stavo solo facendo un po’ il rompiscatole. Purtroppo alternano tra lavoratori e pensionati i turno di quelli da spennare. Il problema è che essendo tanti è facile raccogliere somme enormi in poco tempo e continueranno così fin quando combinaneranno qualche guaio serio.

                • bel modo che hai di fare il rompiscatole! facessero tutti cosi`!!!

                  si`, il sistema democratico cosiddetto e` tale, credo, perche` e` il popolo che paga.

                  ma poi occorre dire che la democrazia funziona diversamente a seconda dei popoli che la vivono e come ci sono persone destinate a vivere da succubi, lo stesso puo` dirsi di alcuni popoli piu` che di altri; la religione aiuta molto a sopportare le ingiustizie, per esempio, no?

                  a me pare, del resto, che in Italia noi oramai viviamo in un guaio serio permamente che ha due volti:

                  1. il debito accumulato dagli anni Ottanta in poi in mnaiera massiccia (Craxi, longa manus di Berlusconi, poi Berlusconi in prima persona, oggi Renzi con i suoi 80 euro che sono la ripresa di quella politica.

                  2. il disfacimento totale della morale collettiva nell’individualismo arraffone piu` sfrenato.

                    • be`, i guai ci saranno comunque.

                      chi ha agito in questo modo lo ha fatto per il suo interesse imediato.

                      da dove e` venuta la debordante ricchezza di Berlusconi se non dall’indebitamento degli italiani che pendevano piu` di quel che guadagnavano?

                      hanno scaricato consapevolmente ed egoisticamente i problemi sulle generazioni future, cioe` sui giovani del presente.

                      ma per loro questa e` stata una straordinaria opportunita`, tutt’altro che un problema.

                      e siccome questa e` stata la politica mondiale da reagan e Tatcher in poi, tanto i problemi ci sono per tutti.

                      alcuni si sono fatt furbi e riescono a prosperare meglio quando il resto del mondo soffre.

                    • Non devi nemmeno più sforzarti in nome del progresso e delle nuove idee pagando con tanti sacrifici. Per essere un uomo di successo devi solo imparare a rubare la caramella ai poveretti.

                      Senza cambiamenti radicali è difficile che qualcosa possa risolversi positivamente.

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