A proposito di orsacchiotti gay – 274.

Diro` il peccato e non il nome della sconclusionata peccatrice da blog, questa volta: una donna di straordinaria quanto bizzarra intelligenza, che tiene molto a diventare la prova vivente di come l’eccessiva finezza intellettuale, se non viene ancorata con ceppi di ferro al buon senso, conduce a veri e propri deliri.

Questa volta l’intelligenza ha prodotto un trattatello contro il matrimonio gay, molto ben documentato, anche se in modo terribilmente parziale, e che si potrebbe anche leggere con interesse, dato che condivido con questa blogger il fastidio per tutte le tesi precostituite e convenzionali; la nuova morale acriticamente a favore dei gay, quando non e` sufficientemente approfondita e motivata, infastidisce anche me.

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Ma quel che e` veramente aberrante nell’articolo in questione e` la tesi di fondo, presentata senza vergogna ne` vera coscienza, e portata fino alle sue estreme conseguenze, che sono queste.

  1. Il matrimonio e` per sua natura biologica esclusivamente eterosessuale
  2. Nel matrimonio non conta ne` il numero delle persone che lo contraggono ne` la loro eta`
  3. Conta invece il sesso di chi lo contrae.
  4. La conclusione paradossale e` che dobbiamo considerare, ad esempio, perfettamente morale che un uomo di sessant’anni, come il profeta Mohammed, si sia pigliato in moglie una bambina di nove anni, oppure che quell’uomo ingiustamente sopravvalutato che fu Montanelli in Africa Orientale si fosse preso come concubina pagata una minorenne
  5. Ma non e` morale ne` biologica l’unione di vita stabile e riconosciuta fra persone adulte dello stesso sesso.

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Quei comportamenti eterosessuali che noi consideriamo pedofili sarebbero dunque moralmente molto piu` sani del sesso consenziente fra due donne lesbiche che si piacciono, per fare un esempio.

E la conseguenza non detta, ma lasciata indovinare, e` che la pedofilia sarebbe esclusivamente omosessuale, oppure ci sarebbe pedofilia eterosessuale solo se il rapporto sessuale non fosse sancito da un matrimonio.

In sostanza la pedofilia, cioe` il rapporto sessuale imposto ad un bambino o una bambina non ancora maturo o matura per desiderarlo, sarebbe tale soltanto se non riconosciuta per legge.

Naturalmente in nome della presunta legge biologica.

E a nulla vale, credo, ricordare, che neppure la pedofilia eterosessuale puo` essere considerata biologicamente produttiva, dato che la bambina non e` ancora in grado di generare.

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Schermo molto fragile quello della biologia che in questo caso nasconde malamente una non dichiarata apologia della morale sessuale islamica: favorevole alle spose bambine e alla poligamia femminile e poliginia.

(ma poi anche abbastanza tollerante verso l’omosessualita` maschile, compresa e giustificata come forma occasionale di sfogo per giovani maschi troppo esuberanti e non sempre da punire ossessivamente con la morte, come vogliono gli imam omofobi – anche se questo alla blogger esaltata sfugge completamente).

Grave e inaccettabile apologia proprio perche` dissimulata, e corrisponde a un tentativo disonesto di condizionamento nascosto del lettore.

* * *

E allora mi sembra giunto il momento di farla finita con questo appello alla biologia da parte di chi non la conosce, visto che male maschera invece il ricorso al principio di autorita` di qualche libro sacro, in questo caso il Corano.

Ora su un giornalaccio online, che neppure nominero`, pochi giorni fa chi aveva lo stomaco di guardarsele poteva vedere non ho capito se foto o riprese di due giovani orsi d’Abruzzo (se non ricordo male) che avevano scoperto le gioie del sesso orale fra maschi; arrivando al punto di ignorare ostentamente una giovane e carinissima orsa femmina che passava da quelle parti e che non riusciva a distoglierli dalla loro attivita`.

L’articolo si preoccupava subito di dare la spiegazione rassicurante di un etologo convocato d’urgenza per l’occasione, e diceva che i due erano stati sottratti precocemente alla madre, e dunque avevano qualche difficoltà` nel distinguere un capezzolo da qualcos’altro.

Puo` essere; in ogni caso l’attivita` sessuale fra animali dello stesso sesso e` ampiamente diffusa nel mondo naturale, tanto che possiamo considerarla tranquillamente biologica, qualunque cosa voglia dire questo aggettivo in questo contesto, e se e` molto piu` occasionale e meno sistematica in molte altre specie e` per il semplice motivo che in queste specie TUTTA l’attivita` sessuale e sporadica e legata esclusivamente ai periodi di estro.

* * *

Ma, se dicendo contraria alla biologia intendiamo dire invece che questa attivita` non ha risultati procreativi in natura, questo e` certamente vero.

Ma evidentemente la natura, che ha creato l’istinto sessuale come inconsapevolmente riproduttivo, nella sua altrettanto inconsapevole saggezza ha pure previsto che in determinate circostanze biologiche sia bene che l’istinto sessuale non abbia come esito la riproduzione.

E` dunque biologico sia che nella maggior parte dei casi l’attivita` sessuale porti a nuovi nati, sia che in alcuni casi invece no.

E non c’e` motivo al mondo per considerare le prime forme di sessualità` superiori moralmente alle seconde (come se poi potesse esservi una moralita` nella sessualità`, che e` per definizione il regno degli istinti): qualcuno dovrebbe pure spiegarmi come possono esistere istinti che sarebbero morali e altri che non lo sarebbero; morale sara` semmai, aderire agli istinti o reprimerli, direi, nella specie umana che si presume almeno parzialmente consapevole.

Rieccoci dunque alla tesi delle religioni che la sessualità` e` morale se dedita alla riproduzione e, in caso contrario, e` maligna e diabolica.

Ma allora siamo conseguenti, ed equipariamo per favore alla omosessualità` anche il sesso eterosessuale in vario modo protetto dal rischio riproduttivo…

Che ne dite, geniali arrampicatrici sui vetri?

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Ora, che il matrimonio abbia a che fare con la cura della prole lo dice il nome stesso.

Nel mondo latino antico i due sessi si distinguono per due funzioni loro specifiche: il patrimonium, cioe` la cura tutta maschile della proprieta` e della ricchezza, e il matrimonium, compito squisitamente femminile, che consiste nella cura domestica della vita familiare in tutte le sue caratteristiche.

Al maschio il compito di renderla possibile assicurandone le condizioni di base, cioe` il possesso di un patrimonio adeguato a sostenerla; alla femmina la conduzione concreta di questa vita nelle sue manifestazioni quotidiane.

Questa divisione dei compiti non ha evidentemente nulla a che fare con la biologia, ma e` strettamente culturale, tanto che in altre societa` umane puo` essere regolata diversamente; bastava spostarsi a Creta un millennio prima per trovarvi il matriarcato, cioe` una societa` dove erano le donne a gestire la ricchezza e il potere.

* * *

Se il matrimonio consiste dunque nella cura della prole, difficile negarne la possibilita` dove la ricerca scientifica rende possibile forme di concepimento alle coppie sterili, anche eterosessuali.

Personalmente sono piuttosto critico verso questo tipo di sviluppi, ritengo pericoloso per il futuro della specie il generare o salvare a tutti i costi, in nome dei diritti individuali, individui che la selezione naturale aveva escluso dalle possibilita` di essere generati o mantenersi in vita.

Ma se vogliamo fare una riflessione di questo genere, essa non riguarda evidentemente le sole coppie omosessuali che intendono generare dei figli biologici con spericolate tecniche artificiali, ma si estende anche alle coppie etero che usano tecniche simili.

* * *

Se poi vogliamo dire che era molto piu` originale e interessante la riflessione del mondo omosessuale degli anni Settanta che rivendicava la propria radicale incompatibilità` con l’istituzione matrimoniale, piuttosto che la moderna banalizzante scimmiottatura dello stile di vita etero, per me sara` un invito a nozze (ma credo di avere usato la metafora sbagliata, ahaha 🙂 ).

Ma con tutto questo, insomma, quanto tempo ci vuole per capire che, qualunque sia la religione dietro la quale si maschera, la pretesa di insegnare agli uomini che cosa e` buono e che cosa e` cattivo nei loro istinti e` SEMPRE una intollerabile forma di sopraffazione se non proviene dall’interno del gruppo stesso di chi condivide una particolare condizione?

Insomma lascerei volentieri la riflessione sulle scelte etiche degli omosessuali agli omosessuali e la smetterei una volta per tutte con la pretesa pretesca di andare ad insegnare agli altri che cosa e` bene e che cosa e` male nei loro desideri.

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ma perche` mi sono occupato di questo tema piuttosto peregrino, direte voi…

forse perche`, porco diavolo, pare proprio impossibile che l’Italia diventi un paese civile?

perche` si deve sempre riscontrare che la morale di questo paese e` costitutivamente incapace di riconoscere la sopraffazione ai danni di qualunque minoranza?

forse perche` mi risveglia lo spirito polemico stare, anche se purtroppo solo per qualche giorno, in una realta` europea dove polemiche cosi` aberranti contro una parte della popolazione non sono neppure concepibili?

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