Varoufakis fatto dimettere da ministro delle finanze della Grecia – 333.

in anteprima dal blog di Varoufakis:

Minister No More!

The referendum of 5th July will stay in history as a unique moment when a small European nation rose up against debt-bondage.

Like all struggles for democratic rights, so too this historic rejection of the Eurogroup’s 25th June ultimatum comes with a large price tag attached. It is, therefore, essential that the great capital bestowed upon our government by the splendid NO vote be invested immediately into a YES to a proper resolution – to an agreement that involves debt restructuring, less austerity, redistribution in favour of the needy, and real reforms.

Soon after the announcement of the referendum results, I was made aware of a certain preference by some Eurogroup participants, and assorted ‘partners’, for my… ‘absence’ from its meetings; an idea that the Prime Minister judged to be potentially helpful to him in reaching an agreement. For this reason I am leaving the Ministry of Finance today.

I consider it my duty to help Alexis Tsipras exploit, as he sees fit, the capital that the Greek people granted us through yesterday’s referendum.

And I shall wear the creditors’ loathing with pride.

We of the Left know how to act collectively with no care for the privileges of office. I shall support fully Prime Minister Tsipras, the new Minister of Finance, and our government.

The superhuman effort to honour the brave people of Greece, and the famous OXI (NO) that they granted to democrats the world over, is just beginning.

* * *

davvero, non capisco.

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4 risposte a “Varoufakis fatto dimettere da ministro delle finanze della Grecia – 333.

  1. si capisce benissimo! fa la vittima sacrificale ma lascia Tsipras da solo a gestire un accordo che comunque prevederà dei prezzi a meno che veramente Tsipras non voglia fare vere scelte radicali fuori dall’Europa. Il ragazzo è furbo e un fine politico, un autentico greco. Un futuro leader quando la stessa di Tsipras sarà presto tramontata.

    • no no, Raimondo.

      e` Tsipras che gliel’ha chiesto (lo dice lui nel post).

      come abbonato al suo blog posso anche dirti che aveva postato un post entusiasta alle 3:32 nel quale tracciava le sue linee di azione futura.

      e` Tsipras che ha deciso di sacrificarlo.

      (a me la cosa ricorda il rapporto tra Fidel Castro e Guevara, che era appunto il primo ministro dell’economia nella Cuba rivoluzionaria – oltretutto, pare, per un incredibile equivoco).

      • hai ragione, è una prima condizione posta dai creditori a Tsipras, lo dice chiaramente Varufakis, la prima di una lunga serie. Ma non facciamo indebiti accostamenti, se non ricordo male Che se ne andò perchè voleva accendere la rivolta e la rivoluzione anche in altri paesi, come se Varufakis si ponesse ora a capo dei rivoltosi del sud verso l’odiata Merkel, chissà forse lo farà, potrebbe essere un buon primo ministro italiano se vincesse Grillo alle prossime elezioni. Scusa sono caustico perché non capisco e non accetto la piega che sta prendendo la nostra situazione.

        • sulle ragioni, quelle dichiarate e quelle vere, delle dimissioni di Guevara da ministro dell’economia cubano, ci sarebbe molto da discutere, ma lasciamo il tema agli storici specialisti, anche perche` non ne verremmo mai a capo con prove certe.

          Varufakis, anche con queste dichiarazioni di lealta` a Tsipras dal sapore stilistico francamente rivoluzionario, rischia di diventare un’icona della rivolta contro la finanza mondiale, questo e` vero.

          ma questa rivolta e` a mio parere, come ben sai, piu` che necessaria, anche se andrebbe portata avanti in forma ragionata, dagli stati in prima persona, calcolandone e calibrandone gli effetti.

          sono in buona compagnia e vedo con piacere che questa idea che sentivo come assolutamente solitaria tre o quattro anni fa, sta diventando senso comune, anche fra gli economisti piu` autorevoli e per niente teste calde.

          per non parlare di papa Francesco, ovviamente.

          perfino uno studio interno del Fondo Monetario Internazionale la indica come unica via d’uscita ragionevole dalla crisi greca.

          infatti, e alla cosa non viene dato alcun rilievo pubblico, anche la Grecia, come l’Italia e` in una condizione di avanzo di bilancio primario.

          migliore quindi di quella della Francia, per fare un esempio.

          in altre parole, se liberate dal peso degli interessi, Grecia e Italia sarebbero in condizione non solo di equilibrio, ma perfino di sviluppo.

          pare a me che non dovrebbe essere troppo difficile destinare agli interessi solamente il 50%, per esempio, dell’avanzo primario, dilazionando gli altri pagamenti.

          questo significa certamente far pagare dei costi agli stati in attivo, che si sono precipitati due o tre anni fa a farsi carico dei rischi delle loro banche per non farle fallire; di qui la resistenza comprensibile della Germania.

          che tuttavia non ha scelta, se vuole mantenere l’Unione Europea.

          se invece preferisce una specie di nuovo Reich allargato nella sola Europa centro-orientale, allora siamo oggettivamente di fronte alla crisi dell’attuale Unione Europea, e allora all’Italia e agli altri paesi del Sud-Europa e` necessario trovare altre soluzioni.

          personalmente non escludo la prospettiva di un mercato comune con l’America Latina, nel quadro del movimento dei BRICS, a questo punto, se la Germania sceglie diversamente.

          ma sono idee buttate giu` in modo troppo approssimativo e occorrerebbe discuterne con calma e bene.

          teniamo i nervi saldi comunque, rendendoci conto che la crisi dell”unione Europea non dipende nei suoi esiti dalla Grecia, ma dalla Germania e che bene ha fatto la Grecia a dire con un voto forte e chiaro che cosi` non si puo` andare avanti.

non accontentarti di leggere e scuotere la testa, lascia un commento, se ti va :-)

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