due tipi diversi di razzismo, anzi tre – 290.

* * *

non c’è solo il razzismo contro i poveracci e i disperati, leggi pure gli immigrati e i clandestini, confusi in un calderone unico con i profughi provocati dalla folle politica militarista di un Occidente che ha totalmente destabilizzato il Medio Oriente sotto la guida di un premio nobel per la pace ed ora assiste alle conseguenze di una politica demenziale e criminale senza neppure saperle riconoscere.

con questo razzismo, che vorrei definire dall’alto in bassoil piccolo borghese senza valori o il sottoproletario truzzo che vorrebbe esserlo affermano nell’odio contro i miserabili tutta la propria presunta superiorità.

questo è il razzismo più evidente, che ci vede leader in Europa, e che diventa totalmente odioso quando assume connotati etnici.

* * *

ma c’è anche un secondo tipo di razzismo, meno evidente, ma altrettanto diffuso in Italia – chiamiamolo dal basso in alto – ed è quello che colpisce i gruppi sociali che appaiono fortunati o meritevoli in qualche modo.

stranamente le recenti indagini sociologiche non se ne sono ancora occupate.

è stato l’odio contro gli ebrei, nel secolo scorso: piccola minoranza colta e benestante, che infastidiva per la sua diversità; ma non ne è andato esente lo stalinismo, la versione di sinistra del fascismo, col suo odio contro i kulaki, i contadini ricchi; qui il gruppo da sterminare era identificato attraverso le caratteristiche socio-economiche e non attraverso la sua particolare cultura, ma il genocidio non fu meno efferato.

e qualcosa di simile conosce l’Indonesia, con i suoi ricorrenti massacri della minoranza cinese, che svolge in Asia un ruolo socialmente quasi identico a quelle degli ebrei in Europa (quando c’erano ancora come vera e propria comunità: ora ce ne siamo sostanzialmente liberati con uno dei peggiori delitti storici del secolo scorso, la reinvenzione dello stato di Israele).

l’ultimo grande genocidio della nostra storia umana, quello dei tutsi (o watussi) del Ruanda nel 1994 (anticipato già da un episodio analogo, ma di dimensioni più ridotte nel 1963) ha radici simili a queste: anche se a volte si parla di due diverse etnie, difficili peraltro da riconoscere, i tutsi sono i benestanti e longilinei allevatori locali di bestiame e sono stati massacrati dai contadini hutu, piccoli brutti e cattivi, verrebbe da scherzare se si potesse farlo su un tema così atroce.

una variante africana della storia di Caino e Abele, che colloca il genocidio all’origine stessa dell’umanità.

e del resto perfino Oetzli, la più antica mummia (naturale) d’Europa, fu assassinato millenni fa su un valico tirolese per nient’altro che per la propria etnia.

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la variante italica di questo secondo tipo di razzismo sta nell’odio anti-tedesco, oramai diffuso a man bassa dai media, che lo hanno fatto diventare senso comune, tanto che è impossibile distinguere una destra razzista da una sinistra altrettanto tale.

è evidente a chiunque riflette un nano-secondo che questo odio è nella sostanza incompatibile con la permanenza nell’Unione Europea, e infatti chi lo alimenta si propone coerentemente di farne uscire il paese.

auguri.

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l’esistenza di forme mentali razziste che colpiscono egualmente chi è diverso da te perché sta peggio e chi è differente perché sta meglio, apre uno spiraglio sui meccanismi mentali del razzismo.

che consiste in una voglia semplificatoria di vivere in un mondo di eguali a sé: desiderio di menti semplici, che sono messe in difficoltà dalla esigenza di rapportarsi con la ricchezza e molteplicità della vita.

questo razzismo è sempre pronto ad allargarsi a qualunque tipo di varietà umana, a partire, come è ovvio, da quelle sessuali evidenti, che disturbano particolarmente la quiete mentale e relazionale alla quale aspira il razzista amante di un mondo semplificato di simili a  lui.

morale da schiavi, che vorrebbero tutti schiavi eguali a loro.

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ah, dimenticavo: esiste una terza variante di razzismo.

quella strettamente orizzontale (le altre due erano verticali) di io non sono razzista, ma.

per la verità un poco passata di moda in Italia, dato che ora invece quasi nessuno più si vergogna di esserlo.

questo razzismo timido, di chi confessa di non sentire un autentico impulso di odio verso i diversi di tutti i tipi di cui la vita si ostina a circondarlo, questo razzismo mediocre e senza palle di chi si adatta quasi controvoglia al razzismo altrui, non perché lo senta come bisogno autentico, ma perché finisce col dargli una parvenza di giustificazione logica, è il peggiore di tutti.

è conformismo allo stato puro e dunque esprime fino in fondo l’essenza stessa del razzismo: è il razzismo più razzista di tutti, se mi consentite questa bizzarra espressione.

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18 risposte a “due tipi diversi di razzismo, anzi tre – 290.

  1. Concordo pienamente.Pratico da italiano res.esterouna idiosincrasia attiva nei confronti dei miei connazionali.Ma non me la prendo solo con l’idiota guitto Grillo .o conilquasi analfabeta Salvini.No con gli 8 +2 milioni di italiani che li votano .Non si tratta solo d’ignoranza ,ma di stupidita’.In un mondo globale si erigono muri? Come se la muraglia cinese, laMaginot Berlino,Israele ed adesso lUngheria fossero serviti a qualcosa.!!!
    AGGIUNGO UN MURO .Questa gente dovrebbe essere inviata in campi di rieducazione.Da dove si esce quando si ragiona in attesa ……..Intollerante ?Si Non ne posso piu’.E pensare che se gli idioti del PD non si svegliano alle prossime elezioni Tutti i leghisti al ballottaggio voteranno perGrillo&Co per andare tutti fuori dall’ Euro/ Europa e atterrare in Burundi. POVERI IDIOTI!

    • concordo, ma a te pare che chi vota Renzi o Berlusconi sdia poi meglio?

      questo paese è irrimediabilmente stupido, e diseducato sistematicamente da decenni di televisione idiota.

      neppure riesce a passare a internet, che con tutti i suoi limiti consentirebbe alömeno teoricamente una informazione un pochino più critica.

      a me pare che sia inutile oramai battere la testa contro il muro: ragiono da europeo e comincio ad augurarmi che questo corpo infetto che è l’Italia sia espulso dall’Unione o si auto-espella, per provare almeno a salvare il resto, risultato tutt’altro che scontato.

      d’altra parte penso anche che alla prova dei fatti, una volta arrivati al potere, questa gente non sarà davvero in grado di realizzare questo programma per forza propria, se non sarà il resto dell’Europa a buttarci fuori.

      insomma, mi piacerebbe anche vederli spiegare, alla fine, che non ci riescono.

      insomma, sono assolutamente convinto che questo programma è solo fuffa per racattare voti, ma non ha quasi nessuna possibilità di essere realizzato.

      sempre che non vinca Trump le elezioni americane, come ho appena scritto, perché allora il quadro cambierebbe radicalmente e i due sarebbero la perfetta testa d’ariete americana per distruggere l’Europa e ridimensionatre la Germania, alla quale non resterebbe che allearsi a Russia e Cina per salvarsi da una nuova dominazione americana.

      • La penso esattamente nello stesso modo. Sono un espatriato da un vita. Europeista iper- convinto da una vita. Detesto profondamente e non mi privo certo di denigrarli i fascio-leghisti ed i fascio -leghisti che ormai contano 10.5 milioni di italiani che invierei in campi di rieducazione. Considero i piddini cialtroni e populisti , quanto al resto non voglio neanche commentare. L’Europa è il più grande mercato al mondo , il più ricco continente , la maggior manifattura ed invece si comporta ancora da lacché …. Invece di creare una Comunità di Difesa Europea , siamo ancora qui a mantenere la Nato sotto la guida unica degli USA. Invece di creare una maggiore integrazione mettendo in comune : finanza , tassazione, politica estera e difesa, stiamo litigando sul niente. ….. Lasciando ai nazionalisti , provinciali, catto confessionali, localistici territoriali di m….. campo libero nel dichiarare “urbi et orbi” le loro stupide e folli teorie metropolitiane!

        • dev’essere stata la vita all’estero che ci ha formato una visione così simile e così incomprensibile per chi non si è mai schiodato, neppure mentalmente – e che personalmente mi rende un esule in patria ora che ci sono dovuto tornare.

          ti leggo sempre volentieri e mi farà piacere se restiamo in contatto.

          • Asosolutamente si! Esattamante la stessa idiosincrasia che provo Sono troppo abituato ad attaccare e staccare la spina. Dopo max 45 gg.in Italia devo scappare x disperazione.Un paese dove 10.5 milioni votano fascio leghisti e fascio grillini non merita alcuna stima. Penso dall’anno prossimo di cambiare ancora residenza ,cmq fuori dall’Europa. Certo da quella del sud dove l’ignoranza e la stupidita’ regnano sovrane!

            • io alla fine ho dovuto rinunciare all’idea di una cittadinanza tedesca almeno ausiliaria: esigono un trapianto completo nel paese per anni.

              cosi` continuo a fare il pendolare, a rilassarmi nella civilta` e serenita` germanica, e poi a rifugiarmi in questa specie di esilio montano in Italia al quale sono arrivato alla fine e che me la rende almeno vagamente sopportabile, se solo continuo a tenere bene spenta la televisione e tra poco, credo, anche definitivamente con la stupida e rozza stampa del paese.

              essendo la situazione italiana totalmente priva di soluzioni non resta che staccare la spina ed ignorarla il piu` possibile per tutelarsi almeno a livello individuale.

          • A proposito d’imbecilli integrali leggi cio” che ho risposto al cretino integrale di Salvini che si e’ permesso di considerare gli itakiani all’estero dei fannulloni!

  2. Pingback: due tipi diversi di razzismo, anzi tre | Raimondo Bolletta·

  3. Caro Prof, ho trovato questo pezzo a dir poco illuminante e sicuramente capace di suscitare più di una doverosa riflessione. Ti pregherei se non hai niente in contrario, di rilanciare il post su FB in modo che io lo possa condividere a mia volta e farlo leggere al maggior numero di persone.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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