esiste davvero un divieto di ristrutturazione del debito pubblico nei trattati europei? – 336.

lo dice Schaeuble, ministro delle finanze tedesco, ma in una forma piuttosto contorta:

Chiunque abbia familiarità con i Trattati europei sa che un taglio del debito cade sotto il divieto di salvataggio, ha detto rispondendo a chi gli chiedeva se fosse possibile una ristrutturazione del debito greco.

l’affermazione e` molto strana, se consideriamo che una ristrutturazione del debito gre co e` gia` avvenuta (senza risultati efficaci) nel 2011, e non si capisce come possa essere stata fatta se violava i Trattati, visto che Schaeuble era gia` ministro delle Finanze (dal 2009; prima era stato ministro degli Interni dal 2005 al 2009).

senza calcare la mano: il divieto non c’era quando si e` trattato di salvare almeno una parte dei crediti delle banche?

e lo si scopre adesso che si tratta di salvare un popolo?

* * *

in una conferenza tenuta all’Almo Collegio Borromeo di Pavia il 25 marzo 2014, il Governatore della Banca d’Italia, Visco, ha espresso un concetto simile, ma altrettanto o forse ancor piu` nebuloso:

Nell’estate del 2011 l’annuncio del coinvolgimento degli investitori privati nella ristrutturazione del debito greco ha reso chiare le implicazioni del divieto di salvataggio finanziario di uno Stato imposto dal Trattato di Maastricht e dell’assenza di protocolli per la gestione delle crisi sovrane. 

ma possono ancora essere considerate valide queste riflessioni in un nuovo contesto economico tendenzialmente deflattivo, che, proprio per questo, tende a RIVALUTARE I CREDITI?

e comunque in che termini esatti viene espresso questo divieto?

* * *

cito ora un articolo di Roberto Castaldi sull’Espresso online dell’altroieri:

I Trattati non prevedono l’uscita dall’Euro, che è irreversibile.

Mentre contemplano il default di uno Stato membro, dato che prevedono una no-bail-out clause, ovvero il divieto di salvare uno Stato membro in default.

Proprio come avviene negli USA.

allora, qui mi pare che finalmente si faccia chiarezza: i trattati costitutivi dell’Unione Europea vietano all’Unione di salvare uno stato, una  volta che sia andato in default (ricordo che la dichiarazione ufficiale di default della Grecia potrebbe esserci solamente a fine mese, e da quel momento ogni aiuto dell’Unione al paese e` vietato dai Trattati e non resterebbe altra strda che quella degli aiuti umanitari per impedire la morte per fame della popolazione.

e non sara` un problema e neppure una spesa da poco.

ma nessun Trattato Europeo impedisce di aiutare un paese che non e` ancora andato in default a ristrutturare il suo debito, come del resto e` gia` avvenuto e di recente.

e` soltanto un problema di miopia della classe dirigente tedesca, forse irrisolvibile.

* * *

conclude giustamente Castaldi:

La scelta dunque per gli europei è tra una ristrutturazione concordata del debito greco, che permetta di recuperare il grosso dei soldi prestati ad Atene, o un default completo e non gestito.

Possono cercare di costringere de facto la Grecia fuori dall’Euro, ma violerebbero lo spirito e la lettera dei Trattati.

Non solo, si darebbero la zappa sui piedi politicamente ed economicamente.

Politicamente, spingendo tutti i populisti d’Europa a lanciarsi nella campagna per l’uscita dall’Euro.

Al contrario se la Grecia rimarrà nell’Euro, a tutti sarà chiaro che l’Euro è irreversibile e che le posizioni populiste non hanno alcuna possibilità di realizzarsi.

Economicamente, perché nessuno può davvero prevedere la reazione dei mercati alla trasformazione dell’Euro in un mero meccanismo di cambi fissi.

E se la reazione fosse negativa i Paesi con il debito maggiore, come l’Italia, sarebbero quelli che pagherebbero il prezzo più altro, nonostante gli sforzi della BCE.

* * *

aggiungo una postilla in francese.

mi sono rotto i coglioni di essere additato in alcuni blog come filo-tedesco soltanto perche` ho criticato e continuo a criticare il modo sostanzialmente razzista col quale alcuni criticano la politica della borghesia tedescca, trasformando queste critiche in un attacco sciovinista all’intero popolo tedesco.

dal quale avremmo diverse cose da imparare (oltre che viceversa, naturalmente, anche se le notizie di queste ore sugli arresti per ndrangheta di un gruppo di immigrati calabresi nel Baden Wuerttemberg attorno a Ravensburg non predispongono nolto favorevolmente verso questa vocazione didattica dell’Italia).

* * *

giusto per dimostrare che sono sempre stato un critico della Merkel e che sono sempre stato dalla parte dei suoi critici piu` creativi, ri-pubblico qui dal mio canale You Tube un mio piccolo reportage visivo sul comizio che tenne a Stuttgart l’11 settembre del 2009.

e quando la Merkel grida sparen, sparen, sparen (risparmiare, risparmiare, risparmiare) palesemente non ero d’accordo neppure allora.

non a caso il video e` girato mentre ero mescolato ai suoi contestori nel comizio, alcuni dei quali mi hanno commentato e discusso con me poi sul mio canale.

ah, il titolo del video, Das Tempo von Angela Merkel, significa Il ritmo musicale di Angela Merkel, dato che lei qui e` vista soprattuto come una diva pop.

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