il nome della morte.

* * *

il nome della morte non ha sinonimi, dice tramedipensieri, in una specie di borforisma.

soltanto perifrasi, aggiunse pensoso bortocal.

* * *

si dice (Leopardi) che nessuno fa esperienza della morte: dove arriva lei non ci siamo piu` noi.

e` il viceversa che non funziona.

non e` vero che dove ci siamo noi, lei non arriva.

* * *

la morte si sconta vivendo, disse Ungaretti in uno dei suoi versi da Baci Perugina.

la morte SI VIVE vivendo, invece.

la perdita irrimediabile di senso di tutto quello che era cosi` importante soltanto qualche istante cosmico prima,

il ritrovarsi inattuale perche` il mondo delle tue esperienze non e` piu` condiviso,

il vivere il disfacimento delle persone care come un segno dell’irrimediabile mera apparenza del tutto.

* * *

la morte e` diventare buddisti per forza. 

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17 risposte a “il nome della morte.

        • tutti nasce da questa bastarda confusione fra la morte e la malattia.

          se si potesse essere sicuri di poter morire senza malattia, la morte non farebbe forse piu` paura del sonno, al quale ci affidiamo serenamente ogni sera, senza certezza peraltro di uscirne vivi.

          purtroppo questa connessione e` pero` inevitabile, dato che difficilmente si muore sani…

          • Beh massi’ c’è la morte per incidente stradale, la morte nel sonno, l’eutanasia, ce ne sono… E anche la malattia dipende, ce n’è di peggio e di meno peggio.

            Io penso che la gente, paradossalmente sia i credenti sia non, abbiano proprio, anche, paura della morte in quanto tale. In parte capisco anch’io che se uno ha delle cose da fare e muore per un incidente stradale non è il massimo, io infatti spero di morire dopo aver finito di fare tutte le cose che voglio fare. Pero’ non ho né l’istinto di conservazione fine a sé stessa, né la paura del dopo la morte, né il tabù di anche solo pensare a questi argomenti, che invece tutti gli altri, sia credenti sia no, sembrano avere. Ma penso che anche tu sia una delle poche eccezioni di persone che sono come me su questo punto, quindi magari nemmeno tu sai perché per gli altri sia tutto il contrario hehehe

            • penso di essere andato abbastanza vicino alla morte negli ultimi anni in due momenti: il primo quando ho avuto la setticemia fulminante, e avevo la pressione a 40 e la febbre anche.

              stranamente non sentivo nessun malessere e leggevo tranquillamente.

              credo che piu` che altro sarebbe stato come uno svenimento, se ci fosse stata.

              la seconda e` stata la volta della sincope, dove effettivamente lo svenimento ci fu, ma dopo non so quanto tempo ci fu anche il rinvenimento…

              ma siccome di quel che successe prima dello svenimento non ricordo assolutamente nulla, devo dire che mai cosa mi e` sembrata piu` insulsa e priva di significato.

              ecco una cosa sulla quale si riflette poco: se dopo la morte per assurdo si potesse tornare in vita un attimo e scoprire che non ce la ricordiamo affatto, che cosa sarebbe mai la morte?

              effettivamente la morte non riesce a farmi paura.

              magari il distacco dalle persone care mi dispiace, ma se penso alla morte come una cosa che rigaurda soltanto me stesso, ebbene no, non mi spaventa.

              credo che mi manchi qualcosa, o forse e` soltanto una dimostrazione di egoismo.

              difficilmente un egoista ha paura di morire.

  1. @ tramedipensieri

    Se le mie ceneri non avessero già un posto che aspetta sotto una quercia secolare, avrei lanciato una nuova moda, nel mio paese di nascita, per copiare le bellissime croci blu.
    Da ragazza mi piaceva tanto leggere l’antologia di Spoon River.
    Questo cimitero merita una visita.

    • grazie mille, è un bellissimo post e questa specie di Spoon River allegro e reale interessantissimo…

      mi era stato appena notificato e non lo avevo aperto ancora.

      credevo, dal nome, fosse in Brasile, e invece è in Romania! al confine con l’Ucraina, vedo.

      qualcosa di simile in qualche modo ho visto in Vietnam l’anno scorso: una veglia funebre dove tutti erano vestiti di bianco e si suonava musica allegra…

      ma è semplicemente l’uso locale…

      • Un bel ricordo delle persone che ci sono state vicino. Pensarle allegre è facile con questi colori e le frasi che li contraddistinguono…
        A me piace molto quest’idea.
        Anche se per me ho già deciso…visto che qua d’allegro non c’è niente.

        grazie del passaggio
        buona serata 🙂

        • vedi, marta, anche in occasioni molto tristi, che mi hanno toccato da vicino in passato, ricordo che c’erano riunioni di famiglia in cui capitava anche di ridere.

          è la vita che si riprende i suoi diritti, ed è bello pensare che anche il morto, se potesse, parteciperebbe alle risate e non ha nulla in contrario.

          del resto l’allegria nella morte è più facile in un mondo come quello orientale che crede nella reincarnazione e la vede come un passaggio.

          (a proposito di Grazie del passaggio, per un attimo mi hai fatto sentire su blablacar… 🙂 🙂 🙂 )

          non ho capito bene a che cosa alludi, però, quando parli di decisioni che ti riguardano.

  2. non sono in disaccordo con te, però non vorrei far passare una lettura troppo facile del problema: è anche vero che, se ci si prepara troppo alla morte, si vive meno intensamente.

    effettivamente è importante prepararsi alla morte quando la morte effettivamente si avvicina e non troppo tempo prima… 😉

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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